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| I commenti di vitaliano bacchi | Recensioni 1 - 20 di 54 recensioni presenti. Media Voto: 3.74 / 5 (10-03-2013) Libro - «Vogliamo tutto». Perché due generazioni hanno creduto nella rivoluzione 1960-1988 - Ventrone Angelo Il confronto che induce la lettura del saggio è con la sociologia formale, la novità epistemica costituita dall'impiego nella ricerca sociologica delle nuove matematiche di rete (Barabasi, Buchanan) e dalla trasformazione del contesto di ricerca sociologica secondo un modello sociometrico che nella ricerca macroeconomica costituisce il modello centrale indeclinabile. Non è bastato il fallimento di questa involuzione della ricerca econometrica per escludere la tentazione, che si consuma nelle opere degli autori nominati, di proporre in sociologia la stessa illusoria idea fisicalista mutuata dai postulati di von Neurath e di ricorrere ad una formalizzazione per equazioni di variabili e fenomeni meglio descrivibili con qualche aggettivo. E' stata invece proposta una modellizzazione computazionale strutturata su assiomi matematici geometrizzanti che nelle intenzioni degli autori avrebbe dovuto costituire il paradigma della ricerca sociologica formalizzata per l'avvenire.
Lo scarso successo nella ricerca, la sua enorme difficoltà operativa e l'irrimediabile insufficienza del modello matematico nell'analisi sociale ha finito per determinare l'impiego solo sporadico e mai giudiiziario, salvo qualche eccezionale specialista, della ricerca formale nell'analisi sociale.
Ecco perchè il saggio di Ventrone ne costituisce l'alternativa; perchè è il punto più avanzato dell'analisi sociologica colta, classica, sistematica ma irrisolubile nel formalismo che già ha distrutto la ricerca in economia. Dire che è il saggio di sociologia applicata più interessante degli ultimi dieci anni gli si regala poco: basterà esaminare la sua incomparabaile analisi di pagina 45 dove la funzione di scelta sociale rivoluzionaria fra l'opera di Tronti (Operai e Capitale)e le decisioni della lotta armata presenta quella decisiva funzione euristica che, nella economia giudiziaria della prova e della motivazione, sono il nodo ed il meme che induce la formazione del giudizio di responsabilità penale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(09-11-2012) Libro - Link. La scienza delle reti - Barabási Albert-László La teoria delle reti ha pochi estimatori, perchè è recente e vista come banale, ma se si riuscirà a formalizzarla more geometrico, il sussidio nella ricerca giudiziaria è certo, perchè l'idea di tradurre un'algebra delle reti sociali in modelli geometrici diformalizzabilità anche euclidea affascina e colpisce il giurista più ancora dello scienziato, perchè la patologia sociale è giudiziaria non scientifica.
Tuttavia, l'ipotesi di Milgram e cioè la centralità nella teoria del calcolo del numero di links necessari a connettere due soggetti qualsiasi della rete sociale, non è agevolmente comprensibile, perchè non se ne vede l'utilità di sistema nell'ambito della teoria.
Che funziona ed opera a prescindere da questi calcoli prossemici pletorici soprattutto quando, ripetendo la mathesis velleitaria dell'econometria, vengono formalizzati in equazioni surreali, il vanto esilarante della scuola economica neoclassica che considera l'insufficenza dei salari una questione di equazioni. L'autore è alieno dalla formalità algebrica e questo è un vantaggio per l'opera, ma il punto critico appare l'insufficiente lettura geometrica della struttura metafisica della rete sociale: deve quindi essere sviluppato il modello di ricerca secondo leggi di ricorsività certamente utili alla formalizzazione del modello, ma il libro non va oltre la legge di potenza nella invarianza di scala, chiosando una intuizione di Pareto sulla distribuzione del reddito oggi assolutamente obsoleta e delenda.
In un evento di terrorismo, la teoria può essere decisiva in senso giudiziario se ad esempio isola struttura ricorsive equidistanti o altrimenti confrontabili in senso cardinale ed ordinale o anche frattale fra due eventi sociali remoti e apparentemente inconnessi, perchè in questo modo forma la prova di un nexus che istruisce e ipotizza da solo la soluzione dell'incognita istruttoria risolutiva del processo. Questa cura della ricorsività dell'aggregazione criminale o societaria manca e menoma l'opera. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
(03-11-2012) Libro - L' analisi delle reti sociali. Risorse e meccanismi - Salvini Andrea Una novità in Italia questo tipo di analisi sociologica e Salvini ne è certamente il driver e la suggestione che un'opera e una teoria come quella postulata dall'autore esercita sulla ricerca formalizzata è enorme. Stabilire se la formalizzazione con reti virtuali e per simulazione sia un rango di ricerca sociologica superiore a quello classico dell'analisi marxista o assiomatica è presto per dirlo, sta di fatto che la geometrizzazione virtuale del modello sociale simulato con questa teoria presenta suggestioni operative incoraggianti, soprattutto in campo giudiziario, dove si è già registrata una applicazione sperimentale della teoria. Infatti la sua utilizzabilità in ambito criminale terroristico è prolusa dall'autore ed è vera.
Strutture ricorsive insiemistiche o frattali non banali emergono in contesti giudiziari aventi ad oggetto eventi di terrorismo o stragi o attentati a magistrati e determinano induzioni e inferenze successive decisive per l'accertamento giudiziario. La strage della stazione di Bologna del 1980 presenta una ricorsività geometrizzabile con la teoria di rete che stabilisce una equazione di natura frattale fra l'evento e precedenti attentati a Roma di qualche mese prima.
Il nexus ricorsivo della geometrizzabilità fra i due eventi compare dal testo degli atti giudiziari e ci vuole il giurista per riconoscerlo e non il sociologo di rete, ma l'idea della simulazione computazionale con reti sociali della scena dinamica del crimine è a tal punto importante da sperare che non la si confonda cone le simulazioni computazionali solo iconiche vistesi fino a questo momento nel processo criminale (delitto di Garlasco)che arieggiano il cartone animato più che la struttura logica e geometrica di un evento criminale. La computabilità geometrica del crimine è alle porte, sperando che gli autori di questa scuola non cedano alla facile suggestione del matematismo econometrico che ha fatto diventare l'economia la più comica delle scienze (Ricossa, Rist, Khan) Voto: 4 / 5 |  |  |  |
(02-11-2012) Libro - Nexus. Perché la natura, la società, l'economia, la comunicazione funzionano allo stesso modo - Buchanan Mark Il viatico che IBS ha dato a questa opera è probabilmente la più intelligente delle letture di sintesi del libro: può la GEOMETRIA svelare l'enigma del comportamento umano? Se la domanda è formulata bene, la risposta è sempre quella esatta e qui la domanda è formulata in modo geniale perchè si pone la questione del ruolo epistemico rivoluzionario della geometria nella intelligenza sociale con una radicalità e conferenza nemmeno leggibili nel testo del libro. Non è una idea nuova che l'intelligenza sociale possa essere more geometrico demonstrata come intuì Spinoza, ma la recente teoria delle reti in cui si iscrive nexus ne ha ripresentato l'attualità stavolta operativa, non solo metafisica come fu invece nel geniale inventore del razionalismo moderno. Il carattere geometrico della rete sociale e quindi l'idea di poter calcolare nessi e rapporti sociali significativi e conferenti soprattutto per l'istruttoria giudiziaria in settori criminali di ampio radicamento sociale (mafia, terrorismo) con gli stessi teoremi della geometria assiomatica euclidea, è l'ipotesi affascinante dell'autore, che purtroppo deborda nel teorizzarne la prassi con indicazione non euclidee, cioè non geometriche. A parte questa abduzione, l'opera introduce l'idea della strutturazione prossemica ma anche di modello e di sistema di un contesto sociale con modelli geometrici, soluzione che se attuata attribuirebbe un rigore ed una formalizzabilità rivoluzionarie allo studio dele dinamiche sociali e della indagine giudiziaria circa l'organizzazione associativa della impresa criminale operante in ambito sociale.
E' un sogno, ma nexus lo fa vedere come nè remoto nè chimerico, perchè lo ipotizza secondo algoritmi rigorosi e promettenti: prima di Euclide l'assiomatizzazione della matematica pareva roba per dileggio dei sofisti, e invece col genio megarico divenne legge di calcolo facile e infallibile. Potrebbe accadere lo stesso con la teoria delle reti in campo sociale e l'opera ne induce l'idea. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
(28-09-2012) Libro - Logiche non classiche. Un'introduzione - Palladino Dario; Palladino Claudia Un libro di logica ha sempre una aspetto ostico, tanto come un testo di analisi matematica; l'incapacità di scrivere testi in questo ambito senza ricorrere al fastidioso quanto inutile simbolismo operativo è il carattere che distingue l'autentico filosofo della matematica e cioè il logico dal matematico tout court, figura cui non va grande stima in campo filosofico e cioè nella campo della Ragione-intelligenza autentica, cioè metafisica. Il testo dei Paladino non è certo senza simboli ed è in questo senso un manuale operativo per il computer, ma l'eccezionale importanza del suo tema lo rende imprescindibile per la ricerca scientifica e, soprattutto giudiziaria. Il formalismo è la condizione del ragionamento puro, convergente, ma ci sono ambiti di ricerca in cui l'inferenza logica classica non risolve, anzi complica razionalizzando in modo improprio.
La ragione della crisi dei linguaggi giuridici e della aberrazione dell'errore giudiziario che ne consegue è esattamente in ciò; nella difficoltà a matematizzare l'inferenza normativa rendendola rigorosa e tassonomica come quella della matematica e le logiche non classiche presentate nel testo costituiscono un ampliamento della funzione logica proprio nell'indagine giudiziaria. "Nautilus" il sistema che elaborando i testi dei notiziari di Al Jaazera ha approssimato l'intorno del punto di nascondiglio di Bin Laden, ne è una dimostrazione.
Con logiche classiche, l'elaborazione del testo non avrebbe approssimato il punto y con altrettale convergenza : il contributo di logiche aletiche, modali, stocastiche, quelle esaminate nel libro, invece ha fatto il miracolo. Questo non significa che la logica classica si riduca ormai ad una operatività solo per sillogismo o che funzioni solo nel gioco degli scacchi: significa invece che ci sono fonti di informazione e linguaggi settoriali, come l'inferenza nell'insight della psicoanalisi, che richiedono logiche non classiche, per risolvere la nevrosi e per scoprire il colpevole. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
(23-09-2012) Libro - Nichilismo giuridico - Irti Natalino Un libro nel quale Irti risponde a Possenti consapevole di essere la polarità opposta alla concezione del "diritto ricco" di Possenti, metafisico e intellettuale alla quale oppone la sua concezione del "diritto povero", formale e tassonomico, disaggettivato e algebrico.
Con la teoria pura del diritto di Kelsen, l'ideale di Irti,l'esperienza giuridica diventa matematica; è la matematizzazione del diritto. L'inferenza algebrica non si differenzia da quella giuridica. Finalmente calcolare è giudicare, il razionalismo radicale di Kelsen ha prodotto il miracolo, soprattutto in era di computazione: il ragionamento e la formalizzazione della inferenza giuridica ha identico rango epistemico di quello algebrico. La perfetta matematizzabilità del ragionamento giuridico è al suo compimento. Kelsen ha operato in diritto la rivoluzione formale che Hilbert ha indotto in matematica: ius et mathesis si risolvono nella forma dei loro enunciati normativi di calcolo o di giustizia. E' la stessa cosa: attualizzazione di un antico ideale talmudista, ignoto al sistema romanistico. Non c'è altro che la forma, il ragionamento astratto della inferenza rigorosa, algebrica e nella stringa dell'equazione si manifesta la legge del calcolo tanto come nella decisione formulare si manifesta la ratio del giudizio. Identità finalmente acquisita fra ius et mathesis.
Il formalismo archivia il giurista "colto" di Possenti e impone il giurista neutro, geometrico, algebrico e computazionale di Irti. Un dibattito aperto, attuale, fra tecnici e letterati, fra giuristi pitagorici e giuristi romantici, una diatriba di scarso interesse nella cultura filosofica dei giuristi italiani, perchè qui la scelta è già stata fatta per il diritto "colto" o meglio, saturo, non quello formulare. Quello dei giudici non quello dei codici. Quello che ha reso
impossibile la computabilità integrale del sistema normativo. Un disastro antico. Un disastro fascista o islamico, la scelta è invertibile, sed utique "honoraria". Voto: 4 / 5 |  |  |  |
(21-09-2012) Libro - Conflitto crisi incertezza. La teoria economica dominante e le teorie alternative - Lunghini Giorgio La critica più interessante del libro è la pars destruens avente per oggetto la denuncia del disastro epistemico costituito dall'impiego di modelli matematici in economia. L'autore censura la propensione degli economisti che hanno trasformato l'analisi del sistema economico in paludate quanto ridicole esibizioni di eleganti quanto inutili equazioni nemmeno conferenti alla risoluzione di problemi del condominio.
Individuata e ben criticata la vanità di pseudoeconomisti ai quali più preme intercalare nel loro saggio buffe e pletoriche equazioni che non invece spiegare gli effetti e le tendenze dei fenomeni sociali reali, e quindi dato il proprio contributo alla scepsi attuale antiformalista dell'analisi economica ed al rifiuto di una modellizzazione congrua al gioco del monopoli e non ai fenomeni economici reali del sistema sociale, è a questo punto che l'opera presenta il suo aspetto più enigmatico, perchè con premesse di questo tipo era difficile ritenere che l'analisi di un autore come Sraffa potesse essere assolutoria e invece lo è, finanche con esito apologetico. Sraffa è il tipico giurista, come Modigliani, che si occupa di economia affascinato dalla possibilità di operare con uno strumento estraneo al suo corso di studi, la matematica, subendone il fascino ed il prestigio che in varie altre discipline ha un senso, ma non in economia.
I dilettanti fanno sempre disastri, come insegna Marx con la sua adleriana "soggezione" a David Ricardo e l'opera di Sraffa ne è esempio. La riduzione a equazione del concetto economico di valore, in manifesta suggestione del forte impianto matematico di Marshall e, soprattutto, il sacrificio di una teoria sociale del salario a vantaggio della infame "legge dello sfruttamento" declinata sul rapporto di funzione fra saggio di profitto e livello dei salari, sono idee e teorie che potevano scaturire solo da una suggestione-mito per l'analisi economica con equazioni, ma che sviano e corrompono la sola analisi, quella sociale Voto: 3 / 5 |  |  |  |
(13-09-2012) Libro - L' interpretazione del sogno - Meier Carl A. C'è stato chi ha proposto l'ipotesi di una "concorrenza" di Jung rispetto al suo maestro Freud e, in questo sito, abbiamo già criticato questi contributi "orientalisti" al dibattito sulla epistemologia della psicoanalisi, evidenziando che chi si perita in simili azzardi merita la considerazione di letterato o di mistico o di filosofo o di poeta, ma non di scienziato.
Se poi, comprativamente, la sfida junghiana a Freud viene sferrata sulla teoria del sogno, come accade in questa pur piacevole operetta di uno psichiatra allievo di Jung, allora l'incomparabilità fra le due scuole, fra i due maestri, o meglio fra il Maestro ed il suo polemico allievo di scuola ariana come inequivocamente fu Jung, si fa plastica e innegabile. E' sulla teoria del sogno che si gioca il rango epistemico primario della psicoanalisi, perchè il sogno è l'epifenomeno primario della interpreazione della vita psichica, la sua chiave infallibile, la metafora onirica e archetipica della psicodinamica complessa della nevrosi. Il sogno, interpretato nella concezione figurale che lo spiega e nel simbolismo che lo palesa, costituisce il punto di approccio sufficiente e integrale alla soluzione dei problemi della vita psichica sia nella sua patologia che nella sua dimensnione cognitiva ordinaria. Il vero interprete del sogno, lo prevede, lo preavverte, ne indica preventivamente il conflitto che metaforicamente esprimerà con il suo linguaggio onirico e con il suo simbolo arcano ma denso e infallibile. Il vero interprete del sogno è lo scienziato più importante di tutti, perchè ha la chiave di risoluzione della psicosi, inferisce infallibilmente le patologie iscritte nel simbolo onirico ed è quindi in possesso della chiave della mente. Ma non può essere cercato nel plesso junghiano del simbolo, perchè qui si trova quella che nell'opera di Meier è pur piacevolmente esposto e cioè la teoria onirica della compensazione drammatica del sogno. Una prosodia della imbattibile e freudiana "gestalt der verlangen". Voto: 2 / 5 |  |  |  |
(04-09-2012) Libro - Contro l'ora di matematica. Un manifesto per la liberazione di professori e studenti - Lockhart Paul Il bello del mestiere del matematico - scriveva Ian Stewart nel suo Flatterlandia - è che bastano carta e matita. Anche meno, diciamo noi, perche essendo scritta nella realtà, non si deve certo formularla per capirla. La ragione del disastro di questa materia di insegnamento sta proprio nel fatto che viene insegnata e non mostrata nella realtà e, per farlo, i semidei che se ne occupano nei licei e nelle università hanno costruito un formulario di segni inutili e di stringhe assurde che costituiscono il fattore inibitorio della intelligenza o mathesis della disciplina.
I pedagogisti, e cioè gli scienziati dell'apprendimento, hanno una tesi e i matematici un'altra circa l'intelligenza della materia, scrive l'autore ed è vero, perchè i primi considerano che l'alfabetizzazione matematica richieda l'esclusione del suo linguaggio formulare, sicchè la matematica si risolve quindi nel processo di apprendimento del reale (e cioè della mathesis che vi è immanente)sine signo. I secondi invece considerano che la matematica coincida con i suoi simboli, le sue formule, non con la struttura intelligibile della realtà di cui è logos immanente.
Sono questi ultimi che hanno distrutto il fascino e la funzionalità reale della matematica a vantaggio di vuoti formalismi esoterici ormai francamente ridicoli, perchè è ridicolo ciò che vanta prestigio ma in realtà non serve. Il Re è nudo. La crisi dell'analisi matematica rispetto la simulazione computazionale a nient'altro è dovuta che ai suoi insulsi ricamatori di segni.
Lockhart individua quindi esattamente nel sacrificio della semplicità dell'esperienza pura (informale)il disastro dela materia: dimenticatevi dei simboli, scrive a pag.79, e con questo indica la via della vera matematica.
Un libro intelligente, da leggere soprattutto per quei semidei dei matematici di professione che si illudono di essere i portatori di una intelligenza superiore, mentre in realtà non sono che portatori dei loro inutili e rovinosi formulari egizi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
(02-08-2012) Libro - Il disturbo borderline di personalità - Caviglia Giorgio; Iuliano Carla; Perrella Raffaella L'opera è di utilità nella prassi giudiziaria criminale e minorile in quanto individua elementi traumatici e di abuso costanti nella etiopatologia che sono decisivi per il predicato di dolo criminale e per la regolamentazione dell'affido familiare in relazione alla figura ottimale di caregiver nella interazione col minore. L'organizzazione del testo per categorie di sistema esperto ne agevola il supporto di implementazione computazionale e integra per classi di sussunzione il testo giudiziario. La semeiotica oggettiva della condotta patologica ha una tipologia fenomenologica ed esistenziale di rilevante vantaggio euristico rispetto la trattazione clinica classica, in quanto si integra con maggiore efficacia nel testo giudiziario, riproducendone l'analisi normativa dell'elemento soggettivo con un lessico più congruo rispetto quello clinico.
La casistica concreta delle varie manifestazioni (narcisistiche, bulimiche, bipolari) del disturbo e delle sue forme ricorrenti (flashback, antisocialità, dissociazione) ha una idoneità di sistema alla iscrizione categoriale del soggetto in classi di omogeneità imprescindibili nella economia giudiziaria. La valutazione, nel processo di separazione coniugale, del fallimento del matrimonio quale fattore concorrente primario, unitamente al trauma da abuso, nella predisposizione del minore allo sviluppo psicotico in questo senso, è una acquisizione protocollare imprescindibile nella decisione giudiziaria di affidamento e nella scelta della tipologia dolosa nella valutazione della consumazione del reato. Il danno irreversibile che può essere arrecato ad un minore con una condotta parentale violenta abusiva o anche solo inadeguata viene esaminato con una categorizzazione della fenomenologia oggettiva che lascia spazi di interpretazione giudiziaria, ma li razionalizza con classi di semeiotica oggettiva molte volte congrue anche in senso lessicale e sintattico al testo normativo.
Un manuale intelligente per il processo e per il giurista Voto: 4 / 5 |  |  |  |
(23-07-2012) Libro - Una stella a cinque punte. Le inchieste D'Antona e Biagi e le nuove Br - Biacchessi Daniele L'opera ha il pregio della analisi sociologica integrata.
Importante è l'analisi specifica della componente ideologica antisionista e ostile ad Israele del movimento brigatista e la conseguente solidarietà con la guerriglia palestinese contro lo stato di Israele. Era nota la solidarietà fra l'organizzazione brigatista e il fronte di lotta antisionista della palestina, in quanto svelata dal rapporto del generale israeliano Eytan sui campi di addestramento nel basso Libano ove l'esercito isteliano dovette constatare la presenza per l'addestramento militare al terrorismo di elementi delle B.R.
Nel libro, tuttavia, l'analisi del testo dei proclami di lotta brigastista è anche ed assai più esplicito; il documento 5 marzo 2003 del GIP di Roma, ricognitivo del programma di lotta enunciato dai brigatisi arrestati, non lascia dubbi: "L'11 settembre 2001 deve aprire l'orizzonte delle avanguardie rivoluzionarie...l'egemonia dell'entità sionista è il bastione dell'imperialismo nell'area, che disarma e annienta la resistenza palestinese". Nessun dubbio, quindi, sulla solidarietà della lotta armata alla causa palestinese. Nondimeno, il punto saliente dell'opera di Bianchessi è la sua consapevolezza della centralità della battaglia del salario nella ideologia brigatista; nel documento di rivendicazione dei Nuclei Comunisti Combattenti la questione del salario è posta in modo esplicito:"i provvedimenti Ciampi e Amato sono un attacco ai salari e la destrutturazione dello stato sociale".
Non ci sarebbe una evoluzione brigatista se la politica dei salari fosse come quella tedesca, che ha privilegiato a vantaggio di ogni altra variabile economica il livello salariale, considerandola la variabile indipendente della funzione economica.
Non ci sarebbe alcuna crisi economica se la politica dei salari, anzichè ridurli ad una misura inferiore alla soglia di povertà li triplicasse ope legis, rilanciando in tal modo
un sistema che non ha sviluppo senza l'incremento salariale puro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
(19-07-2012) Libro - Nichilismo giuridico. L'ultima parola? - Possenti Vittorio Magistrale critica antimetafisica di Possenti suggestiva per l'appassionata rivendicazione della morale iscritta invariabilmente nell'esperienza giuridica, in un manifesto di filosofia del diritto che questa opera costituisce per la coscienza del giurista
romano e mitteleuropeo. Filosofo più che giurista, sfuma nella scepsi antiformalista di Possenti la grande scommessa del razionalismo giuridico e dei modelli di Kelsen e cioè la matematizzabilità dell'esperienza giuridica sfruttandone l'identico fondo logicista di inferenza ed i caratteri tassonomici e disaggettivati del linguaggio, con la riproduzione della ontologia matematica fondamentale del formalismo hilbertiano. Ius vel mathesis, una equazione ripugnata dall'autore. Purezza razionalista del diritto equivale a purezza della matematica more geometrico cognita e comune fondazione assiomatica degli enunciati "sì che'l giudeo fra di voi, di voi non rida" come scrive Dante nel rivendicare la superiorità dei costrutti razionali giudaici. E cioè l'intelligenza giuridica che fonda l'identica superiorità del costrutto matematico assimilandolo come nella teoresi talmudica in un linguaggio normativo unico formulare capitale assiomatico inderogabile. Qui ha radice il razionalismo di Kelsen, riproduttivo dell'axiomatica di Maimonide e della scuola del razionalismo giudaico, avente la fonte remota soteriologica imbattibile levita agnitiva e sicura nella maledizione del Deuteronomio che codifica l'inderogabilità del diritto ebraico e insieme il codice della sua splendida insuperata radicalità paradigmatica per la psiconalisi, la fisica, la matematica l'economia et, in itinere, per la rechtslehre der wienerkreis di Kelsen. La maledizione deuteronomica, l'archetipo gnostico di ogni vero diritto e della Lex iudaica, fu il mezzo gnostico di una fondazione insuperata di una idea unica del diritto, con cui Israele difese l'originalità della incredibile rivelazione sinaitica "salus in lege", l'assioma di ogni diritto che salva. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(29-06-2012) Libro - La scienza negata. Il caso italiano - Bellone Enrico Lo scienziato di professione non ha una idea chiara della "Ragione" concetto filosofico che Parrini nei suoi scritti identifica (e chi se non Lui?) con un ideale regolativo utile allo scrimine fra il vero e il falso, il giusto e lo sbagliato. Più prosaico nel suo commento su L'Indice il prof. Boniolo che, pur estraneo al lessico filosofico puro di Parrini, assiomatizza la Ragione come idea che distingue le "monate" dalle verità. Le "monate" sono le fesserie che, puntualmente il volume di Bellone esamina e liquida come prove infami di una cultura fatalmente deviata dal carattere mistico religioso del fondo antropologico di una civiltà mediterranea in ritardo scientifico causa la sua vocazione letteraria. Manca al curriculum di Bellone una sufficiente cultura giuridica per aver nozione che la causa specifica del ritardo intellettuale italiano si iscrive nella radice archetipica della sua cultura giuridica. La "sua" cultura, perchè il mediterraneo archetipo culturale italiano è romano e quindi nel mito di Roma e nella sua cultura che fu solo giuridica (un popolo che contava con le aste e privo di algebra)ha declinato coi suoi autori più importanti il verso di una ideologia che dovette ricorrere alla kultur sia per la formazione di categorie giuridiche astratte incognite alla romanità, sia e a fortiori per farsi una idea non rurale della astrazione della Ragione, patrimonio della metafisica tedesca.
Liquidare Marcuse come dicitore di "monate" è facile per Bellone; meno facile è capire quale sia la "ratio" del suo "re nudo" e cioè della regula rationis con la quale ride di certe teorie. Il mestiere di censore del mito e di teorico della ragione è mestiere da filosofi, non da scienziati: Bellone quindi potrebbe essere censurato in funzione della stessa "idea regolativa" con la quale censura le sue vittime senza aver nozione della origine e del significato della regula censoria impiegata nella scepsi dei teorici del mito che deride senza averne reale nozione epistemica. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
(15-06-2012) Libro - La matematica del Novecento. Dagli insiemi alla complessità - Odifreddi Piergiorgio Ci sono opere di matematica concepite nel convincimento che si possa scrivere un trattato di matematica prescindendo dalla filosofia.
Il libro è piacevole ma la filosofia non si avverte; si fa cenno alla gnoselogia intuizionista di Brower ma l'idea che l'esperienza matematica debba giustificarsi in base a principi filosofici non si avverte mai. E' concepibile una trattazione della matematica senza la fondazione filosofica delle sue giustificazioni, dei suoi assiomi, del suo linguaggio, del suo simbolismo? Non è possibile, perchè la filosofia è la teoria generale del ragionamento ed in questo senso è la sola disciplina che può formalizzare lo stesso schema astratto di analisi sia per la matematica che per il diritto. O per l'economia. Tanto per fare un esempio, i filosofi del linguaggio giuridico e matematico (Kelsen, Godel, Husserl) trattano i due universi con identica ontologia fondamentale di compatibilità coerenza razionalità ecc. e finiscono tutti per risolvere la filosofia nella logica e la matematica nella filosofia, quindi per una legge semantica transitiva, nella logica anche se spesso simulata con la gnoseologia razionale. Philosophia mathematica resolvitur, quindi. Insomma, la matematica è una scienza seria, tranne per l'aspetto comico del suo simbolismo, e questo lo svela come sempre la filosofia. Quella del lnguaggio evidentemente. Nel libro l'esempio tipico di questa assenza è la sua analisi della matematica probabilistica, in cui la carenza filosofica è devastante: nel gioco, scrive, "l'aspettativa di guadagno ad ogni tiro è sempre la stessa" e lo spiega con una teoria di Bernoulli secondo cui "il valore del denaro non è assoluto". Dove manca la filosofia (vel logica)? Nell'oblio della razionalità: doveva essere enunciato che l'aspettiva è identica perchè tale è il carattere della aspettativa razionale (logica) in carenza di una regola che ne fondi diversa ricorsività e in ciò sta l'invariabilità stocastica dell'esito, non nel rapporto col denaro. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
(02-06-2012) Libro - Con gli occhi negli occhi di Brouwer. Filosofie della matematica a confronto con l'intuizionismo - Franchella Miriam Brouwer pose la questione cognitiva dei fondamenti e del linguaggio quale fattore inibitore della intelligenza matematica e cio' per la sua inutile diseconomia simbolica nel processo dell'apprendimento.
Anzitutto la premessa idealista: "la matematica, è solo nell'aspetto mentale" questa la teoria di Brouwer, che aveva teorizzato con Einstein l'assoluta inconferenza del linguaggio nella questione sui fondamenti della matematica.
La matematica, quindi, su tali premesse non è individuabile nella realtà e nemmeno nel segno del simbolismo che ne costituisce le formule, il suo linguaggio.
Non è un linguaggio nè il ritmo del reale; e allora che cosa è? E' il pensiero stesso, sostiene l'autore per descrivere l'ontologia essenziale di Brouwer, ed in questo senso ne fonda la teoresi del carattere puramente cognitivo, che esalta il processo dell'apprendimento come esperienza nella quale si risolve l'ontologia e l'intelligenza di essa.
Mathesis mathematica resolvitur; la matematica si risolve nel processo del suo apprendimento, e la soluzione psicopedagogica della questione dei fondamenti in questo senso è di rilevante interesse scientifico. Senonchè, siffatta premessa avrebbe richiesto la liquidazione della utilità formulare del suo linguaggio in quanto impeditivo di una mathesis invece riservata alla intuizione gnostica o mystica dello spazio da parte di un pensiero nel cui puro ambito si risolve la mathesis, prescindendo dalla realtà. Invece l'impresa non riesce: la liquidazione delle leggi logiche come regole solo linguistiche, infatti, non rimedia alla incompletezza dell'opera sulla questione dell'effetto inibitorio del linguaggio nel processo di apprendimento della matematica. Accantonare la formula come extramatematica non significa spiegarne l'effetto inibitorio nella intelligenza della scienza che la formula pretende invece di rappresentare: resta da capire
la diseconomia cognitiva del segno nella mathesis, cioè nella intelligenza della matematica. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
(24-05-2012) Libro - L' infinito mi ha cercato. Da Marx a Gesù una vita in cammino - Meluzzi Alessandro Un libro da leggere per coloro che aspirano alla conversione come esperienza spirituale religiosa e rivoluzionaria. Una evoluzione la sua informata all'ideale di purezza cristiano, motivato in senso antropologico ma con un milieu culturale eccezionale che iscrive questo padre spirituale fra le guide i guru della intelligenza e della rinascita. E anche della salvezza, perchè la fondazione gnostica ed essena della sua spiritualità lo iscrive nella una gnosi ebraica e nella soteriologia del suo insegnamento.
Sono solo un vecchio ebreo, diceva Osho, divulgando così metaforicamente la sua gnosi liberatoria che in Meluzzi è mystica pur traendo solo dal Vangelo lo spirito di solidarietà cristiana, che lo avvicina più a Muccioli e agli ideali monastici esseni che non a Raijneesh o a Krishnamurti. Rileva contraddizioni nella sua esperienza prima marxista poi liberista poi cristiana solo chi non coglie l'essenza comune di spiritualità fra le varie filosofie della liberazione: l'ideale ebraico della salvezza e della liberazione è lo stesso che informa i vangeli e la teoria marxista e questa identità se non si capisce con l'opera di Meluzzi non si capisce più
L'idea che solo l'intelligenza abiliti alla rivoluzione, il riconoscimento di una sua personale esperienza borderline metanoica in fieri puritatis, la colta liquidazione dell'ateismo manierato e prefilosofico del geom. prof. Odifreddi, Satana a Torino con la carne bianca della indemoniata, palesano un sincretismo sostenibile solo da un intellettuale eccezionale cui la Chiesa deve, oltre al diaconato insufficiente alla sua purezza missionaria, il tributo di un conferimento culturale senza pari e che smaga quello teologico colto episcopale retorico e tedioso, perchè Cristo parlava come Meluzzi non come Ratzinger. Infine, una delle più acute e convincenti analisi della cultura farisaica della sinistra italiana sovietizzante sia nella difficoltà di sviluppo che nella svendita del patrimonio erariale ai suoi nuovi profeti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(23-05-2012) Libro - I giochi dell'economia e l'economia dei giochi - Aumann Robert Opera che, a prima lettura, appare ingenua ed erronea in quanto postula la formalizzazione razionale e cioè con modelli matematici di una teoria cognitiva, la teoria dei giochi, per la quale l'analisi razionale ha svelato sia con euristica popperiana che con modelli gnoselogici del razionalismo classico la non configurabilità come teoria scientifica.
Una teoria è scientifica se è razionale, se cioè si fonda su leggi naturali o su leggi logiche: la matematica è scientifica perchè si fonda su leggi logiche, la biologia è scientifica perchè si fonda su leggi naturali. La teoria dei giochi non lo è perchè si fonda solo su aspettative razionali di rango solo stocastico ed in questo senso ha lo stesso coefficiente epistemologico della matematica probabilistica, della quale gli epistemologi anche matematici escludono rango scientifico sia formulare che intuitivo. E allora che cosa rende piacevole la lettura di questa operetta? Anzitutto la teoria informale della intelligenza che l'autore enuncia a pagina 47 e che lo avvicina più a Krishnamurti che alla scuola cognitiva occidentale, se si eccettua Goleman e gli altri autori che hanno recuperato la "dimensione del cuore" nella configurazione di una idea completa e operativa di intelligenza. Si vuol dire cioè che l'autore piace più nel suo teorizzare l'intelligenza come un "ritorno a casa" di carattere metanoico e non gnoseologico di quanto piaccia nella pur geniale indicazione del teorema di Zermelo sul carattere assiomatico e predicativo del gioco "hedge play" per eccellenza e cioè gli scacchi, la cui struttura ontologica chiusa formale e invariabilmente decidibile per la commensurabilità delle sue variabili costituisce il paradigma della simulazione computazionale per agenti che, nella teoria di Aumann, più che in quella dei teorici della simulazione iconica anche giudiziaria oltre che macroenomica, ha un suo assioma hilbertiano di fondazione idoneo a costituire il modello (medialab) di ogni simulazione sociale reale. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
(19-05-2012) Libro - Socrate - Figal Günter Il saggio su Socrate resta il banco di prova di ogni filosofo: parlare del padre della filosofia del profeta del razionalismo e cioè della metafisica che distingue l'occidente razionale dall'oriente mistico è impresa che qualifica e che comunque costituisce l'accesso alla teoresi metafisica, imprescindibile per ogni successivo predicato di valore sulle categorie del pensiero astratto, diverso cioè da quello naturale o estetico che mai lo occuparono. "Il santo è una parte del giusto" scrive nell'Eutifrone Platone, il suo biografo, e il brocardo introduce alla religiosità della Legge, della Ragione, della Regola che questo profeta logico insegna a conoscere nella mathesis formulare greca o nell'idea giuridica della legge come "causa sui" la cui osservanza costituisca valore in sè, non onere per il rispetto del diritto altrui.
Idee quindi che ritroveremo a distanza di millenni riprodotte nel razionalismo giuridico di Kelsen e nel formalismo matematico di Hilbert e che riproducono la ontologia fondamentale del maestro di Atene.Il saggio è propedeutico e di agevole lettura, benchè non esamini due elementi di dovuta analisi in ambito metafisico:l'integralismo razionalistico del Maestro e la comparazione della sua filosofia della Ragione con quella ebraica che ne contende il primato. Se Dio è la Ragione e Dio non ammette altro valore concorrente, allora la religio Legis di Socrate si spiega con la sua nota "nudità" morale e sociale: "non ho altro patrimonio che la Legge" diceva il Maestro ed a questo aspetto gnoseologico della sua teoria, l'operetta resta estranea. Nè esamina il rapporto col razionalismo ebraico di Maimonide (ontologico e intellettuale) o di Cristo (gnostico e sociale) e la comparazione sarebbe stata utile non tanto per stabilire primati, quanto per individuare oggi nei valori della coscienza occidentale le fonti remote di ispirazione. Cristo è l'incarnazione del Logos, ma Socrate è il Logos stesso. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
(17-05-2012) Libro - Psicoanalisi e buddhismo zen - Fromm Erich Definita il sistema intelligente più potente di tutti (Godel) o l'esempio classico di scienza non falsificabile e quindi irrazionale (Popper) la psicoanalisi mantiene il suo primato epistemologico rispetto ogni altra scienza cognitiva . Basterebbe indicare la traumdeutung come insuperata teoria del sogno per significarne l'imbattibile impianto epistemico e la superiorità ermeneutica rispetto ogni altra scuola psichiatrica. Eppure, a questo capolavoro del razionalismo ebraico a questa impareggiabile tecnica psicopedagogica di liberazione, non mancano i nemici. I primi furono i fascisti che la bollarono come tipico esoterismo giudaico, ma oltre questo evitamento del barbaro, anche in ambito scientifico cognitivo non sono mancati i critici più spietati. Non uno di loro ha avuto il coraggio di premettere che parlando di Freud bisognava rispettarne il primato scientifico assoluto: se mai è ragionevole istituire una scala interdisciplinare fra gli scienziati, il primo posto spetta al medico viennese. Fromm non è fra i suoi nemici, anzi resterà sempre suo allievo e non cesserà di difenderlo soprattutto di fronte alle pseudocritiche positivistiche da parte di autori che, dietro il rigore epistemico, celavano una mai sopita ammirazione per il più grande teorico della mente di tutti i tempi. Il rapporto che il libro istituisce con lo zen non esclude né menoma il primato della disciplina freudiana assolutamente rispettato e riconosciuto da Fromm, anzi. Il satori della teoria zen è presentato come una variante esoterica della fondamentale legge gnostica della psicoanalisi (wo es war soll ich werden) e iscritto nella gamma delle teorie dell'insight che si declinano sull'assioma freudiano della teoria dell'inconscio. Chi dice che Freud non è accessibile a chi non ha cultura ebraica non sbaglia, perché il razionalismo è teoria ebraica. La psicoanalisi è la regina delle scienze, perché è la sola che libera ed in questo senso è la versione attuale della gnosi ebraica del vangelo. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 54 |