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I commenti di maurizio .mau. codogno
Recensioni 21 - 40 di 118 recensioni presenti.  Media Voto: 3.47 / 5

(24-01-2013)
Libro - Matematica sulla spiaggia. Il caos e il ferro di cavallo - Smale Stephen
Lo scopo della collana "Dialoghi Scienza", almeno a leggere quanto scritto sulla quarta di copertina di questo libro, sarebbe "sviluppare chiaramente la materia oggetto della ricerca (dell'autore). Beh, fidatevi: in questo caso non ci è affatto riuscito. Intendiamoci: non credo affatto che sia semplice raccontare in maniera semplice le ricerche matematiche di Smale. Ma arrivare ad avere un glossario dove i termini vengono spiegati con definizioni da testo postuniversitario - provate a leggere quella di H-cobordismo... mi sembra una presa in giro. Posso anche comprendere che ci sia una forte disomogeneità nel testo, con varie ripetizioni: una chiacchierata con l'autore, anche se si è scelto di mostrare solo le risposte e non le domande che presumibilmente han portato ad esse. Ma la traduzione di Maria Pia Felici spesso contribuisce a complicare ancora di più le cose, aggiungendo oscurità ad oscurità. Il tutto al costo di 10 euro per ben 61 pagine, scritte anche con un font piuttosto grande, e nelle quali sono eppure riuscito a trovare almeno tre refusi. Tra le poche note positive del testo, il racconto di alcuni insospettabili precursori della teoria del caos, precursori famosi (Poincaré, Littlewood e Cartwright) che però non vennero seguiti in quelle loro intuizioni. È proprio vero che anche i matematici, come Smale stesso spiega, non si accorgano spesso di qual è la strada giusta.
Voto: 2 / 5
(24-01-2013)
Libro - Matematica per gioco. Oltre duecento giochi e rompicapi per scoprire la magia dei numeri - Peiretti Federico
Dopo _Il matematico si diverte_, direi che Federico Peiretti si è anch'egli divertito, e così è nato questo suo secondo libro. A differenza dell'opera precedente, nella quale il filo conduttore erano i nomi dei grandi matematici del passato e del presente, qui Peiretti ha alternato matematici e tipi di giochi. In realtà anche i matematici che Peiretti ha scelto questa volta qualcosa in comune tra loro ce l'hanno: da Tartaglia a Peano hanno tutti scritto libri sui giochi matematici. L'unica eccezione è Leibniz, che però ha scritto sul Solitario... In definitiva, nei capitoli "personali" abbiamo esempi di come i matematici intendano i giochi matematici; nei capitoli "tematici" vediamo invece raccolte monotematiche di giochi. Per chi come me ha ormai una lunga lista di libri sul tema, è proprio quest'ultima la parte più interessante, visto che spesso è difficile ricordarsi qualcuna delle tante varianti di un problema, e così il libro può funzionare come enciclopedia. Per i lettori non compulsivi, forse è invece preferibile leggere prima le gustose pagine introduttive nei vari capitoli e poi centellinare i problemi: in questo modo si riduce il rischio di assuefazione. Fate però attenzione ai refusi!
Voto: 3 / 5
(24-01-2013)
Libro - The Full Monti - Makkox
Un anno dopo Post Coitum, il buon Makkox esce con un'altra raccolta delle sue vignette (pardon, vigne) sul Post. È cambiato l'editore (stavolta Rizzoli Lizard) ma non il formato bislungo né lo stile del libro, con una riga laterale che dà un minimo di contesto alle vignette... nella satira un anno può essere un periodo lunghissimo, e in certi casi bisogna fare mente locale per ricordarsi che cosa era effettivamente successo di così importante. Detto tra noi, la parte sanremese (che infatti ai tempi avevo saltato...) è la più debole del libro: continuo a pensare che Dambrosio sia molto più bravo nella dimensione puntuale - si fa per dire, certe "vignette" sono lunghiiiiiissime! - che in quella del racconto, per non parlare dello stream of consciousness. D'altra parte, nessuno è costretto a leggere tutto, no? E avere un anno di fila di vignette aiuta anche a vedere l'evoluzione dei personaggi: Mario Monti inizia a essere disegnato in maniera abbastanza realistica, ma con i mesi diventa sempre più etereo, il volto tutto occhiali e capelli in stile casco, ma paradossalmente più vero. E poi c'è sempre il Calderolo col suo maialino da passeggio, se uno apprezza lo stile...
Voto: 4 / 5
(24-01-2013)
Libro - La favola di Natale - Guareschi Giovanni
Giovannino Guareschi deve essere stato un rompipalle di prima categoria, e credo che su questo siano d'accordo in molti. Però una cosa è certa: sapeva scrivere maledettamente bene. Questa favola la scrisse e interpretò in un campo di prigionia tedesco per ufficiali italiani: sicuramente meno tragico di un lager, ma non certo una vacanza in trasferta. Beh, potete dire che io sono un mollaccione dentro, ma a leggerla a me sono venuti più volte i lucciconi. Non so se è per la scrittura semplice ma non banale, oppure perché è chiaro che in mezzo ci ha messo la sua fede - che probabilmente è stata quella che gli ha permesso di sopravvivere nonostante tutto - però la si legge in un amen, e non si sta neppure a pensarci su troppo, tipo quando c'è l'incontro tra i tre Magi e i tre Nanerottoli crucchi, coi primi che dicono "Che Dio sia con voi" e gli altri che rispondono "C'è già", o lo sbeffeggiamento di chi non è cattivo ma è rimasto ignavo per quieto vivere o chissà cosa. È Natale, una favola è pur sempre una favola, no?
Voto: 5 / 5
(24-01-2013)
Libro - Libertà vigilata. Privacy, sicurezza e mercato nella rete - Bernabè Franco
In Libertà vigilata Bernabè non fa certo mistero di quale sia la sua visione, e neppure dei problemi degli operatori tlc storici. C'è persino un'appendice che spiega quali sono stati i guai di Telecom (multe e soprattutto perdita di immagine) per il caso Tavaroli, e la nuova struttura per la sicurezza interna e la privacy che è stata poi implementata. Ma dopo questa presentazione lui fa notare come una cosa del genere è anche il risultato dei vincoli legislativi italiani ed europei; gli OTT come Google e Facebook non hanno nessun obbligo di fare qualcosa di simile. Il testo ha un'ampia, anche se a volte un po' troppo arida e tecnica, parte che racconta le storie dietro l'internet attuale, sia per l'infrastruttura di rete vera e propria che per i temi di sicurezza e privacy. Bernabè passa quindi a presentare la sua proposta organica di riorganizzazione di tutto quello che riguarda la rete. Nonostante le argomentazioni siano ben espresse, e pur apprezzando la schiettezza di Bernabè che è una merce assai rara al giorno d'oggi, non credo però che le sue conclusioni possano essere così semplicemente attuate o anche solo accettate. Guardando alla parte puramente tecnica, ritengo molto più probabile uno scenario simile a quello che è successo lo scorso decennio nell'infotainment: i grandi operatori OTT tenderanno a fondersi con i grandi operatori storici TLC, per la banale ragione che ciascuno ha bisogno dell'altro, e le loro competenze sono complementari. Dal lato etico, la storia ci insegna che una regolamentazione su base sovrannazionale porta in modo inevitabile all'eliminazione all'atto pratico dell'anonimato. I problemi sollevati nel testo non sono però affatto da sottovalutare; purtroppo però la mia sensazione è che al momento tra i pochi che si occupano seriamente del tema prevalgano visioni pregiudiziali in un senso e nell'altro, e dunque un libro come questo è prezioso per avere a disposizione gli strumenti per farsi una propria idea senza preconcetti.
Voto: 3 / 5
(21-11-2012)
Libro - Enigma. La strana vita di Alan Turing - Tuono Pettinato; Riccioni Francesca
Il 2012 è il centenario della nascita di Alan Turing, a parere non solo mio uno degli scienziati più importanti del XX secolo, ma anche una delle figure più complesse e difficilmente inquadrabili. In tanti avrete sentito parlare di Enigma; parecchi di voi sapranno anche della sua omosessualità, e del suo suicidio (omicidio mascherato da suicidio?) per mezzo di una mela avvelenata; magari sapete anche della leggenda metropolitana per cui il logo della Apple venne creato proprio per commemorare Turing, un uomo che persino nel suo middle name (Mathison, "il figlio della matematica"...) dichiarava uno dei suoi tanti amori. Ma proprio perché è difficile uscire dai clichè quando si parla di lui, la biografia a fumetti appena uscita per i tipi di Rizzoli-Lizard è la benvenuta. D'accordo, io non avrei definito la vita di Turing "strana" ma al più "complessa", o "complicata" se siete tra coloro che amano i messaggi di stato di Facebook; ma questo è poco importante. Quello che è davvero importante è che nelle pagine del libro Francesca Riccioni è riuscita a tratteggiare, e Tuono Pettinato a mettere sotto forma di disegno, una quantità di informazioni non banale e soprattutto tendenzialmente completa, cosa su cui non avrei certo messo la mano sul fuoco. È chiaro che da un fumetto non ci si può aspettare un trattato matematico, e mi sarei spaventato se ci fosse stato davvero qualcosa del genere; ma le informazioni principali ci sono. Anche la parte della sua vita non direttamente legata alla matematica è ben tracciata. Il disegno di Pettinato l'ho trovato inizialmente un poco ostico: non tanto per la struttura delle tavole spesso non standard quanto proprio per lo stile: soprattutto nelle tavole a tutta pagina c'è una notevole cura dei particolari. Un solo appunto: la scelta di iniziare a disegnarlo come un bimbo perso nei suoi pensieri con un fiorellino in mano secondo me è ingiusta nei confronti di una persona che per quanto naïf non era certo così come lo si disegna.
Voto: 4 / 5
(21-11-2012)
Libro - Un gioco da ragazzi e altre storie - Dahl Roald
Questo libro contiene sette storie "per adulti" scritte da Roald Dahl. Il "per adulti" è messo tra virgolette perché non sono certo vietate ai minori di diciott'anni! Semplicemente, visto che molti lo ritengono un autore per bambini, è meglio togliere subito gli eventuali dubbi. C'è una cosa di Dahl che mi piace, che cioè scrive maledettamente bene - e la traduttrice Luisa Corbetta direi che è perfettamente riuscita a rendere il suo stile. C'è però una cosa di Dahl che non mi piace: la sua vena generalmente triste e negativa, che lo fa rifuggire dal lieto fine. Insomma, nel leggere i suoi racconti ho spesso sensazioni discordanti. In questo libro direi che le sensazioni sono complessivamente positive: anche il racconto che apre il libro, "Il ragazzo che parlava agli animali", finisce sì in maniera negativa almeno per alcuni dei protagonisti ma non ci si fa caso. "La meravigliosa storia di Henry Sugar" è però il racconto che più mi è piaciuto, insieme a "Un colpo di fortuna" che però dovrebbe essere più che altro autobiografico e quindi forse fuori tema... come autobiografico è "Un gioco da ragazzi", il primo racconto scritto da Dahk, che però è completamente diverso in stile dalla sua produzione successiva e non è che mi abbia detto più che tanto. Ho un po' meno apprezzato gli altri racconti, invece: magari solo perché io sono un brontolone nato.
Voto: 4 / 5
(07-11-2012)
Libro - Una piramide di problemi. Storie di geometrie da Gauss a Hilbert - Bartocci Claudio
A una prima occhiata si direbbe che questo libro tratti dello sviluppo della geometria nel XIX secolo, come del resto recita il sottotitolo "Storie di geometria da Gauss a Hilbert". Se questo è il vostro interesse, mi sa che vi convenga prendere "Una via di fuga" di Odifreddi, che vi darà un racconto più organico e completo. Leggendo le prime pagine si può immaginare che parli del terzo dei ventitré problemi di Hilbert, l'unico di formulazione geometrica (parafrasando, "È sempre possibile scomporre un poliedro in un numero finito di parti che riassemblate opportunamente formino un altro poliedro della stessa area?", problema risolto qualche settimana dopo - o qualche settiamana prima? - dall'allievo di Hilbert Max Dehn. In realtà quello che dovrebbe essere il filo conduttore del libro è la definizione dei fondamenti della geometria, a partire dallo scossone con la scoperta delle geometrie non eudlidee fino a giungere all'accorgersi che Euclide aveva dimenticato di elencare alcuni assiomi: quelli di ordinamento ma soprattutto quello di continuità, l'assioma archimedeo. Da li si scopre la differenza tra uguaglianza, congruenza ed equiscomponibilità, fino a giungere finalmente alla dimostrazione che la continuità e quindi la misurabilità non è necessaria nel piano, ma lo diventa nello spazio. I temi esposti sono molto interessanti, soprattutto perché anche nei testi di storia della matematica sono tralasciati; però non mi è affatto piaciuto il modo in cui sono stati trattati. È chiaro che non esiste una via regia alla matematica, e non è certo colpa di Bartocci se i temi sono delicati: persino i matematici dell'Ottocento prendevano degli sfondoni. Però quello che ho chiamato "filo conduttore" è in pratica un gomitolo dove non si trovano i capi e il discorso si avvita spesso in digressioni che fanno perdere lo scopo principale, soprattutto se il libro non lo si legge tutto di un fiato.
Voto: 3 / 5
(03-09-2012)
Libro - Elementi di statistica - Holl Peter
Passando in biblioteca, ho provato a prendere questo vecchio libro per vedere come veniva trattata la statistica di base, una di quelle cose che dovrei sempre mettermi a studiare abbastanza da poterla spiegare. L'inizio del libro, dalle misure qualitative alle distribuzioni normale e binomiale, mi è sembrato ottimo, con uno stile "slow but sure" che probabilmente è il migliore per gli autodidatti. Purtroppo però si perde parecchio dopo l'ipotesi nulla, con i vari test statistici; la mia sensazione è che il numero di pagine a disposizione per il testo stava rapidamente calando, e l'autore abbia deciso di affastellare nozioni senza una loro spiegazione, ma lasciate per così dire alla fede del lettore. Poi - ma quella è forse una mia deformazione da matematico - non mi è piaciuta la mancanza di accenni ad altre distribuzioni, come minimo la poissoniana; persino la distribuzione binomiale è stata trattata solo nel caso di p=0,5, il meno interessante di tutti se si è già studiato il caso continuo. Inoltre, l'insistenza sul dire "abbiamo preso tutta l'informazione disponibile", per esempio sul metodo dei minimi quadrati, è fuorviante: la statistica per definizione comprime i dati in maniera lossy. In definitiva, mi toccherà cercare ancora. La traduzione di Rossella Rettaroli è scorevole, ma con qualche punto incomprensibile (per esempio il problema 5.13) o errato (in fondo a pagina 129 un "al più" è diventato un "almeno")
Voto: 3 / 5
(03-09-2012)
Libro - I demoni di Gödel. Logica e follia - Cassou-Noguès Pierre
Punto uno: se siete interessati alla produzione di Kurt Gödel come logico, o come matematico in genere, lasciate pure perdere questo libro. Fin qua non ci sarebbe ancora nulla di male: tecnicamente credo che l'intenzione dell'autore fosse di parlare del Gödel filosofo. In fin dei conti Noguès è profesore universitario di filosofia, quindi tutto tornerebbe. In effetti si vede come il grande logico, più che platonista, in realtà è più legato a Leibniz; c'è qualche punto interessante, come la spiegazione di come lui ritenesse la mente (non il cervello, attenti) intrinsecamente più potente di una macchina di Turing e da lì producesse implicitamente una prova ontologica dell'esistenza di un aldilà. Ma il tutto si basa sulle ricostruzioni dell'autore a partire da una pletora di frammenti e appunti mai pubblicati in vita, generalmente datati ma senza nessuna relazione tra di loro, rimessi in una cornice pressoché inventata e peggio ancora con una prosa ripetitiva e a tratti confusa - non credo per colpa della traduttrice Rosella Prezzo, anche se mi è sembrata un po' a disagio nella parte matematica - e con un'inutile enfasi sulla psiche di Gödel manco fossimo nello studio di uno strizzacervelli. La quarta di copertina ha ragione quando scrive che il libro è "a tratti con sapori romanzeschi", vedi ad esempio il capitolo iniziale, ma questo non è certo un bonus; sicuramente non è "ben scritta", e anche se è "accessibile a un lettore non specialista" (io: matematica ne so, logica un po' anche, ma psicologia proprio no) non la consiglio proprio.
Voto: 2 / 5
(03-09-2012)
Libro - Matematica al bar. Conversazioni su giochi, logica e altro - Lucchetti Roberto; Rosolini Giuseppe
Una cosa che probabilmente non è nota alla maggior parte della gente è che la matematica è un campo così vasto che due ricercatori in campi diversi hanno ben poco in comune, e hanno bisogno di spiegarsi a vicenda non solo i loro lavori, ma persino il formalismo che usano. La situazione non è così tragica come potrebbe sembrare a prima vista: in fin dei conti i due hanno la stessa forma mentis, e quindi la comunicazione può essere difficile ma non impossibile. In questo libro abbiamo un logico e un teorico dei giochi che chiacchierano amabilmente al bar. Il luogo è importante: non dovendo né fare ricerca né insegnare, i due si possono in genere permettere un linguaggio meno preciso di quanto ci si potrebbe aspettare da loro, anche se c'è almeno un capitolo pieno di formule un po' intimidatorie, tanto che in nota il duo consiglia di saltarlo se proprio non ce la si fa a seguirlo. Il tutto funziona un po' meglio nella seconda parte del libro, perché la teoria dei giochi che è l'argomento della prima parte è comunque più ostico; più semplice in effetti darsi alla filosofia del pensiero matematico, con considerazioni tra l'altro che non mi erano mai capitate su Gödel e Turing. Vale la pena insomma di leggerlo, e magari interrogarsi sul mistero di alcuni refusi, col segno di interpunzione spostato prima dell'ultima lettera della frase.
Voto: 4 / 5
(18-07-2012)
Libro - È l'enigmistica, bellezza! Lettere e cifre per allenare la mente - Peres Ennio
Ennio Peres è un giocologo: non provate a chiamarlo "ludologo" perché si offende. Ha scritto numerosi libri di giochi di vari tipi; questo è una specie di raccolta del meglio di quanto ha prodotto nei vari decenni. La cosa detta così però è un po' sminuente, nel senso che il libro non solo è godibile per conto suo ma non ha affatto l'aria di essere un centone. Delle tre parti di cui è composto, "lettere", "cifre", "lettere e cifre" la più riuscita secondo me è la prima, che in fin dei conti è anche quella che dà il titolo al libro stesso. Peres parla di enigmistica classica in maniera niente affatto classica, il che può aiutare chi è sempre rimasto spiazzato dai giochi in versi delle riviste enigmistiche per capire esattamente di che si parla; inoltre può permettersi il lusso di inserire giochi che farebbero storcere il naso ai puristi (ma curiosamente omette per esempio il lucchetto). Nonostante sia stato insegnante di matematica, le parti sui giochi coi numeri - con o senza lettere - li ho trovati meno interessanti; ma è vero che la numerologia per me è sempre stata indigesta. Un'ultima segnalazione: Peres scrive in maniera piacevole, ma un giorno deve aver comprato una confezione di virgole extra-large, perché ne usa il doppio di quella che per me è una dose equa...
Voto: 4 / 5
(18-07-2012)
Libro - Mangiare banane - Dossena Giampaolo
Questo libretto è stato l'ultimo scritto da Dossena prima di morire, ed effettivamente in un certo senso è un libro di ricordi della sua infanzia, insomma un epitaffio appropriato. Ci sono 45 "figurine", in media di due pagine ciascuna, sulle più disparate minuzie. Dovete sapere, se non avete mai letto Dossena, che il suo stile di scrittura è sempre stato minimalista: un ossimoro, se pensate che scrisse un'Enciclopedia dei giochi; forse un po' meno, se pensate alla sua Storia confidenziale della letteratura italiana. Certo che in queste pagine il minimalismo si accentua, con l'autore che recupera i ricordi peggiori della propria infanzia e si lamenta dei suoi troppi libri, che avrebbero bisogni di un cimitero (una biblioteca, fuor di metafora). Spesso i capitoli si chiudono con un anticlimax; ma è anche vero che se uno prende un libro di Dossena, in fin dei conti se lo aspetta, no? In definitiva, una piacevole lettura di una serata (non di più, non serve).
Voto: 3 / 5
(18-07-2012)
Libro - Aristotele e la favola dei due corvi bianchi - Doody Margaret
Margaret Doody ha scritto molti gialli ambientati nell'antica Grecia, e aventi come detective protagonista nientemeno che Aristotele. In questo libriccino però la parte del mistero è davvero misera, e soprattutto non può essere risolta se non si hanno nozioni piuttosto approfondite di storia antica. In questo senso, insomma, si avvicina più a Conan Doyle che a Ellery Queen. Altra simiglianza con i gialli scherlockiani è nella presenza di una spalla che fa da narratore, anche se Stefanos sembra almeno qui un po' più sveglio di Watson... e non dite che non è che ci voglia molto. Come dicevo all'inizio, questo libro non è tanto un giallo quanto il racconto di un lunghissimo apologo, la storia dei due corvi bianchi, che come l'autrice stessa spiega nella postfazione raffigura il comportamento dei cittadini sia ai tempi dello Stagirita che al giorno d'oggi. Mi sa che parlare di queste cose mentre la Grecia moderna è ormai affondata non porti così bene, ma tant'è... Buona la traduzione di Rosalia Coci.
Voto: 3 / 5
(17-07-2012)
Libro - Gemelli nel mondo. Leggende e realtà - Piontelli Alessandra
L'autrice di questo libro è italiana, lavora anche in Italia, ma questo libro l'ha scritto in inglese (e poi se l'è tradotto in italiano): buffo, anche se non è il primo caso a me noto (ricordo l'ottimo Achille Varzi coi suoi "Buchi e altre singolarità"...) Il libro l'ho letto perché me l'ha passato mia moglie, e perché abbiamo due gemelli quasitreenni. Beh, il mio giudizio sul testo si può condensare in una parola: inquietante. La Piontelli ha girato il mondo nell'ambito di programmi medici dedicati alle popolazioni più povere del mondo, e ha cercato ovunque notizie sui gemelli. Il quadro è sconfortante: anche quando apparentemente le cose vanno bene e i gemelli sono considerati doni divini, si scopre che sotto sotto la loro vita è peggiore di quella non certo felice dei loro compagni; e non parliamo dei luoghi in cui i gemelli vengono venduti, costretti a prostituirsi, o semplicemente ammazzati perché la loro madre non può fisicamente farcela, ad allattare e crescere due bambini. Da questo punto di vista devo ritenermi davvero fortunato a vivere nel primo mondo, e avere avuto a disposizione esami medici e cure pre- e postnatali per i miei bimbi. Il libro è corredato da molte note - stiamo comunque parlando di un testo sociologico, in fin dei conti. Avrei però apprezzato una maggiore asciugatura, visto che alcuni concetti sono ripetuti fin troppo spesso.
Voto: 3 / 5
(02-06-2012)
Libro - Non si può dividere per zero! Storie di matematica da passeggio - Paenza Adrián
Il sottotitolo di questo libro è "Storie di matematica da passeggio", e confesso che non sono riuscito a capire il perché. L'originale spagnolo si intitola infatti Matematica...Estas Ahí? e il sottotitolo è "Sobre nùmeros, personajes, problemas y curiosidades", molto più aderente al contenuto: per la precisione, i personaggi citati sono generalmente amici di Paenza, e oltre ai problemi e alle curiosità c'è anche l'ultima sezione dedicata a spiegare perché a dire dell'autore bisognerebbe rivedere tutto l'insegnamento della matematica. Vi dirò, concordo con Paenza su questo. Il libro sarebbe anche carino, con quel tocco personale che ritengo un plus in opere di questo tipo - anche perché diciamolo: non è che si possa trovare qualcosa di nuovo... - se non fosse per la traduzione. Bollati Boringhieri ha pensato di creare una nuova collana a prezzi ragionevoli, e questo è bello. Ma se il primo testo della collana comprende tutti questi svarioni (ne ho raccolti un po' sul mio sito: e tenete conto che non ho avuto accesso al testo originale, ma ho fatto solo retroingegneria!), allora non è più bello. Ci sono cose che magari sono già errate nel testo originale, come affermare che Einstein è stato membro dell'università di Princeton. Ma ci sono errori nella terminologia matematica, come parlare di "insiemi coordinati" quando in italiano si dice "equipotenti"; e ci sono errori di uso dell'italiano, come definire che gli abitanti della Terra siano circa settemila milioni. In spagnolo si dice "siete mil miliones", ma per noi quel numero è "sette miliardi", e non ci vuole una laurea in matematica per accorgersene. Peggio ancora: qualcuno nella catena di creazione della versione italiana ha pensato di aggiornare la popolazione della Terra usando i dati 2012 rispetto a quelli originali del 2005, ma si è dimenticato di ricalcolare tutti i valori che partivano da quel numero... Tutte cose di cui uno un minimo scafato in matematica si accorge subito; però...
Voto: 2 / 5
(02-06-2012)
Libro - Teoria degli infiniti - Banville John
In questo libro c'è una storia, più o meno. Meglio, ci sono tante storie interallacciate, ambientate in un futuro non meglio identificato e di per sé inutile - o se preferite un'ucronia, visto che le non meglio identificabili teorie degli infiniti del titolo permettono di avere energia a piacere, ma l'ambientazione potrebbe essere negli anni 1930 senza nessuna differenza pratica. Per dare un'idea, a un certo punto si scopre che l'automobile con cui il Adam junior va a prendere il suo amico (conoscente? rompiscatole?) ha come fonte di energia l'acqua marina; ma la casa non ha all'interno nulla di futuristico, o anche solo di presente. La voce narrante è quella del dio Hermes, tanto per mischiare ancora di più le cose, proprio come nel libro gli dèi si mischiano agli uomini. Detto tutto questo, almeno a me il libro è sembrato più che altro un grande esercizio di stile, nulla di più. Si legge in fretta, intendiamoci, ma una volta finito non è che ti lasci chissà cosa. Insomma, boh.
Voto: 3 / 5
(01-06-2012)
Libro - Penna, numeri e fantasia. Raccolta di giochi matematici
Anche questo libro del centro Pristem della Bocconi è una raccolta di 98 problemi dati durante i campionati internazionali di giochi matematici negli anni 1990. I problemi sono di vario tipo, risolvibili più o meno semplicemente: devo dire che nei primi, quelli più semplici almeno in teoria, le soluzioni sono più che altro delle risposte, e quindi danno pochi indizi su come arrivarci: più avanti fortunatamente la situazione migliora. In fin dei conti chi compra libri come questo spesso vuole imparare i trucchi del mestiere! Per i professori il libro ha un altro vantaggio: ogni problema ha indicato all'inizio quali sono le tecniche matematiche da usare nella sua risoluzione, e l'indice analitico in fondo permette di trovare facilmente i problemi di un certo tipo, che potranno poi essere assegnati come compiti. Peccato per un paio di errori (problemi 76 e 94) che sono sopravvissuti nelle quattro ristampe, e fanno sbagliare la soluzione...
Voto: 4 / 5
(11-04-2012)
Libro - Cyberteologia. Pensare il cristianesimo al tempo della rete - Spadaro Antonio
Antonio Spadaro è un gesuita, direttore di La Civiltà Cattolica, ma può anche vantare una lunga esperienza di Internet ottenuta sul campo. In questa sua nuova opera padre Spadaro raccoglie alcuni saggi che, come dice il titolo stesso, gettano le basi per una teologia cattolica che tenga conto del nuovo paradigma che si è formato da quando la Rete è diventata non tanto una realtà parallela a quella usuale ma una realtà agganciata ("aumentata"?) Attenzione: non si parla di pastorale della rete (come usare la rete per evangelizzare), che è una cosa completamente diversa: nel libro si parla proprio di come gli studi teologici dovrebbero tenere conto che noi vediamo le cose in maniera diversa da prima, e quindi potremmo dover modificare la nostra comprensione finita dell'essenza infinita di Dio. Alcune delle considerazioni di Spadaro mi lasciano perplesso, come per esempio considerare il "nuovo significato elettronico" del verbo giustificare e il rischio della manipolabilità del testo sacro in un'epoca di duplicabilità assoluta: per me è più semplice verificare oggi la corrispondenza di un testo all'originale, basta usare un hash, che sapere se un'opera a stampa pur con un imprimatur sia effettivamente identica all'originale. Anche la definizione di surplus cognitivo applicato a Wikipedia mi pare troppo ottimistica: se l'accostamento non fosse un po' blasfemo direi che al più chi ci scrive su è il sale della terra. Ma queste sono pecche minori: il libro è davvero ricco di spunti interessanti, sia grazie allo spessore culturale di Spadaro che per il suo punto di vista "altro", non solo cattolico ma anche più in genere umanista, che riesce a cogliere aspetti rispetto ai quali i sedicenti guru informatici (quorum ego) sono ciechi. Segnalo tra gli altri Facebook che ha cambiato la rete da insieme di pagine e contenuti a relazioni tra persone, la liturgia vista come un tipo peculiare di realtà aumentata, e la bella disanima del pensiero di Levy e Teilhard de Chardin.
Voto: 4 / 5
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