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Il disordinato mondo del cinema, formato da commendatori che hanno sempre paura di perdere i soldi che hanno investito in un progetto, da attrici molto sensuali, da intellettuali petulanti, da ragazze squillo, continua a non dar tregua ad un regista di successo che dovrebbe iniziare un nuovo film.
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    Francesco

    18/06/2020 17:24:15

    Pietra miliare del mondo di Fellini e della cinematografia. Non a caso per molti è il più grande film di sempre. Da vedere in coppia con "La dolce vita".

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    ME23

    13/05/2020 15:36:04

    Da vedere e rivedere. L'animo puro del cinema. Le frustrazioni, le pressioni, i sogni della mente di un regista.

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    evelina

    11/05/2020 16:14:05

    Il solito insuperabile Marcello Mastroianni in questo film riproduce il malessere autobiografico di Fellini nell'incapacità di produrre un film, blocco momentaneo che però produce sentimenti complessi nel personaggio. Molto interessante.

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    maxporc

    11/05/2020 13:32:33

    Capolavoro assoluto del cinema del XXI secolo, vetta del cinema di Fellini, 8 e 1/2 si presenta come un'opera d'arte complessa, aperta, mai finita, come il film del protagonista

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    Giancarlo locarno

    07/04/2020 22:26:12

    Per me è il film capolavoro di Fellini, contiene in nuce i futuri Amarcord, per i ricordi del ragazzino seminarista che con gli amici paga la donna procace per ballare la rumba, e anche il futuro Casanova per il rapporto complicato con le donne. Ci vedo un tocco della scuola di Bunuel, per le scene di socializzazione solitaria, e le persone in fila , alle terme ad esempio, e di Bergman per alcuni soliloqui. Alla fine il film che non si riesce a fare è proprio l’oggetto del film, impotenza che poi sarà anche in “Prova d’orchestra “ e in “La nave va”.

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    santo

    31/03/2020 16:15:05

    bellissimo film,consiglio di vederlo!

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    giovanni3004

    09/03/2020 13:52:30

    Come i tagli nella tela di Fontana, le strisce di Rothko e altre amenità del genere. Un critico si alza, dice che è un capolavoro e tutti a dire di sì per paura di apparire ignoranti perché non capaci di cogliere la grandezza dell'opera. Onirico sicuramente e come tale comprensibile solo all'autore. Noioso, brutto, inguardabile. Ridatemi Caravaggio, Van Gogh, Leopardi, Mozart, Ravel, Kubrick e Vittorio De Sica. Tenetevi Fellini, Pollock, Schonberg, Greenaway e gli orinatoi rovesciati.

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    Francesca

    05/02/2020 14:33:20

    Spettacolare!!

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    brescianelli

    21/09/2019 08:30:26

    Magnifico film, onirico e reale si mescolano in in questa pellicola incredibile del maestro Fellini. Un capolavoro del cinema internazionale, che tutti dovremmo aver visto. Mastroianni ENORME. Da recuperare in questa edizione DVD molto curata e ben fatta.

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    Roberto

    20/08/2019 11:17:38

    Non si discute sotto il profilo artistico. Ma ho preferito altri film di Fellini

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    New Gold Dreamer

    27/07/2019 21:25:59

    "8 1/2" è sicuramente il film più acclamato di Federico Fellini di cui indubbiamente riconosco il valore artistico. Essendo un film privo di trama (data la forte impronta onirica e i numerosi flash back), non scegliete questo film se volete passare una serata in relax.

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    Federico

    27/05/2019 14:55:23

    Massimo capolavoro visionario dell'artista, ne esistono versioni magari più approfondite ma qui c'è tutto il necessario per vivere una esperienza emozionante e surreale che ha guidato più di una generazione di cineasti.

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    n.d.

    24/04/2018 10:20:00

    Secondo me il più bel film di Fellini. Mastroianni perfetto e atmosfere oniriche tipiche del Maestro!

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    ziogiafo

    17/10/2017 09:41:35

    ziogiafo - 8 1/2 – Italia, 1963 - 1^ parte - La grande opera di Fellini è stata quella di riuscire a filmare la propria immaginazione, il pensiero umano in fase di concepimento di un’idea e di un “qualcosa” che ti sfugge ancora e che sotto la pressione emotiva di una crisi esistenziale offusca la creatività, costringendoti a vagare nell’intimo del tuo universo interiore alla ricerca di certezze, operando una sorta di scomposizione minuziosa dei ricordi e delle profonde emozioni. Salti temporali misti a caroselli di immagini che fanno parte delle sensazioni attuali e della vita vissuta del protagonista di “Otto e mezzo”, il regista Guido Anselmi (un fantastico Marcello Mastroianni), che si tormenta nella sua inquietudine per la mancanza d’ispirazione che non gli permette ancora di dare un senso al suo nuovo progetto cinematografico. Solo la genialità di Federico Fellini poteva risolvere una tematica così complessa e per certi versi evanescente, non facile da riportare sul grande schermo, ma con “Otto e mezzo” il grande maestro riminese realizza uno dei suoi capolavori più alti che ancora oggi viene considerato uno dei più grandi film del Cinema di tutti i tempi. Le incertezze, le perplessità, il vuoto creativo del protagonista Guido Anselmi, appartengono in realtà allo stato d’animo di Fellini, ma possono essere estese a qualsiasi altro regista che si trova in quella difficile fase prima delle riprese. …/continua nella 2^ parte.

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    ziogiafo

    17/10/2017 09:38:36

    ziogiafo - 8 1/2 – Italia, 1963 - 2^ parte - Guido è assorto nel suo mondo interiore, dove si affollano le più svariate sensazioni che lo rapiscono e lo confondono sottoponendolo a continui interrogativi. La moglie, l’amante, la donna ideale e tante altre donne insieme agli affetti più cari della sua vita ruotano nei suoi nitidi ricordi d’infanzia e si fondono con le continue e rassicuranti visioni oniriche dei genitori defunti. Il suo travagliato quotidiano lo schiaccia, la gente di cinema lo incalza domandandogli in maniera opprimente le giuste direttive sul da farsi, la macchina produttiva è ormai avviata bisogna procedere con azioni concrete. Dottore! Signor regista… qualche piccola anticipazione per la mia parte?... Qualche indicazione sul soggetto del film?... Tante domande a cui Guido non sa rispondere perché è troppo impegnato a mettere ordine nella sua confusione interiore e non riesce a venirne fuori, si dispera si affatica mentalmente a tal punto da rifugiarsi per un breve periodo in una località termale per rilassarsi, curarsi e recuperare energie. Intanto si incrinano anche i rapporti con la moglie (una bravissima Anouk Aimée ) che è stanca delle sue bugie e di tanta ambiguità, ma Guido non riesce ad accusare nessuno del suo tormentato stato d’animo, cercando sempre di trovare la giusta soluzione alle sue problematiche scavandosi dentro e consolandosi con la sua prosperosa amante (una stupenda Sandra Milo). Tornando al lavoro cerca di caricarsi pensando intensamente alla sua “donna ideale” (una candida e meravigliosa Claudia Cardinale) che, di tanto in tanto gli appare in rapide e suggestive visioni, materializzandosi verso la fine del film, presentandosi alla produzione e quindi a Guido che viene folgorato dalla sua presenza, mentre stava assistendo con aria distratta alla proiezione dei vari provini da vagliare insieme agli addetti ai lavori. …/continua nella 3^ parte.

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    ziogiafo

    17/10/2017 09:34:46

    ziogiafo - 8 1/2 – Italia, 1963 - 3^ parte - La crisi di Guido continua a tormentarlo non offrendogli nessuna chance, crolla ogni sua speranza di realizzare il film e si abbandona completamente alle sue sensazioni negative pensando di risolvere tutto con il suicidio. Il torpore e la sofferenza di questo autore in conflitto con se stesso vengono interrotti da un’improvvisa illuminazione che gli restituisce il giusto vigore per rimettersi al lavoro. Grazie al provvidenziale cambiamento riesce a dare un senso alle sue giornate rivolgendosi con animo positivo verso tutta quella folla di persone che appartengono alla sua vita. In un memorabile finale, sulle suggestive note dell’indimenticabile colonna sonora del grande maestro Nino Rota, si conclude questo stupendo capolavoro con “un inno alla vita”, in un grande abbraccio corale, in una festa di gioia che accomuna tutto e tutti in un’esplosione di emozioni da vivere insieme. Il titolo si riferisce “a quello da decidere ancora…” che veniva comunque dopo l’ottavo e mezzo (come numero) della produzione dei film di Fellini fino al 1963, titolo temporaneo che diventò poi quello definitivo. Un inno alla vita… Cordialmente, ziogiafo.

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    Gian Paolo Rossi

    18/05/2017 20:47:39

    Un film straordinario. Una delle grandi opere del '900. Assolutamente da vedere almeno una volta nella vita.

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    Michele Bettini

    14/03/2017 15:04:32

    Uno dei film più noiosi, più banali, più pompati e inutili di ogni tempo.

Vedi tutte le 18 recensioni cliente

1964 - Nastro d'Argento - Miglior attrice non protagonista - Milo Sandra

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Mustang Entertainment, 2014
  • Distribuzione: Mustang
  • Note: restauro digitale a cura del Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, Rti-Gruppo Mediaset e Medusa Film
  • Durata: 138 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0 - stereo)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 1,78:1
  • Area2
  • Contenuti: interviste: "Un film che ti sorprende sempre" intervista a Giuseppe Tornatore - "Il capolavoro di Fellini" intervista a Gian Luigi Rondi - "Alla ricerca dell'autenticità" intervista allo psicoanalista Fabio Castriota
  • Federico Fellini Cover

    Federico Fellini cresce in una famiglia piccolo-borghese, la madre casalinga e il padre rappresentante di commercio di generi alimentari. Si iscrive al liceo classico di Rimini. Guadagna i primi soldi come caricaturista realizzando ritratti di attori celebri per il cinema Fulgor di Rimini. La sua attività di disegnatore e caricaturista continua anche negli anni successivi e gli frutta collaborazioni con giornali e riviste, tra cui la Domenica del Corriere e il settimanale fiorentino 420. Nel gennaio 1939 si trasferisce a Roma. Dice di volersi iscrivere alla facoltà di Giurisprudenza ma è solo una scusa perché in realtà è interessato al mondo dell'avanspettacolo e della radio. Conosce Aldo Fabrizi, Erminio Macario e Marcello Marchesi e comincia a scrivere... Approfondisci
  • Marcello Mastroianni Cover

    "Attore italiano. Si accosta al teatro ancora da studente e nel 1948 è notato da L. Visconti, che lo vuole protagonista dell'allestimento di Un tram chiamato desiderio, da T. Williams, e di diversi ulteriori lavori, preminenti rispetto agli esordi cinematografici cominciati con la piccola parte di un rivoluzionario in I miserabili (1947) di R. Freda. I ruoli immediatamente successivi lo vedono giovanotto seducente e gentile (Una domenica d'agosto, 1950; Le ragazze di piazza di Spagna, 1952, entrambi di L. Emmer) in attesa di tarare una promettente caratura drammatica con C. Lizzani in Cronache di poveri amanti (1953) e con L. Visconti in Le notti bianche (1957), da F. Dostoevskij, in cui dà vita a uno dei più struggenti eroi malinconici del grande scrittore russo prestati... Approfondisci
  • Sandra Milo Cover

    "Nome d'arte di Elena Salvatrice Greco, attrice italiana. Il suo incontro con il cinema si deve al produttore M. Ergas (poi suo marito) che la fa esordire ventitreenne in Lo scapolo (1955) di A. Pietrangeli, dove interpreta la dolce ma risoluta Gabriella, hostess che cerca di convincere alle nozze un anguillesco A. Sordi. La sua bellezza opulenta e maliziosa, quasi una pin-up in carne e ossa, rischia di ingabbiarla in ruoli solo decorativi (Mio figlio Nerone, 1956, Steno), ma fin da subito si costruisce una prestigiosa carriera parallela nel cinema francese, con registi del calibro di J. Becker (Le avventure di Arsenio Lupin, 1957) e C. Autant-Lara (La giumenta verde, 1959). A valorizzare le sue doti d’attrice è però il miglior cinema italiano anni ’60: in particolare, A. Pietrangeli ne indovina... Approfondisci
  • Claudia Cardinale Cover

    "Attrice italiana. Mentre frequenta il Centro sperimentale di cinematografia, il produttore F. Cristaldi le propone un contratto a lungo termine (e in seguito la sposa). Con I soliti ignoti (1958) di M. Monicelli e con il sequel L’audace colpo dei soliti ignoti (1959) di N. Loy, il pubblico si accorge di questa attrice dalla bellezza corrusca, subito notata anche da L. Visconti, che la vuole in Rocco e i suoi fratelli (1960), film in cui comincia a emergere il suo profilo drammatico, fino ad allora messo in ombra dal ruolo di ragazza di borgata, splendida e non priva di una certa malizia; personaggio, quest’ultimo, che comunque non abbandona, per es. con Il bell’Antonio di M. Bolognini, e I delfini di F. Maselli, ambedue del 1960. La sua personalità si consolida nella parte di ballerina dalla... Approfondisci
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