Tutte le recensioni di Giulia | Totali: 124 | Media:

    • Chris Columbus
      Film
      Warner Home Video
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      • 24/08/2017 17:20:01
      • Film favoloso!!! Pieno di effetti speciali strabilianti. Lo consiglio a chi piacciono i film di genere fantasy. bello come il primo. Mi è piaciuta moltissimo la scena del duello tra Harry e Draco. Dobby è simpatico e buffo, in certi punti. Mi ha fatto ridere anche Ghilderoy Allock, che fa finta di essere bravissimo in incantesimi.

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    • Robert Stevenson
      Film
      Disney
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      • 02/05/2017 11:21:45
      • Questo film non era tra i miei preferiti, ma da adulta sono riuscita ad apprezzarlo davvero molto. Le scene di altri tempi (soprattutto quelle in auto) sono alquanto ridicole se paragonate agli effetti speciali che siamo abituati a vedere adesso, ma è proprio questo il bello. Poter ridere delle ingenuità e delle immagini grottesche che all'epoca erano considerate innovative e geniali. Ma poi, quanta spensieratezza! Davvero impagabile! In assoluto quello che più di tutto manca nella vita di oggi e che quindi sono ben lieta di poter sperimentare anche soltanto per un paio di ore.

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    • David Swift
      Film
      Disney
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      • 02/05/2017 11:15:01
      • Lo avevo visto tanti anni fa e lo avevo adorato. Ieri lo abbiamo riguardato in famiglia e, se possibile, l'ho trovato ancora più delizioso. Le mie bambine (una di undici e una di sei anni) hanno riso come delle matte in alcune scene del film e anche io e mio marito ci siamo divertiti non poco. Un superbo film di intrattenimento per grandi e piccini che desiderino rilassarsi un po', ma anche riflettere sull'importanza dell'amore tra genitori e figli e sul ruolo fondamentale che una famiglia unita gioca sulla felicità dei più piccoli. Una pellicola davvero incantevole!

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    • Norman Tokar
      Film
      Disney
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      • 02/05/2017 11:09:24
      • Sarà pur vero che la moglie e i bassotti non sono il massimo della simpatia, ma si deve ammettere che sono figure indispensabili per la riuscita del film. Ho rivisto dopo tanti anni questa pellicola in compagnia di mio marito e delle mie due bambine e tutti, nessuno escluso, lo abbiamo trovato adorabile. Un intrattenimento leggero, a tratti esilarante, adattissimo per passare un paio d'ore con i propri figli. Massimo dei voti per il genere.

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    • Jennifer Donnelly
      Libri
      Sonzogno
      2013
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      • 04/03/2017 18:28:29
      • Ho letto la trilogia della Donnelly un paio di anni fa e ne sono rimasta incantata. Il secondo volume, addirittura, l'ho amato più del primo, che già mi era piaciuto a dismisura. Quest'ultimo episodio, invece, non mi ha convinta affatto. Le tre stelle sono per lo stile e per la narrazione in generale, che sono, come sempre, davvero ottimi. Quello che non mi è piaciuto sono i personaggi; Willa rappresenta tutto ciò che detesto in una donna e Seamus non ha una personalità degna di nota... Non è un brutto libro, ma niente che si possa amare e a cui non si possa rinunciare. Nettamente inferiore agli altri due volumi.

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    • Winston Graham
      Libri
      Sonzogno
      2016
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      • 03/03/2017 12:46:08
      • Rispondo volentieri a Carmen, dicendo che per me 'quattro stelle' è una valutazione molto alta. Leggo tantissimo e sono pochi i romanzi cui attribuisco un punteggio del genere. Poldark, come già detto, è una lettura incantevole e la consiglio vivamente. Le cinque stelle, però, le riservo soltanto ad alcuni mostri sacri e a opere che ritengo assolutamente perfette sotto ogni punto di vista.

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    • Winston Graham
      Libri
      Sonzogno
      2016
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      • 24/02/2017 12:13:19
      • Ho affrontato Poldark proprio nel momento giusto, e devo dire che le mie aspettative sono state pienamente soddisfatte. Credo di poter affermare con cognizione di causa che il romanzo merita la sua fama; tanto per iniziare la traduzione è gradevolissima e rispecchia lo stile sobrio dell’autore, inoltre sia l’ambientazione suggestiva che i personaggi ben delineati ne fanno una lettura incantevole. Insomma, per dirla breve, questo primo volume si legge da solo, senza il bisogno che il lettore arranchi, come spesso accade, tra pagine e pagine di prolissa tediosità. Non mi soffermerò sulla storia che ritengo giusto scopriate da voi, ma confermo che la Cornovaglia ha sempre il suo grande fascino e le vicende sono assai ben contestualizzate. Ho già acquistato anche Demelza, ma non ho l’abitudine di leggere le saghe tutte d’un fiato, quindi aspetterò un po’ prima di proseguire con Graham. A me personalmente è piaciuta anche l’edizione, a partire dalla copertina molto azzeccata, dal tipo di carta e dalle dimensioni del carattere che, almeno per una volta, non consuma gli occhi di noi lettori ‘forti’. Consiglio dunque vivamente l’acquisto per l’opera in sé e per la gradevolezza del volume, che noi amanti del cartaceo non possiamo ignorare.

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    • Ivan Turgenev Adriana Cernei
      Ebook
      Faligi
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      • 20/02/2017 09:51:39
      • Non ai livelli di ‘Padri e Figli’, che rimane in assoluto il libro che preferisco di questo autore, ma comunque un bel romanzo, seppur di una tristezza infinita. Al centro del racconto sempre la fragilità dell’uomo e la sua incapacità di saper cogliere la vera essenza delle cose, di saper costruire dei rapporti profondi e duraturi e di mantenere la propria integrità morale fino in fondo. Quello che sembrava un racconto allegro e leggero, una sincera e appassionata storia di amore con un lieto fine, si tramuta presto nella cronaca di una giovinezza sprecata e di una vita fatta di rimpianti, umiliazioni e solitudine. Sinceramente non mi sarei aspettata niente del genere e sono rimasta allibita e amareggiata non tanto per il finale, che sinceramente mi è sembrato quanto mai inevitabile e addirittura doveroso, quanto per il mutamento avvenuto nel protagonista durante il corso della narrazione, e in così breve tempo per giunta. I sentimenti in apparenza profondi di Dimitri si sgretolano dinanzi alla seduzione di una donna capricciosa, subdola e meschina con una facilità a dir poco sconcertante. Il lettore, o per meglio dire, ‘la lettrice’ rimane basita e, a dir poco, indignata. In effetti, che non si trattasse di un giovane dal carattere forte, lo si poteva intuire fin dal principio, data la facilità con cui si lasciava trasportare dagli eventi senza prima aver ponderato le conseguenze, ma che arrivasse a un tale livello di servilismo e autodistruzione era inconcepibile. Mah! Davvero triste. Se si considera poi, che Turgenev sembra abbia attinto a una personale esperienza di vita, ancora peggio. Molto lontano dalla perfezione delle opere di Dostoevskij e Tosltoj, tuttavia un bel libro che non può che farci riflettere su quanto la natura del maschio, in genere, sia poco mutata nel corso dei secoli.

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    • Henning Mankell
      Libri
      Marsilio
      2011
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      • 18/02/2017 18:23:03
      • Ho acquistato questo libro anni fa sull'onda del mio entusiasmo per la serie del commissario Wallander. Che delusione cocente! Forse sarà perché, come dice il signore che ha recensito prima di me, non ho ancora vissuto abbastanza a lungo, ma ho trovato questo libro di una noia mortale. Eppure ero partita con grande motivazione perché Mankell mi piace immensamente come autore di thriller. Ho cercato e ricercato tra le righe per racimolare qualche emozione, ma, a parte una grande irritazione e un tedio senza limiti, non mi è rimasto niente. Un libro che non mi sentirei di consigliare a nessuno.

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    • Henning Mankell
      Libri
      Marsilio
      2010
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      • 18/02/2017 18:13:37
      • Il thriller non è mai stato il mio genere, tutt’altro. Mankell però è l’eccezione che conferma la regola. Qualche anno fa, nonostante fossi fortemente prevenuta e dubbiosa, per non offendere un’amica che me lo aveva prestato con tanto entusiasmo, lessi ‘La quinta donna’. Sia sufficiente dire che, da quel momento, acquistai tutti i libri della serie e li lessi (ad eccezione degli ultimi due) con grande entusiasmo. Mi piace lo stile asciutto dello scrittore e, nonostante io sia un’amante di libri classici con una forte componente descrittiva, apprezzo moltissimo i dialoghi incalzanti presenti in questi romanzi moderni. Gli intrecci sono meticolosi e la suspence tocca spesso vette molto alte. I personaggi, poi, sono davvero veritieri. Wallander è talmente credibile da divenire reale; si impara a conoscerlo libro dopo libro, lo si vede maturare, invecchiare e ci si affeziona a lui e alle sue debolezze di uomo comune quasi fosse un amico. ‘Muro di fuoco’ è il penultimo libro della serie e, come i precedenti, mi ha assorbita talmente tanto che l’ho terminato in una manciata di giorni. Davvero bello e ben sviluppato. Ora mi resta soltanto l’ultimo capitolo (L’uomo inquieto) ma non mi sento pronta a salutare il caro Kurt, quindi ne rimanderò la lettura a tempi più propizi. Mankell è stato un grande scrittore in grado di farmi appassionare a un genere che io in genere detesto. Per questo lo apprezzo doppiamente e lo consiglio a chiunque voglia leggere qualcosa di appassionante e coinvolgente.

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    • Elizabeth Gaskell
      Libri
      Croce Libreria
      2016
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      • 07/01/2017 14:14:06
      • Premetto che non ho ancora letto il romanzo, quindi la mia recensione è sulla veste editoriale. Devo dire che le Edizioni Croce stanno migliorando costantemente il livello. Non avevo amato molto l'uscita di Mary Barton, che, a mio avviso, presentava numerosi difetti. Con 'I fratellastri' mi sono ricreduta, trattandosi di un volumetto di pregio, e con questa ultima uscita devo dire che hanno raggiunto livelli eccelsi. Bella copertina, meravigliosi i due disegni interni e davvero emozionante l'omaggio finale. Un'osservazione poi alla cosa per me più importante: la traduzione, Testo originale alla mano, devo dire che almeno le prime pagine sono veramente rese in modo eccellente. Mi riservo di inviare ulteriore recensione quando avrò letto tutto il romanzo, ma sulla Gaskell ci sarà ben poco da dire se non che ha scritto l'ennesima opera incantevole. Gran bel volume!

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    • Mara Barbuni
      Libri
      Jo March
      2016
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      • 02/12/2016 11:41:12
      • Un regalo inaspettato e, per questo, ancor più gradito! Questa perla della Jo March conferma, se mai ce ne fosse bisogno, conferma l’indiscutibile bravura di Mara Barbuni e di questa meravigliosa casa editrice che seguo ormai da diversi anni e che apprezzo in modo particolare. Questa breve biografia è a dir poco deliziosa; scritta magnificamente e corredata di foto belle e suggestive, nonché di estratti di lettere che fanno da cornice a tutta la narrazione. Chi già, come me, amava la Gaskell, non potrà che amarla ancor di più per quei tratti di bontà e umanità che vengono costantemente esaltati in questa biografia. Conoscerete la forza, la solarità, la tenerezza, ma anche le fragilità di questa donna straordinaria e dell’altrettanto straordinaria Charlotte Bronte, sua amica e confidente, cui vengono doverosamente dedicate alcune pagine. L’impatto di questa breve narrazione è stato tale che, quando ho chiuso il libro, ho avuto la sensazione di aver perso (ma anche di aver imparato a conoscere meglio) una cara, vecchia amica. Un lettore attento non può perdersi questo piccolo gioiello che fa bene agli occhi (veste editoriale impeccabile a partire dalla delicatissima copertina) e al cuore. Attendo con gioia altre biografie di questa piccola ma splendida casa editrice!

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    • Ivan Turgenev
      Libri
      BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
      2004
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      • 23/09/2016 11:13:53
      • A parer mio, assolutamente non ai livelli eccelsi di 'Padri e Figli', che diversi anni fa mi colpì per la sua bellezza. E' comunque un bel racconto, questo di Turgenev che, con uno stile insolitamente pulito e scorrevole, ci narra il lento ma inarrestabile innamoramento di un giovane e agiato sedicenne nei confronti di una spudorata principessina, appartenente a una famiglia ormai in decadenza. Avendo letto un po' la biografia dello scrittore, numerose sono state le analogie che ho trovato nel racconto, soprattutto per quanto riguarda il rapporto del ragazzo con i genitori. Un rapporto dove il distacco imperante sempre lascia insoddisfatto quel bisogno di amore e attenzione che ogni figlio brama di ricevere. Il protagonista (forse lo stesso Turgenev?) non poteva che essere fragile e spesso sottomesso di fronte all'oggetto della propria venerazione, riproponendo in un certo qual modo lo stesso schema affettivo che ha con il padre, figura sfuggente e autoritaria, per il quale il ragazzo proverà, a dispetto di tutto, un amore e un'ammirazione viscerali. Consigliato.

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    • Fëdor Dostoevskij
      Libri
      Feltrinelli
      2013
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      • 22/09/2016 17:25:52
      • Un uomo ferito, umiliato e profondamente fragile, che farà del proprio ottuso orgoglio l'arma di un improbabile riscatto per un passato doloroso che continua a tormentarlo. La negazione del proprio sentire più autentico (seppur assai controverso) come baluardo verso il prossimo e in modo particolare verso se stesso e la donna che, dopo accurato e inquietante calcolo, sceglierà in moglie. Una ragazza 'mite' e altrettanto fragile, perfetto strumento di questa assurda e malata convinzione di poter ottenere amore dall'altro senza dare niente in cambio oltre al quotidiano distacco e alla continua indifferenza. Pur nell'atto estremo della moglie fanciulla, chi dei due personaggi principali sia poi ad aver maggiormente fallito è difficile a dirsi. La mite, con la sua rinuncia alla vita ma pur sempre con il suo definitivo e inequivocabile rifiuto a far rivivere un amore ormai impossibile? Oppure l'uomo, pur sempre vivo ma irrimediabilmente sconfitto per la propria incapacità di dare e quindi meritare il bene dell'altro? Ancora una volta un meraviglioso racconto dai temi quanto mai delicati e scioccanti. Un monologo interiore degno del miglior Dostoevskij che, con la consueta irruenza e passionalità, ci fa vivere il delirio di questo essere sconfitto e disperato. Un uomo sopraffatto dalle proprie incertezze, incapace di vivere il presente se non lasciandosi soffocare da un passato che non lascerà alcuno spazio per un futuro. Se, come me, pensate che, di fronte a Dostoevskij e Tolstoj, tutto impallidisca, allora leggete 'La Mite', perché non mancherà di commuovervi.

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    • Lev Tolstoj
      Libri
      Rusconi Libri
      2004
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      • 21/09/2016 09:26:18
      • Quando si dice che ogni libro ha il suo momento! Avevo iniziato e interrotto questo racconto un paio di anni fa perché non riuscivo a concentrarmi. Ieri l'ho ripreso in mano, sull'onda dell'entusiasmo per Dostoevskij, e l'ho terminato stamani con tanto di lacrime annesse. Se, dopo Dostoevskij, c'era qualcuno che non poteva deludermi quello era Tolstoij. Il mio secondo amore, quello più razionale e cerebrale, ma pur sempre immenso. Definire Ivan Iljic un CAPOLAVORO è riduttivo. Leggetelo e capirete il perché. Avere l'ardire di 'spiegare' o 'classificare' i grandissimi scrittori russi non si può. Si può soltanto sentirli e amarli per le sensazioni che riescono a suscitare in noi. Questo gioiello letterario è talmente denso di significati e spunti di riflessione che, sebbene si tratti di una manciata di pagine, si ha la sensazione di aver letto un tomo poderoso. In questo libro meraviglioso Tolstoij ci pone davanti a dei quesiti universali e quanto mai attualissimi. Stiamo realmente vivendo? E quando cesseremo di vivere, che cosa troveremo ad attenderci? Ilijc viene descritto come una persona a modo, ossia 'comme il faut', secondo quelli che sono i criteri dell'alta società del tempo. E' ricco, potente, ha una bella moglie e una bella casa. Questo sembra bastare, dovrebbe bastare, ma c'è sempre quell'inquietudine di base, quel desiderio di non vedere ciò che sconvolgerebbe quella parvenza di perfezione. Peccato che, nel momento della malattia, una lenta ma inarrestabile consapevolezza si faccia strada in lui; sono solo perché, per seguire i dettami degli altri, mi sono negato di vivere e di costruire dei rapporti veri. Detesto la persona che sono stato e detesto chi mi circonda perché è spregevole e superficiale come lo sono stato io. Ho paura di morire, voglio vivere perché non ho mai vissuto. Ma è poi così tremenda la morte? Oppure è l'inizio della vera vita? Ovviamente c'è molto, molto di più! Leggetelo per i contenuti, per lo stile e perché e' BELLISSIMO!

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    • Hiroshi Saito
      Film
      Yamato Video
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      • 07/09/2016 09:25:11
      • Sarà che ho appena visto 'Anna dai Capelli Rossi' ma Peline non regge il confronto. Non è un brutto cartone, ma è di una tristezza davvero troppo estrema. Una sequela di disgrazie dall'inizio alla fine. Quando pensi di aver raggiunto il fondo, vai ancora più giù...davvero troppo! Ho interrotto la visione a circa la metà dell'opera. Non per me, ma per la mia bambina più piccola che sicuramente non poteva non risentirne. Detto questo, è comunque bello avere dei cartoni di tanti anni fa e sicuramente non è un'opera che sconsiglio, ma che neanche raccomando caldamente. Se dovete scegliere un'opera completa dello stesso periodo, nettamente meglio 'Anna' e 'Heidi', entrambe di una bellezza immensa.

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    • Georgette Heyer
      Libri
      Astoria
      2012
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      • 06/09/2016 14:31:42
      • Una premessa. Devo ammettere che ho commesso due grandi errori con questo romanzo. Il primo è che ho tentato di alternarlo a Shirley della Bronte (libro magico di indiscutibile bellezza in confronto al quale non si può che uscire perdenti), il secondo è che avevo per le mani una vecchia edizione dalla quale avevano tagliato circa centocinquanta pagine!! Mi è venuto il sospetto proprio perché non riconoscevo la Heyer in quell'accozzaglia di dialoghi a dir poco inutili, buttati là senza che vi fosse alcuna struttura a dar loro un senso. Nelle versioni in inglese, ho avuto modo di constatare quanto fosse meticolosa nelle ricostruzioni dell'epoca, quindi sono certa che le parti mancanti sono proprio quelle che avrebbero stemperato quelle troppo frivole che, se non diluite con delle belle descrizioni, ti si piantano proprio sullo stomaco. Insomma, mi sono arresa e l'ho mollato perché era davvero troppo superficiale, al limite dell'insopportazione! Sicuramente, quando deciderò di rileggerlo, acquisterò una di queste belle edizioni Astoria, per il momento continuo a dire che il paragone con la Austen non regge. Le due scrittrici sono lontane anni luce per stile, ambientazioni e ironia. Io personalmente preferisco di gran lunga la Austen ma, si sa, sui gusti non si discute. Assurdo dare un voto a un libro mollato a circa la metà dalla narrazione, sicuramente però non potrebbe che essere a metà strada tra un due e un tre.

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    • Roald Dahl
      Libri
      Salani
      1994
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      • 04/09/2016 06:45:23
      • All'inizio ho pensato "Ecco, ci siamo! Finalmente un libro di Dahl che mi piacerà a dismisura" e invece, come sempre, la lettura si è rivelata come un soufflé. Arzilla, passatemi il termine, all'inizio e sempre più moscia con il proseguire della narrazione. Fosse per me, smetterei proprio di leggerlo, ma alle mie figlie piace, quindi lo considero un ottimo momento per stare assieme e vado avanti, nonostante tutto. Ho adorato i quattro nonni che dormono in un letto solo e le descrizioni delle ristrettezze familiari (cavolo a cena, pranzo e colazione), mi sono piaciuti come sempre i disegni esilaranti, ma non ho amato Wonka con quel suo continuo zampettare, né le disavventure all'interno della fabbrica di cioccolato con quei dialoghi strascicati, ripetitivi e un po' forzati. L'idea di base è assolutamente buona e qua e là ci sono delle scene davvero simpatiche e originali, ma Dahl, in qualche modo, mi disturba. Nettamente superiore alla 'Magica medicina', ma 'Matilde', per adesso, continua ad essere il mio preferito. Non posso sconsigliarlo, anzi, credo che per i bambini grandi sia nel complesso molto divertente, ma di qui a definirlo un capolavoro, ce ne passa!

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Recensioni 1 - 20 di 124 recensioni presenti.