9 agosto 378. Il giorno dei barbari

Alessandro Barbero

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Editore: Laterza
Edizione: 12
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
In commercio dal: 13 settembre 2007
Pagine: 248 p.
  • EAN: 9788842084099

nella classifica Bestseller di IBS Libri Storia e archeologia - Storia - Dalla preistoria al presente - 1. Storia antica: fino al 500 d.C.

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"Questo libro racconta di una battaglia che ha cambiato la storia del mondo ma non è famosa come Waterloo o Stalingrado: anzi, molti non l'hanno mai sentita nominare. Eppure secondo qualcuno segnò addirittura la fine dell'Antichità e l'inizio del Medioevo, perché mise in moto la catena di eventi che più di un secolo dopo avrebbe portato alla caduta dell'impero romano d'Occidente. Parleremo di Antichità e Medioevo, di Romani e barbari, di un mondo multietnico e di un impero in trasformazione e di molte altre cose ancora. Ma il cuore del nostro racconto sarà quel che accadde lì, ad Adrianopoli, nei Balcani, in un lungo pomeriggio d'estate."
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    Ades

    01/05/2019 03:08:57

    Un testo agile e ben scritto dove Alessandro Barbero, grande medievista e studioso di storia militare, con la consueta acribia accompagnata da una prosa chiara e asciutta ma mai semplicistica, offre a lettore uno stupendo squarcio sull'età tardo-antica attraverso una visione inedita sulle invasioni barbariche. Barbero infatti sostiene che esse non debbano essere viste come orde di popoli rozzi e sanguinari all'assalto di un Impero Romano in piena decadenza ma come un evento che fin dall'età di Marco Aurelio è sempre stato affrontato e gestito in modo non solo militare ma anche come rimedio alla cronica carenza di manodopera che affliggeva i latifondi da un lato e le caserme dall'altro. Sarà proprio la cattiva gestione di questo fenomeno da parte dell'imperatore Valente che porterà alla catastrofe di Adrianopoli, considerata da Barbero la data spartiacque e che inizierà a mettere in crisi i meccanismi di sopravvivenza dell'Impero stesso. Splendide le pagine di commento dei passi di Ammiano Marcellino e di Eunapio gli storici principali di questo evento.

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    Luigi

    11/03/2019 08:10:19

    Avevo letto Lepanto e ora mi sono finalmente deciso ad acquistare questo saggio del prof. Barbero sulla battaglia di Adrianopoli. Il saggio conduce il lettore alla scoperta di un evento che ha cambiato la storia del mondo in misura molto maggiore di altre grandi battaglie decisamente più note. Il libro è scritto con il classico stile divulgativo tipico di molta storiografia anglosassone, ma, purtroppo, poco praticato tra gli studiosi italiani. Il risultato è un "saggio-romanzo" adatto a tutti, di semplice lettura, avvincente, autorevole e ovviamente accurato. Un particolare pregio sta nella capacità dell'autore di attualizzare le vicende del IV secolo, evidenziando parallelismi e divergenze con la situazione odierna, e mostrando che la Storia spesso si ripete. Se ci fossero più autori come il prof. Barbero, molte più persone si avvicinerebbero alla conoscenza e allo studio della Storia.

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    Valeria

    31/10/2018 11:21:13

    adoro tutti i libri di Barbero, che con leggerezza e ironia propone sempre contenuti interessanti e mai banali. Un autore che riesce a riappacificare i lettori con la Storia

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    Deipnosofista

    23/09/2018 10:13:49

    Questo libro è la trascrizione di un programma radiofonico di anni fa della RAI, dove il professor Barbero raccontò la battaglia di Adrianopoli, le sue cause e le sue conseguenze. Il libro è ben fatto, scorrevole e appassionante, sembra di ascoltare proprio il professor Barbero. Libro destinato a un ampissimo pubblico, quindi il lettore smaliziato o l'appassionato di storia potranno storcere il naso nel costatare l'assenza di note o di approfondimenti.

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    maxx2255

    22/12/2016 15:50:17

    Bel libro per appassionati di storia e del periodo sopratutto. Ma sembra che l'autore lo abbia scritto per dire a noi moderni che non dobbiamo preoccuparci delle migrazioni perché saranno solo positive. Mi permetto di far presente che i barbari dell'epoca avevano tantissima voglia di integrarsi nell'impero e nella civiltà di Roma; e questo l'autore lo mette bene in risalto. Gli immigrati moderni, e parlo senz'altro dei musulmani, sono portatori di una civiltà esclusiva; saremo noi a doverci adattare ai loro usi e costumi. E questo sarà la fine della nostra cultura.

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    Antonio

    23/09/2016 05:24:08

    Appassionante, scorrevole, entusiasmante. Consigliatissimo agli amanti della storia.

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    luca bidoli

    03/10/2015 11:03:23

    Si tratta, a mio avviso, s'intende, di un ottimo testo, che si legge con estremo piacere e passione, un esempio di alta divulgazione storica. Qualche passo, ma si tratta di interpretazioni sule quali non mi sento di condividere appieno le valutazioni e i giudizi, ma non sono certo Edipo, ma Davus. A p. 209, leggo, a proposito di Alarico che in lui albergavano, sia il Goto che il Romano. Certo che il 18 luglio del 410, a Roma, ha prevalso nettamente, credo, il Goto, forse la sua vera e autentica più profonda anima. Quella romana era ancora superficie e patina, del tutto insufficiente a fermare l'altro. Comunque, chapeau bas.

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    Renzo Montagnoli

    28/01/2015 09:03:16

    C'è da chiedersi perché è importante questa data, che cosa è accaduto il 9 agosto 378, un giorno tale da restare memorabile. Ebbene si svolse la battaglia di Adrianopoli, città sita nella provincia romana della Tracia, che corrispondeva all'attuale Turchia europea. Lo scontro vide contrapposti da un lato l'imperatore dell'Impero romano d'oriente Valente con il suo ben addestrato esercito e dall'altro Fritigerno con i suoi Goti. L'esito fu fatale ai romani, che vennero pressoché annientati e fra essi anche Valente. Barbero, nel prologo al suo libro, tiene a precisare come questa battaglia comunque non sia famosa come quelle di Waterloo e di Stalingrado, anche se il suo esito finì con il segnare, come opinione anche di altri storici, la fine dell'Antichità e l'inizio del Medioevo. L'autore è molto bravo nel delineare gli antefatti, ponendo in luce le trasformazioni intervenute nell'impero romano, le diversità esistenti fra la parte occidentale e quella orientale dello stesso, la diffusione della religione cristiana fra i barbari, quella religione che era già quella ufficiale nell'impero, ed è altrettanto capace di tratteggiare le conseguenze di questa sconfitta, cioè quella caduta inarrestabile di Roma, al cui tonfo si evidenziò quel periodo da non pochi considerato oscuro, ma che pure aveva anche dei valori non indifferenti, e che viene chiamato Medioevo. Corredato da un ampio elenco bibliografico, il saggio di Barbero è ampiamente meritevole di essere letto e, sempre per restare in epoca romana, è una lettura talmente piacevole che mi sento di dire che anche in questo, come in pochi altri, vale la locuzione latina jucunde docet.

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    claudio

    01/07/2013 14:55:39

    Il prima e il dopo della battaglia del 9 agosto 378 fra i goti e l'imperatore d'Oriente Valente che si concluse con la schiacciante vittoria dei barbari e con l'uccisione dell'imperatore. Questa battaglia è stata paragonata per le sue conseguenze successive a battaglie famose come Waterloo o Stalingrado, battaglie che hanno poi trasformato i periodi successivi. Nonostante l'autore sia uno storico di professione, il linguaggio usato è adatto anche per i profani come me, per chi ama la Storia, in particolare quella più sconosciuta a noi come quella del tardo impero romano.

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    Maurizio

    01/01/2012 19:40:18

    Bel libro del medievista torinese che sempre di piu' si occupa di storia militare. La descrizione della battaglia di Adrianopoli e delle sue immediate conseguenze occupa meno di un quarto delle pagine della ricerca. Il resto e' il contorno di quella giornata: il "prima" e il "dopo", le cause e le conseguenze di un evento che segna, secondo l'Autore e non lui solo, l'inizio della fase finale del crollo dell'impero romano d'Occidente. Alcune cartine geografiche e una buona nota bibliografica aiutano il lettore e gli appassionati/interessati a muoversi sulla strada dell'approfondimento.

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    Pino Chisari

    31/08/2011 18:25:53

    Lo consiglio vivamente a chiunque sia interettao minimamente alla storia (romana e non). Chiaro, acuto, sovente divertente, coinvolge il lettore e lo porta a vivere i fatti che racconta in maniera vivace e mai noiosa. Un ottimo libro.

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    Daniele

    08/04/2008 13:15:05

    I pregi del libro sono principalmente una scrittura molto fresca, che non annoia mai, e lo stile "narrativo" che mi ricorda un recente capolavoro della nuova storiografia, "L'ultimo duello" di E. Jager. La costruzione delle note in tal senso è significativa. Inoltre, è un libro che mette in soffitta la definizione "scontro di culture" e, di questo passo, tra qualche anno questo concetto verrà definitivamente soppresso da tutti i libri di storia antica. Di contro, le conclusioni dell'autore sono sacrificate alla discorsività del testo: definire che l'impero d'occidente è crollato perchè, dopo Adrianopoli, gli imperatori d'oriente hanno fatto di tutto per spingere i barbari ad ovest, richiede una spiegazione più lunga di un paio di pagine. Credo che aver letto "La caduta dell'impero romano" di Peter Heather possa aver pesato sul mio giudizio, dato che lo considero una pietra miliare negli studi sulla tarda antichità. Infine, ho visto con rabbia, nella dettagliata bibliografia, quanti titoli interessanti prodotti negli ultimi 15, 20 anni aspettino ancora una traduzione in italiano. Editori, fatevi avanti !

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    Casimiro Tebaldi Tassi

    02/01/2008 19:20:49

    Un bell'esempio di divulgazione storica per vedere l'impero romano da un punto di vista un poco diverso. Barbero parte dalla battaglia mettendo l'accento sulle dinamiche di lungo periodo che portarono l'impero romano e i popoli delle migrazioni a trasformarsi e mescolarsi. La prosa è un po' diretta - anche perché il libro sarebbe l'adattamento di un testo concepito per la radio - ma la sostanza c'è tutta. Si tratta davvero di un'opera leggera e piacevole.

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  • Alessandro Barbero Cover

    Scrittore e storico italiano. Laureato in Storia Medioevale con Giovanni Tabacco, nel 1981, ha poi perfezionato i suoi studi alla Scuola Normale di Pisa sino al 1984. Ricercatore universitario dal 1984, diventa professore associato all’Università del Piemonte Orientale a Vercelli nel 1998, dove insegna Storia Medievale. Ha pubblicato romanzi e molti saggi di storia non solo medievale. Con il romanzo d’esordio, Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle gentiluomo, ha vinto il Premio Strega nel 1996.Collabora con La Stampa e Tuttolibri, con la rivista "Medioevo", e con i programmi televisivi ("Superquark") e radiofonici ("Alle otto della sera") della RAI. Tra i suoi impegni si conta anche la direzione della "Storia d'Europa e del Mediterraneo" della Salerno Editrice. Tra i suoi... Approfondisci
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