Tutte le recensioni di Loris | Totali: 349 | Media:

    • Mathias Énard
      Libri
      E/O
      2017
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      • 19/04/2018 12:03:47
      • Rispetto al successivo ‘Bussola’, questa elegia ha il dono della coincisione. Guardare a un altro Paese, a un’altra cultura, è sempre un modo per scrutarsi dentro e fare i conti con se stessi. Il viaggio forse è un’illusione destinata ad interrompersi, ma la solitudine della natura siberiana fa da catalizzatore per ricordi e sentimenti. In Mathias troviamo l’aspirazione rivoluzionaria della giovinezza, insieme al timore di non essere all’altezza di fronte all’amore e alla scrittura, di fronte alla vita. Il triangolo con Jeanne e Vladimir si regge su un equilibrio instabile, dona conforto, ma non appagamento e sicurezza. La fantomatica anima russa avvolge allora i due uomini, li fa indulgere alla nostalgia, all’alcol e alla droga, preambolo all’oblio che tutto erode. Mathias è un flusso di coscienza in piena, punteggiato di rimandi storici e letterari, lirico e struggente. Solo Jeanne pare avere la forza per vivere, per recitare come un mantra i versi di Mandel’stam: ‘ancora non sei morto, ancora non sei solo’.

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    • Neil Gaiman
      Libri
      Mondadori
      2017
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      • 11/04/2018 13:39:24
      • Di fronte a questa nuova raccolta, valgono le considerazioni fatte a suo tempo per ‘Cose fragili’, a partire dall’eterogeneità dei materiali. Le poesie (o meglio le prose poetiche) finiscono per essere la parte più debole, anche perchè ovviamente risentono del processo di traduzione. Gaiman si muove efficacemente tra immaginari ‘fantastici’ di vario tipo: usa spesso gli archetipi della fiaba (esemplare l’operazione di assemblaggio e ammodernamento de ‘L’addormentata e il fuso’), si riallaccia agli autori amati (Conan Doyle, Vance e Bradbury, cui è dedicato uno dei componimenti più personali e sentiti), attinge ai serial tv (‘Le niente in punto’ è particolarmente godibile, a patto di conoscere il Dottore della citata rigenerazione/stagione) e arriva a trasfigurare il Duca Bowie in chiave fantasy. ‘La verità è una grotta sulle montagne nere’ è l’esito più felice. Pregevoli anche il ritorno di Shadow (‘Cane nero’) e il gioco quasi borgesiano di ‘La particolarità di Cassandra’. Volendo essere puntigliosi, si potrebbe dire che la lettura è piacevole, ma meno inquietante di quanto titolo e premessa promettono.

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    • Gianfranco Ravasi
      Libri
      EDB
      2018
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      • 06/04/2018 12:08:24
      • La breve e densa riflessione affronta il tema del Logos divino che si esprime attraverso la parola umana. La Bibbia resta il codice alla base della cultura occidentale in tutte le sue forme, dalla letteratura alle arti figurative. Il linguaggio umano pare debole e inadeguato di fronte al compito della rivelazione, tanto più se si considera il lessico ristretto della lingua in cui è stato scritto l’antico testamento. Il nome di Dio non può essere detto, ma solo ‘tradotto’ con una sequenza di quattro consonanti. Elia lo cerca nel tuono e nel terremoto, ma lo trova nella voce di un silenzio sottile, ossimoro che racchiude il tutto anzichè il nulla. Pur con i suoi limiti, la parola umana sa essere efficace, produce pagine poetiche e intense come accade per i Salmi e per il Cantico dei Cantici. Il testo biblico nei secoli è stato oggetto di infinite rivisitazioni, attualizzazioni, travisamenti e trasfigurazioni. Il dipinto di Gaugain usato sulla copertina, ‘la visione dopo il sermone’, ne è uno splendido esempio: la narrazione dell’uomo apre la porta alla trascendenza,

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    • Ferruccio Parazzoli
      Libri
      Bompiani
      2017
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      • 29/03/2018 13:34:41
      • I dati biografici del Cardinale rimandano inevitabilmente a Martini. Il suo pensiero però è l’invenzione di Parazzoli, utile a veicolare le riflessioni che sono la sostanza di questo lungo racconto. Sentendo prossima la morte, il Cardinale si rammarica per aver trascorso un’esistenza senza scosse, senza quelle prove che permisero ad Abramo e Giobbe di udire la voce di Dio. Il corpo indebolito acuisce la sensibilità per la materia, a partire dal platano senza foglie visibile fuori dalla finestra. È lo spirito però a necessitare di cura e consolazione. La volontà di celebrare un’ultima Missa Solemnis racchiude il desiderio di rispettare fino in fondo i riti della Chiesa e al contempo la speranza di interrompere finalmente il silenzio di Dio. Il Vangelo è riletto cancellando i versetti che esulano dalla ‘cronaca’, quasi rimpiangendo la fisicità dell’Antico Testamento, il roveto ardente che Mosè avrebbe potuto toccare per sperimentare la presenza divina. L’ultima notte porta la consapevolezza che tutti i passi della Bibbia si ricollegano, che le esistenze umane sono fili tessuti da Dio per comporre un’unica trama. Oltre la prova e il martirio, che paradossalmente possono diventare segno di presunzione, il disegno divino può compiersi anche nel mistero di una vita ‘ordinaria’.

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    • Margaret Drabble
      Libri
      Bompiani
      2017
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      • 21/03/2018 14:47:23
      • La materia del romanzo è lontana da un’idea di intrattenimento o evasione: si parla della vecchiaia, dei modi in cui la si può gestire e attraversare nella società occidentale contemporanea, avendo ben presente il confine ultimo che si staglia inevitabile all’orizzonte. L’aumento della longevità non si traduce automaticamente in buona qualità di vita, di certo comporta la necessità di impiegare maggiori risorse economiche e assistenziali. Fran cerca di mantenersi attiva col lavoro e il movimento, trova energia nella frequentazione di colleghi giovani, conforto in amicizie che durano da una vita o sono tornate a saldarsi da poco. Lei è il filo che raccorda I vari personaggi che a turno occupano la scena, in un’architettura che si fa corale e spazia dall’Inghilterra alle Canarie, paradiso climatico minacciato da movimenti tellurici e ondate migratorie. Le strategie di sopravvivenza sono molteplici, ma devono sempre sottostare ad eventi esterni e incontrollabili. Si può trasformare il proprio appartamento in prigione dorata, consolandosi con i piaceri del cibo; si può continuare a stimolare la mente, vivere di letteratura e arte; si può stare nell’ombra di un compagno o impegnarsi attivamente per gli altri, anche se l’egoismo pare crescere inevitabilmente con gli anni. Le domande escatologiche si sommano alla difficoltà di continuare a provare ed esternare sentimenti profondi ed emozioni: tutto in qualche modo si normalizza, ma la ‘discesa’ è chiaramente avvertibile. Si vive, si superano i lutti e si prosegue, le singole esistenze si mostrano come parte di un insieme, di una trama (di un ricamo) che nonostante tutto avanza. Una certa malinconia composta si diffonde tra le pagine di questo romanzo, encomiabile sul piano stilistico grazie alla prosa fluida ed elegante della Drabble.

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    • Donatella Di Pietrantonio
      Libri
      Einaudi
      2017
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      • 08/03/2018 09:51:37
      • Mi sono accostato alla lettura con qualche timore legato ad un presunto eccesso di sentimentalismo. La scrittura controllata ed essenziale dell’autrice riesce a mantenere salda la narrazione, costruisce personaggi vividi e tratteggia in modo efficace gli ambienti sociali, giocando sul contrasto tra la provincia segnata dalla povertà e la città di mare dagli agi borghesi. Due madri personificano l’eterno conflitto tra origine biologica e contesto culturale, pronto a deflagrare alle soglie dell’adolescenza. L’identità si smarrisce, cerca appigli e nuovi legami nell’attrazione sessuale, trova conforto in una sorella che si presenta come guida, ma al contempo chiede cura ed affetto. La vita progredisce tra lutti e rivelazioni, gli aspetti pratici dell’esistenza si ‘aggiustano’, ma il vuoto resta, come testimoniano i brevi salti temporali in avanti che inframmezzano la narrazione.

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    • Jamaica Kincaid
      Libri
      Adelphi
      2017
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      • 02/03/2018 09:32:17
      • In questo lavoro (cronologicamente antecedente) ho ritrovato le peculiarità di ‘Lucy’. Il tratto dominante nella protagonista è il risentimento, che genera un senso di estraneità verso gli altri e alimenta la volontà di rompere vincoli e legami. La madre tanto amata dell’infanzia diventa nemica allorchè Annie entra nell’adolescenza: simbolicamente, i loro vestiti non possono più essere confezionati con la stessa stoffa. I repentini innamoramenti verso le compagne si dissolvono e si trasformano in insofferenza. La scuola, dove pure Annie primeggia, è percepita come imposizione di un sistema di valori proprio dei colonizzatori: vedere il ritratto di Colombo in catene suscita un sentimento di soddisfazione e rivalsa. Il risultato di questi conflitti è una malattia che corrode corpo e mente, curabile solo con la fuga oltremare, mascherata da separazione momentanea. Il fondale caraibico regala varie suggestioni, ma cio’ che davvero colpisce è il ritratto lucido e spietato di un processo di emancipazione dalle proprie origini. L’ultima passeggiata verso il molo è un pezzo di bravura che ammalia e inquieta il lettore.

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    • Michel Bussi
      Libri
      E/O
      2016
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      • 19/02/2018 14:51:48
      • La prima parte del romanzo scorre senza entusiasmare, con qualche divagazione di troppo e personaggi che sanno di deja vu, a partire dall’ispettore ‘intuitivo’ contrapposto al vice metodico. In parte immagino dipenda dalla mia relativa attrazione verso la detective-story, compensata dall’interesse per la pittura e per Monet. Il gioco di prestigio finale, seppur intuito, vivifica la narrazione e offre una chiave di lettura esistenziale che rende più coinvolgente il romanzo. Le disquisizioni artistiche scivolano talora nel didascalico, ma nel complesso la lettura si è rivelata piacevole.

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    • Richard Ford
      Libri
      Feltrinelli
      2017
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      • 08/02/2018 08:16:51
      • La lettura di ‘Canada’ non mi aveva esaltato. Sono tornato a Ford fidandomi dell’elogio rivolto da Cordelli a quest’ultimo libro. Di fatto si tratta di due memoriali, scritti in epoche diverse, con marcate differenze stilistiche. Il ritratto del padre si dilunga maggiormente nella ricostruzione del contesto sociale e storico, ha un tono pacato e riflessivo. Quello della madre è piu’ ritmato, è scandito dai dialoghi diretti e pare animato dall’urgenza di elaborare il lutto facendo i conti con le proprie manchevolezze di figlio. Le vite dei genitori hanno il carattere della normalità, al netto dell’ambiguità con cui questo termine è riferibile ad ogni esistenza. Nessun evento eclatante, uno scorrere di anni scandito da lavori, viaggi, nuove abitazioni, preoccupazioni e gioie ordinarie. Ford non forza la mano, non estrapola o immagina per riempire le zone d’ombra, cerca di attenersi il piu’ possibile ai fatti che può ricordare o ricostruire. Il punto è proprio la singolarità irriducibile e inconoscibile di ogni vita, il mistero che non possiamo totalmente decifrare, neppure nei nostri genitori. Parker ed Edna vissero anni in apparenza felici poggiando su un amore che li sottrasse a situazioni familiari complicate e soffocanti. Richard arrivò quando ormai non era piu’ atteso, quasi un terzo incomodo ‘tra loro’ che cambiò tutto, ma fu accolto con altro amore. Il doppio memoir può non risultare avvincente, ma diverse pagine riescono a farsi universali, attivano ricordi e domande che ciascun lettore in quanto figlio rielabora a proprio modo.

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    • Dany Laferrière
      Libri
      66th and 2nd
      2016
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      • 02/02/2018 13:32:23
      • Il testo di Laferrière è una sorta di Zibaldone in cui si mescolano considerazioni generali sull’esistenza e dati autobiografici. Si salta repentinamente da un argomento all’altro, in base ad una pura associazione di idee o all’emergere di un ricordo. Laferrière rimarca le differenze, culturali ed economiche, tra Nord e Sud del mondo; si accalora per una modernità che ingabbia i bambini in modelli educativi che spengono lo stupore e la creatività; si scaglia contro le guerre ‘anestetizzate’ dalla rappresentazione mediatica; elogia la poesia ed evidenzia il ruolo ‘eversivo’ dell’arte rispetto alla cultura; insegue l’arte (ormai perduta) di sottrarsi alla frenesia per vedere con chiarezza dentro di sè e cogliere la bellezza e le potenzialità di ciò che ci circonda. Il capitolo piu’ lungo è dedicato alle letture che hanno formato lo scrittore Laferrière (da Rilke a Tanizaki, da Bulgakov ad Hemingway, fino all’imprescindibile Borges), pagine da rileggere e gustare immersi nella vasca da bagno. Il libro per sua natura può risultare dispersivo, ma è ricco di spunti interessanti e si avvale di un’eccellente veste grafica.

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    • William Gibson
      Libri
      Mondadori
      2017
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      • 26/01/2018 10:18:34
      • Entrare in un romanzo di Gibson è come interfacciarsi con una periferica neurorganica: all’inizio si prova un certo spaesamento, non si comprende bene dove si è finiti e si è tentati dalla fuga. Non appena si familiarizza col contesto (con il linguaggio), però, si scopre un universo pieno di potenzialità. Gibson sfrutta il topos del viaggio nel tempo, ma lo restringe alla possibilità di scambiare flussi di dati, informazioni. Il suo sguardo sul futuro più o meno prossimo è un modo per evidenziare trend tecnologici e dinamiche sociali già in atto. Il mondo è un videogame, un parco giochi per ricconi in cerca di distrazioni, capaci di manipolare economia e finanza, creando fortune dal nulla o portando intere nazioni al collasso. Le stampanti 3D e la nanotecnologia sono estrapolazioni credibili, ma restano appannaggio di una èlite che ingloba la politica e la grande criminalità. Non ci sono movimenti di protesta o controculture (cyber)punk: ci sono singoli individui che si adattano allo spirito del tempo, accettano il compromesso senza rinunciare all’etica e cosi’ facendo forse allontaneranno la Terra dal fatale ‘jackpot’. Il mondo disincarnato della matrice cede il passo ai neurorganici, a un’interfaccia che restituisce una sostanza corporea allo spazio immaginativo e visuale della mente. Al solito, la sottotrama gialla non è impeccabile ed è risolta in modo approssimativo, ma sono difetti che si perdonano a un Gibson che non appariva cosi’ in forma dai tempi di ‘Pattern recognition’. L’edizione Mondadori è più curata (e costosa) rispetto al passato, anche se permane il fastidioso vezzo di cambiare arbitrariamente il titolo originale (‘The Peripheral’).

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    • Alessandro Piperno
      Libri
      Mondadori
      2017
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      • 09/01/2018 15:11:56
      • La libertà del lettore si esprime nel puro diletto, scevro dagli obblighi professionali del recensore, dagli intenti di ordinamento e catalogazione degli accademici, dalle aspirazioni di chi cerca insegnamenti morali o conoscenze pratiche. L’ambito è ristretto al romanzo, genere che a dispetto delle continue profezie nefaste sopravvive ai secoli e alle mode. Piperno insiste sul ruolo del tempo, elemento manipolato dallo scrittore (e dal lettore) per andare oltre la linearità dell’esperienza individuale. Lo stesso tempo (inteso come permanenza di attenzione) è un possibile criterio in base al quale si può azzardare una definizione di ‘classico’. La ri-lettura consente di superare l’impatto dell’intreccio, mettendo in luce la presenza (o l’assenza) di qualità stilistiche che sono la fonte di un piacere duraturo. Anche l’età del lettore condiziona la percezione di un romanzo: i desideri e il vissuto fanno si’ che alcuni testi siano davvero compresi ed amati solo nella maturità. Il tempo, perduto e ritrovato, è il tema cardine della Recherche di Proust, cui Piperno dedica una ‘lezione’ appassionata ed interessante, giocata sull’analisi dei tempi verbali. Tutti i capitoli monografici offrono spunti intriganti, delineano le peculiarità e le innovazioni degli autori trattati attraverso le loro opere più note. Da parte mia, ho trovato particolari consonanze nelle pagine dedicate ad Anna Karenina e alla sublime prosa di Nabokov. Il testo si chiude con una serie di biografie di personaggi romanzeschi, un divertissement che allunga piacevolmente la foliazione.

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    • Barbara Baldi
      Libri
      Oblomov Edizioni
      2017
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      • 09/01/2018 14:16:36
      • Le splendide tavole sono state l’elemento fondamentale per la scelta di questo volume. Matite ed acquarelli si accompagnano ad un uso del digitale che non si fa troppo invasivo. Il paesaggio, ritratto nelle diverse stagioni, è una componente fondamentale della narrazione. Il soggetto è lineare e i dialoghi sono essenziali, lasciano al lettore il compito (e il piacere) di indovinare la psicologia e le motivazioni della protagonista. I riferimenti letterari e visuali sono molteplici: se nel primo campo viene naturale pensare a ‘Jane Eyre’, nel secondo la pittura impressionistica si accompagna alle citazioni cinematografiche, a cominciare dal ‘Bright star’ di Jane Campion. Il risultato è una sorta di romanzo ottocentesco in cui la figura femminile ha pero’ i connotati della modernità: la realizzazione passa dalla possibilità di mettere a frutto il proprio talento (musicale, nello specifico), più che da una relazione sentimentale.

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    • Igort
      Libri
      Oblomov Edizioni
      2017
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      • 09/01/2018 14:13:52
      • I primi quaderni esploravano la cultura del Giappone attraverso le immagini, dall’ukiyo-e al manga. Questo nuovo viaggio nasce da un senso di irrequietezza di fronte alle trasformazioni e alla frenesia della metropoli. Nel segno di Basho, il vagabondare senza meta diventa il modo per accedere ad una percezione piena del mondo esterno e quindi di sè. I paesi isolati nella neve si alternano ai cimiteri monumentali immersi nella foresta e ai bagni termali, espressioni di un mondo antico che vive con altri ritmi. L’estetica raffinata di Kawabata convive con la testimonianza dolorosa di Hiroshima, l’elogio della semplicità si accompagna alla serena accettazione dell’imperfezione e dello scorrere del tempo. Il ritorno in città offre altri spunti, legati al proliferare di oggetti e locali ‘pop’ e alle forme di solitudine della modernità, associate all’eccesso di lavoro o alla scelta di una fidanzata virtuale che dovrebbe riempire il vuoto affettivo. Ancora una volta, il linguaggio ibrido scelto da Igort (pagine scritte, fotografie, splendide illustrazioni e fumetti) risulta efficace e coinvolgente.

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    • Massimo Cacciari
      Libri
      Il Mulino
      2017
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      • 09/01/2018 14:10:51
      • L’iconografia mariana del Rinascimento è lo spunto per un’erudita riflessione sulla figura di Maria. Cacciari mette in rilievo il processo di riflessione ed interiorizzazione seguito all’annunciazione. Il mistero del Dio incarnato supera l’orizzonte razionale umano, chiede l’accettazione di un figlio che è Altro, destinato ad ‘uscire’ per seguire la propria via. Se Maria non puo' giungere alla comprensione piena, puo' pero' com-patire, essere in simbiosi col figlio fino alla croce, come è evidente nella mirabile deposizione di van der Weyden. Cacciari rilegge anche gli apocrifi e i testi gnostici, dove la genesi del divino diventa un atto simbolico, privandosi della carne e perdendo cosi' un connotato fondamentale per l’esegesi cristiana e l’iconografia occidentale. Intrigante l’intuizione alla base del libro (e della collana), ovvero l’idea che l’immagine possa non essere una semplice visualizzazione/illustrazione, ma il punto di partenza per una riflessione originale ed arricchente. Unico appunto: nel testo si fa riferimento a una Madonna del Bellini esposta a Brera che in realtà non è quella riportata (si tratta invece della cosiddetta Madonna greca).

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    • Thomas Campi Vincent Zabus
      Libri
      Coconino Press
      2017
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      • 27/12/2017 18:32:13
      • La non-biografia per immagini passa da molte citazioni di opere di Magritte, felicemente inserite nelle tavole. Lo spunto è un’indagine (ovviamente surreale) sul ‘mistero’ legato all’esistenza del pittore, in apparenza capace di sublimare l’avversione giovanile verso famiglia e ordine borghese nell’arte, rimettendo in discussione la percezione del reale e la funzione del pittore, il cui occhio diviene prima di tutto specchio dell’immaginazione interiore. Nel complesso, un modo originale ed efficace per approcciare l’universo figurativo di Magritte

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    • Neil Gaiman Yoshitaka Amano
      Libri
      Dana
      2017
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      • 27/12/2017 18:29:46
      • Gaiman intreccia le leggende del Giappone e la sua creatura piu’ famosa, il signore dei sogni, Sandman. Il gioco funziona grazie all’interazione con le immagini di Amano, che offrono un’illustrazione abbastanza ‘libera’ ma suggestiva alla vicenda del monaco e della volpe.

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    • Ali Smith
      Libri
      Sur
      2016
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      • 01/12/2017 10:00:37
      • La dualità si applica in primis alla struttura narrativa: il testo è composto da due parti, due racconti lunghi che si richiamano senza che sia definito a priori un ordine di lettura. Da parte mia, ho trovato eccellente il flusso di coscienza di Francesco/a del Cossa, pittore di cui ignoravo l’opera. La questione ‘politica’ del genere sessuale (ovvero la necessità per una donna di travestirsi da uomo per affermare il proprio valore nella società) è lo spunto per una riflessione che si allarga al ruolo dell’arte, all’atto della visione, al bisogno di essere osservati per definirsi come persona. Un dipinto racchiude il punto di vista dell’artista e al contempo perturba chi lo guarda in modo non superficiale. Cosi’ succede alle prostitute ritratte da Francesco/a, spinte da quell’immagine di sè a cercare una nuova vita fuori dal bordello. Temi analoghi si ritrovano nella vicenda al presente di Georgia, impegnata ad elaborare il lutto per la perdita della madre, colei che l’aveva condotta a Ferrara per ammirare gli affreschi di del Cossa. In questa parte la narrazione è meno brillante ed intensa, si fa a tratti scopertamente ‘programmatica’, vicina ai canoni del racconto di formazione che passa attraverso l’esplorazione dell’orientamento sessuale. I giochi linguistici (certo non banali da rendere in traduzione) si sommano alle simbologie psicoanalitiche. Nel complesso il libro si rivela un’ottima lettura, un felice connubio di immagini evocate e di intuizioni che sedimentano nella memoria.

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    • Vladimir Nabokov
      Libri
      Adelphi
      1998
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      • 14/11/2017 09:50:06
      • Questo ‘romanzetto’ (cosi’ lo definisce l’autore nella prefazione) è un elegante gioco intellettuale, vivificato dalla raffinatezza stilistica propria di Nabokov. Il quadro sociologico degli emigres russi a Berlino è solo un accessorio strumentale, per altro utilizzato con una buona dose di ironia. L’idea di fondo è mettere in scena un individuo che vuole sfuggire alla pesantezza dell’esistenza, fino a ricorrere al suicidio, salvo scoprire poi che la felicità può derivare dall’assumere un punto di vista esterno, trasformandosi in spettatore della propria vita, sommando le multiformi immagini di sè che si riflettono nello specchio fornito dagli altri cui ci si relaziona.

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