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I commenti di maurizio .mau. codogno
Recensioni 21 - 40 di 128 recensioni presenti.  Media Voto: 3.49 / 5

(08-10-2013)
Libro - Le ferrovie - Maggi Stefano
Una decina di anni fa avevo letto la prima edizione di questo libro, e il mio unico cruccio era che il testo era tirato via piuttosto in fretta per quanto riguardava la storia a partire dal secondo dopoguerra. Beh, in questa terza edizione sono stato accontentato :-), probabilmente perché non ero il solo a essere rimasto un po' deluso. Ora che quanche cartina in più c'è - ma è anche vero che per le linee ferroviarie Wikipedia è la vostra amica - è più chiaro notare come la scelta di sussidiare il trasporto su gomma in sostituzione, e non in completamento, di quello su ferro sia stata deleteria; e che la "liberalizzazione" ferroviaria dell'ultimo decennio è stata sostanzialmente un fallimento perché il costo del materiale rotabile è troppo elevato per fare entrare nuovi partner in un mercato in perdita strutturale (altra cosa sono le linee ad alta velocità). Tornando al passato, la parte relativa alle ferrovie preunitarie è pure importante, perché fa capire come certi percorsi fossero nati per caso (e male, vedi la Porrettana: d'accordo che passare gli Appennini non era banale, ma una ferrovia a quote troppo elevate era preoccupante. Maggi continua ad amare il treno: forse fin troppo, perché ha un po' glissato sui costi dell'Alta velocità. Però ha la capacità di mostrare le cose in modo non standard, permettendo di vedere le ferrovie nel più ampio quadro della storia italiana; la lettura è caldamente consigliata, insomma.
Voto: 5 / 5
(07-10-2013)
Libro - Simon's Cat contro tutti - Tofield Simon
Questa nuova raccolta di vignette di Simon Tofield vede come in passato il gatto più visualizzato su YouTube fare tutti i danni possibili e immaginabili, almeno quando non dorme; come sempre accompagnato da una caterva di personaggi secondari, dal micino ai porcospini, dal suo povero padrone allo gnomo da giardino che essendo di gesso può essere messo in una serie di posizioni incongrue ma plausibili. Io continuo a pensare che siano più divertenti i video, perché non è possibile riprendere bene un gatto con immagini statiche; in questo caso, però, c'è un valore aggiunto dato sia dal colore che vivacizza sicuramente le grandi tavole che dallo stile di riempimento delle pagine che è completamente diverso (e ci credo, visto che Tofield non deve fare dieci frame per secondo). Aggiungo che i miei gemelli quasiquattrenni hanno apprezzato anche loro "il libro coi gatti"... tanto ci sono solo delle didascalie, quindi possono goderselo anche da soli.
Voto: 3 / 5
(07-10-2013)
Libro - La filosofia di Topolino - Giorello Giulio; Cozzaglio Ilaria
Avete presente quei libri che prendete solo perché il titolo vi fa pensare a chissà quale goduria? Ecco. Inutile dire che in questo caso la goduria era per il nome di Topolino, mentre la parola "filosofia", che generalmente mi fa scappare, in questo caso mi faceva sperare di riuscire per una volta a imparare qualcosa di più. Peccato che non ci sia riuscito. Probabilmente il libro funziona alla rovescia, nel senso che chi di filosofia ne sa potrà imparare molte cose sulle origini di Mickey Mouse, o perlomeno delle storie che Floyd Gottfredson disegnò e sceneggiò negli anni 1930 e 1940 e contribuirono a rendere Topolino un vero personaggio. In appendice, in effetti, ci sono degli approfondimenti filosofici: ma il testo sembra quasi una parodia dei bignamini che mettono etichette sui vari comportamenti del topo (o degli altri personaggi, come Pippo il "fool" e tutti i poliziotti irlandesi da Basettoni a Manetta). Il risultato è una lettura leggera e piacevole, ma che però non lascia molto. Una curiosità: cosa vuol dire esattamente quando un libro è indicato come scritto da "XY con ZW"? XY mette il nome e XW fa il lavoro sporco? Queste cose le ho viste in genere con sportivi attori e tronisti, ma Giorello è sicuramente in grado di scrivere un bel libro. Mah: sono i piccoli misteri dell'editoria che continuano a sfuggirmi.
Voto: 3 / 5
(13-06-2013)
Libro - La matematica della democrazia. Voti, seggi e parlamenti da Platone ai giorni nostri - Szpiro George G.
Forse avete sentito parlare del teorema di Arrow, che dimostra matematicamente come - se vogliamo scegliere dei rappresentanti secondo un certo numero di regole assolutamente sensate - l'unica opzione possibile è avere un dittatore. Magari avete anche sentito parlare del paradosso dell'Alabama: suddividendo per stato in modo proporzionale i rappresentanti degli stati USA al Congresso e aumentando il numero di rappresentanti totali, era possibile che uno stato *perdesse* un seggio. Ma ci sono molte altre cose da sapere, e George Szpiro ce ne racconta davvero tante in questo libro. Si può scoprire per esempio come anche Lewis Carroll abbia cercato di risolvere il problema del voto, che il primo a pensarci seriamente è stato nientemeno che Platone e che anche Plinio il Giovane aveva tentato di fare qualcosa al riguardo, e che negli USA ci sono almeno cinque modi leggermente diversi di decidere come dividere i seggi al Congresso per stato, e le scelte sono spesso molto più politiche che matematiche. Naturalmente viene spiegato cosa dice esattamente il teorema di Arrow, e in più si aggiunge il teorema di Gibbard-Satterthwaite che dimostra sempre matematicamente come le elezioni possano essere manipolate. La matematica presente nel libro consiste al più di divisioni, quindi anche i matematofobi possono leggerlo; avendo letto io l'edizione originale, del resto molto scorrevole, non posso però dare un giudizio sulla traduzione.
Voto: 5 / 5
(06-05-2013)
Libro - Lavoro, dunque scrivo! Creare testi che funzionano per carta e schermi. Con aggiornamento online - Carrada Luisa
Scrivere non è semplice. No, non è vero: scrivere è semplice, basta vedere quanto tutti noi scriviamo, dagli sms ai twit agli aggiornamenti su Facebook, per tacere di chi ha un blog o pubblica un libro. Diciamolo allora meglio: scrivere bene non è semplice. Per "bene" non si intende essere Nobel per la letteratura, ma molto più terra terra riuscire a far passare al lettore i concetti che si vuole comunicare in modo semplice ed efficace. Luisa Carrada lo sa bene, visto che spiegare queste cose è il suo lavoro e da molti anni ha anche un sito e un blog sul tema, Il mestiere di scrivere. Con questo suo libro Carrada si occupa di testi di comunicazione standard: sia pubblicitari che aziendali, sia cartacei che elettronici. Il suo punto di vista è semplice: indubbiamente c'è una bella differenza, però i principi di base sono gli stessi e c'è anche una certa osmosi, perciò tanto vale studiarli assieme. La struttura del libro è molto sminuzzata; non solo i capitoli possono essere letti indipendentemente, ma anche all'interno del capitolo i concetti sono presentati in pillole, con dovizia di esempi "così non va bene / così è meglio". Ogni capitolo termina con una ricapitolazione rapida dei temi trattati e con una sezione bonus con link di approfondimento; molte nozioni sono di puro buon senso - il che non significa che non sia bene averle nero (e rosso) su bianco! - altre sono meno immediate. Una volta abituatisi alle pagine che terminano a metà - la scelta di Carrada è stata evitare per quanto possibile di spezzare le unità di base del testo - la lettura è piacevole e comoda; inoltre acquistando il libro è possibile scaricare dal sito Zanichelli l'ePub da portarsi sempre dietro. Ottima idea!
Voto: 5 / 5
(06-05-2013)
Libro - Abbasso Euclide! Il grande racconto della geometria contemporanea - Odifreddi Piergiorgio
Con questo suo libro Odifreddi termina la sua trilogia della "storia della geometria passando per l'arte", dedicandosi a quanto capitato negli ultimi 130 anni o poco più. Devo dire che ho trovato la prima parte del libro, dove si parla di politopi, superfici e teoria dei nodi, inferiore a quello a cui Odifreddi ci aveva abituato negli altri due volumi: la matematica forse è più difficile da visualizzare, e sicuramente la geometria non è il mio forte, ma mi è parso che nemmeno l'autore fosse completamente convinto di quello che stava scrivendo. (Il "completamente" serve a chi spiega per rigirare le cose in un modo totalmente diverso da quello di partenza, per la cronaca). Fortunatamente però il matematico cuneese si riscatta alla grande con la seconda parte, a partire dalle dimensioni frattali per arrivare alle geometrie finite e alla descrizione hilbertiana dei fondamenti della geometria; questi ultimi soprattutto sono presentati in una maniera assolutamente chiara e didattica, senza limitarsi a dire perché ci vogliono tutti quei postulati ma mostrando dove e come Euclide aveva fatto delle supposizioni senza accorgersene e quindi indicarle. Continuo ad avere dei dubbi sull'idea di avvicinare la geometria per mezzo dell'arte, anche se devo ammettere che i vari tipi di prospettiva "sbagliata" abbinati alle trasformazioni affini sono stati un tocco da maestro; come commento finale diciamo che secondo me non è un libro "facile", anche se è molto colorato, ma che può comunque dare delle soddisfazioni a chi è incuriosito dalla geometria e vuole mettersi un po' in gioco. Leggete però prima gli altri due volumi!
Voto: 4 / 5
(30-03-2013)
Libro - Kierkegaard. La verità eterna che nasce nel tempo - Penzo Giorgio
Io ci ho anche provato. Ricordavo perfettamente come al liceo io e la filosofia non siamo mai andati d'accordo; però mi sono detto "magari ora sono vecchio e saggio, e le cose vanno meglio". Così ho recuperato dai recessi della mia libreria questo volumetto e mi sono più o meno coscienziosamente messo a leggerlo. Risultato: zero. Ho capito che secondo l'autore Kierkegaard ha molti punti in contatto con Nietzsche, il che mi pare strano considerando che quest'ultimo è un nichilista mentre il danese vede tutto con la lente del suo cristianesimo. Ho anche capito che dovrebbe anche avere qualcosa a che fare con Meister Eckhar, che però non so assolutamente chi sia: non pretendete troppo da me! A dire il vero credo di avere capito qualcosa qua e là: il paradosso, la distinzione tra la fede "esistenziale" e quindi vera e la fede "dottrinale" / "scientifica" che è invece falsa, l'"abbassamento" di Gesù. Però rimangono punti sparsi in un grande spazio vuoto: capisco che l'impostazione della collana a cui questo libro appartiene mette maggiormente l'enfasi sul rapporto tra filosofia e teologia, ma sono convinto che aggiungere un capitolo introduttivo con un rapido ripasso di "esistenzialismo for dummies", oltre che spiegare la diatriba tra Kierkegaard e i vescovi danesi, sarebbe stato di grande aiuto. Vabbè, mi sa che prima di ritornare sulla filosofia passerà ancora un bel po' di tempo.
Voto: 2 / 5
(03-03-2013)
Libro - I ragazzi di Anansi - Gaiman Neil
Gaiman ha un problema, quando scrive i suoi libri fantasy. Per le prime 150 pagine o giù di lì il protagonista è sfigato oltre che imbranato, e gliene capitano di tutti i colori. Anche in questo libro la situazione è la stessa, e la cosa inizia a scocciarmi un po'. Poi Gaiman scrive sempre bene, tradotto scorrevolmente da Katia Bagnoli (che però avrebbe potuto verificare cos'è una novelty song, e ricordarsi che un weasel è una donnola solo letteralmente, e nonostante le pagine finali del libro parlare di "faina" sarebbe stato meglio) e uno si diverte a vedere come le storie dell'inizio del mondo vengono declinate nel ventunesimo secolo, con il povero Charlie "Ciccio" Nancy che sembra tanto l'equivalente del bozzettiano Minivip: il figlio del dio Anansi che però non ha preso nulla della sua divinità, a differenza del fratello Ragno. (Ma è proprio un fratello? lo si vedrà alla fine del libro) Come sempre, i vari personaggi sono da un lato completamente improbabili, e dall'altro ci si aspetterebbe di vederli passare per strada, magari facendoci cambiare strada per evitarli.
Voto: 3 / 5
(03-03-2013)
Libro - Dando buca a Godot. Giochi insonni di personaggi in cerca di aurore - Bartezzaghi Stefano
Nella prefazione a questo libro Stefano Bartezzaghi spiega come il suo "lavoro", permettetemi di chiamarlo così, sia cambiato in questi tre decenni. Una volta i giocatori scrivevano lettere a mano o al più dattiloscritte (ne ho inviate parecchie anch'io...) e l'Autore salvava man mano gli spunti per usarli nelle rubriche; ora basta un hashtag e Twitter permette di avere uno scambio immediato non solo con l'Autore ma anche tra i giocatori, semplificando la creazione ma lasciando all'Autore il compito forse ancora più arduo di riorganizzare tutto il materiale e dargli una parvenza d'ordine. Ecco cosa troverete, insomma: venti capitoli con venti tipi di giochi con le parole, descritti prima tassonomicamente poi con esempi - generalmente dieci per volta: Bartezzaghi deve trovare significativo il numero 10. Il guaio di un libro come questo è che non lo si può leggere sequenzialmente, a meno che non si decida di dedicarsi a una pagina per volta, magari con carta e penna sottomano - computer e tablet in questo caso sono subottimali - per provare a cimentarsi nei vari giochi. Infatti la trippa strippia, pardon, il troppo stroppia! Molto meglio a questo punto considerarlo un'opera di riferimento, utile per andare a cercare se e quando il gioco di parole che ci è venuto in mente è stato giocato. Un Vero Tassonomista come me avrebbe aggiunto un po' di tabelle riassuntive in appendice, ma mi sa che sarebbe stato chiedere troppo... che gioco sarebbe, altrimenti?
Voto: 3 / 5
(28-01-2013)
Libro - La cattedrale di Turing. Le origini dell'universo digitale - Dyson George
Attenzione! questo libro parla di Turing solo nel capitolo 13, oltre che in alcuni incisi che sembrano essere stati inseriti a forza dall'autore - il figlio del famoso fisico Freeman Dyson - per sfruttare il battage del centenario della sua nascita. La colpa non è dell'editore italiano, ma proprio dell'autore. Avrebbero dovuto chiamarlo La cattedrale di Von Neumann, visto che il libro parla della storia dei primi calcolatori elettronici intrecciata con quella del loro uso per creare le bombe a fissione e fusione, e in entrambi i casi "Johnny" è stata una figura prominente. Passando alla recensione vera e propriato; l'editing invece, soprattutto nelle prime cento pagine, lascia un po' a desiderare con alcuni spazi interparola che sono spariti, il testo è molto americano come stile, privilegiando le testimonianze per quanto possibile dirette e costruendo quindi la storia sulle persone più che sugli avvenimenti: molto utile il glossario iniziale con l'elenco delle persone stesse e una loro lapidaria biografia. L'apparato di note è enorme, ma è più che altro un insieme di riferimenti ad altri libri: insomma può essere tranquillamente saltato. La storia è molto dettagliata, con fatti ignoti almeno a me e che possono gettare una luce anche sulla vita statunitense negli anni 1940 - mica me lo aspettavo che ancora dopo la fine della guerra ci fossero restrizioni per gli acquisti negli USA! - ma purtroppo non dà grandissime informazioni sul software dei primi computer, limitandosi a considerazioni sull'hardware. Verso il fondo Dyson sterza verso la filosofia, con una curiosa interpretazione simbiotica del rapporto tra umani e computer unita a una visione neo-analogica del Web 2.0 che dal mio punto di vista è sconcertante ma comunque interessante. La traduzione di Stefania De Franco e Gaia Seller è generalmente scorrevole, tranne per alcuni punti dove non mi sono raccapezzato molto; l'editing invece lascia a desiderare.
Voto: 3 / 5
(24-01-2013)
Libro - Matematica sulla spiaggia. Il caos e il ferro di cavallo - Smale Stephen
Lo scopo della collana "Dialoghi Scienza", almeno a leggere quanto scritto sulla quarta di copertina di questo libro, sarebbe "sviluppare chiaramente la materia oggetto della ricerca (dell'autore). Beh, fidatevi: in questo caso non ci è affatto riuscito. Intendiamoci: non credo affatto che sia semplice raccontare in maniera semplice le ricerche matematiche di Smale. Ma arrivare ad avere un glossario dove i termini vengono spiegati con definizioni da testo postuniversitario - provate a leggere quella di H-cobordismo... mi sembra una presa in giro. Posso anche comprendere che ci sia una forte disomogeneità nel testo, con varie ripetizioni: una chiacchierata con l'autore, anche se si è scelto di mostrare solo le risposte e non le domande che presumibilmente han portato ad esse. Ma la traduzione di Maria Pia Felici spesso contribuisce a complicare ancora di più le cose, aggiungendo oscurità ad oscurità. Il tutto al costo di 10 euro per ben 61 pagine, scritte anche con un font piuttosto grande, e nelle quali sono eppure riuscito a trovare almeno tre refusi. Tra le poche note positive del testo, il racconto di alcuni insospettabili precursori della teoria del caos, precursori famosi (Poincaré, Littlewood e Cartwright) che però non vennero seguiti in quelle loro intuizioni. È proprio vero che anche i matematici, come Smale stesso spiega, non si accorgano spesso di qual è la strada giusta.
Voto: 2 / 5
(24-01-2013)
Libro - Matematica per gioco. Oltre duecento giochi e rompicapi per scoprire la magia dei numeri - Peiretti Federico
Dopo _Il matematico si diverte_, direi che Federico Peiretti si è anch'egli divertito, e così è nato questo suo secondo libro. A differenza dell'opera precedente, nella quale il filo conduttore erano i nomi dei grandi matematici del passato e del presente, qui Peiretti ha alternato matematici e tipi di giochi. In realtà anche i matematici che Peiretti ha scelto questa volta qualcosa in comune tra loro ce l'hanno: da Tartaglia a Peano hanno tutti scritto libri sui giochi matematici. L'unica eccezione è Leibniz, che però ha scritto sul Solitario... In definitiva, nei capitoli "personali" abbiamo esempi di come i matematici intendano i giochi matematici; nei capitoli "tematici" vediamo invece raccolte monotematiche di giochi. Per chi come me ha ormai una lunga lista di libri sul tema, è proprio quest'ultima la parte più interessante, visto che spesso è difficile ricordarsi qualcuna delle tante varianti di un problema, e così il libro può funzionare come enciclopedia. Per i lettori non compulsivi, forse è invece preferibile leggere prima le gustose pagine introduttive nei vari capitoli e poi centellinare i problemi: in questo modo si riduce il rischio di assuefazione. Fate però attenzione ai refusi!
Voto: 3 / 5
(24-01-2013)
Libro - The Full Monti - Makkox
Un anno dopo Post Coitum, il buon Makkox esce con un'altra raccolta delle sue vignette (pardon, vigne) sul Post. È cambiato l'editore (stavolta Rizzoli Lizard) ma non il formato bislungo né lo stile del libro, con una riga laterale che dà un minimo di contesto alle vignette... nella satira un anno può essere un periodo lunghissimo, e in certi casi bisogna fare mente locale per ricordarsi che cosa era effettivamente successo di così importante. Detto tra noi, la parte sanremese (che infatti ai tempi avevo saltato...) è la più debole del libro: continuo a pensare che Dambrosio sia molto più bravo nella dimensione puntuale - si fa per dire, certe "vignette" sono lunghiiiiiissime! - che in quella del racconto, per non parlare dello stream of consciousness. D'altra parte, nessuno è costretto a leggere tutto, no? E avere un anno di fila di vignette aiuta anche a vedere l'evoluzione dei personaggi: Mario Monti inizia a essere disegnato in maniera abbastanza realistica, ma con i mesi diventa sempre più etereo, il volto tutto occhiali e capelli in stile casco, ma paradossalmente più vero. E poi c'è sempre il Calderolo col suo maialino da passeggio, se uno apprezza lo stile...
Voto: 4 / 5
(24-01-2013)
Libro - La favola di Natale - Guareschi Giovanni
Giovannino Guareschi deve essere stato un rompipalle di prima categoria, e credo che su questo siano d'accordo in molti. Però una cosa è certa: sapeva scrivere maledettamente bene. Questa favola la scrisse e interpretò in un campo di prigionia tedesco per ufficiali italiani: sicuramente meno tragico di un lager, ma non certo una vacanza in trasferta. Beh, potete dire che io sono un mollaccione dentro, ma a leggerla a me sono venuti più volte i lucciconi. Non so se è per la scrittura semplice ma non banale, oppure perché è chiaro che in mezzo ci ha messo la sua fede - che probabilmente è stata quella che gli ha permesso di sopravvivere nonostante tutto - però la si legge in un amen, e non si sta neppure a pensarci su troppo, tipo quando c'è l'incontro tra i tre Magi e i tre Nanerottoli crucchi, coi primi che dicono "Che Dio sia con voi" e gli altri che rispondono "C'è già", o lo sbeffeggiamento di chi non è cattivo ma è rimasto ignavo per quieto vivere o chissà cosa. È Natale, una favola è pur sempre una favola, no?
Voto: 5 / 5
(24-01-2013)
Libro - Libertà vigilata. Privacy, sicurezza e mercato nella rete - Bernabè Franco
In Libertà vigilata Bernabè non fa certo mistero di quale sia la sua visione, e neppure dei problemi degli operatori tlc storici. C'è persino un'appendice che spiega quali sono stati i guai di Telecom (multe e soprattutto perdita di immagine) per il caso Tavaroli, e la nuova struttura per la sicurezza interna e la privacy che è stata poi implementata. Ma dopo questa presentazione lui fa notare come una cosa del genere è anche il risultato dei vincoli legislativi italiani ed europei; gli OTT come Google e Facebook non hanno nessun obbligo di fare qualcosa di simile. Il testo ha un'ampia, anche se a volte un po' troppo arida e tecnica, parte che racconta le storie dietro l'internet attuale, sia per l'infrastruttura di rete vera e propria che per i temi di sicurezza e privacy. Bernabè passa quindi a presentare la sua proposta organica di riorganizzazione di tutto quello che riguarda la rete. Nonostante le argomentazioni siano ben espresse, e pur apprezzando la schiettezza di Bernabè che è una merce assai rara al giorno d'oggi, non credo però che le sue conclusioni possano essere così semplicemente attuate o anche solo accettate. Guardando alla parte puramente tecnica, ritengo molto più probabile uno scenario simile a quello che è successo lo scorso decennio nell'infotainment: i grandi operatori OTT tenderanno a fondersi con i grandi operatori storici TLC, per la banale ragione che ciascuno ha bisogno dell'altro, e le loro competenze sono complementari. Dal lato etico, la storia ci insegna che una regolamentazione su base sovrannazionale porta in modo inevitabile all'eliminazione all'atto pratico dell'anonimato. I problemi sollevati nel testo non sono però affatto da sottovalutare; purtroppo però la mia sensazione è che al momento tra i pochi che si occupano seriamente del tema prevalgano visioni pregiudiziali in un senso e nell'altro, e dunque un libro come questo è prezioso per avere a disposizione gli strumenti per farsi una propria idea senza preconcetti.
Voto: 3 / 5
(21-11-2012)
Libro - Enigma. La strana vita di Alan Turing - Tuono Pettinato; Riccioni Francesca
Il 2012 è il centenario della nascita di Alan Turing, a parere non solo mio uno degli scienziati più importanti del XX secolo, ma anche una delle figure più complesse e difficilmente inquadrabili. In tanti avrete sentito parlare di Enigma; parecchi di voi sapranno anche della sua omosessualità, e del suo suicidio (omicidio mascherato da suicidio?) per mezzo di una mela avvelenata; magari sapete anche della leggenda metropolitana per cui il logo della Apple venne creato proprio per commemorare Turing, un uomo che persino nel suo middle name (Mathison, "il figlio della matematica"...) dichiarava uno dei suoi tanti amori. Ma proprio perché è difficile uscire dai clichè quando si parla di lui, la biografia a fumetti appena uscita per i tipi di Rizzoli-Lizard è la benvenuta. D'accordo, io non avrei definito la vita di Turing "strana" ma al più "complessa", o "complicata" se siete tra coloro che amano i messaggi di stato di Facebook; ma questo è poco importante. Quello che è davvero importante è che nelle pagine del libro Francesca Riccioni è riuscita a tratteggiare, e Tuono Pettinato a mettere sotto forma di disegno, una quantità di informazioni non banale e soprattutto tendenzialmente completa, cosa su cui non avrei certo messo la mano sul fuoco. È chiaro che da un fumetto non ci si può aspettare un trattato matematico, e mi sarei spaventato se ci fosse stato davvero qualcosa del genere; ma le informazioni principali ci sono. Anche la parte della sua vita non direttamente legata alla matematica è ben tracciata. Il disegno di Pettinato l'ho trovato inizialmente un poco ostico: non tanto per la struttura delle tavole spesso non standard quanto proprio per lo stile: soprattutto nelle tavole a tutta pagina c'è una notevole cura dei particolari. Un solo appunto: la scelta di iniziare a disegnarlo come un bimbo perso nei suoi pensieri con un fiorellino in mano secondo me è ingiusta nei confronti di una persona che per quanto naïf non era certo così come lo si disegna.
Voto: 4 / 5
(21-11-2012)
Libro - Un gioco da ragazzi e altre storie - Dahl Roald
Questo libro contiene sette storie "per adulti" scritte da Roald Dahl. Il "per adulti" è messo tra virgolette perché non sono certo vietate ai minori di diciott'anni! Semplicemente, visto che molti lo ritengono un autore per bambini, è meglio togliere subito gli eventuali dubbi. C'è una cosa di Dahl che mi piace, che cioè scrive maledettamente bene - e la traduttrice Luisa Corbetta direi che è perfettamente riuscita a rendere il suo stile. C'è però una cosa di Dahl che non mi piace: la sua vena generalmente triste e negativa, che lo fa rifuggire dal lieto fine. Insomma, nel leggere i suoi racconti ho spesso sensazioni discordanti. In questo libro direi che le sensazioni sono complessivamente positive: anche il racconto che apre il libro, "Il ragazzo che parlava agli animali", finisce sì in maniera negativa almeno per alcuni dei protagonisti ma non ci si fa caso. "La meravigliosa storia di Henry Sugar" è però il racconto che più mi è piaciuto, insieme a "Un colpo di fortuna" che però dovrebbe essere più che altro autobiografico e quindi forse fuori tema... come autobiografico è "Un gioco da ragazzi", il primo racconto scritto da Dahk, che però è completamente diverso in stile dalla sua produzione successiva e non è che mi abbia detto più che tanto. Ho un po' meno apprezzato gli altri racconti, invece: magari solo perché io sono un brontolone nato.
Voto: 4 / 5
(07-11-2012)
Libro - Una piramide di problemi. Storie di geometrie da Gauss a Hilbert - Bartocci Claudio
A una prima occhiata si direbbe che questo libro tratti dello sviluppo della geometria nel XIX secolo, come del resto recita il sottotitolo "Storie di geometria da Gauss a Hilbert". Se questo è il vostro interesse, mi sa che vi convenga prendere "Una via di fuga" di Odifreddi, che vi darà un racconto più organico e completo. Leggendo le prime pagine si può immaginare che parli del terzo dei ventitré problemi di Hilbert, l'unico di formulazione geometrica (parafrasando, "È sempre possibile scomporre un poliedro in un numero finito di parti che riassemblate opportunamente formino un altro poliedro della stessa area?", problema risolto qualche settimana dopo - o qualche settiamana prima? - dall'allievo di Hilbert Max Dehn. In realtà quello che dovrebbe essere il filo conduttore del libro è la definizione dei fondamenti della geometria, a partire dallo scossone con la scoperta delle geometrie non eudlidee fino a giungere all'accorgersi che Euclide aveva dimenticato di elencare alcuni assiomi: quelli di ordinamento ma soprattutto quello di continuità, l'assioma archimedeo. Da li si scopre la differenza tra uguaglianza, congruenza ed equiscomponibilità, fino a giungere finalmente alla dimostrazione che la continuità e quindi la misurabilità non è necessaria nel piano, ma lo diventa nello spazio. I temi esposti sono molto interessanti, soprattutto perché anche nei testi di storia della matematica sono tralasciati; però non mi è affatto piaciuto il modo in cui sono stati trattati. È chiaro che non esiste una via regia alla matematica, e non è certo colpa di Bartocci se i temi sono delicati: persino i matematici dell'Ottocento prendevano degli sfondoni. Però quello che ho chiamato "filo conduttore" è in pratica un gomitolo dove non si trovano i capi e il discorso si avvita spesso in digressioni che fanno perdere lo scopo principale, soprattutto se il libro non lo si legge tutto di un fiato.
Voto: 3 / 5
(03-09-2012)
Libro - Elementi di statistica - Holl Peter
Passando in biblioteca, ho provato a prendere questo vecchio libro per vedere come veniva trattata la statistica di base, una di quelle cose che dovrei sempre mettermi a studiare abbastanza da poterla spiegare. L'inizio del libro, dalle misure qualitative alle distribuzioni normale e binomiale, mi è sembrato ottimo, con uno stile "slow but sure" che probabilmente è il migliore per gli autodidatti. Purtroppo però si perde parecchio dopo l'ipotesi nulla, con i vari test statistici; la mia sensazione è che il numero di pagine a disposizione per il testo stava rapidamente calando, e l'autore abbia deciso di affastellare nozioni senza una loro spiegazione, ma lasciate per così dire alla fede del lettore. Poi - ma quella è forse una mia deformazione da matematico - non mi è piaciuta la mancanza di accenni ad altre distribuzioni, come minimo la poissoniana; persino la distribuzione binomiale è stata trattata solo nel caso di p=0,5, il meno interessante di tutti se si è già studiato il caso continuo. Inoltre, l'insistenza sul dire "abbiamo preso tutta l'informazione disponibile", per esempio sul metodo dei minimi quadrati, è fuorviante: la statistica per definizione comprime i dati in maniera lossy. In definitiva, mi toccherà cercare ancora. La traduzione di Rossella Rettaroli è scorevole, ma con qualche punto incomprensibile (per esempio il problema 5.13) o errato (in fondo a pagina 129 un "al più" è diventato un "almeno")
Voto: 3 / 5
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