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Tutte le recensioni di Loris | Totali: 308 | Media:
    • Gianni Clerici
      Libri
      Mondadori
      2017
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      • 16/06/2017 08.55.36
      • La familiarità di luoghi e dialetto mi ha indotto alla lettura, insieme alla curiosità nei riguardi di un Clerici alle prese con una materia diversa dal tennis. Il romanzo si sviluppa intorno alla figura di don Giovanni, neo parroco di Lezzeno sul finire degli anni ‘40, animato da una vocazione che pare indirizzata soprattutto al sostegno e al conforto dei parrocchiani, lasciando in secondo piano la trascendenza e le certezze della fede. Il travaglio interiore però non assume toni drammatici e la narrazione si focalizza su vicende che ricostruiscono con efficacia il contesto sociale e storico. La guerra ha lasciato in eredità una povertà dilagante, cui i laghee si oppongono trasformandosi in sfrosador, contrabbandieri che valicano nottetempo il confine con la Svizzera. Ciò che è illegale non necessariamente è peccato, comprensione e disponibilità diventano le chiavi con cui don Giovanni entra in contatto con una comunità che altrimenti limiterebbe la frequentazione della Chiesa ai sacramenti di nascita e morte. La vita in riva al lago prende direzioni impreviste, amicizie e passioni ridefiniscono un orizzonte in cui la burocrazia (amministrativa ed ecclesiale) è una realtà distante e opprimente. Il racconto risolve forse troppo velocemente alcuni snodi, ma nel complesso lascia una felice impressione, uno sguardo divertito e affettuoso su un mondo geograficamente vicino e insieme lontano nel tempo.

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    • Eshkol Nevo
      Libri
      Neri Pozza
      2017
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      • 08/06/2017 09.43.23
      • Nevo gioca con Freud e allestisce un romanzo in tre atti in cui esemplifica le istanze che concorrono a formare la personalità dell’individuo. Essendo un narratore di razza, evita le trappole del racconto a tesi e gli eccessi simbolici. I suoi personaggi sono ‘vivi’ e catturano l’empatia del lettore, senza nascondere debolezze e ambiguità. Tutti sentono la necessità di un interlocutore che li ascolti, ricorrendo a modalità anche desuete (una lettera) o bizzarre (i messaggi lasciati sulla segreteria telefonica di un morto). Solo cosi’ possono tentare di superare traumi e paure che nascono dalla sfera affettiva più intima. Al solito, non mancano riferimenti al contesto sociale e storico, l’Israele delle bolle immobiliari e dei movimenti di protesta. Continuo a preferire il Nevo di più ampio respiro (Neuland), ma questo lavoro non fa che confermare il talento di uno scrittore che ha trovato il suo spazio a fianco dei grandi ‘padri’ Oz e Yehoshua.

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    • Cees Nooteboom
      Libri
      Iperborea
      2017
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      • 05/06/2017 08.58.28
      • I testi raccolti hanno varie provenienze: si va dal diario di viaggio vero e proprio ad introduzioni scritte per mostre e libri. Il tema unificante ovviamente è il Giappone, o più specificatamente la fascinazione che suscita, accompagnata da un senso di esclusione che pare insormontabile. La barriera linguistica è l’ostacolo più appariscente: all’indecifrabilità dei segni grafici si accompagna l’evidenza di termini ed espressioni intraducibili, resi intuibili solo attraverso lunghe perifrasi. Vi è poi la questione delle regole sociali, prevalenti rispetto all’idea occidentale di principi etici universali. La chiave d’accesso scelta da Nooteboom è la letteratura: mentre i dipinti e le stampe propongono figure prive di psicologia, i testi classici di un millennio fa rivelano una condizione umana comune che consente ancora l’empatia del lettore moderno, oltre tutti i codici di corte, linguistici e non, ormai indecifrabili. Il rischio però è quello di cercare un Giappone che appartiene e un altro tempo, irraggiungibile, in uno spazio che pure è stato modificato, anche se ci si può illudere di ritrovarlo nei templi e nei monasteri lontani dalla modernità delle metropoli. Le contraddizioni non si risolvono, ma resta il fascino di una cultura ‘altra’ dove la natura e le stagioni hanno un ruolo centrale, insieme alla religione, che unisce buddismo e shintoismo.

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    • Han Kang
      Libri
      Adelphi
      2016
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      • 24/05/2017 09.54.47
      • Il titolo in effetti è fuorviante. Nella mia lettura però, il focus del romanzo non è sulle scelte alimentari della protagonista. Il rifiuto della carne è solo il primo passo per dichiarare la propria estraneità rispetto a modelli di comportamento e regole sociali che sono vissuti come una gabbia. Yeong-hye ambisce ad abbandonare lo status di essere umano per passare ad una forma vegetativa, diventare albero che si nutre solo di luce e acqua. Il sogno è l’elemento scatenante, ma nel proseguo della narrazione il fattore decisivo pare essere il passato familiare e matrimoniale, quanto mai arido sul piano affettivo. Sorella e cognato vivono un disagio simile per motivi diversi, sono perturbati dall’esempio di Yeong-hye, ma convogliano il desiderio di fuga verso pulsioni di morte. Il romanzo, apprezzabile sul piano dello stile, resta aperto a molteplici interpretazioni. Per certi versi, mi ha ricordato alcuni vecchi testi di Ballard, quelli in cui si esplorava il cosiddetto inner space.

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    • Ted Chiang
      Libri
      Frassinelli
      2016
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      • 09/05/2017 09.13.18
      • 'Storia della tua vita' è un racconto esemplare che illustra le potenzialità di una fs che può essere altro (non necessariamente meglio) dalla space opera o dall'esplorazione high-tech. L'incontro con l'Altro (alieno) è l'occasione per riflettere sul modo in cui il linguaggio forma e condiziona il modello cognitivo attraverso cui si interpreta il mondo. Dal tempo lineare e dalla sequenzialità causale si può passare alla simultaneità, non senza aver affrontato la questione del libero arbitrio. Chiang evita la freddezza teorica mettendo in gioco le relazioni affettive tra le persone, su cui riverbera le conseguenze delle speculazioni scelte come soggetto. Lo stesso metodo vale per gran parte dei racconti qui presenti, che si parli di Dio, di matematica o di agnosia selettiva. La cosmogonia biblica può rivelarsi sorprendentemente esatta, astruse teorie vittoriane e cabala ebraica possono convivere in un universo (bio?)steampunk. Come in ogni raccolta, la qualità varia (e non sempre i personaggi hanno 'sostanza' letteraria), ma nel complesso è meritorio aver recuperato questo testo sulla scia del film di Villeneuve, che inevitabilmente (e felicemente) è altra cosa, dovendo rispondere alle esigenze di un diverso mezzo espressivo.

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    • Ian McEwan
      Libri
      Einaudi
      2017
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      • 09/05/2017 08.48.06
      • La modernità ha eletto la percezione soggettiva come modalità cognitiva principe. Ecco allora che il mondo (o quantomeno una sua possibile istanza) si può edificare anche per chi non è ancora nato, ma già elabora stimoli e informazioni nell'utero materno. Le voci delle persone che interagiscono con la madre e le notizie mediate da tv e radio consentono di ricreare un'immagine di ciò che definiamo 'realtà' pur senza averne evidenza oggettiva. Si può addirittura filosofare sullo stato del mondo, (auto)dibattendo tra catastrofismo e riconoscimento di un benessere medio mai raggiunto in passato. Ancor prima, ci si può interrogare sulla natura delle persone, inseguendo una rivelazione veritiera dietro l'evanescente apparenza dei 'fantasmi' da cui si è circondati. Questo percorso è la premessa alla definizione del sé, al dubbio e all'angoscia che possono portare la tentazione dell'autodistruzione, ma anche condurre alla scelta e all'ingresso pieno nell'esistenza. Tutto ciò McEwan lo declina attraverso un gioco letterario che si appoggia ad Amleto e al suo celebre quesito. Il romanzo è uno sfoggio di virtuosismo stilistico che suscita ammirazione. Certo, come scritto in altro commento, il fedele lettore sa di cosa è capace McEwan e ricorda opere più articolate e destinate a restare nella memoria ('Espiazione' per cominciare). Detto questo, 'Nel guscio' splende nel panorama attuale e conferma le infinite potenzialità della letteratura.

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    • Emmanuel Carrère
      Libri
      Adelphi
      2016
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      • 26/04/2017 15.09.58
      • Vita e opere si fondono nella biografia di Dick. Per gli appassionati di fs, i suoi romanzi (a dir il vero non esaltanti sul versante dello stile) contengono idee di estrema modernità. Il concetto di realtà è quanto mai labile, soggetto a manipolazioni e spesso indistinguibile da sogni e allucinazioni; il confine tra umano e artificiale si ridefinisce sulla base della capacità empatica; la memoria è alterabile su scala individuale e collettiva, offrendosi così come formidabile strumento di controllo sociale. Il buon Dick, a quanto si può leggere, ha avuto parecchio materiale cui attingere: psicoanalisi, trip da cocktail di farmaci, droghe più o meno leggere, dissertazioni teologiche, Bibbia e I-Ching. Carrère intreccia efficacemente il dato biografico con il racconto dei principali lavori, da ‘La svastica sul sole’ alla trilogia di Valis, passando per Ubik (dal quale proviene la citazione del titolo). Gli spoiler abbondano, ma probabilmente chi sceglie questo testo ha già incrociato lo scrittore ed è interessato all’uomo, alla sua visione del mondo e dell’esistenza.

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    • Alessandro Piperno
      Libri
      Mondadori
      2016
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      • 05/04/2017 07.35.09
      • Fino al penultimo capitolo, l’impressione è stata di aver a che fare con il consueto romanzo psicologico legato ad uno specifico scenario sociale, la Roma divisa tra la decadenza attuale e le vestigia di una passata bellezza. I protagonisti attraversano tutti un momento di crisi, hanno aspettative e desideri che vanno in conflitto con gli altri. Il viaggio del ritorno da LA a Roma di Matteo si accompagna alla rievocazione degli eventi del passato che hanno creato e spezzato legami. Il sarcasmo verso vezzi e ipocrisie del ceto ‘alto’ si unisce all’ironia su mode e tic contemporanei. Piperno però mantiene uno sguardo empatico sui personaggi, ne evidenzia i difetti senza metterli alla berlina. L’ultimo capitolo riporta in scena la Storia, che evidentemente si ribella alla propria fine, prematuramente decretata al termine della guerra fredda. I conflitti e la violenza permangono, investono la storia dei singoli e ne ridefiniscono priorità e aspettative. Tutti i discorsi trasversali sulla paternità (desiderata, trascurata o rifiutata) paiono convergere nella ricerca di un nucleo stabile cui ancorarsi, famiglia o patria che sia. Il cerchio così si chiude con un nuovo viaggio, un ritorno a casa in senso lato che termina questa felice prova letteraria.

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    • Abraham Yehoshua
      Libri
      Einaudi
      2017
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      • 17/03/2017 08.58.37
      • Leggere un romanzo di Yehoshua è sempre un’esperienza piacevole, in virtù delle qualità stilistiche e dell’abilità nel caratterizzare i personaggi. Noga è una figura sfaccettata: il ritorno nella casa dei genitori (e in Israele) la porta a rimettere in discussione scelte che parevano consolidate. Il rischio è quello di accettare il ruolo di comparsa nella propria esistenza, tacitando un senso di incompiutezza che genera inquietudine. Nel flusso delle relazioni che costruiscono ogni vita, anche gli altri possono essere confinati al ruolo di comparsa, riportando tutto al proprio ego. Guardarsi dentro è faticoso e non sempre si arriva alla chiarezza auspicata. In questo romanzo, molto ruota attorno al rifiuto della maternità, scelta che Yehoshua finisce per dipingere come ‘innaturale’, pur non forzando i toni. All’intorno, si inseriscono con mano felice variazioni su temi come il confronto tra laici e ortodossi, il cinema e (soprattutto) la musica, lasciando a Debussy la chiusura esotica in Giappone.

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    • Mauro Bonazzi
      Libri
      Carocci
      2016
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      • 06/03/2017 14.59.12
      • La scelta di raccogliere e rielaborare una serie di saggi e articoli porta ad un libro di agile lettura che mantiene però omogeneità e unità tematica. Ci si interroga sulle eterne questioni della filosofia, passando in rassegna le domande e le risposte che i Greci già proposero. Un primo aspetto interessante è la distinzione operata all’interno di quella che spesso è considerata come un’unica cultura, fondamento della civiltà occidentale. Omero e i presocratici hanno una visione problematica e sfaccettata del reale, qualcosa cui l’uomo deve adattarsi nel miglior modo possibile. I filosofi, partendo da Platone e Aristotele, cercano attraverso il logos una chiave interpretativa, una conoscenza piena che indirizzi etica e vita pubblica. Bonazzi offre molteplici spunti: rilegge con attenzione l’Antigone di Sofocle, fa uscire Eraclito dai luoghi comuni, rivaluta i sofisti, coinvolge i filosofi della modernità, fino ad arrivare al contemporaneo Severino. Il volume è un’occasione per riannodare reminescenze liceali , ma anche (soprattutto) un punto di partenza per approfondimenti e nuovi interrogativi.

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    • Neil Gaiman
      Libri
      Mondadori
      2015
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      • 28/02/2017 09.31.46
      • Questo breve romanzo ha rinnovato il piacere della lettura che ha sempre accompagnato le mie incursioni tra le pagine di Gaiman. I temi non sono certo nuovi o declinati in modo particolarmente originale. Il mondo adulto visto dalla prospettiva di un bambino è sempre misterioso se non incomprensibile, impermeabile alla magia e a quel senso del meraviglioso che paiono essere la più felice chiave di accesso al mondo, anche quando questo ha i confini banali di un angolo di campagna nel Sussex. Uno stagno può diventare oceano, essere il portale per una dimensione dove si realizza la conoscenza assoluta a discapito della singolarità dell’io. Il nostro mondo allora è solo un velo, una superficie dipinta tra le pieghe del multiverso in cui esseri fuori dal tempo ‘giocano’ e si affrontano. I mostri si rivelano fragili e il vero brivido di orrore arriva da chi ci sta accanto, immersi in una fin lì innocua vasca da bagno. Il finale è dolce-amaro, forse scontato nel rincorrere i legami tra le età attraverso la memoria occultata. Ad ogni modo, ritorno all’infanzia o meno, il lettore adulto per qualche ora ha avuto la sua dose di felice sospensione.

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    • Don Winslow
      Libri
      Einaudi
      2015
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      • 23/02/2017 13.19.25
      • Nella prima parte il romanzo raggiunge un apprezzabile equilibrio tra azione e illustrazione di personaggi e ambienti. Quando lo scontro entra nel vivo, la narrazione diventa una sequenza di omicidi e stragi, innalzando ad ogni pagina il livello di efferatezza della violenza. Winslow non fa altro che attingere alla cronaca, induce (volutamente) saturazione e ‘nausea’ nel lettore, ma dal punto di vista letterario l’operazione non mi ha convinto completamente. Assuefazione, cinismo e fatalismo rischiano di prevalere. ‘Il cartello’ però è un lavoro di indubbio valore, una sorta di saggio ‘romanzato’ sull’evoluzione del narcotraffico. Winslow non risparmia certo le controparti istituzionali (messicane e americane), formalmente antagoniste dei boss, nella pratica accomunate dalla necessità di mantenere attivo un conflitto che garantisce ricchezza per molti e quindi non può essere veramente fermato. La droga è solo una merce come altre, la finanza e la politica controllano uno scacchiere interconnesso con il sud america e con l’europa. Il romanzo si fa apprezzare, oltre che per la lucidità dell’analisi, per l’abilità nella costruzione di un vasto numero di personaggi, casi esemplari delle tipologie sociali coinvolte, ma insieme figure ‘vive’ e sfaccettate, capaci di catturare l’empatia del lettore. Art e Adan, i vecchi antagonisti de ‘Il potere del cane’, sono solo il punto di ingresso in un affresco corale che non risente della mole forse eccessiva di pagine.

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    • Jane Urquhart
      Libri
      Nutrimenti
      2016
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      • 02/02/2017 10.15.56
      • Bellezza e fragilità: questo binomio, associato alle farfalle, rimanda in modo trasparente alle vite che si intrecciano sulla sponda del lago Erie. Liz è la narratrice che riannoda i fili del passato, integrando nella sua storia quelle degli antenati, le generazioni di Butler che partendo dall’Irlanda hanno cercato fortuna nel nuovo mondo. Tragedie e amori si ripropongono nei secoli, quasi fossero variazioni di un unico tema. La migrazione della monarca è solo il segno più evidente dei tanti passaggi che investono l’esistenza umana. Il confine è quello fisico tra le nazioni, ma anche quello temporale tra l’adolescenza e l’età adulta. Ci sono pagine davvero struggenti in questo splendido romanzo che cerca il lirismo senza perdere di vista l’intreccio narrativo. Il luogo in cui si cresce e le relazioni che si stabiliscono nell’adolescenza sono il fondamento dell’identità, uno spazio da cui si può anche fuggire, ma cui si finisce per tornare quando ci si interroga sul proprio essere nel mondo.

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    • David Almond Dave McKean
      Libri
      Edizioni BD
      2009
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      • 20/01/2017 09.52.47
      • Il breve racconto di Almond è un canonico percorso di formazione che passa attraverso il dolore della perdita. La variante è l’uso della scrittura come strumento per indagare il sé, per venire a patti con la parte ‘selvaggia’ che non vorrebbe accettare l’imperfezione del mondo e degli altri. Così, la vita ‘reale’ fluisce trasformata tra le pagine e ciò che è immaginato ne evade per modificare l’esistenza quotidiana. La bellezza del libro (pensato per i ragazzi ma godibile anche per gli adulti) è largamente debitrice delle illustrazioni di McKean, evocative nel tratto e nel colore.

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    • Allan Gurganus
      Libri
      Playground
      2016
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      • 20/01/2017 08.57.21
      • In veste di lettore, è il mio terzo viaggio tra le ‘local souls’ di Falls. Va da sé che amo la scrittura di Gurganus, la sua capacità di indagare i legami sentimentali e familiari partendo dallo scenario (ormai abusato) della cittadina di provincia per arrivare all’universale. L’esca del titolo è un modello di perfezione inarrivabile, un simulacro che attira lo sguardo e accende il desiderio, ma può rilevarsi una trappola letale. Le splendide dimore di River Road sono il segno tangibile dell’agiatezza borghese, del raffinato gusto cittadino che intimorisce e seduce chi arriva dalla campagna. In questo scenario, Doc è il vicino ideale, il medico esemplare, l’uomo che sa reinventarsi una ‘seconda fase’ della vita come raffinato intagliatore, un mistero indecifrabile per i suoi concittadini. Red insegue le esche di Falls, Bill ne prosegue il cammino, uniformandosi alle aspettative del padre, scoprendosi alla fine inquieto e insoddisfatto, quasi fosse un uccello chiuso in una gabbia dorata. Ha un legame solido con la compagna, ma forse anche quella è stata una scelta ‘dovuta’, poi fedelmente rispettata. L’imprevisto in apparenza catastrofico può allora diventare l’occasione del riscatto, la possibilità di provare ad essere finalmente sincero con sé e con l’altro. L’amore è essere riconosciuti, descritti, ‘intagliati’ da chi si desidera, rivelare la propria immagine più autentica attraverso il suo sguardo e finalmente identificarsi con essa.

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    • Mathias Énard
      Libri
      E/O
      2016
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      • 13/01/2017 08.58.05
      • Nell’arco di una notte, attraverso il flusso di coscienza del suo insonne protagonista, Enard mette in scena l’ambiziosa ricapitolazione di quanto è racchiuso nel termine orientalismo. Si parte dalla decadente Vienna per approdare a Istanbul, Aleppo, Palmira e Teheran. Secoli di esplorazioni e scambi culturali sono ricondotti al tema di fondo del confronto di sé con l’Altro, a questa frontiera instabile su cui l’identità cerca di definirsi. L’isolamento è una malattia letale, il viaggio nell’altrove è sinonimo di vita, ma può anche tradursi in fuga o condurre alla follia. La cornice sentimentale del romanzo è un espediente che ha evidenti rimandi simbolici. Enard si muove tra romanzo e saggio, punta al lirismo, scrive pagine intense e ammalianti, insieme ad altre dove il cumulo di nomi e storie genera un senso di eccesso e di saturazione. A tratti faticoso, a tratti leggero e fluente, il libro mi ha felicemente catturato.

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    • Fredrik Sjöberg
      Libri
      Iperborea
      2015
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      • 22/12/2016 08.35.59
      • L’interesse per i sirfidi è relativo, ma il mix di (auto)biografia, aneddoti e divagazioni erudite funziona. Più che di mosche, si parla di collezionismo. Scegliere un ambito poco frequentato è un modo per primeggiare ed emergere. Porsi dei limiti ben definiti è una filosofia di vita (rispecchiata anche dalla scelta di vivere su un’isola) che dovrebbe garantire sicurezza. Su un piano più poetico, comprendere a fondo i sirfidi è un modo per leggere il libro della natura, focalizzandosi sulle note a piè di pagina. Tra dotte citazioni letterarie e ricostruzioni dedicate alla vita dell’alter-ego Malaise (esuberante entomologo, anzi tuttologo, assai più propenso all’avventura), la lettura scorre agilmente, grazie anche all’ironia infusa dall’autore. In quest’ottica, la passeggiata con l’agnello-comparsa del primo capitolo è un divertente e riuscito prologo.

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    • Gianfranco Ravasi
      Libri
      Mondadori
      2016
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      • 15/12/2016 15.30.43
      • Il commento alle pagine bibliche mostra la consueta lucidità e ricchezza che è propria dei testi del cardinal Ravasi. Pur partendo da un orizzonte in apparenza limitato (pochi versetti nei Vangeli di Matteo e Luca), il fulcro del credo cristiano viene riproposto in modo efficace, evidenziando i rimandi all’antico testamento e delineando influssi e studi che si sono sviluppati nella società e nella cultura dei secoli successivi. L’analisi semantica si accompagna a riferimenti letterari, pittorici e musicali non scontati. Si aprono finestre, per forza di cose non esaustive, su grandi temi come la sofferenza e la giustizia. Nel complesso, la lettura è stimolante, sempre a patto di essere interessati alla materia.

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    • Annie Ernaux
      Libri
      L'orma
      2016
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      • 24/11/2016 08.41.16
      • Questo racconto è un altro (breve) capitolo della biografia letteraria di Annie Ernaux, successivo a ‘Il posto’ e ‘Gli anni’. Rispetto ai lavori citati, la dimensione si fa più intima e personale. La Storia resta al di fuori della cornice. A ribadire la centralità dell’atto del narrare (che si compie per l’autrice nella scrittura), tutto parte da due racconti impressi nella memoria dell’infanzia, uno di morte e l’altro di ‘miracolosa’ salvezza. Il tema del doppio, i sensi di colpa e le proiezioni cari all’indagine psicanalitica si accompagnano alla riflessione sui silenzi e i non detti che si instaurano tra genitori e figli e ne segnano quasi inavvertitamente il rapporto. Le sempre citate fotografie qui arrivano sulla pagina, limitandosi però ai luoghi, spogli delle persone, quasi a mantenere un’ultima pudica barriera. La prosa è analitica e incisiva come al solito e si arricchisce di citazioni letterarie pertinenti (esemplare quella tratta da ‘Jane Eyre’).

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    • Annie Ernaux
      Libri
      L'orma
      2014
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      • 24/11/2016 08.38.25
      • Avendo apprezzato ‘Gli anni’, ho recuperato questo lavoro precedente che si focalizza sul padre dell’autrice. Il tono intimo e l’evocazione delle vicende familiari non impediscono di intravedere anche qui, se pur in modo più sfumato, lo scorrere della Storia. Il viaggio inizia agli albori del ‘900, in una provincia francese che rimarca le differenze di classe e per molti aspetti pare uscire direttamente dal medioevo. Il padre diventa il caso esemplare di un’ascesa sociale, col suo doppio salto da contadino ad operaio e quindi a piccolo commerciante. I conflitti culturali, l’ambizione e il senso di inadeguatezza influiscono inevitabilmente sull’ambito familiare. La figlia compie il salto definitivo nel mondo piccolo-borghese e vive il distacco con una sorta di senso di colpa. Al di là degli aspetti sociologici, il racconto cattura per l’intensità emotiva, è un tentativo di ricostruire l’essenza di un uomo andando oltre i meri eventi dell’esistenza, è un debito da saldare oltre la soglia del lutto. Lettura breve ma destinata a sedimentare nella memoria.

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Recensioni 1 - 20 di 308 recensioni presenti.