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Tutte le recensioni di Nicola59 | Totali: 30 | Media:
    • Azar Nafisi
      Libri
      Adelphi
      2007
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      • 14/03/2017 14.23.15
      • Libro bellissimo, è entrato nella mia personale ‘Hall Of Fame’. Come scritto sul retro del libro è uno dei più toccanti atti d’amore per la letteratura mai professati. Mi mancheranno gli incontri del giovedì in casa Nafisi. Nel libro si parla di scrittori fra i miei preferiti (James e Fitzgerald) che continuerò ad amare e di altri (Nabokov e Austen) che sicuramente inizierò a leggere. In realtà avevo iniziato ani fa a leggere Lolita, abbandonato quasi subito un po’ turbato dal professor Humbert: prima o poi lo leggerò. Per chi, come me, ama leggere, è un libro da non perdere. Vorrei solo ricordare un brano del libro alla fine di una lezione: ‘Un romanzo non è una allegoria. E’ l’esperienza sensoriale di un altro mondo. Se non entrate in quel mondo, se non trattenete il respiro insieme ai personaggi, e non vi lasciate coinvolgere nel loro destino, non arriverete mai a identificarvi con loro, non arriverete mai al cuore del libro. E’ così che si legge un romanzo: come se fosse qualcosa da inalare, da tenere nei polmoni. Dunque, cominciate a respirare. Ricordate solo questo. E’ tutto; potete andare.’

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    • Pedro Chagas Freitas
      Libri
      Garzanti Libri
      2016
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      • 09/01/2017 09.39.34
      • Il libro si muove fra alti e bassi: pagine con frasi più o meno edificabti di quelle che si scambiano via Internet, pagine con banalità alla 'Raffaele Morelli' e pagine emozionanti. Purtroppo queste ultime sono in forte minoranza: ma, almemo, la loro presenza evita un voto più basso.

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    • Jack Kerouac
      Libri
      Mondadori
      1998
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      • 22/09/2016 10.58.09
      • Non mi è piaciuto e sono rimasto molto deluso. All'inizio sembrava promettente, nonostante la scrittura sia un po' particolare, poi diventa sconclusionato e senza senso. Ho cercato di entrare nel 'mood' dei protagonisti e del particolare momento storico, ma continuare e finire il libro è risultato ostico. Mi sarei aspettato dei momenti di riflessione in cui capire meglio il bisogno di fuga, e invece tali momenti sono 'annegati' nel racconto dele vicende caotiche del protagonista e dei suoi amici. La poesia finale me la sono risparmiata.

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    • Sandro Veronesi
      Libri
      La nave di Teseo
      2016
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      • 01/07/2016 13.16.42
      • Il mio voto è una media fra capitoli bellissimi (come ad esempio il primo, sul Numero 12, su Zoff) ed altri non all'altezza. In ogni caso Veronesi scrive bene, è il primo libro che leggo di lui ma non sarà l'ultimo.

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    • Irène Némirovsky
      Libri
      Eir
      2013
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      • 01/07/2016 13.12.03
      • Non è la prima volta che un suo libro mi emoziona. La parte finale l'ho praticamente divorata. Ho quasi 60 anni e da più di 30 sono felicemente sposato con mia moglie con due splendide (per noi) figlie e questo libro l'ho sentito molto vicino alla nostra esperienza (a parte la guerra, fortunamente). Irene è una maestra nel mettere su carta i sentimenti e le emozioni. Da leggere.

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    • Edlef Köppen
      Libri
      Mondadori
      2008
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      • 29/03/2016 12.40.42
      • Libro bellissimo. Una frase più di tutte mi ha colpito "Dovrebbe essere detto, una volta per tutte, credo che la guerra sia la più grande schifezza che c'è" ccome scrive nel suo diario il soldato Reisiger. E come non essere d'accordo. Gli uomini descritti nel libro sono 'poveri' uomini nel senso che non hanno cercato la guerra ma ci sono stati mandati. Gli uomini che nel libro sono contenti di una pausa dei combattimenti (stupendo il brano sul moment di tregua sul fronte russo), che sono felici se possono pasare un po' di tempo nelle retrovie e fare bisboccia e tristi quando rientrano da una licenza non sono traditori o senza ideali sono semplicemente uomini che non amano la guerra, che non l'hanno cercata, anzi. Questo per me il senso del libro. Poi la scrittura è talmente coinvolgente che anche tu provi la stessa paura durante i bombardamenti, la stessa tristezza nel vedere un tuo compagno maciullato da una bomba. Grande libro entrato di diritto nella mia personale 'Hall of Fame'.

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    • Andrea De Carlo
      Libri
      Bompiani
      2009
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      • 26/02/2016 15.25.11
      • Libro molto bello e scorrevole. Mi è piaciuto il fatto che non è caduto nel banale, cavalcando facili slogan e/o prediche, pur trattando di argomenti sulla bocca di tutti come lo schifo della politica, il problema della sostenibilità del pianeta a fronte dela crescita incontrollata della popolazione.

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    • Natalia Ginzburg
      Libri
      Einaudi
      2010
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      • 08/02/2015 11.59.29
      • Delusione. Lettura piatta, senza stacchi o momenti di approfondimento. Personaggi fra l'altro abbastanza antipatici e noiosi a cui non va mai bene niente. (Anche in 'La strada per Los Angeles' di Fante il protagonista è da prendere a schiaffi ad ogni pagina, ma la scrittura di Fante è un portento!) E poi una famiglia in ci si lamenta di essere con pochi soldi e hanno le donne a fare i mestieri. Boh. Ha vinto il Premio Strega nel 1963 e mi viene il dubbio che fosse parte del manuale 'Cencelli' di distribuzione dei premi letterari fra le diverse major dell'editoria italiana.

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    • Irène Némirovsky
      Libri
      Adelphi
      2008
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      • 27/11/2014 10.08.46
      • Bellissimo, leggendo le ultime righe mi sono commosso. Ada è uno dei personaggi più belli e amati che ho incontrato nelle mie letture. La scrittura è sempre chiara e scorrevole, bastano poche pennellate per descrivere gli stati d'animo, i sentimenti dei personaggi. E' stato un vero piacere leggerlo: è nella mia personale "Hall of Fame".

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    • Mario Puzo
      Libri
      Corbaccio
      2006
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      • 17/11/2014 10.05.24
      • Buon libro, scorrevole e di facile lettura. Alcune parti potevano essere ridotte o tolte, mi riferisco in particolare ai capitoli su Jhonny Fontane, Hollywood. Con questi tagli il ritmo del libro ne avrebbe giovato mantenendo sempre il pathos sulle vicende e sugli intrighi intorno alla famiglia Corleone.

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    • Joyce Carol Oates
      Libri
      Bompiani
      2004
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      • 30/10/2014 15.06.28
      • Fuori dal coro, rispetto ai commenti precedenti, a me il libro è piaciuto. Lettura scorrevole che mette a fuoco in modo semplice e diretto quello che purtroppo spesso si vede e si sente in simili situazioni: avvocati difensori ignobili, violenza da parte delle famiglie degli stupratori ('sono dei bravi ragazzi...') e condanna della donna da parte della gente 'in fin dei conti se l'è andata a cercare...'. E poi chi di noi di fronte a queste cose non ha pensato, anche solo minimamente ad una giustizia 'parallela', quando la giustizia ufficiale lascia libero gli aggressori...

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    • Erich Maria Remarque
      Libri
      Neri Pozza
      2014
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      • 08/09/2014 14.41.36
      • Bellissimo e commovente. Ho sempre pensato al dramma dei reduci di ogni guerra e questo libro me lo ha fatto sentire ancora più vicino. La guerra, anche se finita, rimane dentro loro mentre la pace per molti di loro resta fuori. In fin dei conti il protagonista, in un colloquio con il padre che gli rimprovera di non darsi da fare per diventare qualcuno di affermato, chiede 'soltanto' di poter vivere. C'è un brano a metà del libro che mi ha colpito profondamente e riguarda i pensieri di alcuni reduci riguardo la freddezza di altri di loro "Sono ancora i nostri camerati e tuttavia non lo sono già più: ecco la tristezza. In guerra tutto il resto è andato in malora, ma credevamo nel cameratismo. Ora invece assistiasmo a questa realtà, quel che non ha potuto fare la morte, riesce alla vita: separarci.". E' questa la cosiddetta 'vita' per cui hanno combattuto ?

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    • William Faulkner
      Libri
      Adelphi
      2007
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      • 01/09/2014 11.05.29
      • La storia, i personaggi e le atmosfere sono belle e il libro ti affascina. Il voto relativamente 'basso' che ho dato è per la difficoltà, incontrata più volte rispetto ad altri libri di Faulfner, a seguire la sua scrittura che è sicuramente impegnativa. In ogni caso non sarà l'ultimo libro di Faulkner che leggerò perchè, lo riconosco, è un grande della letteratura.

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    • W. Somerset Maugham
      Libri
      Adelphi
      2009
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      • 25/08/2014 10.39.30
      • Scrittura godibilissima con tratti ironici 'leggeri' che pesano come macigni. Romanzo rosa ? Non credo e comunque avercene di scrittori contemporanei che scrivono storie così senza cadere nel banale e grottesco. Maugham è un grande.

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    • Ernest Hemingway
      Libri
      Mondadori
      2003
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      • 25/08/2014 10.34.14
      • Sono un estimatore di Hemingway e questo libro mi ha profondamente deluso. Avevo molte aspettative soprattutto per il contesto in cui è ambientato. Sono altri i capolavori di Hemingway.

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    • Nikos Kazantzakis
      Libri
      Crocetti
      2011
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      • 30/06/2014 12.04.24
      • Stupendo. E' nella mia personale "Hall of Fame". Quello che mi è piaciuto di più è la 'leggerezza' con cui ha trattato il personaggio di Zorba. Dico 'leggerezza' perchè di fronte ad un tale personaggio era facile cadere nel caricaturale, nello scrivere 'sopra le righe', nel ripetere certi stereotipi. Semplicemente poetico.

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    • Curzio Malaparte
      Libri
      Adelphi
      2009
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      • 23/04/2014 15.11.45
      • Bello, emozionante, scioccante. Il capitolo secondo 'I topi' e, in particolare, la parte relativa alla visita al Ghetto è sublime e ti fa capire molto più di tanti documentari e film il dramma del popolo ebraico. Questo brano dovrebbe essere inserito (e letto) in tutte le antologie scolastiche.

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    • John Fante
      Libri
      Einaudi
      2005
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      • 23/04/2014 15.04.44
      • Certamente il protagonista non è simpatico e non aiuta nella lettura per chio non è abituato ai libri di John Fante. La scrittura è invece superba e moderna più di certi scrittori di oggi tanto acclamati (es. Hornby)... e pensare che è stato scritto più di 70 anni fa. Il voto relativamente basso (per un estimatore di Fante come me) risente, appunto, del particolare protagonista con cui abbiamo a che fare.

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    • Chris Stewart
      Libri
      TEA
      2002
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      • 23/04/2014 14.58.04
      • Libre carino e semplice, fin troppo. Sinceramente mi ha un deluso, mi aspettavo un po' più di profondità e alcuni momenti di riflessione sulle scelte effettuate e sui personaggi ed invece si è trattato di una mera presentazione dei fatti successi. Alla fine non vedevo l'ora di finirlo.

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