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Tutte le recensioni di Cinzia Cavallaro | Totali: 3 | Media:
    • Giampaola Cavallari
      Libri
      Giraldi Editore
      2010
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      • 06/10/2011 10.36.42
      • Il vero tesoro nascosto di questo libro è la saggezza che si respira ad ogni singolo racconto. E anche la calma, una dimensione in cui si viene portati durante la lettura. Sebbene utilizzi metafore, personaggi e linguaggio adatto all'infanzia è una lettura molto utile anche per gli adulti. Ogni favola ha un suo messaggio particolare, ma il filo conduttore dell'amore e del rispetto per la natura, e quindi per noi stessi e per gli animali, è sempre presente. Per motivi diversi mi sono piaciute tutte le favole del libro che sono nove e tutte meritevoli. Una serena passeggiata letteraria tra una nonna che apre il libro e un'altra (o forse la stessa, chissà?) che lo chiude. Durante il percorso un topolino, delle tarme burlone, aquile, civette e un coniglio saggio, forse tedesco. E orsi, un cane che potrebbe essere il nostro, una pietra rosa che scopre gli abissi con lo stupore di un mondo nuovo (da che punto guardi il mondo, tutto dipende!) e poi cacciatori malandrini. Dulcis in fundo, una storia nella quale mi sono ritrovata molto e già dall'incipit ho avuto un sussulto interiore. Ma non dirò di più, perché è vivamente consigliato leggere il libro per poterlo scoprire da soli.

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    • Giuseppe Diomede
      Libri
      Montedit
      2010
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      • 24/07/2011 18.51.03
      • Sebbene io non sia in genere una lettrice di gialli, ho molto gradito questo libro perché tratta anche di una tematica particolare: cioè di falsi farmaci senza principio attivo destinati ai paesi sottosviluppati. La storia, con al centro l'omicidio misterioso di una donna che l'investigatore Angelo Sacchi cercherà di risolvere, si dipana tra Milano, la mia città natale, molto ben descritta e la Repubblica di Mali. Grazie alla testardaggine della sorella della vittima e al detective di cui sopra viene raccontata, con la capacità di mantenere sempre alta la tensione e l'attenzione, una storia a tratti inverosimile per la sua spietatezza e per il risvolto morale e sociale sul quale l'autore ci vuole far riflettere. L'equilibrio tra prolessi e analessi è molto ben mantenuto e devo dire che la forma editoriale, pur con qualche piccola lacuna, non inficia alla fine l'essenza del testo stesso che è indubbiamente meritevole perché ben descrive la disumanità e la cattiveria umana lasciando il lettore senza parole. Non solo un giallo quindi, ma una storia che andrebbe letta per conoscere una realtà vergognosa che, grazie al libro di Diomede, non può lasciarci indifferenti. Questo libro ben strutturato è certamente solo l'ottimo inizio di una produzione letteraria che auguro a Giuseppe proficua e ricca di soddisfazioni.

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