Tutte le recensioni di sandro landonio | Totali: 288 | Media:

    • Amedeo Feniello
      Libri
      Laterza
      2015
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      • 26/03/2017 16:58:29
      • Per quanto mi riguarda il libro é stato molto interessante, ma mi é sfuggito il disegno d'insieme. Le vicende che si sviluppano ad Acri, Napoli e Londra si dipanano probabilmente in modo chiaro nella mente del prof. Feniello, ma in modo molto meno lineare nella mente del lettore. Il linguaggio é colloquiale, ma nonostante ciò la struttura del libro sembra più un ciclo di conferenze che un testo divulgativo.

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    • Eric H. Cline
      Libri
      Bollati Boringhieri
      2014
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      • 26/02/2017 09:04:57
      • Non é stata una lettura superlativa. Come tutti i libri onesti che si occupano di archeologia lascia molte domande senza risposte certe, ma il metodo usato con l'analisi in tanti piccoli capitoletti delle singole civiltà e delle singole città distrutte mi ha disorientato e annoiato. Un conto é la complessità delle civiltà che interagiscono fra di loro, un altro é rendere confusa tale complessità. Complimenti per l'imponente apparato di riferimenti e di note, avrei però ritenuto più opportuno delle annotazioni localizzate a pié di pagina, piuttosto che una raccolta a fine testo.

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    • André Malraux
      Libri
      Bompiani
      2001
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      • 26/02/2017 09:04:09
      • La vicenda parte lenta e finché non si passa all'azione pura ci si chiede ma cosa avrà mai questo libro per essere ammirato da Gide ed Hemingway. Poi però l'esperienza di vita di Malraux irrompe appieno nella vicenda con vari episodi raccontati in terza persona come quello della moglie che schiaffeggia il marito morto suicida e che l'ha lasciata con quattro bambini da sfamare. E se anche le frasi calate dall'alto dell'intellettuale ignavo Gisors ti infastidiscono, comprendi che lo spessore umano dell'autore c'é tutto. Ciò serve per dare più veridicità alla descrizione della condizione umana presente verso la fine della vicenda: “L'uomo non vuole governare, vuole dominare, essere più di un uomo in un mondo di uomini. Vuole sfuggire alla condizione umana. Non vuole essere potente, vuole essere onnipotente.”

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    • Edward James
      Libri
      Il Mulino
      2016
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      • 26/02/2017 09:02:50
      • Sicuramente un libro che parla modernamente dell'antichità. Su tutte 'idea che i testi letterari antichi siano profondamente influenzati dai pregiudizi degli autori, fa sì che tutta una serie di affermazioni presenti nei testi divulgativi siano da considerare con criticità e in questa ottica anche le “migrazioni” dalla Scandinavia dei popoli germanici non siano poi mai effettivamente avvenute. Anche le mancate certezze storiche dovute alla incoerenza di alcune testimonianze archeologiche rispetto alle fonti scritte, (nonostante la frequente difficile interpretabilità delle prime) é un fattore importante per comprendere le comprensione del periodo. L'approccio linguistico anglosassone é sempre poi ammirabile: descrizioni concrete, termini poco accademici. La cultura storiografica italiana ha molto da imparare.

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    • Serge Latouche
      Libri
      Bollati Boringhieri
      2008
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      • 26/02/2017 09:01:22
      • Come ci si può lamentare che il teorico della decrescita sente di predicare nel deserto e contemporaneamente chiamare “risorse aleutiche” il pesce ? Come può l'uomo della strada sentire la necessità della decrescita come problema concreto, quando chi la sostiene si arrocca su posizioni da casta intellettuale ? Lo scopo di un libro del genere non é forse “seminare” ? Detto questo il mio “raccolto” é stato di 18 concetti, che mi sono sembrati originali e che cercherò di tenere a mente per i miei comportamenti futuri.

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    • Eric Christiansen
      Libri
      Il Mulino
      2016
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      • 26/02/2017 08:58:47
      • Un ottimo libro, che sembra scritto dopo anni di studi, visto l'accuratezza nel citare le fonti in un percorso storico lungo e quasi sempre tortuoso. Netto nell'enunciare fin dalle prime pagine, quello che il libro può offrire al lettore, fin troppo efficace nel farci prendere coscienza di una complessità della storia baltica, nella quale un numero non immaginato di popoli si confronta ed in certi casi scompare: mai, personalmente, avrei pensato che i Prussiani non erano tedeschi, ma solo un popolo baltico conquistato. Un mondo a parte che può aiutare non solo le odierne repubbliche baltiche, ma anche le vicende del nord della Polonia e la Finlandia.

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    • James Joyce
      Libri
      Feltrinelli
      2013
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      • 26/02/2017 08:57:17
      • Come sono tristi questi racconti ! In particolare quelli della maturità, ma anche le vicende giovanili sembrano i prodromi di fallimenti futuri. Dubito che gli abitanti di Dublino possano avere amato questo libro, ne esce un umanità squallida, abbruttita dall'alcool in un panorama di grettezza più generale. Ho portato a termine la lettura con fastidio, esausto della nullità dei personaggi. Eccezione importante,ma unica ilk racconto “I morti”, dove Joyce mostra le sue capacità facendo emergere da una situazione generale festosa le insicurezze ed i dubbi del protagonista, che vede crollare le sue basi d'argilla (la moglie e la sua attività letteraria) di fronte a degli episodi tutto sommato non di grande spessore e comprende in un attimo di poter arrivare a morire senza aver mai vissuto una passione.

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    • Primo Levi
      Libri
      Einaudi
      2014
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      • 26/02/2017 08:55:53
      • La ricchezza più grande che ho scoperto nel libro é che mi ha dato le nozioni per comprendere, almeno in parte, quel miscuglio di popoli che sta fra Polonia e Russia, dove gli Ucraini odiano ebrei e polacchi, che a loro volta non amano russi e tedeschi. CI sono poi lituani, ungheresi e slovacchi, ma una sola cosa é chiara: per gli ebrei nessuno prova simpatia. Anche gli ebrei italiani, i signori Sonnino, non capiscono il mondo orientale da cui provengono i nostri protagonisti e ciò, non tanto per l'ignoranza dell' yiddish, quanto per una diversità culturale molto più profonda del linguaggio che li separa. L'intera vicenda l'ho poi percepita più come un saggio romanzato, che come narrazione pura: gli impiccati nelle latrine, il taglio del midollo fatto dai siberiani ed il metodo per togliere i pidocchi dai vestiti non invogliano a calarsi nella trama, preferisci sentire tutto come un mondo lontano, quasi staccato dal genere umano, eppure é successo ! Ed allora non é più un racconto, é una memoria di verità e come tale va letto.

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    • Mircea Eliade
      Libri
      Jaca Book
      2015
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      • 26/02/2017 08:53:28
      • E' un buon libro per i vari spunti che offre sull'interpretazione dei simboli nella storia delle religioni, ma risulta frammentario essendo costituito da saggi scritti in tempi diversi e su simboli differenti. La lettura purtroppo non é agevolata dall'uso di alcuni termini quali ierofania, hapax o philosophoumena, ma le idee sono davvero interessanti ed in alcuni casi si riallacciano a quanto presentato nel "Ramo d'oro" di Frazer, innovandolo e superandolo. Suggestivo in un saggio il mito di Indra ed il concetto indiano di tempo ciclico ed in un altro l'invenzione del Tempo fatta dal Cristianesimo, tramite l'evento irripetibile del Dio fatto uomo, con l'aggiunta che "egli si incarna in un essere storico per subire un'esistenza storicamente condizionata".

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    • Lev Tolstoj
      Libri
      Mondadori
      2006
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      • 02/09/2016 23:30:41
      • I trentacinque anni di di distanza dai I Cosacchi si sentono tutti, sembrano quasi due autori differenti ! Il monologo di Pozdnyshev con tutta la sua volontà didattica di verità incontestabili e la macerazione interiore dostoevskiana non mi ha soddisfatto. Niente da dire sulla profondità di Tolstoj, ma le frasi lapidarie mi hanno colpito molto meno delle belle descrizioni naturalistiche del Caucaso.

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    • Sebastiano Vassalli
      Libri
      Rizzoli
      2015
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      • 07/07/2016 00:17:16
      • Stimo Vassalli per la meticolosa ricerca storica che pone come sfondo alla sua narrativa. Ammiro la sua capacità di far immergere il lettore fin dalle prime righe nella vicenda narrata, ma non ho trovato un valore letterario sufficiente in Terre Selvagge a dare il massimo dei voti. Meno guerresche, ma le vicende della Chimera mi hanno intrigato di più.

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    • Sebastiano Vassalli
      Libri
      Rizzoli
      2014
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      • 29/06/2016 00:39:15
      • Se a qualcuno capiterà di leggere il libro subito dopo aver visitato il Museo Leone non potrà non notare come i Campi Raudii descritti nel libro non fossero poi così brulli e incolti, visto che i notabili locali mettevano pietre di confine con iscrizioni in due lingue (latino e celta), doveva esserci un certo livello di coltivazioni dei campi. Da qui a giudicare in parte l'opera più come letteratura che come divulgazione storica il passo, personalmente, é stato breve. E come tale il risultato non é esaltante, ammiro la capacità coinvolgente della scrittura di Vassalli e stimo il lavoro di preparazione svolto, ma anche per me "La chimera" era di un livello superiore.

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    • Lev Tolstoj
      Libri
      Acquaviva
      2011
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      • 26/04/2016 19:58:00
      • Oltre che opera letteraria, il romanzo é anche documento storico, grazie alla accurata descrizione del mondo cosacco, ma forse soprattutto per il conflitto che fa da sfondo alle vicende. Duecento anni di guerriglia fra Abrek (Ceceni o Ingusizi) e Russi ci fanno intuire quanto deve essere profondo l'odio generatosi e di conseguenza la radice di stragi come quella del teatro Dubrovka e di Beslan

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    • Paolo Franchi
      Film
      Officine UBU
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      • 12/01/2016 14:00:20
      • Musica ad alto volume e dialoghi bisbigliati non aiutano la comprensione del disagio esistenziale dei due protagonisti e parlo di entrambi perché solo pensando che anche il personaggio femminile sia "disturbato" riesci a comprendere perché non cacci di casa il marito. Non mi capacito dei premi ricevuti, l'ho visto quasi con fastidio, non per i nudi o per le scene di sesso, quanto proprio per la frustrazione di non capire i comportamenti. Lascio ad altri più intelligenti di me ulteriori commenti su questa moglie che sente il marito come solo suo anche se fa sesso con tutti tranne che con lei.

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    • Frank Cappello
      Film
      One Movie
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      • 12/01/2016 13:35:39
      • Bob non è un personaggio simpatico ed anche quando sembra risorgere la sua psicosi é troppo grave e lo spettatore intuisce che qualcosa non funziona. I colibrì ed i pesciolini occhiuti non li ho capiti, ma alla fine quello che conta è che il film non mi é piaciuto, nonostante la buona interpretazione di Christian Slater.

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    • John Michael McDonagh
      Film
      Eagle Pictures
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      • 31/12/2015 13:17:25
      • Un tocco di incantato humour all'irlandese: una visione disincantata della vita (non solo del protagonista) fra cocaina e prostitute, contrapposta alla rigidezza americana da Ivy League ed all'humour inglese di un grande Mark Strong.

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    • Gerald M. Edelman
      Libri
      Cortina Raffaello
      2007
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      • 30/12/2015 22:38:02
      • Il libro offre informazioni illuminanti sulla coscienza, forse susciterebbe un interesse molto più elevato se non fosse così poco fruibile per effetto dei termini usati, spesso ostici. Sicuramente meriterebbe uno sforzo divulgativo dedicato. Fra i vari concetti enunciati: # Il nostro cervello non é assimilabile ad un computer, ma ad un complesso sistema selettivo (che agisce con i principi della selezione naturale): di fronte ad un problema vengono generate diverse possibili soluzioni, quella che ha successo viene poi riprodotta più velocemente. # La coscienza é un processo di interazione fra i neuroni della corteccia e quelli del talamo, non é localizzata e può modificarsi nel tempo. # Strutture cerebrali differenti possono svolgere la stessa funzione nel cervello (l'autore chiama questà proprietà dei collegamenti cerebrali "degenerazione"): il danneggiamento di una zona del cervello non implica necessariamente la perdita delle funzioni che utlizzavano quella zona. # Il cervello non é stato "progettato" per la conoscenza vi é arrivato tramite i vantaggi che la stessa ha conferito all'individuo nel corso della selezione naturale. # Gli stati coscienti hanno tempi di reazione di 200-500 millisecondi, ma l'attività neurale non cosciente può produrre risposte molto più veloci. Con un allenamento cosciente le risposte abituali possono essere mediate e risultare più rapide. # Un organismo dotato di coscienza non deve essere necessariamente vivo (può essere una macchina).

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