Tutte le recensioni di maurizio .mau. codogno | Totali: 136 | Media:

    • Denis Guedj
      Libri
      Longanesi
      2009
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      • 19/01/2010 12:18:31
      • Denis Guedj è noto per il suo libro "Il teorema del pappagallo". Questa volta continua a spiegare la matematica, ma come un dialogo tra un padre e la figlia, giovane scolara a cui la materia non va proprio giù per il dispiacere del genitore. Il risultato, almeno per quanto mi riguarda, è piuttosto deludente. La colpa non è certo della traduzione; il problema non è nemmeno il modo in cui sono introdotti i vari temi, che per quanto io possa capire sono effettivamente a un livello adatto per un preadolescente. Però il libro mi sembra troppo disuguale: ogni tanto sono inseriti dei pensieri del padre, ma senza alcuna logica distribuzione all'interno del testo, come se ci fosse stata l'idea di fare un libro a due livelli ma poi Guedj si sia scocciato. In definitiva, una scelta infelice, che non credo possa portare nuovi adepti o almeno simpatizzanti per la matematica.

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    • Baruch Spinoza
      Libri
      Piano B
      2009
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      • 04/01/2010 11:42:00
      • I tre impostori di questo libro sono Mosè, Gesù e Maometto; a dire il vero, proprio come i moschettieri, sono quattro perché l'autore parla anche di Numa Pompilio, che diede la religione agli antichi romani. Perché è della falsità della religione che parla questo libello, apparso in Europa nel 1719 e attribuito al famoso filosofo ebreo d'Olanda con l'aggiunta di brani di Charron e Naudé. La tesi di base del libro è che l'unica religione con un minimo di senso è quella naturale, e che tutte le altre consistono in una serie di fole turate fuori dai sedicenti profeti che nel migliore dei casi non sanno quel che dicono e nel peggiore mentono artatamente; fole a cui nessuna persona dotata di raziocinio potrebbe mai credere. Il testo naturalmente contiene i classici artifici retorici di un'opera filosofica classica ed è tradotto in modo pesantissimo, non si sa da chi (paura di essere messo all'Indice o semplice inadempienza da parte dell'editore?) Più scorrevole la seconda parte, forse perché comsiste di due saggi e non di un pamphlet.

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      • 21/12/2009 12:10:13
      • Rudy Rucker è un matematico e uno scrittore di fantascienza. Le due cose non sono necessariamente disgiunte; fortunatamente però Rucker scrive in modo brillante e non fa le solite spiattellate della cosiddetta "Hard SF" che a mio parere sono pure ostentazioni di cultura e fanno solo male alla scienza. Comunque qui la fantascienza è secondaria; il libro è un saggio che spiega per l'appunto il concetto di quarta dimensione, partendo dai classici (la teoria della relatività, ma anche Flatlandia) per giungere alla sua teoria filosofica pseudoempirista che vede l'universo come uno spazio di Hilbert a infinite dimensioni; cosa matematicamente ben più logica di averne solo tre o quattro, ma non molto sostenibile. Ecco, forse il finale è la parte più debole del testo, insieme alla sciagurata scelta di inserire tantissime lunghe citazioni - e questo di per sé è un bene - ma con lo stesso font del testo - e questo è Molto Male. Carini i problemi (non matematici, non preoccupatevi!) all'interno del libro; ottima la traduzione, ma da Longo non mi sarei aspettato nulla di diverso.

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    • Davide Osenda
      Libri
      001 Edizioni
      2009
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      • 21/12/2009 12:06:59
      • Si può fare matematica a fumetti? Sì, se si è bravi. Davide Osenda con la sua <i>Gottinga</i> racconta ad acquerello l'infinito dei numeri, anzi gli infiniti, e l'ipotesi del continuo, uno dei risultati che ha sconcertato il mondo matematico della seconda metà del ventesimo secolo. Le tavole della prima parte del libro erano già note a chi frequenta i Rudi Mathematici; nella versione stampata sono stati aggiunti due nuovi capitoli che riguardano appunto le due facce dell'ipotesi del continuo - non ci sono contraddizioni né a crederla vera né a crederla falsa, ognuno faccia quel che crede! Se mi è permesso fare un appunto a Davide, questa aggiunta è meno riuscita delle tavole iniziali, non tanto per la parte matematica quanto perché manca la commistione tra il mondo matematico e quello "là fuori", che esiste ma mi è sembrato un po' staccato. (Göttingen è stato uno dei principali centri per la matematica dai tempi di Gauss fino ai primi anni '30, quando con l'arrivo del nazismo la scuola in pratica si perse e rimase solo l'ormai vecchio Hilbert) Vi consiglio però vivamente di procurarvi il libro; godetevi le immagini davvero belle, ma state anche attenti alla matematica che c'è dentro!

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    • Paola Santagostino
      Libri
      Red Edizioni
      2004
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      • 17/12/2009 09:53:56
      • Le fiabe sono per i bambini. Beh, una volta non era così, ed è solo perché ormai siamo moderni e "scientifici" che si è arrivati a questo dogma. Peccato che i bambini restino bambini, che le spiegazioni "scientifiche" del come succede qualcosa per loro sono incomprensibili - tanto che chiedono il "perché"... - e le fiabe servono loro per avere un modo comprensibile di rapportarsi alla loro realtà. In questo libro la Santagostino spiega tutte queste cose e suggerisce ai genitori quali storie non raccontare, come interagire con i bambini (il genitore inizia una storia e la fa finire al bambino, oppure l'opposto, o ancora il bambino crea tutto da solo la favola) e dà indicazioni anche agli insegnanti che vogliono fare questa attività a scuola. Nonostante la brevità del testo, il libro è molto chiaro, essendo scritto in un linguaggio comprensibile; ogni capitolo ha anche un riassunto che in una paginetta raccoglie gli elementi fondamentali. L'unica difficoltà è forse per un genitore avere abbastanza fantasia, prontezza e capacità di guidare il proprio figlio alla creazione di storie... ma non so se questo possa essere insegnato da un libro.

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    • Philip K. Dick
      Libri
      Fanucci
      2007
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      • 04/12/2009 17:13:41
      • Magari c'era anche una ragione ben precisa perché il primo libro scritto da Philip Dick era sempre rimasto inedito ed è stato pubblicato ben dopo la morte dell'autore, quando ormai anche le sue liste della spesa sono state edite. L'ambientazione, con la innominata Compagnia che fugge dalla Cina conquistata da Mao lasciando tre suoi impiegati a passare le consegne ai comunisti, non sarebbe male; ma è chiaro che i caratteri dei protagonisti sono stati appena abbozzati, e il libro si perde in descrizioni inutili e soprattutto stantie, come le pagine e pagine dedicate a una vecchia amante di Verne che non ha alcuna parte nella trama. Anche l'epilogo, con il suo anticlimax, lascia l'amaro in bocca. La traduzione mi è parsa abbastanza piatta, ma immagino che la colpa sia più che altro del materiale originale. In definitiva, se ne può fare tranquillamente a meno.

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    • Simon Tofield
      Libri
      TEA
      2009
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      • 26/11/2009 11:16:05
      • Molti dicono che con il Web e il concetto del "tutto gratis" gli artisti inizieranno a fare la fame; io non ne sarei così certo. Prendiamo ad esempio Simon's Cat, il gatto casinista eternamente affamato - disegnato con uno stile simile a quello di Bristow, per chi ha una certa età - i cui filmini postati su YouTube hanno spopolato tra i gattofili e si possono vedere nel sito di simonscat. Sono certo che molti dei fan del gatto (quorum ego) hanno comprato questo libro con una serie di tavole raffiguranti il nostro eroe. A dire il vero, l'ambientazione delle vignette, un po' più bucolica e campagnola, non rende pienamente giustizia, anche se le scene con lo gnomo da giardino meritano; ma garantisco che molte immagini mi hanno fatto davvero sghignazzare!

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    • Pierre Bayard
      Libri
      Excelsior 1881
      2008
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      • 24/11/2009 09:51:34
      • Siete convinti che nell'<i>Amleto</i> l'assassino sia Claudio? Allora non avete letto bene il testo della tragedia, e vi siete limitati a seguire pedissequamente quanto affermato da Shakespeare senza notare le incongruenze messe nero su bianco nel testo della tragedia. Pierre Bayard si occupa di critica poliziesca, cioè di rileggere i libri gialli e fare nuove ipotesi che siano più rispettose del testo. In questo caso il libro messo sotto torchio è lo sherlockiano <i>Il mastino dei Baskerville</i>. Dopo un breve riassunto dell'opera di Conan Doyle, l'autore analizza il metodo che Holmes usa per risolvere i suoi casi e lo applica... al libro stesso. Insomma, una metaindagine, o come viene definita da Bayard un esempio di "critica poliziesca" Non posso ovviamente rivelare chi è il vero assassino, ma credo non ci sia nulla di male a dirvi che il detective non ci fa affatto una bella figura e che secondo Bayard la chiave di volta sta nelle motivazioni psicologiche dei personaggi, e soprattutto di uno di essi che si è liberato dalle catene in cui Conan Doyle l'aveva presumibilmente raffigurato; la rivincita del personaggio sul proprio autore. Secondo me la parte più debole del testo è quella - che va dallo psicanalitico al mistico... - dove si dice che non solo i personaggi della letteratura possono giungere ad avere una certa qual vita propria, ma addirittura possono mischiarsi a quelli della vita reale, almeno nella vita reale. D'accordo che Conan Doyle non sopportasse più il suo personaggio più noto, ma da qui a dire che gli fa fare apposta una brutta figura mi pare un po' troppo. A parte questa tirata in mezzo al libro, il testo è piacevole e ben tradotto.

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    • N.D
      Libri
      Mondadori Bruno
      2007
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      • 18/11/2009 10:48:27
      • Quarta raccolta dei problemi presentati ai campionati internazionali di giochi matematici, edita in Italia dieci anni dopo l'originale francese. In questo libretto abbiamo 66 problemi, divisi in tre categorie a seconda della loro difficoltà. Chi cerca problemi "carini", nel senso che un matematico dà al termine, probabilmente è meglio eviti questo libro: ne ho trovato uno solo che mi è davvero piaciuto, e tre o quattro che hanno comunque un metodo risolutivo interessante. Molti problemi richiedono di fare noiosi conti e tentativi vari; non ci vuole troppo tempo a farli, ma credo che il risultato pratico sia che è meglio evitare di provarne troppi assieme per non fare indigestione! La traduzione mi pare corretta, anche se alcune volte mi è toccato rileggere il testo per capire cosa venisse effettivamente chiesto... ma questo è un mio ben noto problema.

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    • Leonard R. Ashley
      Libri
      Mondadori
      2008
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      • 07/11/2009 16:10:45
      • Se qualcuno si chiedesse come mai io mi sia messo a leggere un libro sulla numerologia... beh, perché no? Lo trovo sicuramente più interessante di tanti altri libri nella lista dei bestseller. Poi tanto me lo sono trovato in biblioteca, quindi non ho speso una lira. Confesso però che non ho affatto capito se l'autore del libro creda o no a tutto quello che ha scritto; a me personalmente ha dato una sensazione ambivalente, dal "in fin dei conti è divertente" al "i numeri danno più indizi che l'astrologia, e soprattutto sono più semplici da usare per divinare". La lettura è un po' ripetitiva, visto che Ashley parte dal principio che un lettore possa essere interessato a una sezione specifica; a un certo punto scrive persino "se vi state scocciando delle ripetizioni, ritenetevi fortunati di essere più ricettivi dalla media della gente". Una vera captatio benevolentiae! Però nonostante tutto la lettura l'ho trovata piacevole, soprattutto nelle digressioni che portano Ashley ad esempio a raccontare della cabala ebraica oppure della storia di Cagliostro. Insomma, forse non riuscirete a scoprire come il vostro nome influenzi il vostro destino ma almeno vi sarete acculturati un po'. La traduzione è scorrevole, tranne qualche caduta nel capitolo 16.

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      • 28/10/2009 11:20:30
      • Ecco un libro per cui non ci sono vie di mezzo; o lo si ama alla follia o lo si stronca senza pietà. Il "metodo nazista" per convincere i bambini a dormire regolarmente è certo pesantuccio: quando è ora di dormire, dopo aver dato la buona notte al bambino non lo si tocca più per nessuna ragione. Peggio, ci si può far vedere, in modo che non si creda abbandonato; ma chissà se poi non si sente ancora più sconcertato. Ci sono però dei suggerimenti utili, tipo creare una routine senza cercare di inventarsi ogni volta chissà cosa e ricordarsi di essere il più possibile tranquilli per non ingenerare ansia nel pupo; per il resto l'attuale situazione di casa mi farà comunque aspettare due mesi prima di valutare se mettere in pratica il metodo oppure no, e quindi sospendo il giudizio :-)

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    • Pietro Trifone
      Libri
      Il Mulino
      2007
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      • 26/10/2009 10:44:41
      • Il sottotitolo di questo libro è "L'italiano scorretto da Dante a oggi", e inizia con "Questo libro rovista un po' perveramente nella pattumiera della lingua italiana". A parte la battuta iniziale, la logica del libro è semplice: le grammatiche, soprattutto quelle normative, fissano la forma ufficiale della lingua e tralasciano tutte le forme "errate" che però possono essere così tanto usate nella vita di tutti i giorni da poter diventare dopo qualche decennio o secolo corrette. Si parte dal nobile padre Dante, con Trifone che si diverte a raccogliere nella <i>Divina Commedia</i> tutte le occorrenze di parole che lo stesso Dante aveva definito "non adatte all'italiano" e si prosegue con esempi nel corso dei secoli fino ad oggi, tra scrittori noti e persone sconosciute. La prosa è sempre frizzante e scorrevole, e chi ama la lingua italiana, lungi dal mettersi a sghignazzare per gli svarioni anche dei grandi, potrà avere una visione più ampia e completa delle forze che l'hanno plasmata e continuano a farlo.

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    • Paolo Nori Marco Raffaini
      Libri
      Fernandel
      2003
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      • 24/09/2009 10:32:02
      • Voi magari non lo sapete, ma io conosco un tipo, anzi non lo conosco perché non l'ho mai visto di persona ma leggo quello che scrive, che dice sempre che Paolo Nori è il miglior scrittore italiano che possiamo leggere e lui nel senso del tipo cerca sempre di scrivere come lui nel senso di Paolo Nori. Così quando ho visto questo libro mi sono detto Ecco, questa volta posso prendere il libro e vedere quanto è bravo Paolo Nori come dice sempre il mio amico che però non è proprio un amico. Però ho letto il libro dall'inizio alla fine e non è che mi sia piaciuto così tanto, forse perché il suo tipo di scrittura con frasi che vanno avanti come se uno chiacchierasse davanti alla macchinetta del caffè è carino per una pagina o due ma poi diventa pesante, oppure forse anche perché il libro non è che fosse così interessante, con questi due protagonisti che devono scrivere un romanzo storico epistolare e parlano degli affari loro che sono quasi sempre bevute e sesso più parlato che fatto. Che poi non so se ho mai letto più di qualche riga per volta del mio amico che non è mio amico, e magari se l'avessi letto di più non avrei nemmeno preso questo libro, ma non si può cambiare il passato e la recensione finisce allora così senza dire nulla di importante.

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      • 08/09/2009 11:09:46
      • Questo libro, dal sottotitolo "Le origini evolutive delle credenze", parte mettendo subito in chiaro che l'autore vuole far piazza pulita di tutte le credenze, religiose e no, che non siano sostenute da prove scientifiche; la causalità la deve fare da padrona. Il leit motiv del libro è per l'apunto l'ipotesi - parlare di "teoria" è un po' azzardato - che le credenze nascano non appena l'umanità ha iniziato a ragionare in termini di cause ed effetti; se quindi succedeva qualcosa, ci doveva essere qualcos'altro o qualcun altro che l'ha fatto succedere. Per la cronaca, Wolpert ritiene che l'uomo sia l'unico animale ad avere pensieri causali. La tesi è anche interessante, ma non è che il libro porti chissà quali prove a suo sostegno; più che altro Wolpert ripete fino allo sfinimento le stesse affermazioni, sperando che alla lunga vengano recepite dal lettore. Insomma, il titolo promette molto più di quanto mantenuto nel testo. Due (tristi) parole ancora per quanto riguarda la traduzione di Simonetta Frediani. Come purtroppo accade troppo spesso nei libri della Codice, è assolutamente inadeguata. Passi anticipare al 1452 la bolla di Innocenzo VI sulla divisione dei territori scoperti da Colombo: uno svarione può capitare a tutti. Ma già a pagina 6 il sillogismo presentato dall'autore viene stravolto e invalidato, traducendo "alcuni cibi malsani" invece che "alcuni cibi sani"; e non è l'unico caso in cui il testo tradotto dice esattamente l'opposto dell'originale. In un saggio scientifico errori di questo tipo sono inqualificabili.

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    • Bruno Munari
      Libri
      Corraini
      2005
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      • 31/08/2009 15:04:32
      • Ristampa - naturalmente dal formato quadrato - di un vecchio libretto di Munari, sono qui raccolte in ordine più o meno alfabetico tante piccole nozioni sul quadrato e sul cubo. Si possono trovare costruzioni geometriche, analisi di opere pittoriche e architettoniche, oggetti di design, ma anche il gioco del 15. Più che altro, insomma, una raccolta di curiosità per passare alcuni piacevoli momenti a scoprire quanto una figura che nell'immaginario collettivo si associa alla stolidità possa invece nascondere cento (un numero quadrato :) ) diverse cose!

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    • Brian Selznick
      Libri
      Mondadori
      2007
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      • 31/08/2009 15:02:04
      • "Romanzo per parole e immagini", si autodefinisce questo libro. In effetti di immagini ce ne sono moltissime, generalmente disegni a matita in tecnica più o meno cineasta con successivi zoom sui particolari: se si aggiunge che il testo non riempie certo le pagine, il lettore pigro si può tranquillizzare, dopo il colpo di trovarsi più di cinquecento pagine di testo. La storia è per ragazzini, forse anche da leggere insieme ai genitori. Non dovete aspettarvi molto più di una favola moderna; però è carina, e penso che chi ama il cinema degli inizi l'apprezzerà. Non griderei però al capolavoro, come ho letto in giro.

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    • Bruno De Finetti
      Libri
      Cortina Raffaello
      2006
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      • 31/08/2009 14:57:59
      • Bruno de Finetti è noto - credo più all'estero che in Italia - per il suo lavoro di fondazione della teoria della probabilità. Questo suo saggio del 1934 non è però un testo di matematica, quanto di filosofia della scienza. D'accordo, è difficile distinguere tra fondamenti della matematica e filosofia della matematica; ma in questo caso non ci sono molti dubbi, visto che di matematica non se ne parla proprio. La posizione filosofica definettiana parte dal pensiero di Hume; un empirismo rivisto alla luce delle geometrie non euclidee e soprattutto della fisica einsteniana, che portano l'autore verso il relativismo e il pragmatismo. D'altra parte, noi non possiamo essere certi di nulla; tornando alla probabilità, non possiamo nemmeno essere certi che lanciare una seconda volta una moneta sia la stessa cosa dell'averla lanciata la prima volta, né possiamo permetterci il lusso di considerare un numero infinito di eventi, anzi di fenomeni, il termine preferito dal de Finetti. Il saggio è preceduto da una lunga introduzione di Giulio Giorello, che ho trovato un po' noiosa ma mi è sicuramente servito per riuscire a entrare nel contesto filosofico; più interessante e anch'esso sicuramente utile un glossario che spiega i termini scientifici usati nel saggio.

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    • Marco Alfieri
      Libri
      Feltrinelli
      2009
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      • 31/07/2009 14:32:16
      • Instant book - uscito a fine giugno, parla di fatti di fine marzo 2009 - di un giornalista del <i>Sole - 24 Ore</i>, questo breve saggio raccoglie varie storie degli ultimi anni, dalla vicenda Alitalia alla Bicocca, dalla nuova Fiera all'Expo 2015 per terminare con la gestione degli immigrati - che corroborano la tesi che non solo lo slancio creativo e costruttivo degli anni '50 e '60 è terminato, ma Milano ormai si è adagiata sul ricordo dei fasti passati e non ha neanche il coraggio di proporre qualcosa di nuovo. La prosa è asciutta e ricca di nomi e numeri; alcune tesi sono un po' spiazzanti - ad esempio, Alfieri sostiene che la lottizzazione dei partiti riusciva comunque a dare una gestione condivisa, sia pure mediata, della città; Tangentopoli da questo punto di vista ha spazzato via tutto lasciando il vuoto riempito giusto da immobiliaristi e affaristi in genere - e altre forse un po' tirate per i capelli. Resta un affresco impietoso della situazione di quella che un tempo si definiva compiaciuta la capitale economica e morale d'Italia, e ora si limita a scopiazzare Roma ladrona.

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    • Achille Campanile
      Libri
      Bompiani
      2001
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      • 31/07/2009 14:31:00
      • Questa raccolta delle prime opere di Campanile contiene sette libri, oltre a un'introduzione e postfazione di Oreste del Buono. Manca purtroppo "Battista al Giro d'Italia" che è sì del 1932 ma è una raccolta di racconti. Premessa indispensabile: Campanile per me non era autore da romanzi. Ha dato il meglio di sé nel piccolo, come le Tragedie in due battute, le opere teatrali ma anche la critica televisiva. Nei suoi romanzi è difficile tenere a mente la trama: in "Ma che cosa è quest'amore?" ci si perde ad esempio nelle divagazioni assurde e divertentissime che trasformano completamente quelle che altrimenti sarebbero banali storie d'amore ambientate in un periodo in cui il treno la fa da padrone. "Se la luna mi porta fortuna", scritto subito dopo la morte di madre e fratello, ha lunghi tetri incisi che non sembrano neppure campanileschi. In "Giovinotti, non esageriamo!" si inizia però già a vedere il suo stile inconfondibile nelle peripezie dei personaggi, assolutamente slegate al giuoco del calcio che è il tema del libro, cosa che nel 1930 non era così scontata. In "Agosto, moglie mia non ti conosco", le vacanze al mare sono lo sfondo per una commedia basata sulla perdita delle chiavi di una serie di cinture di castità, così come "In campagna è un'altra cosa" e "Amiamoci in fretta" sono classiche commedie, quasi una trasposizione italiana dei libri di Wodehouse mischiate alla commedia degli equivoci... salvo che la seconda ha una chiusa assolutamente spiazzante. Infine, "Cantilena all'angolo della strada"; raccolta di elzeviri, più vicina alla "letteratura seria" dell'epoca, ma a mio parere di livello inferiore alle altre opere. Campanile doveva comunque avere un bel caratterino, visto che come postilla a due delle sue commedie racconta per filo e per segno dove le sue Tragedie in due battute erano state riciclate, con nome e data della rivista :)

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