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Tutte le recensioni di Loris | Totali: 301 | Media:
    • Alessandro Piperno
      Libri
      Mondadori
      2016
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      • 05/04/2017 07.35.09
      • Fino al penultimo capitolo, l’impressione è stata di aver a che fare con il consueto romanzo psicologico legato ad uno specifico scenario sociale, la Roma divisa tra la decadenza attuale e le vestigia di una passata bellezza. I protagonisti attraversano tutti un momento di crisi, hanno aspettative e desideri che vanno in conflitto con gli altri. Il viaggio del ritorno da LA a Roma di Matteo si accompagna alla rievocazione degli eventi del passato che hanno creato e spezzato legami. Il sarcasmo verso vezzi e ipocrisie del ceto ‘alto’ si unisce all’ironia su mode e tic contemporanei. Piperno però mantiene uno sguardo empatico sui personaggi, ne evidenzia i difetti senza metterli alla berlina. L’ultimo capitolo riporta in scena la Storia, che evidentemente si ribella alla propria fine, prematuramente decretata al termine della guerra fredda. I conflitti e la violenza permangono, investono la storia dei singoli e ne ridefiniscono priorità e aspettative. Tutti i discorsi trasversali sulla paternità (desiderata, trascurata o rifiutata) paiono convergere nella ricerca di un nucleo stabile cui ancorarsi, famiglia o patria che sia. Il cerchio così si chiude con un nuovo viaggio, un ritorno a casa in senso lato che termina questa felice prova letteraria.

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    • Abraham Yehoshua
      Libri
      Einaudi
      2017
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      • 17/03/2017 08.58.37
      • Leggere un romanzo di Yehoshua è sempre un’esperienza piacevole, in virtù delle qualità stilistiche e dell’abilità nel caratterizzare i personaggi. Noga è una figura sfaccettata: il ritorno nella casa dei genitori (e in Israele) la porta a rimettere in discussione scelte che parevano consolidate. Il rischio è quello di accettare il ruolo di comparsa nella propria esistenza, tacitando un senso di incompiutezza che genera inquietudine. Nel flusso delle relazioni che costruiscono ogni vita, anche gli altri possono essere confinati al ruolo di comparsa, riportando tutto al proprio ego. Guardarsi dentro è faticoso e non sempre si arriva alla chiarezza auspicata. In questo romanzo, molto ruota attorno al rifiuto della maternità, scelta che Yehoshua finisce per dipingere come ‘innaturale’, pur non forzando i toni. All’intorno, si inseriscono con mano felice variazioni su temi come il confronto tra laici e ortodossi, il cinema e (soprattutto) la musica, lasciando a Debussy la chiusura esotica in Giappone.

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    • Mauro Bonazzi
      Libri
      Carocci
      2016
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      • 06/03/2017 14.59.12
      • La scelta di raccogliere e rielaborare una serie di saggi e articoli porta ad un libro di agile lettura che mantiene però omogeneità e unità tematica. Ci si interroga sulle eterne questioni della filosofia, passando in rassegna le domande e le risposte che i Greci già proposero. Un primo aspetto interessante è la distinzione operata all’interno di quella che spesso è considerata come un’unica cultura, fondamento della civiltà occidentale. Omero e i presocratici hanno una visione problematica e sfaccettata del reale, qualcosa cui l’uomo deve adattarsi nel miglior modo possibile. I filosofi, partendo da Platone e Aristotele, cercano attraverso il logos una chiave interpretativa, una conoscenza piena che indirizzi etica e vita pubblica. Bonazzi offre molteplici spunti: rilegge con attenzione l’Antigone di Sofocle, fa uscire Eraclito dai luoghi comuni, rivaluta i sofisti, coinvolge i filosofi della modernità, fino ad arrivare al contemporaneo Severino. Il volume è un’occasione per riannodare reminescenze liceali , ma anche (soprattutto) un punto di partenza per approfondimenti e nuovi interrogativi.

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    • Neil Gaiman
      Libri
      Mondadori
      2015
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      • 28/02/2017 09.31.46
      • Questo breve romanzo ha rinnovato il piacere della lettura che ha sempre accompagnato le mie incursioni tra le pagine di Gaiman. I temi non sono certo nuovi o declinati in modo particolarmente originale. Il mondo adulto visto dalla prospettiva di un bambino è sempre misterioso se non incomprensibile, impermeabile alla magia e a quel senso del meraviglioso che paiono essere la più felice chiave di accesso al mondo, anche quando questo ha i confini banali di un angolo di campagna nel Sussex. Uno stagno può diventare oceano, essere il portale per una dimensione dove si realizza la conoscenza assoluta a discapito della singolarità dell’io. Il nostro mondo allora è solo un velo, una superficie dipinta tra le pieghe del multiverso in cui esseri fuori dal tempo ‘giocano’ e si affrontano. I mostri si rivelano fragili e il vero brivido di orrore arriva da chi ci sta accanto, immersi in una fin lì innocua vasca da bagno. Il finale è dolce-amaro, forse scontato nel rincorrere i legami tra le età attraverso la memoria occultata. Ad ogni modo, ritorno all’infanzia o meno, il lettore adulto per qualche ora ha avuto la sua dose di felice sospensione.

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    • Don Winslow
      Libri
      Einaudi
      2015
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      • 23/02/2017 13.19.25
      • Nella prima parte il romanzo raggiunge un apprezzabile equilibrio tra azione e illustrazione di personaggi e ambienti. Quando lo scontro entra nel vivo, la narrazione diventa una sequenza di omicidi e stragi, innalzando ad ogni pagina il livello di efferatezza della violenza. Winslow non fa altro che attingere alla cronaca, induce (volutamente) saturazione e ‘nausea’ nel lettore, ma dal punto di vista letterario l’operazione non mi ha convinto completamente. Assuefazione, cinismo e fatalismo rischiano di prevalere. ‘Il cartello’ però è un lavoro di indubbio valore, una sorta di saggio ‘romanzato’ sull’evoluzione del narcotraffico. Winslow non risparmia certo le controparti istituzionali (messicane e americane), formalmente antagoniste dei boss, nella pratica accomunate dalla necessità di mantenere attivo un conflitto che garantisce ricchezza per molti e quindi non può essere veramente fermato. La droga è solo una merce come altre, la finanza e la politica controllano uno scacchiere interconnesso con il sud america e con l’europa. Il romanzo si fa apprezzare, oltre che per la lucidità dell’analisi, per l’abilità nella costruzione di un vasto numero di personaggi, casi esemplari delle tipologie sociali coinvolte, ma insieme figure ‘vive’ e sfaccettate, capaci di catturare l’empatia del lettore. Art e Adan, i vecchi antagonisti de ‘Il potere del cane’, sono solo il punto di ingresso in un affresco corale che non risente della mole forse eccessiva di pagine.

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    • Jane Urquhart
      Libri
      Nutrimenti
      2016
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      • 02/02/2017 10.15.56
      • Bellezza e fragilità: questo binomio, associato alle farfalle, rimanda in modo trasparente alle vite che si intrecciano sulla sponda del lago Erie. Liz è la narratrice che riannoda i fili del passato, integrando nella sua storia quelle degli antenati, le generazioni di Butler che partendo dall’Irlanda hanno cercato fortuna nel nuovo mondo. Tragedie e amori si ripropongono nei secoli, quasi fossero variazioni di un unico tema. La migrazione della monarca è solo il segno più evidente dei tanti passaggi che investono l’esistenza umana. Il confine è quello fisico tra le nazioni, ma anche quello temporale tra l’adolescenza e l’età adulta. Ci sono pagine davvero struggenti in questo splendido romanzo che cerca il lirismo senza perdere di vista l’intreccio narrativo. Il luogo in cui si cresce e le relazioni che si stabiliscono nell’adolescenza sono il fondamento dell’identità, uno spazio da cui si può anche fuggire, ma cui si finisce per tornare quando ci si interroga sul proprio essere nel mondo.

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    • David Almond Dave McKean
      Libri
      Edizioni BD
      2009
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      • 20/01/2017 09.52.47
      • Il breve racconto di Almond è un canonico percorso di formazione che passa attraverso il dolore della perdita. La variante è l’uso della scrittura come strumento per indagare il sé, per venire a patti con la parte ‘selvaggia’ che non vorrebbe accettare l’imperfezione del mondo e degli altri. Così, la vita ‘reale’ fluisce trasformata tra le pagine e ciò che è immaginato ne evade per modificare l’esistenza quotidiana. La bellezza del libro (pensato per i ragazzi ma godibile anche per gli adulti) è largamente debitrice delle illustrazioni di McKean, evocative nel tratto e nel colore.

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    • Allan Gurganus
      Libri
      Playground
      2016
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      • 20/01/2017 08.57.21
      • In veste di lettore, è il mio terzo viaggio tra le ‘local souls’ di Falls. Va da sé che amo la scrittura di Gurganus, la sua capacità di indagare i legami sentimentali e familiari partendo dallo scenario (ormai abusato) della cittadina di provincia per arrivare all’universale. L’esca del titolo è un modello di perfezione inarrivabile, un simulacro che attira lo sguardo e accende il desiderio, ma può rilevarsi una trappola letale. Le splendide dimore di River Road sono il segno tangibile dell’agiatezza borghese, del raffinato gusto cittadino che intimorisce e seduce chi arriva dalla campagna. In questo scenario, Doc è il vicino ideale, il medico esemplare, l’uomo che sa reinventarsi una ‘seconda fase’ della vita come raffinato intagliatore, un mistero indecifrabile per i suoi concittadini. Red insegue le esche di Falls, Bill ne prosegue il cammino, uniformandosi alle aspettative del padre, scoprendosi alla fine inquieto e insoddisfatto, quasi fosse un uccello chiuso in una gabbia dorata. Ha un legame solido con la compagna, ma forse anche quella è stata una scelta ‘dovuta’, poi fedelmente rispettata. L’imprevisto in apparenza catastrofico può allora diventare l’occasione del riscatto, la possibilità di provare ad essere finalmente sincero con sé e con l’altro. L’amore è essere riconosciuti, descritti, ‘intagliati’ da chi si desidera, rivelare la propria immagine più autentica attraverso il suo sguardo e finalmente identificarsi con essa.

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    • Mathias Énard
      Libri
      E/O
      2016
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      • 13/01/2017 08.58.05
      • Nell’arco di una notte, attraverso il flusso di coscienza del suo insonne protagonista, Enard mette in scena l’ambiziosa ricapitolazione di quanto è racchiuso nel termine orientalismo. Si parte dalla decadente Vienna per approdare a Istanbul, Aleppo, Palmira e Teheran. Secoli di esplorazioni e scambi culturali sono ricondotti al tema di fondo del confronto di sé con l’Altro, a questa frontiera instabile su cui l’identità cerca di definirsi. L’isolamento è una malattia letale, il viaggio nell’altrove è sinonimo di vita, ma può anche tradursi in fuga o condurre alla follia. La cornice sentimentale del romanzo è un espediente che ha evidenti rimandi simbolici. Enard si muove tra romanzo e saggio, punta al lirismo, scrive pagine intense e ammalianti, insieme ad altre dove il cumulo di nomi e storie genera un senso di eccesso e di saturazione. A tratti faticoso, a tratti leggero e fluente, il libro mi ha felicemente catturato.

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    • Fredrik Sjöberg
      Libri
      Iperborea
      2015
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      • 22/12/2016 08.35.59
      • L’interesse per i sirfidi è relativo, ma il mix di (auto)biografia, aneddoti e divagazioni erudite funziona. Più che di mosche, si parla di collezionismo. Scegliere un ambito poco frequentato è un modo per primeggiare ed emergere. Porsi dei limiti ben definiti è una filosofia di vita (rispecchiata anche dalla scelta di vivere su un’isola) che dovrebbe garantire sicurezza. Su un piano più poetico, comprendere a fondo i sirfidi è un modo per leggere il libro della natura, focalizzandosi sulle note a piè di pagina. Tra dotte citazioni letterarie e ricostruzioni dedicate alla vita dell’alter-ego Malaise (esuberante entomologo, anzi tuttologo, assai più propenso all’avventura), la lettura scorre agilmente, grazie anche all’ironia infusa dall’autore. In quest’ottica, la passeggiata con l’agnello-comparsa del primo capitolo è un divertente e riuscito prologo.

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    • Gianfranco Ravasi
      Libri
      Mondadori
      2016
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      • 15/12/2016 15.30.43
      • Il commento alle pagine bibliche mostra la consueta lucidità e ricchezza che è propria dei testi del cardinal Ravasi. Pur partendo da un orizzonte in apparenza limitato (pochi versetti nei Vangeli di Matteo e Luca), il fulcro del credo cristiano viene riproposto in modo efficace, evidenziando i rimandi all’antico testamento e delineando influssi e studi che si sono sviluppati nella società e nella cultura dei secoli successivi. L’analisi semantica si accompagna a riferimenti letterari, pittorici e musicali non scontati. Si aprono finestre, per forza di cose non esaustive, su grandi temi come la sofferenza e la giustizia. Nel complesso, la lettura è stimolante, sempre a patto di essere interessati alla materia.

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    • Annie Ernaux
      Libri
      L'orma
      2016
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      • 24/11/2016 08.41.16
      • Questo racconto è un altro (breve) capitolo della biografia letteraria di Annie Ernaux, successivo a ‘Il posto’ e ‘Gli anni’. Rispetto ai lavori citati, la dimensione si fa più intima e personale. La Storia resta al di fuori della cornice. A ribadire la centralità dell’atto del narrare (che si compie per l’autrice nella scrittura), tutto parte da due racconti impressi nella memoria dell’infanzia, uno di morte e l’altro di ‘miracolosa’ salvezza. Il tema del doppio, i sensi di colpa e le proiezioni cari all’indagine psicanalitica si accompagnano alla riflessione sui silenzi e i non detti che si instaurano tra genitori e figli e ne segnano quasi inavvertitamente il rapporto. Le sempre citate fotografie qui arrivano sulla pagina, limitandosi però ai luoghi, spogli delle persone, quasi a mantenere un’ultima pudica barriera. La prosa è analitica e incisiva come al solito e si arricchisce di citazioni letterarie pertinenti (esemplare quella tratta da ‘Jane Eyre’).

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    • Annie Ernaux
      Libri
      L'orma
      2014
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      • 24/11/2016 08.38.25
      • Avendo apprezzato ‘Gli anni’, ho recuperato questo lavoro precedente che si focalizza sul padre dell’autrice. Il tono intimo e l’evocazione delle vicende familiari non impediscono di intravedere anche qui, se pur in modo più sfumato, lo scorrere della Storia. Il viaggio inizia agli albori del ‘900, in una provincia francese che rimarca le differenze di classe e per molti aspetti pare uscire direttamente dal medioevo. Il padre diventa il caso esemplare di un’ascesa sociale, col suo doppio salto da contadino ad operaio e quindi a piccolo commerciante. I conflitti culturali, l’ambizione e il senso di inadeguatezza influiscono inevitabilmente sull’ambito familiare. La figlia compie il salto definitivo nel mondo piccolo-borghese e vive il distacco con una sorta di senso di colpa. Al di là degli aspetti sociologici, il racconto cattura per l’intensità emotiva, è un tentativo di ricostruire l’essenza di un uomo andando oltre i meri eventi dell’esistenza, è un debito da saldare oltre la soglia del lutto. Lettura breve ma destinata a sedimentare nella memoria.

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    • Pierre Boileau Thomas Narcejac
      Libri
      Adelphi
      2016
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      • 18/11/2016 08.22.42
      • ‘Vertigo’, capolavoro entrato nella storia del cinema, allunga inevitabilmente la sua ombra su questo libro. L’immaginario del lettore è colonizzato da Hitchcock, Madeleine non può avere altro volto se non quello iconico di Kim Novak. Al di là delle coordinate spazio-temporali (qui siamo in Francia a cavallo della guerra), la differenza maggiore si avverte nella caratterizzazione del protagonista, ben lontano dal ‘bravo ragazzo’ messo in scena da James Stewart. Roger è tormentato dal senso di colpa, ma si sente anche perennemente inadeguato di fronte agli eventi, fugge per paura e cerca rifugio nell’alcol. In lui la vertigine amorosa passa quasi in secondo piano rispetto alla fascinazione morbosa per la morte, al desiderio di sapere cosa si trovi nell’oscurità e come sia possibile farne ritorno. Questo si riflette anche nel diverso epilogo, offrendo nel complesso un’esperienza di lettura appagante e complementare rispetto a ‘Vertigo’.

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    • Grant Morrison Dave McKean
      Libri
      Lion
      2015
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      • 04/11/2016 17.31.21
      • Morrison si permette di omaggiare esplicitamente Jung e porta Batman a compiere un viaggio nella follia dove i villains di turno sono uno specchio deformato in cui (ri)trovare le proprie paure. Il mondo non è più sicuro di Arkham, si limita a rimuovere i traumi e a nascondere le pulsioni distruttive dietro le convenzioni sociali. Batman ne è consapevole, evita la fuga e crede nella capacità individuale di decidere tra bene e male. Al di là della pregevole sceneggiatura, questo albo si imprime nella memoria per l’ennesima eccellente prova grafica di McKean.

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    • Li Yiyun
      Libri
      Einaudi
      2015
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      • 04/11/2016 13.17.24
      • La solitudine nasce dalla rimozione, dai segreti che si consolidano nel tempo. La perdita dell’innocenza che in tante narrazioni segna il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, qui si realizza in modo traumatico attraverso un lutto che si trascina per due decenni prima di compiersi. I protagonisti reagiscono con diverse strategie: Ruyu si immerge in una successione di istanti presenti che non prevede la creazione di ricordi, Moran evita accuratamente di guardarsi indietro, Boyang cerca di mantenere un flebile legame col passato, coltivando dietro la corazza del cinismo una sorta di malinconia per la vita potenziale che non si è avverata. Tutti, a dispetto di vari matrimoni (non a caso sempre privi di prole), paiono aver perso la capacità di creare un vero legame empatico con altre persone. L’orfana Ruyu, persa l’illusione del controllo totale, ‘corrompe’ le vite degli altri, ma sarà anche la prima a cercare di uscire dallo stallo. Yuyan Li dà prova di grande introspezione psicologica nel disegnare i suoi personaggi e crea un efficace gioco di specchi tra la Storia (Tienanmen) e l’intreccio romanzesco. Il suo libro, come sottolineato nel commento precedente, è davvero un bel segno di vitalità per un genere che resiste ai profeti dell’apocalisse letteraria.

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    • Luca Doninelli
      Libri
      Bompiani
      2014
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      • 11/10/2016 09.24.52
      • La strada è quella che Giuda sta percorrendo nella notte per andare a consegnare Yehoshua ai suoi nemici. È già pentito della sua scelta, ma il corso degli eventi pare inarrestabile e gli resta solo questa pseudo-preghiera intrisa di paura e rimorso. Doninelli con questa apologia di Giuda scrive una sorta di altro Vangelo che parte dal battesimo nel Giordano e si arresta alle soglie della Passione. La tradizione secolare dell'infido e veniale traditore viene scartata a favore di un'autentica amicizia che va oltre le differenti visioni del mondo. Per Giuda l'esistenza è il regno del caos, cui si può porre freno solo con una divinità ordinatrice, con la Legge e le norme, con l'applicazione del principio economico. Gesù/Yehoshua non ha il senso del limite, non ha misura nel suo amore verso il prossimo, abbraccia la carne infetta e maleodorante dei poveri e dei malati. È un viandante che non dà certezze, ma ha una forza di attrazione irresistibile, dialoga con chi gli si avvicina senza ergersi a Maestro. Giuda lo considera pressoché folle, ma a suo modo lo ama, paradossalmente lo denuncia per salvarlo dalla folla, confidando nella certezza della Legge. Messo di fronte al proprio errore, comprende che il Maligno irrompe nel mondo come parola che prescinde dai fatti e anzi li crea e li modella in virtù del proprio potere e per il proprio interesse, in perfetta antitesi col Logos divino che rivela la Verità.

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    • Philip Roth
      Libri
      Einaudi
      2013
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      • 30/09/2016 11.46.30
      • Non sono un lettore assiduo di Roth e trovo sia impegnativo inseguire le sue digressioni e accordarsi al ritmo di periodi lunghissimi, pieni di incisi e subordinate. A dispetto di questo, la sua Pastorale è un romanzo potente, un'opera-mondo che racchiude molteplici temi. Ovviamente si parla del grande Sogno, del mito fondatore dell'America, il melting pot che dopo la Guerra ancora prometteva di portare all'integrazione e alla crescita (sociale ed economica) sulla base della libera iniziativa imprenditoriale. Lo Svedese è l'ebreo che ha l'aspetto di un wasp e si prodiga per diventarlo, eccellendo prima nello sport e poi nel capitalismo, integrando anche il mito della frontiera dentro la sua casa-fattoria. La bellezza è superficie e sostanza, desiderio di perfezione e armonia che passa attraverso la competizione e l'esibizione. Il prezzo è qualcosa di represso e oscuro, un disagio che esplode usando come detonatore il Vietnam e crea una frattura insanabile tra le generazioni. Oltre la Storia, però, l'universalità del romanzo sta nel mettere in luce la disperazione dell'uomo che scopre la natura dominante del caos, l'impossibilità di comprendere cosa si nasconda dietro la maschera 'sociale' degli altri (familiari in primis) e ancor più cosa si celi nel profondo del proprio io, sotto le rassicuranti abitudini e l'illusione di una quieta pastorale domestica. La cornice offerta da Zuckerman espande la riflessione al tempo e alla memoria, nostalgica e ingannatrice. Alcune incoerenze (penso a Rita, figura evidentemente simbolica che fatica a trovare una logica narrativa) non inficiano la ricchezza e la forza di un libro che tiene fede alla sua fama.

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    • Jorge L. Borges
      Libri
      Adelphi
      2015
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      • 09/09/2016 14.09.32
      • Borges è già storia della letteratura. Molti dei racconti qui contenuti generano una sorta di vertigine cognitiva. L'immaginazione crea interi universi ex-novo o rivela l'illusorietà di ciò che consideriamo reale. Il labirinto è l'archetipo principe, il Caso contende all'Artefice il governo delle cose. Anche il Tempo è un concetto fluido: un istante può racchiudere un anno di vita soggettiva. Alcuni giochi meta-letterari possono apparire cerebrali e freddi, ma l'insieme è affascinante, sia che si parli di biblioteche infinite sia che si discetti in chiave teologica sulla figura di Giuda. L'esistenza lontano dai libri è un viaggio a Sud, una fantasia nostalgica che si confonde con la morte. Letteratura e vita sono una simbiosi indissolubile.

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    • Michel Houellebecq
      Libri
      Bompiani
      2016
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      • 07/09/2016 09.55.18
      • Guerra di religione? Non proprio. Nel futuro prossimo di Houellebecq, lo scontro è tra la visione laica e individualista (dominante nel mondo occidentale) e un'idea di teocrazia votata essenzialmente alla stabilità sociale e fondata sulla riaffermazione della famiglia e del patriarcato. Questo secondo modello trova la sua incarnazione migliore nell'Islam. Per l'autore, infatti, il cristianesimo ha da tempo perso la sua forza propulsiva, la capacità di sostenere un potere temporale che possa espandersi a impero, come accadde nel medioevo europeo. Oggi solo l'Islam, proposto in una chiave 'moderata' e sostenuto dal flusso di denaro generato dal petrolio, potrebbe ambire a rifondare un'Europa che dovrebbe avere il suo baricentro nel Mediterraneo. Tutta la costruzione prevede anche ricette economiche che restano alquanto vaghe, nonché la remissività del genere femminile, di fatto espulso dal mondo del lavoro. In fondo a Houellebecq interessa più che altro mettere in scena l'uomo occidentale di mezza età, spaventato dalla solitudine ma incapace di creare legami stabili, compiaciuto della propria cultura e smanioso solo di garantirsi una tranquilla esistenza borghese, dove i piaceri della tavola e del sesso anestetizzano ogni afflato di trascendenza.

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