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Ecco un libro che non ha usurpato la sua fama di capolavoro. Pur conoscendone l’esistenza e l’importanza non solo letteraria, ho rimandato fino a oggi il momento di leggere “1984”, romanzo satirico, a detta dell’autore. Il protagonista, Winston Smith, è un impiegato dell’archivio del ministero della Verità, dove ha il compito di falsificare il passato. Come tutti, Winston vive temendo di contravvenire, anche involontariamente, alle regole che governano Oceania e di essere perciò punito dalla Psicopolizia, braccio armato del Partito unico e del suo capo onnipotente, il Grande Fratello, i cui ritratti sono affissi ovunque. Ma un giorno Winston ha un gesto di coraggio e comincia a scrivere un diario e, con un’audacia crescente, entra in contatto con O’Brien, un dirigente del Partito, credendo che l’uomo sia segretamente un oppositore del regime e coltivi l’orribile delitto di pensare... Orwell, che era stato un rivoluzionario ma che aveva perso ogni speranza in questo senso (“non si crea una dittatura per salvaguardare una rivoluzione, si fa la rivoluzione per creare una dittatura”), descrive con lungimirante pessimismo quel mondo di terrore totalitario, privo di ogni umanità, basato sul concetto dell’infallibilità del Partito, offrendoci un libro fondamentale ancora ai giorni nostri.
Un opera lungimirante in cui sono presenti molti analogismi coi giorni nostri
Lo stile non è eccezionale, ma la trama è molto originale e premonitrice, tanto è vero che diversi elementi della società orwelliana si ritrovano nella ns epoca. Da leggere almeno una volta nella vita.
1984 è sicuramente uno dei libri più inquietanti ma realistici che abbia mai letto. Non è una lettura semplice, non è certamente piacevole come un romanzo che abbiamo sempre voglia di rileggere, ma torno a ripetere: è terribilmente realistico, e anche attuale, purtroppo.