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Tutte le recensioni di Simone | Totali: 107 | Media:
    • Edoardo Nesi
      Libri
      Bompiani
      2015
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      • 07/04/2016 12.40.23
      • Nesi ormai sta raschiando il fondo del barile dei suoi (pochi) argomenti. Ne ha cavato un buon romanzo ( "L'età dell'oro" ) e molte altre appendici poco o per nulla riuscite ( "Rebecca" e "Storia della mia gente" per citarne due ). Qua siamo di nuovo di fronte all'industriale di provincia che crea la sua fortuna sul nero e l'evasione fiscale ( questo accadeva, altro che discorsi) e appare pure come un munifico datore di lavoro per i suoi dipendenti. Basta: mi chiedo se Nesi sia capace di scrivere d'altro,ma ne dubito fortemente ormai. L'autocompiacimento nella scrittura, la sbruffonaggine di cui grondano le pagine non sono più compensate dal contenuto, che è un reiterarsi della stessa zuppa, quà o là allungata o speziata per variare, ma sensa successo. Un (immeritato) premio Strega glielo hanno già appioppato, baci per terra davanti ai giurati di quella edizione e si dedichi ad altro che non sia scrivere romanzi.

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    • Nicole Krauss
      Libri
      Guanda
      2011
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      • 03/04/2013 15.16.20
      • Forse il voto ideale sarebbe 3 stelle e mezzo, perché si tratta di un romanzo molto articolato, frutto sicuramente di duro lavoro, e dovuto a una scrittrice che mi pare sapere il fatto suo. Le poche perplessità sono dovute a una trama che a tratti risulta più ingarbugliata che complessa e ad una conclusione forse eccessivamente frettolosa dopo tutto il ben di Dio che l'ha preceduta. Avrei in sostanza optato per una maggiore chiarezza nella parte finale. Lo stile è buono, davvero una scrittrice interessante.

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    • Antonio Tabucchi
      Libri
      Sellerio Editore Palermo
      1987
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      • 04/05/2012 09.27.40
      • Sicuramente non è uno dei libri migliori di Tabucchi, ma resta un assoluto piacere di lettura. Questo brevissimo testo, costituito per di più da racconti aforistici di poche pagine ognuno, lascia davvero grandi emozioni, come e più di molti "mattoni" da 500 pagine che non dicono nulla. Da leggere.

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    • Andrea Vitali
      Libri
      Garzanti Libri
      2011
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      • 26/04/2012 10.06.37
      • Lo si definisce romanzo, ma non è onesto né obiettivo: questo è un racconto, stampato grande e con molte mezze pagine bianche tra un capitolo e l'altro per farlo arrivare a, udite udite, 147 pagine. Poi la sostanza è pressoché impalpabile: carino, per carità, ma come lo può essere un aneddoto raccontato tra amici. Da qui a scriverci un racconto...mah, non sono assolutamente giustificati i soldi spesi per comprarlo, e devo dire che non darò altra possibilità a Vitali: era il mio secondo tentativo, e la sensazione alla fine è sempre quella. Basta così.

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    • Joyce Carol Oates
      Libri
      Mondadori
      2009
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      • 07/04/2012 16.48.25
      • Veramente un gran bel libro, denso di avvenimenti e di personaggi tratteggiati con grande cura; la scrittura, fluida nonostante la complessità della trama- rende piena giustizia alla vicenda, che si snoda su un lasso di tempo di oltre 20 anni. Consigliato.

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    • Chiara Gamberale
      Libri
      Mondadori
      2010
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      • 06/09/2011 23.08.23
      • Mediocre, scritto malissimo e infarcito di luoghi comuni. La trama e l'intreccio potrebbero avere delle premesse interessanti ma sfuggono di mano subito, dopo pochissime pagine, all'autrice. Consapevolezza dei propri limiti e non fare il passo più lungo della gamba sono qualità che non appartengono alla Gamberale, evidentemente. Non basta una bella copertina con un titolo efficace a fare un romanzo- per fortuna - e qui sono le uniche cose che funzionano , purtroppo. Inoltre, se un personaggio ( Palomo ) lo si definisce curioso dei pettegolezzi sulla famiglia Barilla e poi- 50 pagine dopo- lo si descrive come uno che odia i pettegolezzi non si hanno le idee chiare, nè attenzione nel rileggere le bozze. Evitatelo con cura, c'è molto di meglio da leggere.

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    • Dacia Maraini
      Libri
      BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
      2002
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      • 25/02/2011 00.00.34
      • Sottoscrivo la precedente recensione: si tratta di un libro interessantissimo, stimolante, che fa venire una voglia matta di leggere, di correre in libreria a comprare i tanti libri citati ( molti dei quali ammetto di non avere letto ). In più il tutto è scritto e articolato in modo elegante, raffinato e assolutamente non pedante; si riconosce davvero lo stile e la bravura di Dacia Maraini anche se non è un romanzo. Si tratta di un testo da leggere in pochi giorni. Io l'ho letteralmente divorato.

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    • Mario Rigoni Stern
      Libri
      Einaudi
      2008
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      • 17/02/2011 23.53.20
      • Straordinario, diretto, senza un filo di retorica, capace di restituirti tutto l'orrore della guerra e la disumana esperienza che i soldati italiani dovettero affrontare. Uno di quei libri che devono essere letti, senza esitazioni.

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    • Diego De Silva
      Libri
      Einaudi
      2010
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      • 14/02/2011 10.14.09
      • Peccato, mi pareva interessante ed ero pronto a leggerlo con piacere, ma arrivato a pag. 90 mi sono fermato. Troppo verboso, troppo rapsodico per appassionarmi. Una struttura del genere la reggi se hai uno stile tale da far risultare ironica e geniale ogni riflessione, ogni divagazione. E invece qui di pensieri memorabili- o comunque interessanti da leggere- l'avvocato Malinconico ne piazza uno su cinque. Il resto è francamente scritto bene, ma insapore come un bicchiere d'acqua fresca. Con la montagna di libri nella mia lista dei "da leggere" non penso proprio che perderò altro tempo su questo. E, in conclusione, consiglio all'autore di leggersi "Zia Mame" per vedere come si scrive un romanzo di genere umoristico, che però piazza qua e là pure riflessioni serie e fulminanti.

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    • Patrick Dennis
      Libri
      Adelphi
      2009
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      • 09/02/2011 09.50.28
      • Divertente senza essere banale, è ironico e gustoso il ritratto di questa Zia Mame. Un personaggio che travolge, sia noi lettori che il nipote Patrick, che ha mille sfaccettature, che sicuramente è pure contraddittorio nelle sue centinaia di attività, ma che tiene incollati alla pagina. Inutile mettersi a contare i punti in cui le vicende di Zia Mame risultano un pò eccessive o improbabili, perché nel libro di Dennis non è questo che dobbiamo cercare. Contano lo spassoso umorismo, i personaggi di contorno che sono di volta in volta odiosi o amabili, divertenti o petulanti, e che davvero compongono una galleria senza fine, memorabile. Se pensiamo che questo libro è del 1955 direi che non dimostra affatto i suoi anni, anzi, è molto più moderno di tanta pseudo-letteratura stampata attualmente. Da non perdere.

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    • Marco Vichi
      Libri
      Guanda
      2009
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      • 26/01/2011 10.30.00
      • Bellissimo libro, il miglior Bordelli dopo il primissimo della serie. La scrittura di Vichi è sciolta, diretta, ma non certo "sciatta" o "banale" come qualcuno sostiene;è frutto sicuramente di duro lavoro di lima. La vicenda, direi, riguarda più Firenze e la società italiana dell'epoca che semplicemente l'indagine poliziesca. Sicuramente, come sempre, Vichi sfrutta il commissario per farci un quadro personale e schietto della varia umanità che circonda il suo protagonista. Fantastica la galleria di personaggi secondari: il vile bottegaio che fa sciacallaggio, il vecchio compagno di classe che Bordelli salva da un pestaggio gratuito, Padre Baldesi che dopo l'alluvione si fa in quattro per risollevare la sua parrocchia devastata.Sono figure ed episodi che arricchiscono l'immagine che abbiamo di Bordelli, non sono semplici digressioni che, come dice qualcuno, "disturbano il corso dell'indagine".Sta proprio in questi episodi la bravura e lo stile personalissimo di Vichi, che non si smentisce nemmeno in questo libro.Da leggere.

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    • Sandro Veronesi
      Libri
      Bompiani
      2007
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      • 12/01/2011 14.20.55
      • Grandissimo libro, degno di stare a fianco dei più bei libri usciti negli ultimi 30 anni. Mi meraviglia- e mi indigna- che non ci siano altre recensioni; evidentemente questo bellissimo libro se lo gustano in pochi, ma peggio per chi non lo conosce! La storia è ambientata a Roma, una Roma a tratti caotica, misteriosa, tremendamente affascinante. Veronesi ci porta anche in alcuni luoghi poco noti della Città Eterna, dipanando la vicenda dei protagonisti. Ermete è un personaggio memorabile, che resta talmente a lungo scolpito nella memoria da darti l'impressione di conoscerlo davvero, nella vita di ogni giorno. Da leggere, assolutamente

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    • Giorgio Faletti
      Libri
      Dalai Editore
      2005
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      • 03/01/2011 14.21.26
      • Era il primo libro di Faletti che leggevo. Purtroppo non mi è piaciuto molto, e lo dico davvero senza nessun pregiudizio nei confronti dell'autore ( verso il quale altri hanno dimostrato un'acredine davvero fuori luogo). In un libro del genere, in cui il ritmo, la tensione, la voglia di scoprire il colpevole devono essere i punti di forza, ho trovato invece momenti di stanca, prolissità, troppa macchinosità. Perchè annoiare il lettore, per esempio, con lunghe descrizioni di ogni strada o stradina di New York, spinte alla pignoleria in certi casi, quando invece nella trama serviva maggior velocità e tempi serrati?Se aveva timore di essere accusato di scarsa conoscenza del luogo di ambientazione, Faletti poteva scrivere in ogni caso meno, e meglio. Poi: non mi pare che il libro brilli per uno stile di scrittura particolarmente curato; in più di una circostanza ho avuto la sensazione di diversi capitoli pianificati "a tavolino" ma con poca anima, poco"sangue" e troppo cervello. A fine lettura una cosa del genere balza davvero agli occhi. Peccato, ho provato a dare una chance a Faletti, ma non penso gli concederò il bis.

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    • Beppe Fenoglio
      Libri
      Einaudi
      2006
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      • 07/12/2010 13.13.25
      • Bellissimo e duro, scritto con una semplicità e un'immediatezza che colpiscono e restano impresse come poche. Bisogna leggerlo almeno una volta nella vita.

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    • Carlo Cassola
      Libri
      Mondadori
      2007
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      • 29/11/2010 15.23.19
      • Ho appena terminato la lettura di "Rosa Gagliardi", "Le amiche" e "Il taglio del bosco". Straordinari soprattutto gli ultimi due. Ne"Il taglio del bosco" Cassola ci fa vivere con toccante immediatezza la vita dura ma operosa dei boscaioli, segnata dalla fatica e dalle lunghe settimane lontani dai propri affetti. In questo contesto si inserisce la vicenda di Guglielmo, il protagonista, che non riesce a uscire dalla disperazione per la morte della giovane moglie malgrado l'intenso lavoro e il contatto coi compagni. Anche ne"Le amiche" la storia semplice, schietta di due giovani, ambientata in un paesino toscano, avvince e coinvolge come poche, malgrado l'asciuttezza della scrittura.Forse il più debole dei tre racconti è"Rosa Gagliardi", in cui al di là della capacità di scrittura c'é un pò poca sostanza, e il tutto risulta sfuocato e poco incisivo.

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    • Marco Vichi
      Libri
      TEA
      2006
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      • 22/11/2010 10.32.28
      • Come al solito Vichi convince e coinvolge. Qui ha il passo del diesel, per usare un paragone automobilistico: inizia con lentezza per poi incalzare sempre di più sino alla fine. E apprezzo molto il soffermarsi sui personaggi di contorno, questa cura che Vichi spesso riserva ai non protagonisti, perché così evita che restino figurine sullo sfondo, magari anche tirate via. La vicenda dell'usuraio ucciso nel suo appartamento fa da filo conduttore, ma oltre al "giallo" il bello dei libri di Vichi lo troviamo nella descrizione dei luoghi, nella cura nel tratteggiare le atmosfere, in tutti quei particolari insomma che spesso sono proprio i punti deboli dei gialli e che qui invece diventano punti di forza.Bravo Vichi.

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