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I commenti di maurizio .mau. codogno
Recensioni 1 - 20 di 140 recensioni presenti.  Media Voto: 3.55 / 5

(27-06-2015)
Libro - Socrate, per esempio. Altre storie dal passato - Vaglio Mariangela G.
Chi ha già letto il primo libro di Galatea, _Didone, per esempio_, probabilmente lo sa già. In questo libro non si parla di storia della filosofia, ma al massimo di storia *dei filosofi*. Insomma, non pensate di comprarvelo per passare le interrogazioni a scuola... anche perché la mia sensazione è che Galatea ci aggiunga molto del suo quando le fonti sono scarse se non virtualmente nulle. D'altra parte, tanto per dire, non avevo mai sentito nominare parecchi dei personaggi raccontati... Questo non significa che il libro sia di fantasia. Dal punto di vista tecnico è tutto vero e documentabile. Ma Galatea vuole farci capire come mai ai filosofi venivano in mente certe idee, e per spiegarlo devi comunque mostrare un po' di storia e di geografia, se non addirittura di scienza. Questo è preziosissimo, e il modo in cui è trattato - non ingessato ma come se fosse scritto su un rotocalco - aiuta a capire le somiglianze con quello che capita oggi, e toglie quegli strati di polvere che tipicamente associamo. Sappiate quindi che se volete sapere su cosa si basa la filosofia classica greca - il libro parla dei presocratici e termina appunto con Socrate - potete farlo divertendovi anche!
Voto: 5 / 5
(13-06-2015)
Libro - M. Una metronovela - Bartezzaghi Stefano
In questa sua incursione nella narrativa Stefano Bartezzaghi mette insieme varie cose. Il punto di partenza sono alcune delle stazioni della metropolitana milanese - a parte il penultimo capitolo in cui fa un cammeo la metro romana. Ma mentre i treni sotterranei (oops... Bartezzaghi nel testo si lamenta che i convogli non dovrebbero chiamarsi treni, perché poi nelle stazioni che sono anche ferroviarie ci si confonde) tagliano la città più o meno in modo diretto, lui preferisce perdersi in incisi e controincisi proprio come gli piace andare a zonzo per le vie della sua città. Il libro è così anche una raccolta di ricordi della sua gioventù e del presente, lampi illuminanti un luogo o un non-luogo cittadino; il tutto annaffiato da qualche gioco di parole qua e là, perché in fin dei conti è sempre Bartezzaghi. E infine c'è la cosiddetta "metronovela": varie scene da diffondere sugli ormai onnipresenti video nelle varie stazioni e che hanno come protagonisti un'improbabile coppia dai nomi Chuck&Dem, e una serie di comprimari di varie parti del mondo, i cui nomi sono in realtà espressioni dialettali milanesi. Io ne ho riconosciute meno di metà, ve lo dico subito. Un libro strano, che non so quanto potrà interessare chi a Milano non ci vive, ma che ha un suo certo fascino.
Voto: 4 / 5
(04-06-2015)
Libro - Gli enigmi di Mosca. Il grande classico con i 359 giochi matematici più belli del mondo - Kordemsky Boris A.
Nuova traduzione da parte di Vallardi di questa opera classica della matematica ricreativa. Boris Kordemsky, insieme a Yakov Perelman, è stato il più grande divulgatore matematico sovietico; la sua opera monumentale è del 1954, ma divenne nota in Occidente solo nel 1972, quando ne vene fatta una traduzione in inglese - supervisionata dall'onnipresente Martin Gardner - da cui è tratta anche questa traduzione. Angelo Mojetta ha fatto un ottimo lavoro: ho confrontato la sua traduzione con quella originale Sansoni e per fortuna si vede la differenza: trentacinque anni dalla prima edizione sono tanti, e la lingua italiana è cambiata abbastanza, anche lasciando perdere gli anglicismi spesso inutili. da meritare un rifacimento generale del testo. Quelle che sono rimaste sono le illustrazioni originali, insieme naturalmente alle ambientazioni dei problemi:spesso il gioco in sé è un classico, ma già solo vederlo con gli occhi di chi viveva nell'Unione Sovietica e quindi trova naturale prendere un certo tipo di esempi. Buon divertimento!
Voto: 5 / 5
(30-05-2015)
Libro - Pensieri degli anni difficili - Einstein Albert
Questo libro raccoglie vari brevi scritti non tecnici del grande fisico, composti tra il 1933 e il 1950 per un'opera pubblicata originariamente dall'Università Ebraica di Gerusalemme. Il contenuto è molto vario, e si può dividere in tre filoni principali, oltre ad alcune eulogie di colleghi e amici. Ci sono spiegazioni divulgative ad alto livello del percorso che lo ha portato a definire le teorie della relatività ristretta e generale; il loro interesse principale sta nel modo in cui Einstein spiega la sua linea di pensiero unificatrice, riguardando i principi della fisica classica da un punto di vista molto diverso da come vengono insegnati a scuola: più che fisica, insomma, fa (bene) filosofia della fisica. Poi ci sono gli scritti che potremmo definire etici: negli anni si vede la sua sempre maggiore preoccupazione per il nazismo prima e per la guerra fredda poi. Ho trovato interessante il fatto che non abbia mai dato un giudizio aprioristivamente negativo dell'economia comunista, pur avendo grandi dubbi sulla sua implementazione sovietica; d'altra parte era parallelamente preoccupato dalla concentrazione del potere economico statunitense in mano a poche persone (ricordiamoci che emigrò negli USA in piena Depressione...) Le sue idee per la creazione di un vero governo mondiale, ancora piu pressanti dopo l'uso della bomba atomica, sono sicuramente frutto di ottime intenzioni ma risultano a posteriori molto ingenue. Infine la parte che mi ha stupito di più: gli scritti sull'ebraicità. Einstein non era sicuramente credente, e credo non lo si possa nemmeno annoverare tra i deisti; ma sentiva comunque fortissima la sua identità come ebreo, membro di un popolo sparso tra le nazioni e sempre in pericolo: l'immigrazione in Palestina prima e la nascita di Israele dopo sono sempre stati guardati da lui con estremo interesse. In definitiva, un testo che dà da pensare.
Voto: 4 / 5
(07-02-2015)
Libro - Capra e calcoli. L'eterna lotta tra gli algoritmi e il caos - Malvaldi Marco; Leporini Dino
Scrivere un libro a quattro mani non è mai facile: il rischio è sempre quello di non riuscire ad amalgamare le varie parti. Ecco, questo è il punto più debole di questo libro. L'inizio del testo infatti racconta (bene) come si possa sfruttare la probabilità per capire come funzionano alcune cose (Monty Hall, ma anche il metodo Montecarlo per affrontare un problema troppo complicato), passando poi ai problemi legati alla troppa rapidità dei computer e al fatto che non siamo capaci di fare le cose in modo che non vada tutto a pallino a causa della loro intrinseca stupidità. Il guaio è che i singoli capitoli sono interessanti, ma al lettore - rectius: a me, non so come gli altri vedano le cose - rimane l'impressione che si sia perso da qualche parte il filo conduttore. Probabilmente insomma il modo migliore per leggerlo è dedicarsi a un capitolo per volta, come se il libro fosse una raccolta di saggi.
Voto: 4 / 5
(31-01-2015)
Libro - Se viceversa. Trenta pezzi facili e meno facili di matematica - Lolli Gabriele
Il sottotitolo di questo libro, "Trenta pezzi facili e meno facili di matematica", è un po' fuorviante: sarebbe stato più corretto parlare di didattica della matematica, che è in efetti il fil rouge che lega i capitoli: molti di essi partono dalla rubrica che Lolli ha tenuto sul sito Polymath, altri sono rielaborazioni di interventi che ha fatto in varie occasioni. Anche Lolli, dal suo punto di vista più avvantaggiato del professore universitario che si ritrova studenti che pur avendo scelto di iscriversi a matematica si trovano spaesati, concorda con l'osservazione che la scuola (forse non solo quella italiana) tende a far considerare la matematica come lo studio presumibilmente mnemonico di formule, senza che nessuno o quasi si chieda cosa stia facendo. Non è poi così strano che questa concezione debordi addirittura in chi si vuole fare l'insegnante: un capitolo è per esempio dedicato agli strafalcioni letti tra le risposte a una prova di esame delle allora SSIS, le scuole di preparazione all'insegnamento. Quello che non mi è piaciuto del libro è che è troppo diseguale. La parte centrale, quella dedicata alla logica matematica che è il campo proncipale di studio di Lolli, richiede infatti una preparazione completamente diversa dal resto del libro, e ho dei forti dubbi di non essere riuscito a comprendere tutti i suoi ragionamenti, nonostante del tema io ne dovrei masticare un po'. Tenetelo presente!
Voto: 3 / 5
(18-01-2015)
Libro - Il mondo dopo la fine del mondo - Harkaway Nick
Nick Harkaway è figlio di John Le Carré. Qualcosa dal padre deve avere assorbito, perché in questo libro ci sono molte descrizioni di corpi speciali - molto speciali, in effetti. Però il libro è di tutt'altro genere! Se dovessi proprio incasellarlo lo definirei di fantascienza, o almeno la trama è fantascientifica: ma le cose non sono così semplici. Ci vuole quasi un centinaio di pagine prima che tu riesca a capire che cosa stia succedendo, anche perché l'azione parte in medias res; quando la storia man mano si dipana, tra una lunghissima serie di divagazioni come nel Benni di _Terra!_, ti accorgi che hai tra le mani anche una satira del nostro mondo... e che non sai qual è il nome del protagonista. A due terzi del libro c'è una cesura nettissima, scopri perché il protagonista non ha nome, e la storia riprende, riattaccando fili che non ti eri neppure accorto di essere penzolanti. Il tutto è ottimamente tradotto da Annamaria Biavasco e Valentina Guani, e immagino non sia certo stata un'impresa facile. Non so se consigliare caldamente il libro - sperando che non vi capiti una copia un po' mal stampata come la mia - per un'unica ragione: credo che o lo amerete o lo odierete, e non so in che categoria vi troverete...
Voto: 5 / 5
(20-12-2014)
Libro - Anche meno. Viaggio nell'italiano low cost - Bartezzaghi Stefano
Stefano Bartezzaghi è sempre stato un attento osservatore della "lingua italiana pratica", quella insomma che viene (ab)usata ogni giorno: nelle sue rubriche non si contano gli esempi di quelle che chiama frasi matte, più o meno volute. In questo libro però entra in prima persona nel tema: non nel senso di presentare i suoi malapropismi (toh, ho scoperto che la parola non è attestata sul De Mauro...) quanto nel raccontare come lui vede cosa succede con la nostra lingua. Tenete presente che Bartezzaghi non è affatto un prescrittivista: possono non piacergli certi costrutti, ma il suo principio è che una volta che sono tanti a usarli essi entrano a far parte della lingua, e da lì non ne escono più. C'è un punto in cui racconta del perché i vocabolari guardano sempre all'indietro che spiega più di tante altre cose come si evolve la lingua... Il libro è divertente, ma non è quello il suo pregio principale: come dicevo sopra, la cosa che mi è piaciuta di più è stato il rivedere piccoli e grandi tic linguistici sotto una luce nuova e soprattutto unitaria. Credo che chiunque ami le parole dovrebbe almeno dare un'occhiata al testo!
Voto: 5 / 5
(14-12-2014)
Libro - Numeri. Catalogo della mostra (Roma, 16 ottobre 2014-31 maggio 2015) - Bartocci Claudio; Civalleri Luigi
Come usuale, anche per la mostra Numeri che si sta tenendo in questi mesi nel Palazzo delle Esposizioni a Roma è stato preparato un "catalogo". Perché ho messo la parola "catalogo" tra virgolette? Semplice. Naturalmente si ritrovano testi e immagini del contenuto della mostra, ma questo libro è qualcosa di più, e secondo me può essere apprezzato anche da chi alla mostra non c'è andato. Bartocci e Civalleri hanno costruito un'opera che rende ancora più chiaro quanto presentato nelle sale romane: vale a dire che la matematica è certo un insieme di strutture e regole a prori, ma anche e soprattutto un'opera dell'uomo. Parlare di matematica umanistica può forse far ridere i più, ma credo che sia il termine più corretto: in fin dei conti calendari, pesi e misure, le stesse monete sono matematica messa in pratica, per non parlare degli strumenti come il regolo calcolatore o le macchine addizionatrici. Tutto questo viene spiegato senza scappare dalla notazione matematica, ma allo stesso tempo ricordandosi che essa è un mezzo e non un fine. Termino segnalando l'amplissima bibliografia, con la nota positiva che ogni sezione inizia indicando le "Letture" che permettono di sapere di più sul tema trattato; la grafica è infine davvero accattivante.
Voto: 5 / 5
(08-11-2014)
Libro - Caso, probabilità e complessità - Vulpiani Angelo
Mentre cercavo informazioni su dove poter trovare questo libro ho scoperto che la casa editrice Ediesse è... della CGIL. E in effetti il colophon riporta che "la presente pubblicazione è stata realizzata con il contributo" - immagino pecuniario - di Unipol, che certo è interessata al tema ma è anche parte della stessa galassia... Se qualcuno se lo stesse chiedendo, la mia è una semplice curiosità, unita all'apprezzamento per l'avere prodotto un testo divulgativo, e non una noiosa relazione degli atti di chissà quale convegno. Ma veniamo al testo. Vulpiani è fisico di formazione, e la cosa si nota facilmente vedendo come spesso usi nomi tecnici di quantità che saranno definite solo varie pagine dopo, oltre ad avere un'insana passione per le formule che fortunatamente sono relegate nelle sezioni in grigio. Il libro è però molto utile anche senza fermarsi a leggere le formule, perché dà un'introduzione ai temi di probabilità e complessità piu legata al capire da dove e perché arrivano questi concetti che alle regole d'uso: insomma non è un libro di testo ma proprio un manuale divulgativo, una di quelle cose di cui abbiamo in effetti un gran bisogno per avvicinare la matematica alla gente. Caratteristica fondamentale è la serie di dialoghi fittizi che presentano i vari capitoli: quello che mi ha divertito di più è la chiacchierata tra cliente e gestore, che è contento se si gioca al lotto ma allo stesso tempo cerca di convincere il cliente che il gioco è sempre in perdita! A chi è ancora dubbioso, temendo (ingiustamente...) l'aridità della materia, segnalo che Vulpiani ha un approccio molto militante, sin dall'introduzione; le parti più matematiche sono così inframmezzate da considerazioni sociologiche spesso espresse senza peli sulla lingua. Peccato solo per qualche refuso nel testo.
Voto: 4 / 5
(01-11-2014)
Libro - Dove va la matematica - Devlin Keith
L'anno scorso Bollati Boringhieri ha molto opportunamente ripubblicato la seconda edizione di questo saggio di Keith Devlin, il cui titolo inglese che fa più o meno "Matematica: la nuova età dell'oro" è molto più incisivo. Il testo racconta alcune scoperte matematiche avvenute tra il 1960 e il 1995. Occhei, "racconta" è un termine un po' fuorviante: purtroppo la matematica che si fa oggi è troppo astratta per poter essere spiegata anche a chi ha una cultura universitaria di base, figuriamoci a lettori acculturati sì ma non certo specialisti del campo. Tanto per dare un'idea, nell'introduzione Devlin spiega che ha dovuto chiedere consulenze ad alcuni suoi colleghi.... Quello che però si può fare, e che Devlin ha fatto egregiamente, è dare un'idea di come si è arrivati ai problemi trattati nel libro, dare una spiegazione dell'enunciato del problema - cosa che non è sempre così facile come nel caso dell'Ultimo Teorema di Fermat - e infine raccontare quali sono state le linee di attacco che hanno infine portato alla soluzione, Il risultato finale è un bell'affresco che permette al lettore di comprendere come l'avanzamento della matematica non sia un'azione continua e lineare ma proceda in un certo senso come le altre scienze, per tentativi ed errori, e nuove idee prese da rami a prima vista scorrelati. La traduzione di Annarosa Giannetti, Agnese Manassero e Laura Servidei è generalmente chiara anche per chi non ha una formazione matematica specifica; peccato che nella riedizione non siano stati corretti alcuni refusi.
Voto: 4 / 5
(01-11-2014)
Libro - Breve storia della filosofia - Warburton Nigel
Di filosofia nel mondo occidentale se n'è fatta tanta, nei due millenni e mezzo abbondanti nei quali ci siamo occupati di tramandarla. Questo significa che una storia della filosofia è un'opera improba, a meno che non si scelga di avere un'enciclopedia oppure fare una cernita molto pesante. A questo punto il discorso passa su um altro tema: in che modo fare la cernita. Nigel Warburton, uno dei più noti "filosofi divulgativi" (esisterà il concetto?) britannici, ha pensato di fare pillole di filosofia: in questo libro ciascun filosofo viene trattato in quattro o cinque pagine, un po' come dire in un post un po' più lungo della media. (L'unica eccezione è Kant che otttiene ben due capitoli; inoltre spesso più che di un autore si parla di una scuola, e quindi i filosofi nel capitolo sono più di uno). La seconda caratteristica del libro è che nasce come una collana, nel senso di successione logica: alla fine di ogni capitolo Walburton si inventa un modo per tirare fuori il nome del filosofo del capitolo successivo. (e l'ultimo capitolo ci riporta a Platone con cui si apre l'opera...) Diciamo che non gli riesce sempre così bene... Il testo è naturalmente molto semplicistico, e tende a evidenziare un singolo punto nel pensiero di ciascun filosofo, lasciando spesso in sottofondo le relazioni tra i vari pensieri. C'è però di buono che tardo Ottocento e Novecento sono trattati molto ampiamente, il che è utile per quelli come me che hanno una formazione scolastica e si sono fermati più o meno a Hegel. La traduzione di Laura De Tomasi mantiene lo stile leggero che contraddistingue l'opera, ma non posso perdonarle di avere usato il genere maschile per George Eliot e subito dopo aver massacrato un limerick (che chiaramente non è stato definito come tale)...
Voto: 3 / 5
(07-09-2014)
Libro - I cavalieri del congiuntivo - Orsenna Erik
Erik Orsenna ha scritto una serie di libri per ragazzi dove racconta in maniera molto romanzata le bellezze della grammatica - e anche le possibili bruttezze, a dirla tutta. Questo libro è il secondo della saga, dopo "La Grammatica è una canzone dolce" che non ho letto, il che significa che ho avuto qualche problema di comprensione: non basta certo una pagina di "riassunto della puntata precedente" per potersi immergere completamente nell'opera. Il libro non è certo un capolavoro assoluto, e non so come possa essere considerato dal presumibile target di lettori, cioè i dodici-quattordicenni: però almeno per quanto mi riguarda sono state due ore (scarse) di piacevole lettura, tra le storie relative ai vari tipi di forme verbali personificate - e per fortuna italiano e francese sono lingue piuttosto simili, non oso pensare a cosa possa essere la traduzione in inglese. Dal punto di vista didattico direi che è un ottimo modo per farsi un'idea della diversità dei vari modi verbali; il cameo finale di Jorge Luis mi ha poi strappato un sorriso. Nota di plauso per la traduzione di Francesco Bruno: è vero che francese e italiano hanno una struttura grammaticale simile, ma questo non significa mica che si possa fare una traduzione letterale. Il fatto che non ci si accorga che il libro sia francese è assolutamente positivo! Nota finale: spero nessuno si offenda se dico che le illustrazioni di Fabian Negrin mi hanno lasciato freddo.
Voto: 3 / 5
(07-09-2014)
Libro - Abyss - Regazzoni Simone
Questa primavera ero stato invitato a un incontro con Giulio Giorello e Simone Regazzoni in occasione dell'uscita di un loro libro (non insieme, uno ciascuno...) Visto che Regazzoni come oratore era molto vivace ho pensato che avrei potuto sfruttare il soggiorno estivo al mare per leggere la sua opera, che non è un saggio come i suoi libri precedenti ma un romanzo d'avventura; roba più leggera, insomma. Il mio unico problema è che io non leggo questo dipo di romanzi - tanto per dire, non ho mai toccato _Il Codice Da Vinci_ e quindi non sono ben sicuro di che cosa posso dire al riguardo; questa insomma è una recensione più sintattica che semantica. Così ad occhio i topoi del genere sono tutti rispettati; ovviamente il fatto che il protagonista sia un professore universitario di filosofia non è certo un problema, come non lo è nemmeno la quantità di punti in cui bisogna sospendere l'incredulità: diciamo che è roba che ci si aspetta in questi libri. Immagino che anche lo stile di scrittura, con frasi molto brevi e spezzate, sia anche tipico del genere; posso assicurare che il libro scorre bene e si legge velocemente, il che è positivo. Dal lato negativo, però, segnalo un ricorso un po' esagerato alle frasi clichè del genere e una scena - quella dell'attacco cracker alla NSA - che è tutto tranne che realistica. (Il guaio è che vorrebbe esserlo; altrimenti non ci sarebbe stato nessun problema). Anche l'editor vreso la fine si dev'essere rilassato parecchio, con un "sono passati cinque anni" quando di anni ne erano passati solo due e un mondo con un'atmosfera simile a quella terrestre con il 29% di ossigeno e il 77% di azoto che superano di botto il 100%. Insomma, una lettura proprio estiva :-)
Voto: 3 / 5
(07-09-2014)
Libro - Le tribolazioni del filosofare. Comedia metaphysica ne la quale si tratta de li errori & de le pene de l' Infero
Conosco da vent'anni Achille C. Varzi, e mi sono sempre divertito con i suoi libri. Inutile dire che quando al Salone del Libro di Torino ho saputo che aveva appena pubblicato con Claudio Calosi una "Comedia metaphysica ne la quale si tratta de li errori & de le pene de l'Infero" mi sono fiondato allo stand di Laterza per comprarmelo, sapendo che non sarei rimasto deluso. L'opera ("scoperta, redatta e commentata" dagli autori, come dice la copertina) è detta "Comedia" per l'ottima ragione che è scritta in terzine dantesche, e mimica la Divina Commedia dantesca. Parecchi versi sono presi verbatim o quasi da quest'ultima, e la struttura è modellata sull'Inferno dantesco, con una guida (Socrate) che porta il Poeta a scoprire quali pene i dannati soffrono. Naturalmente in questo caso non si parla di peccati, quanto piuttosto di errori filosofici, sempre più gravi man mano che si scende nell'Infero; oltre alle somiglianze vi sono anche molte differenze. Vi avviso subito che la lettura non è facile: non tanto per il testo poetico, quanto per tutto l'apparato di note che lo spiega, e che è del resto indispensabile per uno digiuno di filosofia come me. Nelle note vengono segnalate le analogie con molte altre opere, filosofiche e no, scritte nei secoli: il Poeta era davvero preveggente! Pensate che ci sono addirittura pensieri sulla quadridimensionalità spazio-temporale... Bisogna insomma centellinare il testo, ma vi assicuro che ne vale la pena! Per darvi un esempio, ecco alcuni versi che descrivono la Jungla de' Lussuriosi, coloro che ritennero di poter risolvere i loro problemi filosofici arricchendo oltre misura il mondo nelle cose (IX, 68-75): "cotali apparizioni: un cavalero / che trassesi tirando 'l suo capello; / un'arca ch'al suo dentro contenero / quell'arche che non si contengon loro; ed un fatal becchino, curvo e nero, / ch'iscava fosse a tutti e sol coloro / che la lor fossa non scavan da soli". Avete indovinato a chi si riferisce il Poeta?
Voto: 5 / 5
(23-06-2014)
Libro - Sei proprio il mio typo. La vita segreta delle font - Garfield Simon
Prima di iniziare, un suggerimento: se non volete sembrare dei parvenu, ricordatevi che un Vero Tipografo non parlerà mai *dei* font, ma *delle* font, perché il nome deriva dal francese "fount", e ha come corrispondente italiano "fonte". Ma se prendete questo libro lo imparerete sin dall'inizio, non preoccupatevi. Le font sono ormai diventate onnipresenti, un qualunque word processor ve ne fa ormai usare decine e decine per non parlare di quelle liberamente scaricabili su svariati siti dedicati. Non che valga la pena usarne troppe: come il libro spiega bene, una font è ben fatta se non ci si fa caso quando si legge il testo. Il libro non vuole certo essere un manuale di tipografia: Garfield è molto più interessato a raccontare le storie dietro le principali font: alcune di quelle nate poco dopo l'entrata in uso in Europa della stampa a caratteri mobili, ma soprattutto quelle moderne e contemporanee. I capitoli denominati "intermezzo tipografico" hanno il primo paragrafo scritto nella font relativa; e nel corpo del libro ci sono almeno duecento nomi di font, tutte scritte col carattere corrispondente. Ma è forse più corretto dire che Garfield racconta anche le storie dei creatori delle font, perché spesso sono inscindibili; e racconta anche dell'evoluzione dei caratteri e di come il passare prima alla stampa in fotocomposizione e poi allo schermo del pc abbia cambiato le carte in tavola. Il libro è pieno di gustosissimi aneddoti, tradotti in modo spigliato ma allo stesso tempo tecnicamente corretto da Roberta Zuppet che è solo caduta nella definizione del Bell Centennial, che non è certo stato "creato per l'elenco telefonico della 100th Bell"! Cosa manca alla perfezione in questo libro? Beh, a parte un accenno a METAFONT che è stato il primo esempio di creazione di caratteri assistita dal computer, mi sarebbe piaciuta una carta meno porosa, per apprezzare meglio i caratteri, e magari alcuni alfabeti in corpo 28. Ma già così il godimento è stato assoluto.
Voto: 5 / 5
(14-06-2014)
Libro - La scienza dal giocattolaio - Coero Borga Davide
Avrei giurato che Davide Coero Borga fosse un mio coetaneo, e invece ha quasi vent'anni meno di me. Mi ero fatto questa idea non tanto per i giochi che racconta in questo libro quanto per l'immaginario che si legge dietro le righe del testo. Questo libro in realtà è un oggetto di design, e lo si capisce già dalla seconda di copertina, che specifica minuziosamente che tipo di carta è stata usata per le sue pagine e la copertina stessa, e se ne è certi giungendo alla penultima pagina, che è un foglio di plastica rossa che deve essere staccato per vedere i disegni nascosti tra le varie pagine: chi ha presente la carta che avvolge le caramelle Rossana capirà quello che sto dicendo. Come dice il titolo, i giochi raccontati in brevi schede non sono scelti a caso, ma hanno tutti un'attinenza con la scienza in senso lato: possono essere versioni giocattolo di strumenti reali,, come la bussola, oppure avere una struttura scientifica interna, come il cubo di Rubik o i Geomag. Del gioco vero e proprio si parla relativamente poco: d'altra parte il bello del gioco è giocarci, mica discuterne! Il testo divaga invece su tutto ciò che sta dietro di esso, cosa a mio parere molto più interessante. Per esempio il Dolce Forno scaldava i cibi... con due lampadine di 100 watt, e perciò il passaggio alle lampadine a basso consumo ha costretto il produttore a ripensarlo. Infine il libro è impreziosito da immagini che riprendono i giochi e li pongono in un contesto immaginifico. Insomma un testo da sfogliare con vero piacere.
Voto: 4 / 5
(14-06-2014)
Libro - 111 errori di traduzione che hanno cambiato il mondo - Capuano Romolo G.
Occhei, avrei dovuto capirlo che se questo libro era nella collana "Eretica" qualcosa lo voleva ben dire. E in effetti vedere che il primo terzo dei 111 errori riguarda la Bibbia, con errori indubbiamente reali ma alcune arrampicate sugli specchi, è un po' pesante. Un esempio? Barabba sarebbe una corruzione di bar Abba, quindi "il figlio del Padre": il tutto significherebbe che in realtà gli estensori dei vangeli avrebbero sdoppiato la figura del Cristo, lasciando da una parte la parte terrorista - Capuano fa proprio una similitudine (positiva) con i terroristi palestinesi attuali - per mantenere quella edulcorata del volemose bene. Mi pare un bel po' tirata per i capelli... La spiattellata biblica è seguita da una seconda parte di errori di traduzione dall'arabo che hanno portato ingiustamente in prigione tanti innocenti; anche questa parte sembra inserita più per ragioni politiche che altro, considerando che sono la fotocopia l'una dell'altra: non avrebbero stonato in un libro intitolato "Malagiustizia e traduzioni" ma qui sono un po' pesanti. Fortunatamente la seconda parte del libro, diciamo la miscellanea, è molto più ariosa e leggera: di errori, buffi o pericosi che siano, ce ne sono davvero tanti ed è interessante scoprire la loro storia, a volte diversa da quella reale: per esempio secondo capuano Kennedy non aveva fatto un errore grammaticale dicendo "ich bin ein Berliner", anche se quella forma è meno usata di "ich bin Berliner", e la risata che si sente nel video è per la frase successiva, dove il presidente americano ringrazia il traduttore al suo fianco per aver tradotto così bene il suo tedesco :-) Morale del libro? Ci sono traduzioni sbagliate per dolo e traduzioni sbagliate per sbaglio; ma non mettete la croce addosso ai poveri traduttori, anche se perfino il verbo "tradurre" è frutto di una traduzione sbagliata!
Voto: 3 / 5
(14-06-2014)
Libro - Noi che abbiamo l'animo libero. Quando Amleto incontra Cleopatra - Boncinelli Edoardo; Giorello Giulio
Sarà sicuramente colpa mia, ma dopo aver letto questo libro non sono riuscito a cogliere il punto che ha portato alla creazione di questo saggio. Cominciamo con le cose facili: Giorello e Boncinelli hanno entrambi scelto una tragedia di Shakespeare (il primo _Antonio e Cleopatra_, il secondo _Amleto_) e ne hanno parlato; poi hano fatto una chiacchierata insieme. Però non sono riuscito a capire tutti gli accenni alli'nfinito nel testo di Giorello, accenni che non si sono poi materializzati in alcun modo (a meno che per infinito si intenda la libertà: tutto è possibile). I brani più interessanti sono quelli in cui fa la disamina delle fonti e di come il bardo scelga di seguirle o no. La sezione di Boncinelli - che va anch'egli alle fonti originali scespiriane - è più chiara, ma principalmente racconta cosa succede nella tragedia. Più interessante l'ultima parte, quella dove i due autori dialogano tra di loro. Ci sono vari spunti interessanti, per esempio le considerazioni sulla storia dell'Inghilterra del tempo che era ovviamente ben nota agli spettatori ma non lo è necessariamente a noi, e che ci fa capire che si possono leggere le vicende delle due tragedie come un prolungamento di quelle sui re britannici. Però rimane il dubbio di fondo. Io leggo volentieri un filosofo e un biologo che parlano di qualcosa fuori dai loro campi, ma mi aspetto che comunque portino esempi legati ai loro studi. La commistione è interessante perché mi fa vedere punti di vista diversi: in questo caso non sono riuscito a vederla, ed è un peccato.
Voto: 2 / 5
(24-05-2014)
Libro - Dizionario delle idee non comuni - Massarenti Armando
"Filosofia minima" è la rubrica tenuta da Armando Massarenti sul _Sole-24Ore_: in essa non si parla solo di metafisica, ma anche di etica, scienza, religione e altri temi, con considerazioni sempre molto brevi, legate a un punto specifico, e che più che dare risposte fanno domande (come del resto generalmente capita con la filosofia contemporanea). Questo libro è la raccolta di svariate decine di queste considerazioni "minime", ordinate come se fossero su un vocabolario. Leggendolo tutto di fila si avvertono alcune ripetizioni, legate a temi che Massarenti sente evidentemente più suoi: avrei inoltre forse modificato leggermente il testo di qualche pezzo evidentemente legato all'attualità, come quello che parlando di Darwin accenna al terremoto cileno "di qualche giorno fa". Complessivamente, però, il caleidoscopio delle microletture ritorna un risultato sicuramente piacevole ma anche più unitario di quanto si sarebbe potuto immaginare a prima vista: la lettura è insomma assolutamente consigliata a chi ha voglia di pensare partendo dagli schemi di qualcun altro e non sempre dai propri.
Voto: 4 / 5
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