Tutte le recensioni di Claude | Totali: 8 | Media:

    • Adriana Destro Mauro Pesce
      Libri
      Rizzoli
      2014
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      • 30/06/2014 16:06:15
      • Il titolo è "misleading": in realtà il libro non tratta della morte di Gesù, ma è il tentativo di un'analisi psicologica del comportamento antropologico di gruppo alla morte del leader nelle culture medio-orientali nel primo secolo. La tesi sottostante, non evidenziata ma ben sensibile, al di là di quelle elencate al sito www.mauropesce.net/... (delle quali gran parte sono ragionamenti tautologici), è che non esiste la resurrezione di Gesù (il cui corpo in realtà si è perso subito dopo la deposizione) e quanto tramandato dai vangeli non è testimonianza vissuta. Come analisi comportamentale del gruppo privato del leader può anche essere interessante, come analisi testuale denuncia povertà di critica storica ed esegetica, e non va oltre all'accettazione tout court della presunta fonte "Q", peraltro opportunamente interpretata ad uso proprio. Lasciano perplessi le affermazioni apodittiche in Introduzione "I testi sulla morte di Gesù sono stati scritti da persone che non lo avevano conosciuto e non parlavano la sua lingua" (e allora, la fonte Q?) e in Conclusione "Gli autori dei vangeli e degli altri scritti non conobbero Gesù". Deduzione strisciante: i cosiddetti vangeli sono un tentativo di accettazione sociale ben riuscito, applicazione al caso di specie di "Antropologia dei sistemi religiosi" di Adriana Destro (2002). Oppure è una captatio benevolentiae ad indirizzo opposto? In ogni caso, erano necessarie 350 pagine?

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    • Lisa Randall
      Libri
      Il Saggiatore
      2012
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      • 24/12/2013 20:14:12
      • Una summa dei problemi nella fisica delle particelle, spiegate per non addetti con chiarezza e proprietà. Ottimizzabile la schematizzazione delle particelle elementari. Troppo trascinata la storia personale della scienziata con il LHC di Ginevra. Ci si aspetterebbe qualcosa in più sulle tecniche costruttive del medesimo. Scivolata d'ala sull'esistenza di Dio (cap.3, ultimo §) che l'autrice pare non accettare "more geometrico demonstrata". Si scontra con il solito integralista cristiano all'americana, e scrive < Non riuscivo a capire (lei, fisica teorica) come qualcuno che avesse studiato biologia non credesse nell'evoluzione>. Primo errore, di logica: se l'evoluzione è una verità biologica dimostrata valida, allora non è opinabile, (così come in Fisica non è opinabile la gravità). Se l'evoluzione è oggetto di "credenza", allora è qualcosa di simile in Fisica alla teoria delle brane (cap. 17, quasi tutto in condizionale): è il solo "supermodello mondiale" valido? Si scandalizzerebbe una biologa se un fisico teorico di professione le confessasse di non ritener valido quel modello? Secondo errore, di merito: dovrebbe sapere, lei scienziata, che più di un biologo non "teista" non giudica corretta la teoria dell'evoluzione darwiniana. Vd. Fodor Jerry, Piattelli Palmarini Massimo - Zanichelli. E sempre di questo capitolo, le conclusioni: < La metà religiosa del cervello e quella scientifica [omissis] sono semplicemente incompatibili>. Sembra arduo affermare che il cervello (pur senza sapere esattamente come funzioni) sia diviso in due metà, e per giunta incompatibili; e se per caso capitasse un corto circuito border line? Individual Big Bang? Personal Big Crunch? Cantor? Goedel? Nietzche? Sui temi Big Bang & C cosmici, nihil novi, ma molto ben descritto il modello, senza passaggi astrusi. Conclusione, buono il libro: ma perché questi pregevoli scienziati non si fanno i fatti loro nei settori di competenza? It's just you agaist your tattered libido (Bob Dylan)

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      • 16/11/2013 00:21:44
      • Quella di Stiglitz è un gran bella analisi della situazione socio-economica americana attuale, ma che può esser applicata, con risultati del tutto equivalenti, a quella europea, italiana in particolare. Lo Stato cosiddetto democratico (di qua e di là dell'Atlantico, nota del lettore) è stato posto nell'incapacità di controllare la finanza propria, e quella altrui che scorrazza in casa, e di legiferare di conseguenza. L'impressione che se ne ricava (ed a quanto risulta è la realtà) è che alcuni centri di potere globali (pecunia non olet) sono in grado di condizionare scelte di legislazione "democratica", le quali in realtà favoriscono una ridotta aristocrazia del movimento del denaro (1% della popolazione o poco più) che crea remunerazione senza prodotto, del tutto fine a sé stessa, a scapito del rimanente "demos" che vien ridotto a spettatore e vittima di scelte spacciate come indispensabili ad evitare il peggio. Ma di peggio non c'è. C'è anche un piccolo accenno all'euro, che parrebbe esser un creatura sterile creata a tavolino, congruente con il progetto di rimpallo della finanza globale; ma l'analisi non viene ulteriormente approfondita. I rimedi proposti da Stiglitz sembrano ricette un po' scolastiche, ma l'importanza prevalente del libro è il valore del "j'accuse" che arriva da un Nobel dell'Economia, con una carriera e una posizione ben rilevanti nell'establishment che egli stesso analizza con forte critica. Da leggere (e spaventarsi).

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      • 07/02/2013 16:08:04
      • Testo scritto con linguaggio piano, che stupisce per la volontà di far capire senza trincerarsi dietro assiomi econometrici, anche se non è povero di nozioni specifiche. Il buon senso (e la teoria della moneta) insegnano che il debitore sottostante alla moneta stessa la garantisce con il suo profilo di solvibilità. Non ci vuol molto a capire che mettere insieme debitori con solvibilità tanto diversa (Germania / Grecia p.es.) avrebbe creato qualche scompiglio, andando ad intaccare i fondamentali stessi del libero mercato, come difatto avvenne. Ed a quei tempi c'era qualche prode commissario che volle "..andare in Euròopa.." mettendo le mani nelle tasche dei soliti italioti, entusiasmati da una casta che vedeva ampliati i propri spazi al di là dei posti disponibili in Italia! E l'Italia è uno dei Paesi con maggior incentivo ad uscire dall'Eurozona (Merril Lynch, Woo&Vamvakidis, luglio 2012). La tesi dell'autore è molto più europeistica di tanti speculatori politici: si può stare benissimo in un'Unione Europea politica, senza prestare il fianco ai giochetti finanziari internazionali facilitati da una valuta fittizia, se solo si pone in esser una vera strategia comune, ed una seria difesa del Paese, a partire dalla creazione di prodotto, non dal gioco fumoso della finanza wodoo. Sarà per la sua realistica serietà che l'autore non è stato cooptato da nessun schieramento per le prossime elezioni?

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    • Edoardo Boncinelli
      Libri
      BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
      2013
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      • 19/01/2013 11:19:37
      • Visto il titolo, vien da pensare che un nuovo Gödel abbia trovato una dimostrazione per demolire le certezze di un ipotetico Hilbert teologo, ma purtroppo il contenuto rivela il titolo esser un assioma tanto sensato, quanto inutile: se la Scienza dovesse spiegare i fenomeni mediante Dio, non sarebbe Scienza (ovvio). Allora varrebbe anche l'assioma inverso "Dio non ha bisogno della scienza", ovvio pure questo, e così via, "pour épater le bourgeois". Il contenuto tecnico comunque è sicuramente interessante ed aggiornato (per lettura non specialistica), ma non risolve l'antinomia ontologica di J.Monod (premio Nobel)tra "Il caso e la necessità" (1970), nonostante la molto discussa sequenziazione del genoma di C.Venter (impostazione atea) e di F.Collins (impostazione cristiana) negli anni più recenti. Sottostante l'informazione tecnica, c'è un'opinione personale sensata dell'autore, peraltro condivisa da altri (vd. R.Dawkins), ma nulla più.

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    • Vito Mancuso
      Libri
      Garzanti Libri
      2011
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      • 07/01/2013 10:49:16
      • Testo ben comprensibile con eleganti riferimenti all'evoluzione della storia della meditazione cristiana cattolica, con scontati esempi di durezza e contraddizioni teologiche da parte curiale. Però ad una lettura più smaliziata, al di là dell'approccio apparente quasi naif del pensatore in veste socratica, si avverte un desiderio "decostruzionista" di moda in un certo mondo contemporaneo. P.es., cap VII, 44: la storicità della resurrezione di Gesù è messa sottilmente in parallelo alla storicità di Baruq, il cavallo che portò Maometto dalla Mecca a Gerusalemme, attribuendo ai due episodi lo stesso peso nel rispettivo contesto religioso. Nell'A.T. Elia era stato trasportato in cielo da un carro di fuoco: pur accettando parimenti veri i fatti, il messaggio escatlogico e soteriologico per l'uomo è lievemente diverso se si tratta di accettare Gesù risorto (con il suo carico di esser anche il Cristo dell'A.T.) o di porsi "in via con l'ippogrifo pel sognato alone". Infantile l'affermazione che una telecamera di sorveglianza al sepolcro non avrebbe registrato nulla in quell'occasione, o la pretesa che il Cristo avrebbe dovuto presentarsi, risorto, ai suoi accusatori per dimostrar loro la congettura (a questo punto il teorema) della figliolanza divina. In ultima analisi, quell'Io di fronte a Dio (ammesso che esista) è un cristiano che ha fatto di Cristo un "avatar"? un Buddha? E' l'Io di Nicodemo? Che dire del sottotitolo, parafrasi di Maimonide "Guida dei perplessi": forse era più vicino alla realtà parlare di "Labirinto dei perplessi". Suona più intellettualmente onesto l'annuncio lapidario di Zarathustra: - Dio è morto, Dio è morto per il suo patire con gli uomini.- Già, e allora con Kant non resta che "il cielo stellato sopra di me e la coscienza morale in me"; e che questo non fosse congruente con il dogma di qualunque religione sistematica l'avevamo già ricevuto per altra lectio (ma c'è anche chi dice "Good bye Kant")

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    • Piergiorgio Odifreddi
      Libri
      Longanesi
      2007
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      • 13/03/2007 22:35:39
      • Finalmente! Una voce logica che dimostra che Lui non c’è, e “gli altri” contano frottole! Era ora. Ma … l’esegesi un po’ gogliardica dei testi compulsati ricorda quella de “Il vangelo secondo la scienza” (e non era il massimo dell’esegesi in materia); si contesta il trito “argomento ontologico” di Anselmo, ma già lo fece Gaunilone nel 1076 e.V. con dignità di stampa da parte dell’autore contestato; che il credo apostolico, così come quello di Nicea, non siano letteralmente tali, è cosa nota da secoli; si scopre che un celebre Figlio era un uomo… ma Ario non aveva già detto qualcosa di simile? E allora? Che poi la scienza debba esser depositaria unica della verità… beh, quale sarebbe stata la certezza logica nell’anno e.V. 1873 di fronte ad un “Gedankenexperiment” ante litteram che avesse mostrato l’entanglement quantistico? C’è da immaginare che la risposta della Logica in quell’anno (e se essa ha valore intrinsecamente anapodittico, valeva allora, così come nel 1905, nel 1926, nel 1935, e come ora) sarebbe stata che l’entanglement era … non logico, e pertanto non esisteva, ma piuttosto doveva esistere l’etere, ignoto ma necessario. Che tutto si riduca, una facezia dopo l’altra, a concludere sostituendo un Lui Padre con un lui Universo, sembra un po’ una parodia tardo illuministica: d’altra parte a identificarlo con Nulla ci avevano già pensato altri, un tantino più noti del Professore. By the way, sarei curioso di leggere qualche testo del tipo “Perché non possiamo essere Islamici, e meno che mai Sciiti (o Sunniti, Wahabiti, Kharigiti, Talebani scelga la versatilità dell’autore che vorrà cimentarsi), se vogliamo allo stesso tempo essere razionali e onesti”. Resta la stima per l’Autore del libro, quando, in altri testi, è diffusore chiaro e affascinante di una disciplina ostica e poco nota (e ancor meno applicata). Licet… semel in anno!

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