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I commenti di maurizio .mau. codogno
Recensioni 1 - 20 di 145 recensioni presenti.  Media Voto: 3.56 / 5

(30-08-2015)
Libro - La scienza in vetta - Pasotti Jacopo
Dopo il successo del libro di Andrea Giudice _La scienza sotto l'ombrellone_, Codice continua sullo stesso filone presentando un libro sulla scienza che si può fare pensando alle montagne. Io personalmente l'avrei asciugato un po': leggendolo ho trovato parecchie ripetizioni che alla lunga diventano un po' fastidiose. La struttura per il resto ricalca il format di successo dell'altro libro: capitoli che partono da un qualcosa che si fa o capita in montagna e che portano a una trattazione scientifica - sempre senza entrare troppo nel dettaglio:questo è un libro di divulgazione, non un manuale tecnico! - e vari riquadri di approfondimento. La grafica è sempre eccezionale, e dà sicuramente un plus al libro: personalmente ho apprezzato molto l'ultimo capitolo sulla neve. Buona montagna a tutti!
Voto: 4 / 5
(30-08-2015)
Libro - Borgata Lesna. Vita di un paese di città - Garzaro Stefano
Non sono nato in Borgata Lesna né sono stato presente negli anni del boom: nacqui al Lingotto e i miei si trasferirono in via Bionaz nel 1970, quando avevo sei anni e mezzo. Però ci ho vissuto per trent'anni, e il posto mi è rimasto nel cuore. Non potevo certo lasciarmi sfuggire questo libro, insomma! Diciamo che il ritratto che Garzaro fa degli abitanti della borgata è un po' troppo agiografico (e non avrei inserito le pagine sui negozi "storici"...) ma qualcosa di vero c'era. La posizione di Borgata Lesna, racchiusa tra la zona militare, la ferrovia e la campagna, faceva sì che anche quando ci vivevo la gente tendeva a frequentarsi tra di loro, pur senza avere la connotazione di quartiere ghetto di altre zone di Torino, forse grazie a un miscuglio di piemontesi, veneti e meridionali che non a fatto formare un nucleo etnico vero e proprio. Il libro è ricco di fotografie antiche e moderne ed è una testimonianza preziosa di un passato che stiamo perdendo - due delle persone intervistate, che conoscevo bene, sono morte in questi due anni dalla pubblicazione. Una lettura penso per pochi intimi, ma per loro imprescindibile.
Voto: 4 / 5
(30-08-2015)
Libro - Homo pluralis. Esseri umani nell'era tecnologica - De Biase Luca
L'"uomo plurale", secondo Luca De Biase, è è quello che aumenta il suo essere uomo interagendo con le altre persone. In questo ultimo suo libro raccoglie una grande quantità di idee espresse in rete e fuori in questi ultimi decenni e le legge sotto questo punto di vista. Attenzione: la cosiddetta intelligenza collettiva non è quella emergente che siamo soliti associare a formiche e api, dove il comportamento essenzialmente stupido dei singoli individui risulta in un comportamento intelligente dell'insieme. De Biase nota come il (piccolo) gruppo di persone possa risultare più intelligente dell'individuo migliore del gruppo stesso: ma questo capita solo se all'interno del gruppo c'è diversità di opinioni, oltre che ovviamente propensione all'ascolto. Queta è per lui la "narrazione ecologista", che si contrappone a quella finanziaria ("il mercato si regola da solo") e a quella tecnologica ("una volta definito il problema, gli scienziati riescono prima o poi a trovare una soluzione") che si sono entrambe rivelate perdenti. Il guaio è che un modello ecologista non è affatto facile: il successo di Facebook è dovuto alla seplicità d'uso - puoi fare poche cose - e al dominio del like che tende a achiudere le persone in un orticello con quelli che la pensano come loro ed eliminare così la diversità. Solo pochi "cavalieri dell'internet", con una bella metafora medievale, cercano dei nuovi modelli, ma la cosa non è semplice: De Biase, da buon giornalista, non dà risposte ma si limita a raccogliere e presentare la situazione.
Voto: 4 / 5
(12-08-2015)
Libro - Wikipedia. L'enciclopedia libera e l'egemonia dell'informazione - Mastrangelo Emanuele; Petrucci Enrico
A mia conoscenza questo è l'unico saggio in lingua italiana su Wikipedia, il che lo rende ipso facto imprescindibile per chiunque voglia studiare il funzionamento dell'enciclopedia libera. Come esperto wikipediano posso confermare che la parte per così dire più tecnica riguardo ai meccanismi interni è ben fatta, e permette a chi non ne sa nulla di farsi un'idea non solo delle dinamiche che hanno portato a farla diventare una risorsa imprescindibile, ma anche dei possibili guai insiti nella sua stessa struttura. Purtroppo però gli autori hanno scelto una lettura prettamente politica di quanto accade in Wikipedia in lingua italiana, con risultati a volte comici - non è chiara la differenza tra il comportamento dei "cattivi" e dei "buoni" - e soprattutto limita l'analisi a un tipo ben preciso di voci dell'enciclopedia. Per soprammercato il testo risulta piuttosto ripetitivo, e l'accurata veste grafica è un po' rovinata dai parecchi refusi e da alcune frasi poco comprensibili. In definitiva, un testo che risponde a una mancanza ma che avrebbe potuto rispondere meglio.
Voto: 3 / 5
(12-07-2015)
Libro - Il piano Solo. I servizi segreti, il centro-sinistra e il «golpe» del 1964 - Franzinelli Mimmo
Il Piano Solo è il primo presunto golpe del dopoguerra italiano, e ha assunto un ruolo quasi mitologico nella storia contemporanea d'Italia. Mimmo Franzinelli ne traccia la storia - non solo del piano in sé ma anche della campagna condotta qualche anno dopo dall'Espresso, con Scalfari e Jannuzzi - in questo libro Franzinelli ha una parola buona per tutti, a partire da Segni che nella sua ricostruzione è il vero golpista, andando al tentennante Moro che fa il centro-sinistra (col trattino) ma è sempre attento a seguire i dettami del suo partito; non parliamo di Merzagora che si era anche dimesso da presidente del Senato ma non avendo ratificato le dimissioni si ritrovò a fare il capo dello Stato reggente a causa dell'ictus di Segni. Paradossalmente chi ne esce meglio è proprio il generale de Lorenzo, che in fin dei conti esegue gli ordini pensando più che altro al Piano come un modo per condizionare il nuovo centro-sinistra che come un vero golpe. Chi ha la mia età, e quindi era appena nato nel 1964, nota quanti politici erano ancora in circolazione venti-trent'anni dopo; tutti avranno poi una sensazione di déjà vu (il primo governo Moro cade sui finanziamenti alle scuole private; il Piano Solo per Genova dice stare fuori città, arrivando dalla Serravalle e quindi fermandosi a Bolzaneto, e occupare una scuola). Franzinelli inserisce anche il testo di molti documenti al tempo segreti e riservati oltre a dare un'utile riassunto dela vita dei personaggi principali; una risorsa indispensabile. Una pecca: in questa seconda edizione, la prima è del 2010, Franzinelli ha aggiunto un'introduzione dove passa rapidamente in rassegna i nuovi documenti desecretati e forniti negli anni, dando per esempio un giudizio complessivamente migliore di Moro. Però sarebbe stato almeno opportuno indicare le date di morte di Andreotti e Colombo: costava poco, no?
Voto: 4 / 5
(27-06-2015)
Libro - Socrate, per esempio. Altre storie dal passato - Vaglio Mariangela G.
Chi ha già letto il primo libro di Galatea, _Didone, per esempio_, probabilmente lo sa già. In questo libro non si parla di storia della filosofia, ma al massimo di storia *dei filosofi*. Insomma, non pensate di comprarvelo per passare le interrogazioni a scuola... anche perché la mia sensazione è che Galatea ci aggiunga molto del suo quando le fonti sono scarse se non virtualmente nulle. D'altra parte, tanto per dire, non avevo mai sentito nominare parecchi dei personaggi raccontati... Questo non significa che il libro sia di fantasia. Dal punto di vista tecnico è tutto vero e documentabile. Ma Galatea vuole farci capire come mai ai filosofi venivano in mente certe idee, e per spiegarlo devi comunque mostrare un po' di storia e di geografia, se non addirittura di scienza. Questo è preziosissimo, e il modo in cui è trattato - non ingessato ma come se fosse scritto su un rotocalco - aiuta a capire le somiglianze con quello che capita oggi, e toglie quegli strati di polvere che tipicamente associamo. Sappiate quindi che se volete sapere su cosa si basa la filosofia classica greca - il libro parla dei presocratici e termina appunto con Socrate - potete farlo divertendovi anche!
Voto: 5 / 5
(13-06-2015)
Libro - M. Una metronovela - Bartezzaghi Stefano
In questa sua incursione nella narrativa Stefano Bartezzaghi mette insieme varie cose. Il punto di partenza sono alcune delle stazioni della metropolitana milanese - a parte il penultimo capitolo in cui fa un cammeo la metro romana. Ma mentre i treni sotterranei (oops... Bartezzaghi nel testo si lamenta che i convogli non dovrebbero chiamarsi treni, perché poi nelle stazioni che sono anche ferroviarie ci si confonde) tagliano la città più o meno in modo diretto, lui preferisce perdersi in incisi e controincisi proprio come gli piace andare a zonzo per le vie della sua città. Il libro è così anche una raccolta di ricordi della sua gioventù e del presente, lampi illuminanti un luogo o un non-luogo cittadino; il tutto annaffiato da qualche gioco di parole qua e là, perché in fin dei conti è sempre Bartezzaghi. E infine c'è la cosiddetta "metronovela": varie scene da diffondere sugli ormai onnipresenti video nelle varie stazioni e che hanno come protagonisti un'improbabile coppia dai nomi Chuck&Dem, e una serie di comprimari di varie parti del mondo, i cui nomi sono in realtà espressioni dialettali milanesi. Io ne ho riconosciute meno di metà, ve lo dico subito. Un libro strano, che non so quanto potrà interessare chi a Milano non ci vive, ma che ha un suo certo fascino.
Voto: 4 / 5
(04-06-2015)
Libro - Gli enigmi di Mosca. Il grande classico con i 359 giochi matematici più belli del mondo - Kordemsky Boris A.
Nuova traduzione da parte di Vallardi di questa opera classica della matematica ricreativa. Boris Kordemsky, insieme a Yakov Perelman, è stato il più grande divulgatore matematico sovietico; la sua opera monumentale è del 1954, ma divenne nota in Occidente solo nel 1972, quando ne vene fatta una traduzione in inglese - supervisionata dall'onnipresente Martin Gardner - da cui è tratta anche questa traduzione. Angelo Mojetta ha fatto un ottimo lavoro: ho confrontato la sua traduzione con quella originale Sansoni e per fortuna si vede la differenza: trentacinque anni dalla prima edizione sono tanti, e la lingua italiana è cambiata abbastanza, anche lasciando perdere gli anglicismi spesso inutili. da meritare un rifacimento generale del testo. Quelle che sono rimaste sono le illustrazioni originali, insieme naturalmente alle ambientazioni dei problemi:spesso il gioco in sé è un classico, ma già solo vederlo con gli occhi di chi viveva nell'Unione Sovietica e quindi trova naturale prendere un certo tipo di esempi. Buon divertimento!
Voto: 5 / 5
(30-05-2015)
Libro - Pensieri degli anni difficili - Einstein Albert
Questo libro raccoglie vari brevi scritti non tecnici del grande fisico, composti tra il 1933 e il 1950 per un'opera pubblicata originariamente dall'Università Ebraica di Gerusalemme. Il contenuto è molto vario, e si può dividere in tre filoni principali, oltre ad alcune eulogie di colleghi e amici. Ci sono spiegazioni divulgative ad alto livello del percorso che lo ha portato a definire le teorie della relatività ristretta e generale; il loro interesse principale sta nel modo in cui Einstein spiega la sua linea di pensiero unificatrice, riguardando i principi della fisica classica da un punto di vista molto diverso da come vengono insegnati a scuola: più che fisica, insomma, fa (bene) filosofia della fisica. Poi ci sono gli scritti che potremmo definire etici: negli anni si vede la sua sempre maggiore preoccupazione per il nazismo prima e per la guerra fredda poi. Ho trovato interessante il fatto che non abbia mai dato un giudizio aprioristivamente negativo dell'economia comunista, pur avendo grandi dubbi sulla sua implementazione sovietica; d'altra parte era parallelamente preoccupato dalla concentrazione del potere economico statunitense in mano a poche persone (ricordiamoci che emigrò negli USA in piena Depressione...) Le sue idee per la creazione di un vero governo mondiale, ancora piu pressanti dopo l'uso della bomba atomica, sono sicuramente frutto di ottime intenzioni ma risultano a posteriori molto ingenue. Infine la parte che mi ha stupito di più: gli scritti sull'ebraicità. Einstein non era sicuramente credente, e credo non lo si possa nemmeno annoverare tra i deisti; ma sentiva comunque fortissima la sua identità come ebreo, membro di un popolo sparso tra le nazioni e sempre in pericolo: l'immigrazione in Palestina prima e la nascita di Israele dopo sono sempre stati guardati da lui con estremo interesse. In definitiva, un testo che dà da pensare.
Voto: 4 / 5
(07-02-2015)
Libro - Capra e calcoli. L'eterna lotta tra gli algoritmi e il caos - Malvaldi Marco; Leporini Dino
Scrivere un libro a quattro mani non è mai facile: il rischio è sempre quello di non riuscire ad amalgamare le varie parti. Ecco, questo è il punto più debole di questo libro. L'inizio del testo infatti racconta (bene) come si possa sfruttare la probabilità per capire come funzionano alcune cose (Monty Hall, ma anche il metodo Montecarlo per affrontare un problema troppo complicato), passando poi ai problemi legati alla troppa rapidità dei computer e al fatto che non siamo capaci di fare le cose in modo che non vada tutto a pallino a causa della loro intrinseca stupidità. Il guaio è che i singoli capitoli sono interessanti, ma al lettore - rectius: a me, non so come gli altri vedano le cose - rimane l'impressione che si sia perso da qualche parte il filo conduttore. Probabilmente insomma il modo migliore per leggerlo è dedicarsi a un capitolo per volta, come se il libro fosse una raccolta di saggi.
Voto: 4 / 5
(31-01-2015)
Libro - Se viceversa. Trenta pezzi facili e meno facili di matematica - Lolli Gabriele
Il sottotitolo di questo libro, "Trenta pezzi facili e meno facili di matematica", è un po' fuorviante: sarebbe stato più corretto parlare di didattica della matematica, che è in efetti il fil rouge che lega i capitoli: molti di essi partono dalla rubrica che Lolli ha tenuto sul sito Polymath, altri sono rielaborazioni di interventi che ha fatto in varie occasioni. Anche Lolli, dal suo punto di vista più avvantaggiato del professore universitario che si ritrova studenti che pur avendo scelto di iscriversi a matematica si trovano spaesati, concorda con l'osservazione che la scuola (forse non solo quella italiana) tende a far considerare la matematica come lo studio presumibilmente mnemonico di formule, senza che nessuno o quasi si chieda cosa stia facendo. Non è poi così strano che questa concezione debordi addirittura in chi si vuole fare l'insegnante: un capitolo è per esempio dedicato agli strafalcioni letti tra le risposte a una prova di esame delle allora SSIS, le scuole di preparazione all'insegnamento. Quello che non mi è piaciuto del libro è che è troppo diseguale. La parte centrale, quella dedicata alla logica matematica che è il campo proncipale di studio di Lolli, richiede infatti una preparazione completamente diversa dal resto del libro, e ho dei forti dubbi di non essere riuscito a comprendere tutti i suoi ragionamenti, nonostante del tema io ne dovrei masticare un po'. Tenetelo presente!
Voto: 3 / 5
(18-01-2015)
Libro - Il mondo dopo la fine del mondo - Harkaway Nick
Nick Harkaway è figlio di John Le Carré. Qualcosa dal padre deve avere assorbito, perché in questo libro ci sono molte descrizioni di corpi speciali - molto speciali, in effetti. Però il libro è di tutt'altro genere! Se dovessi proprio incasellarlo lo definirei di fantascienza, o almeno la trama è fantascientifica: ma le cose non sono così semplici. Ci vuole quasi un centinaio di pagine prima che tu riesca a capire che cosa stia succedendo, anche perché l'azione parte in medias res; quando la storia man mano si dipana, tra una lunghissima serie di divagazioni come nel Benni di _Terra!_, ti accorgi che hai tra le mani anche una satira del nostro mondo... e che non sai qual è il nome del protagonista. A due terzi del libro c'è una cesura nettissima, scopri perché il protagonista non ha nome, e la storia riprende, riattaccando fili che non ti eri neppure accorto di essere penzolanti. Il tutto è ottimamente tradotto da Annamaria Biavasco e Valentina Guani, e immagino non sia certo stata un'impresa facile. Non so se consigliare caldamente il libro - sperando che non vi capiti una copia un po' mal stampata come la mia - per un'unica ragione: credo che o lo amerete o lo odierete, e non so in che categoria vi troverete...
Voto: 5 / 5
(20-12-2014)
Libro - Anche meno. Viaggio nell'italiano low cost - Bartezzaghi Stefano
Stefano Bartezzaghi è sempre stato un attento osservatore della "lingua italiana pratica", quella insomma che viene (ab)usata ogni giorno: nelle sue rubriche non si contano gli esempi di quelle che chiama frasi matte, più o meno volute. In questo libro però entra in prima persona nel tema: non nel senso di presentare i suoi malapropismi (toh, ho scoperto che la parola non è attestata sul De Mauro...) quanto nel raccontare come lui vede cosa succede con la nostra lingua. Tenete presente che Bartezzaghi non è affatto un prescrittivista: possono non piacergli certi costrutti, ma il suo principio è che una volta che sono tanti a usarli essi entrano a far parte della lingua, e da lì non ne escono più. C'è un punto in cui racconta del perché i vocabolari guardano sempre all'indietro che spiega più di tante altre cose come si evolve la lingua... Il libro è divertente, ma non è quello il suo pregio principale: come dicevo sopra, la cosa che mi è piaciuta di più è stato il rivedere piccoli e grandi tic linguistici sotto una luce nuova e soprattutto unitaria. Credo che chiunque ami le parole dovrebbe almeno dare un'occhiata al testo!
Voto: 5 / 5
(14-12-2014)
Libro - Numeri. Catalogo della mostra (Roma, 16 ottobre 2014-31 maggio 2015) - Bartocci Claudio; Civalleri Luigi
Come usuale, anche per la mostra Numeri che si sta tenendo in questi mesi nel Palazzo delle Esposizioni a Roma è stato preparato un "catalogo". Perché ho messo la parola "catalogo" tra virgolette? Semplice. Naturalmente si ritrovano testi e immagini del contenuto della mostra, ma questo libro è qualcosa di più, e secondo me può essere apprezzato anche da chi alla mostra non c'è andato. Bartocci e Civalleri hanno costruito un'opera che rende ancora più chiaro quanto presentato nelle sale romane: vale a dire che la matematica è certo un insieme di strutture e regole a prori, ma anche e soprattutto un'opera dell'uomo. Parlare di matematica umanistica può forse far ridere i più, ma credo che sia il termine più corretto: in fin dei conti calendari, pesi e misure, le stesse monete sono matematica messa in pratica, per non parlare degli strumenti come il regolo calcolatore o le macchine addizionatrici. Tutto questo viene spiegato senza scappare dalla notazione matematica, ma allo stesso tempo ricordandosi che essa è un mezzo e non un fine. Termino segnalando l'amplissima bibliografia, con la nota positiva che ogni sezione inizia indicando le "Letture" che permettono di sapere di più sul tema trattato; la grafica è infine davvero accattivante.
Voto: 5 / 5
(08-11-2014)
Libro - Caso, probabilità e complessità - Vulpiani Angelo
Mentre cercavo informazioni su dove poter trovare questo libro ho scoperto che la casa editrice Ediesse è... della CGIL. E in effetti il colophon riporta che "la presente pubblicazione è stata realizzata con il contributo" - immagino pecuniario - di Unipol, che certo è interessata al tema ma è anche parte della stessa galassia... Se qualcuno se lo stesse chiedendo, la mia è una semplice curiosità, unita all'apprezzamento per l'avere prodotto un testo divulgativo, e non una noiosa relazione degli atti di chissà quale convegno. Ma veniamo al testo. Vulpiani è fisico di formazione, e la cosa si nota facilmente vedendo come spesso usi nomi tecnici di quantità che saranno definite solo varie pagine dopo, oltre ad avere un'insana passione per le formule che fortunatamente sono relegate nelle sezioni in grigio. Il libro è però molto utile anche senza fermarsi a leggere le formule, perché dà un'introduzione ai temi di probabilità e complessità piu legata al capire da dove e perché arrivano questi concetti che alle regole d'uso: insomma non è un libro di testo ma proprio un manuale divulgativo, una di quelle cose di cui abbiamo in effetti un gran bisogno per avvicinare la matematica alla gente. Caratteristica fondamentale è la serie di dialoghi fittizi che presentano i vari capitoli: quello che mi ha divertito di più è la chiacchierata tra cliente e gestore, che è contento se si gioca al lotto ma allo stesso tempo cerca di convincere il cliente che il gioco è sempre in perdita! A chi è ancora dubbioso, temendo (ingiustamente...) l'aridità della materia, segnalo che Vulpiani ha un approccio molto militante, sin dall'introduzione; le parti più matematiche sono così inframmezzate da considerazioni sociologiche spesso espresse senza peli sulla lingua. Peccato solo per qualche refuso nel testo.
Voto: 4 / 5
(01-11-2014)
Libro - Dove va la matematica - Devlin Keith
L'anno scorso Bollati Boringhieri ha molto opportunamente ripubblicato la seconda edizione di questo saggio di Keith Devlin, il cui titolo inglese che fa più o meno "Matematica: la nuova età dell'oro" è molto più incisivo. Il testo racconta alcune scoperte matematiche avvenute tra il 1960 e il 1995. Occhei, "racconta" è un termine un po' fuorviante: purtroppo la matematica che si fa oggi è troppo astratta per poter essere spiegata anche a chi ha una cultura universitaria di base, figuriamoci a lettori acculturati sì ma non certo specialisti del campo. Tanto per dare un'idea, nell'introduzione Devlin spiega che ha dovuto chiedere consulenze ad alcuni suoi colleghi.... Quello che però si può fare, e che Devlin ha fatto egregiamente, è dare un'idea di come si è arrivati ai problemi trattati nel libro, dare una spiegazione dell'enunciato del problema - cosa che non è sempre così facile come nel caso dell'Ultimo Teorema di Fermat - e infine raccontare quali sono state le linee di attacco che hanno infine portato alla soluzione, Il risultato finale è un bell'affresco che permette al lettore di comprendere come l'avanzamento della matematica non sia un'azione continua e lineare ma proceda in un certo senso come le altre scienze, per tentativi ed errori, e nuove idee prese da rami a prima vista scorrelati. La traduzione di Annarosa Giannetti, Agnese Manassero e Laura Servidei è generalmente chiara anche per chi non ha una formazione matematica specifica; peccato che nella riedizione non siano stati corretti alcuni refusi.
Voto: 4 / 5
(01-11-2014)
Libro - Breve storia della filosofia - Warburton Nigel
Di filosofia nel mondo occidentale se n'è fatta tanta, nei due millenni e mezzo abbondanti nei quali ci siamo occupati di tramandarla. Questo significa che una storia della filosofia è un'opera improba, a meno che non si scelga di avere un'enciclopedia oppure fare una cernita molto pesante. A questo punto il discorso passa su um altro tema: in che modo fare la cernita. Nigel Warburton, uno dei più noti "filosofi divulgativi" (esisterà il concetto?) britannici, ha pensato di fare pillole di filosofia: in questo libro ciascun filosofo viene trattato in quattro o cinque pagine, un po' come dire in un post un po' più lungo della media. (L'unica eccezione è Kant che otttiene ben due capitoli; inoltre spesso più che di un autore si parla di una scuola, e quindi i filosofi nel capitolo sono più di uno). La seconda caratteristica del libro è che nasce come una collana, nel senso di successione logica: alla fine di ogni capitolo Walburton si inventa un modo per tirare fuori il nome del filosofo del capitolo successivo. (e l'ultimo capitolo ci riporta a Platone con cui si apre l'opera...) Diciamo che non gli riesce sempre così bene... Il testo è naturalmente molto semplicistico, e tende a evidenziare un singolo punto nel pensiero di ciascun filosofo, lasciando spesso in sottofondo le relazioni tra i vari pensieri. C'è però di buono che tardo Ottocento e Novecento sono trattati molto ampiamente, il che è utile per quelli come me che hanno una formazione scolastica e si sono fermati più o meno a Hegel. La traduzione di Laura De Tomasi mantiene lo stile leggero che contraddistingue l'opera, ma non posso perdonarle di avere usato il genere maschile per George Eliot e subito dopo aver massacrato un limerick (che chiaramente non è stato definito come tale)...
Voto: 3 / 5
(07-09-2014)
Libro - I cavalieri del congiuntivo - Orsenna Erik
Erik Orsenna ha scritto una serie di libri per ragazzi dove racconta in maniera molto romanzata le bellezze della grammatica - e anche le possibili bruttezze, a dirla tutta. Questo libro è il secondo della saga, dopo "La Grammatica è una canzone dolce" che non ho letto, il che significa che ho avuto qualche problema di comprensione: non basta certo una pagina di "riassunto della puntata precedente" per potersi immergere completamente nell'opera. Il libro non è certo un capolavoro assoluto, e non so come possa essere considerato dal presumibile target di lettori, cioè i dodici-quattordicenni: però almeno per quanto mi riguarda sono state due ore (scarse) di piacevole lettura, tra le storie relative ai vari tipi di forme verbali personificate - e per fortuna italiano e francese sono lingue piuttosto simili, non oso pensare a cosa possa essere la traduzione in inglese. Dal punto di vista didattico direi che è un ottimo modo per farsi un'idea della diversità dei vari modi verbali; il cameo finale di Jorge Luis mi ha poi strappato un sorriso. Nota di plauso per la traduzione di Francesco Bruno: è vero che francese e italiano hanno una struttura grammaticale simile, ma questo non significa mica che si possa fare una traduzione letterale. Il fatto che non ci si accorga che il libro sia francese è assolutamente positivo! Nota finale: spero nessuno si offenda se dico che le illustrazioni di Fabian Negrin mi hanno lasciato freddo.
Voto: 3 / 5
(07-09-2014)
Libro - Abyss - Regazzoni Simone
Questa primavera ero stato invitato a un incontro con Giulio Giorello e Simone Regazzoni in occasione dell'uscita di un loro libro (non insieme, uno ciascuno...) Visto che Regazzoni come oratore era molto vivace ho pensato che avrei potuto sfruttare il soggiorno estivo al mare per leggere la sua opera, che non è un saggio come i suoi libri precedenti ma un romanzo d'avventura; roba più leggera, insomma. Il mio unico problema è che io non leggo questo dipo di romanzi - tanto per dire, non ho mai toccato _Il Codice Da Vinci_ e quindi non sono ben sicuro di che cosa posso dire al riguardo; questa insomma è una recensione più sintattica che semantica. Così ad occhio i topoi del genere sono tutti rispettati; ovviamente il fatto che il protagonista sia un professore universitario di filosofia non è certo un problema, come non lo è nemmeno la quantità di punti in cui bisogna sospendere l'incredulità: diciamo che è roba che ci si aspetta in questi libri. Immagino che anche lo stile di scrittura, con frasi molto brevi e spezzate, sia anche tipico del genere; posso assicurare che il libro scorre bene e si legge velocemente, il che è positivo. Dal lato negativo, però, segnalo un ricorso un po' esagerato alle frasi clichè del genere e una scena - quella dell'attacco cracker alla NSA - che è tutto tranne che realistica. (Il guaio è che vorrebbe esserlo; altrimenti non ci sarebbe stato nessun problema). Anche l'editor vreso la fine si dev'essere rilassato parecchio, con un "sono passati cinque anni" quando di anni ne erano passati solo due e un mondo con un'atmosfera simile a quella terrestre con il 29% di ossigeno e il 77% di azoto che superano di botto il 100%. Insomma, una lettura proprio estiva :-)
Voto: 3 / 5
(07-09-2014)
Libro - Le tribolazioni del filosofare. Comedia metaphysica ne la quale si tratta de li errori & de le pene de l' Infero
Conosco da vent'anni Achille C. Varzi, e mi sono sempre divertito con i suoi libri. Inutile dire che quando al Salone del Libro di Torino ho saputo che aveva appena pubblicato con Claudio Calosi una "Comedia metaphysica ne la quale si tratta de li errori & de le pene de l'Infero" mi sono fiondato allo stand di Laterza per comprarmelo, sapendo che non sarei rimasto deluso. L'opera ("scoperta, redatta e commentata" dagli autori, come dice la copertina) è detta "Comedia" per l'ottima ragione che è scritta in terzine dantesche, e mimica la Divina Commedia dantesca. Parecchi versi sono presi verbatim o quasi da quest'ultima, e la struttura è modellata sull'Inferno dantesco, con una guida (Socrate) che porta il Poeta a scoprire quali pene i dannati soffrono. Naturalmente in questo caso non si parla di peccati, quanto piuttosto di errori filosofici, sempre più gravi man mano che si scende nell'Infero; oltre alle somiglianze vi sono anche molte differenze. Vi avviso subito che la lettura non è facile: non tanto per il testo poetico, quanto per tutto l'apparato di note che lo spiega, e che è del resto indispensabile per uno digiuno di filosofia come me. Nelle note vengono segnalate le analogie con molte altre opere, filosofiche e no, scritte nei secoli: il Poeta era davvero preveggente! Pensate che ci sono addirittura pensieri sulla quadridimensionalità spazio-temporale... Bisogna insomma centellinare il testo, ma vi assicuro che ne vale la pena! Per darvi un esempio, ecco alcuni versi che descrivono la Jungla de' Lussuriosi, coloro che ritennero di poter risolvere i loro problemi filosofici arricchendo oltre misura il mondo nelle cose (IX, 68-75): "cotali apparizioni: un cavalero / che trassesi tirando 'l suo capello; / un'arca ch'al suo dentro contenero / quell'arche che non si contengon loro; ed un fatal becchino, curvo e nero, / ch'iscava fosse a tutti e sol coloro / che la lor fossa non scavan da soli". Avete indovinato a chi si riferisce il Poeta?
Voto: 5 / 5
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