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Tutte le recensioni di Maurizio | Totali: 191 | Media:

    • G. H. Bennett
      Libri
      Odoya
      2013
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      • 06/09/2017 08:49:00
      • Ricerca rigorosa e appassionata su un evento - uno dei mille poco conosciuti - della Seconda Guerra Mondiale: dal filmato visto da Bennet nel Devon alla storia della strada, che l'Autore ricostruisce dopo aver viaggiato attraverso l'Inghilterra, gli Stati Uniti, la Germania e l'Ucraina. La strada è il tratto di quasi 1300 km della DGIV, che doveva collegare Leopoli a Stalino per portare i tedeschi in direzione dal Caucaso; il nazista è Walter Gieseke, comandante nel 1942-44 della taskforce addetta alla costruzione; il pittore è Arnold Daughani, un lavoratore forzato che tenne e conservò un diario illustrato, mentre lavorava a quel progetto. Si intrecciano le vicende di uomini comuni, che pagarono con la vita la fatica di quell'immane lavoro, con quelle degli invasori tedeschi, con la morte degli schiavi, lo sterminio delle comunità ebraiche, i combattimenti continui. Opera di grande leggibilità, bella analisi storica. Assolutamente da leggere.

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      • 29/08/2017 08:56:20
      • Analitica ricerca sulla struttura militare, uno dei 15 forti realizzati nella Capitale tra il 1877 e il 1891 per dotarla di un sistema protettivo contro le artiglierie nemiche; sistema diventato inutile già durante la costruzione, perchè la tecnologia bellica si era evoluta rapidamente, privilegiando la mobilità rispetto alla storica strategia dell'assedio. I forti diventarono caserme e depositi. Forte Bravetta ebbe la ventura per 13 anni, a partire dal 1932, di diventare la sede delle esecuzioni capitali a Roma. La maggior parte di queste (111 in tutto) si ebbe durante l'occupazione nazifascista, dall'8 settembre 1943 al 4 giugno 1944: ben 66 furono i partigiani uccisi. Di queste esecuzioni il libro narra accuratamente - allegando un'importante serie di documenti e fotografie - le vicende, i protagonisti, le storie personali, le accuse. Spie, rapinatori, partigiani e oppositori della Resistenza italiana e jugoslava finirono i loro giorni sul terrapieno all'interno del forte. Tra questi ricordiamo Giorgio Labò, Guido Rattoppatore, don Giuseppe Morosini, che ispirò a Renzo Rossellini la figura del sacerdote in "Roma città aperta". Un'ampia bibliografia e l'elenco dei fucilati concludono il volume, valido contributo di ricostruzione e di ricordo di una realtà storica su cui si deve ancora continuare a riflettere.

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    • Emmanuel Todd
      Libri
      Net
      2005
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      • 08/07/2017 17:14:14
      • Interessante e stimolante la lettura dell'analisi di Todd, a quindici anni dalla sua pubblicazione, proprio perchè ci consente di vedere con gli occhi di oggi l'attuazione delle previsioni del ricercatore su un periodo centrale per la comprensione della realtà planetaria attuale. L'Autore si concentra su una serie di informazioni sulla demografia e il contesto sociologico a livello mondiale, per articolare, sviluppare e consolidare la sua tesi sulla crisi strutturale degli Stati Uniti. Nell'economia, che non supporta più la domanda interna ed è sempre più instabile; nella strategia delle relazioni internazionali, che vedono gli Usa perdere il primato di unica potenza, dopo il crollo dell'Urss e del sistema sovietico. Si è sviluppato quello che Todd chiama un "neoimperialismo teatrale", dovuto all'impossibilità americana di controllare l'Europa e il Giappone in campo industriale e di distruggere la Russia nel campo militare. Quindi gli Usa hanno scelto di esercitare un'azione militare e diplomatica contro le "non potenze": l'Iran, l'Iraq, la Corea del Nord - il cosiddetto asse del male - e il mondo arabo. Con acutezza Todd prevede l'attacco all'Iraq (avvenuto nel 2003), punto di intersezione ideologico ed economico degli "Stati canaglia". Al centro dell'attività americana il controllo delle aree petrolifere del Golfo Persico e dell'Asia Centrale. Lo sviluppo di questa azione lo vediamo adesso, giorno per giorno e comunque si rileva che ogni atto americano che tenda ad assicurare il controllo globale del pianeta è produttore di nuovi problemi.

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    • Steve Earle
      Libri
      Meridiano Zero
      2005
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      • 30/06/2017 14:49:27
      • Come ha scritto un critico statunitense: Steve Earle è un discreto chitarrista, un buon cantante e un grandissimo autore di canzoni, e anche un ottimo scrittore, almeno in questo libro di racconti, apparso negli Stati Uniti nel 2001, prima prova - riuscita - dell'Earle narratore. Un'America dura, talvolta cupa, fa da sfondo costante alle vicende dei diversi protagonisti: lunghi viaggi sulle highways, i clandestini che vengono dal Messico, lavori brutali e malpagati, la marginalità sociale e quella dei sentimenti e degli affetti. Ma anche l'amore e il bisogno continuo della pacificazione interiore. È soprattutto questo il tema che pervade i racconti, al di là del desiderio di rivalsa e di affermazione umana dei protagonisti, che a prima vista sembrano brancolare, sconfitti e sbattuti dalla vita di ogni giorno. Nel racconto "La rimpatriata", un vecchio reduce della guerra del Vietnam, malato di cancro, torna a Saigon per morire nell'albergo che aveva frequentato da giovane soldato, assistito nei suoi ultimi giorni, giorno per giorno fino alla fine, da un suo ex nemico, un ufficiale dell'esercito vietnamita. In "Billy the Kid", un cantante riesce finalmente a registrare il disco della sua vita, ma un fatale incidente d'auto gli impedisce di portare alla luce il suo lavoro, che pure gli aveva dato la felicità. Come nelle sue canzoni, esprime, stavolta sulla carta, il desiderio di vita e la riflessione sull'esistenza, con genuina delicatezza.

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    • Giampaolo Dossena
      Libri
      Vallardi A.
      2014
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      • 09/06/2017 13:20:42
      • Opera apparentemente "minore" del grande poligrafo scomparso nel 2009. È allo stesso tempo strumento di studio, approfondimento e piacevole sintesi della prima cantica della "Commedia". Un aiuto all'appassionato e allo studente. C'è tutto, ben ordinato e organizzato: luoghi, date, persone, citazioni, questioni metriche, filosofiche, astronomiche, linguaggio, alberi genealogici. Da tener vicino al volume e consultare prima, durante e dopo la lettura per la migliore comprensione del testo, in quanto esamina ogni aspetto del cammino dantesco evitando commenti e citazioni che possono diventare pesanti. Sul medesimo tema l'Autore ha pubblicato un ottimo volume dedicato a "Dante", più volte ristampato, ma purtroppo esaurito.

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    • Arno Schmidt
      Libri
      Mimesis
      2013
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      • 31/05/2017 15:01:15
      • Scritto in tre settimane alla fine del 1946, 20 anni dopo è apparso in Italia ed ora è ritradotto con lucida accuratezza per una bella collana coi testi a fronte. La vicenda è esile, quasi inesistente: due giorni di guerra, sotto la neve, tra vagoni abbandonati, in compagnia di soldati invecchiati nei combattimenti e di ragazzi della Gioventù Hitleriana. Impressioni di luoghi conosciuti e ora sconosciuti, morte. E le sensazioni, le impressioni del narratore, che riflette su se stesso e su quello che accade intorno a lui: dalla descrizione accurata, curiosa e quasi amorosa dei volti e dei corpi, alla cupola magica dell'ambiente che li circonda, col "sole d'oro e le ombre blù" o col cielo grigio che promette gelo e avvolge uomini affamati intenti a combattere. L'orrore degli eventi si mescola con le digressioni che si dipanano nella mente dello scrittore: il suo interesse lancinante si concentra sulle infinite possibilità che offre la lingua, in una costruzione unica di immagini, metafore, giochi di parole, forme espressive di ogni genere. Un'immersione totale che l'Autore sperimenta per la prima volta e che porterà avanti, lavorando instancabilmente per un trentennio, fino alla morte.

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      • 29/05/2017 09:31:39
      • Apparso in Francia nel 2002, in poco più di cento pagine il libretto ricostruisce le vicende della profonda integrazione della sinistra nelle logiche del liberismo, fenomeno che si fonda storicamente sulla cultura filosofica del razionalismo occidentale e dell'Illuminismo. Caduta l'alleanza contro il tradizionalismo reazionario, il ruolo progressista del capitalismo è venuto meno. Il capitalismo esprime ormai solo un'esaltazione acritica dell'efficienza e della competitività individuale, che fa muovere il mondo sociale sviluppando un'antropologia negativa che ricuce l'uomo a una sola dimensione. Questo snodo fu compreso e analizzato da Adam Smith, attraverso l'analisi della meccanica dei rapporti umani, escludente dal suo orizzonte ciò che non è misurabile, in primis le qualità umane della fiducia reciproca e dell'onestà. La mancata riflessione su questo snodo ha impedito alla sinistra di percepire il senso di insicurezza che diffuso nelle classi popolari, man mano che l'atomizzazione liberale del mondo smantella le precedenti condizioni di esistenza. L'ordine weberiano fondato sull'onore si dissolve e la meccanica dello scontro degli interessi sostituisce la religione. In qualche misura questo piccolo saggio costituisce una premessa logica e cronologica dell'opera "I misteri della sinistra" del 2015.

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    • Ulrich Beck
      Libri
      Laterza
      2011
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      • 27/05/2017 18:41:51
      • Si tratta del testo della prolusione inaugurale del congresso del 2008 della Società Tedesca di Sociologia, in qualche misura una sintesi delle tematiche dell'incertezza e del rischio che l'Autore ha sviluppato nella sua ricerca. Il discorso si snoda attraverso la proposta di tre tesi: per comprendere l'incidenza politica delle disuguaglianze ci si deve intorrogare sulla storia dell'uguaglianza; la disuguaglianza sociale non può più essere intesa nel quadro dello Stato nazionale; nel mutamento climatico si mescolano la disuguaglianza sociale e quella naturale. Tutti elementi che dovrebbero condurre al rinnovamento delle scienze sociali a livello universale, nella consapevolezza che la sociologia non può più basarsi sulla distinzione tra nazionale e internazionale e che la distinzione tra disuguaglianza sociale e quella naturale è diventata non più sostenibile. Oltretutto le questioni delle teorie della società fanno riferimento alla stabilità sociale, mentre ora dobbiamo comprendere che siamo di fronte a mutamenti epocali e discontinui, di cui non abbiamo esperienza. Finora nella storia umana non è mai stato così. Quindi è inevitabile il cambiamento degli strumenti scientifici per un approccio corretto e proficuo alla postmodernità.

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    • Alex Pate
      Libri
      Sperling & Kupfer
      1998
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      • 19/05/2017 09:11:35
      • L'Autore, scrittore e insegnante statunitense, è partito dalla sceneggiatura di Davide Franzoni relativa al film di Spielberg, e l'ha riscritta dopo l'uscita della pellicola. Ne è uscito un romanzo, leggibile, chiaro, fedelissimo rispetto alla scansione dei tempi e al successione degli eventi cinematografici. Interessante.

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    • Pino Roveredo
      Libri
      Bompiani
      2005
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      • 12/05/2017 15:52:02
      • Il dolore (tanto, continuo, sempre presente) e la speranza (sottile e talvolta impercettibile) sono i sentimenti che intridono i racconti di Roveredo, che utilizza idealmente un microscopio, un bisturi e un sottile pennello, per scrutare, incidere e dipingere i suoi personaggi e le loro esistenze. Racconti brevi, alcuni fulminei, ma densi e vitali, che traboccano di pietà e non sconfinano mai nella disperazione e nella cupezza. È l'Autore che parla di sè: uno scrittore lontanissimo dalla cultura mainstream e che credo purtroppo sia molto sottovalutato. Per me è stata una grande scoperta.

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    • Katherine Anne Porter
      Libri
      La Tartaruga (Milano)
      2009
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      • 10/05/2017 16:05:35
      • Piccola raccolta di tre racconti di un'Autrice, che stupisce anche per l'esiguità della sua produzione: appena 27 racconti e un romanzo, "La nave dei folli", da tempo esaurito e mai ristampato nel nostro Paese. La forza degli scritti risiede nella limpidezza del linguaggio e nella violenza delle emozioni che sprigionano anche solo ad una prima immediata lettura. "Vino a mezzodì" è il più potente, il più immediato, di quelli che compongono la raccolta: nuovo, scorrevole, coi personaggi incisi, quasi in una fotografia in bianco e nero, ricorda alcuni dei migliori racconti di Hemingway, senza simbolismi o allusioni, solo con la descrizione cinematografica del dentro e del fuori dei protagonisti, di chi sono e che fanno. Qualità che sono presenti in minor misura negli altri due racconti, più intensamente rivolti alla narrazione della psicologia dei personaggi. Comunque in una rassegna della narrativa americana del XX secolo Katherine Porter non può mancare.

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      • 08/05/2017 14:21:23
      • Dalla fine della Guerra Civile, alla fine della Prima Guerra Mondiale; dalla stabilizzazione e unificazione dello stato americano, al suo affacciarsi nella storia come potenza mondiale. In quei poco più che cinquanta anni gli Stati Uniti triplicarono la propria popolazione, superando i 100 milioni di abitanti. Contemporaneamente le attività economiche si impennarono, le città diventarono metropoli (New York, Chicago, San Francisco), cominciò a diffondersi la cultura di massa e crebbe l'attenzione di tanti scrittori per gli innumerevoli episodi di lotta di classe, correlati al turbinoso sviluppo industriale del Paese. E allora ecco Frank Norris, Upton Sinclair, Jack London, John Reed, Theodore Dreiser, Sherwood Anderson e gli altri esponenti di quella letteratura che trae spunto e ispirazione delle criticità e dalle contraddizioni sociali di quell'epoca per narrare le vite, i fatti, le lotte e i pensieri del nascente proletariato americano, con le diverse modalità che derivavano dalle estrazioni sociali e dagli orientamenti ideologici personali. Scrittori in qualche modo lontani, ma ancora leggibili, anche se inevitabilmente e nella maggior parte, legati ad eventi storici ormai trascorsi, le cui vicende umane e letterarie l'Autore traccia con chiarezza e acutezza. Il libro fu pubblicato nel 1980, ma è stato rivisto, ampliato, aggiornato nella vasta e chiara bibliografia e corredato da numerose fotografie.

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      • 14/07/2012 17:27:33
      • Bloch prese appunti durante tutta la Prima Guerra Mondiale, cui prese parte richiamato a 28 anni come sergente nel 1914, ma ristrutturo' verso la fine del conflitto soltanto quelli relativi al primo anno di guerra, dall'agosto 1914 al giugno 1915. E si mostra grande scrittore, gia' prima che grande storico e della societa' e della cultura medievale. Le piccole vicende quotidiane, magistralmente descritte, prendono il lettore con l'incedere nitido e commosso della scrittura e della passione "repubblicana" che caratterizzo' sempre l'intera esistenza dello studioso. "La mattina del 26 giugno mi svegliai in una stazione dove erano stati staccati dal treno che li scortava i vagoni che trasportavano i nostri. L'alba era fresca, il cielo velato. Vidi una stazioncina, un villaggio, dei prati e a chiudere l'orizzonte colline tondeggianti ricoperte da grandi alberi". Da leggere come tutto Bloch.

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    • David I. Kertzer
      Libri
      BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
      2004
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      • 01/06/2012 18:49:59
      • Volume edito nel 2001 negli Stati Uniti e nel medesimo anno pubblicato in Italia. Assolutamente definitivo per quanto riguarda il nesso tra la Chiesa cattolica e l'antisemitismo, che e' analizzato usando una grande documentazione, tra cui quella degli archivi vaticani - riportati accuratamente nelle note - avvenuta nel 1998. Dall'epoca della Restaurazione alla Seconda guerra mondiale sono esaminati gli atteggiamenti dei papi, della curia e della cultura cattolica dominante nei riguardi degli ebrei, soffermandosi sull'esperienza dei ghetti e sulla propaganda cattolica antisemita: uomini, libri, giornali. Mi ricorda come taglio un volumetto degli anni '60 del secolo scorso - di Alfonso Leonetti e Ottavio Pastore - che analizzava l'atteggiamento della Chiesa nei confronti del Risorgimento e del popolo italiano dalla Restaurazione all'Unita'. Comunque la ricerca di Kertzer e' da leggere proprio per le sue conclusioni, che comunque sono scientificamente fondatissime e ricordano un po' quelle di Goldhagen rivolte alla Germania: un retroterra culturale e un martellamento plurisecolare hanno preparato lo sterminio del Novecento. La bibliografia e' vasta e aggiornatissima e consente al lettore interessato di approfondire l'argomento.

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    • Alain Demurger
      Libri
      Garzanti Libri
      2007
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      • 18/05/2012 18:44:11
      • Ottimo testo del 2002, pubblicato da noi due anni piu' tardi. E ottima traduzione. Forse l'unica sintesi dedicata agli ordini religioso-militari medievali. A partire da un'imponente documentazione e dai numerosi studi effettuati sui singoli ordini, Demurger traccia la vicende degli ordini dei cavalieri che dalla Terra Santa alla penisola iberica al Mar Baltico crebbero, si svilupparono durante conflitti secolari contro i musulmani e i pagani del nordeuropa e lentamente entrarono in crisi e si sciolsero. E questo in quasi mezzo millennio. Importante la seconda parte del volume che tenta un'analisi a tutto campo delle diverse istituzioni, delle loro regole, dell'organizzazione interna e della loro cultura. Completano il testo una bibliografia e una serie nutrita di appendici: cronologia, cartine geografiche e denominazione degli ordini. L'indice analitico e' veramente tale e aiuta il lettore a distinguere e a mettere insieme la narrazione, le persone e i luoghi.

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    • Daniel Jonah Goldhagen
      Libri
      Mondadori
      1997
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      • 13/05/2012 19:21:29
      • Vorrei mettere da parte la questione - amplissima - incentrata sulla "novita'" della ricerca dell'Autore e sulla impostazione "monotematica" che vede lo sterminio degli ebrei come inevitabile sbocco di una Germania intrisa di antisemitismo. Questione, quella della colpa collettiva dei tedeschi, su cui gli storici (e non solo) continuano a dibattere. Credo piu' interessante mettere in rilievo l'aspetto innovativo dello studio, basato sull'analisi delle attivita' dei reparti di polizia, di coloro i quali hanno gestito i campi di "lavoro" e degli organizzatori delle marce della morte mentre la guerra stava finendo. Indubbiamente i lavori di Friedlander e di Browning si possono considerare esaustivi sul tema dello sterminio, ma l'opera di Goldhagen introduce nuovi elementi e nuovi punti di vista. Dopo una parte iniziale di quasi 200 pagine - quasi un terzo del volume - dedicata all'antisemitismo nella storia della societa' tedesca e alla preparazione del programma di eliminazione nazista, si snoda una vasta, documentata e dettagliata narrazione degli eventi che hanno come protagonisti i tedeschi comuni: poliziotti, funzionari amministrativi, organizzatori dei campi, che diventarono carnefici, esecutori, agenti materiali dello sterminio. Come fecero i soldati o i membri delle SS. Al di la' della discussione storica, che prosegue, il testo e' da raccomandare anche se non e' di agevole lettura. Purtroppo non ha avuto grande fortuna nel nostro paese, al contrario di quanto e' avvenuto in Germania e negli Stati Uniti. Siamo ancora all'edizione del 1997.

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    • Joseph Campbell
      Libri
      Guanda
      1998
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      • 19/04/2012 10:11:05
      • Uscito negli Stati Uniti nel 1991, quattro anni dopo la morte dell'Autore, anche questo testo e' curato dalla Fondazione Joseph Campbell, costituita allo scopo di pubblicare la marea di inediti lasciata dallo studioso americano: seminari, conferenze radiofoniche e televisive, saggi e articoli di ogni dimensione. Campbell ha costituito una sorta di spartiacque nella ricerca mondiale sulla mitologia, con i suoi apporti di psicologia, sociologia, filosofia e storia del costume e della cultura: prima di lui lo studio dei miti era fondamentalmente legato alla letteratura e - troppo spesso - al solo folklore. Nel 1983 l'Autore tenne un seminario di un mese per sole 10 persone, basato su tre direttrici di ricerca. Il volume e' tratto dagli appunti di uno dei partecipanti a quell'evento, la scrittrice Diane Osbon. Le tre direttrici lungo le quali si snoda la narrazione sono nell'ordine: il sesso e la potenza, l'amore e le grandi verita', il contatto col sacro. Il fascino della pagina e' dato dal senso di vastita' e di completezza che da essa scaturisce e dalle continue citazioni di testi, sempre pertinenti e mai noiose. Si deve solo leggere e meditare, come tutto quello che Campbell ha scritto.

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    • Stephen King
      Libri
      Sperling & Kupfer
      2006
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      • 19/04/2012 09:22:41
      • Rileggo il volume che in America e' uscito nel 1981 e da noi solo nel 2000. Bello soprattutto per chi - come me - e' coetaneo di King e percio' ricorda, soprattutto, tanti film citati che anch'io ho visto da ragazzino (pellicole di serie C, altro che B) e che rimangono ancora nella mia memoria, anche se sono spariti dalla circolazione da mezzo secolo. Il bello del libro e' proprio questo vagare da un libro ad un fumetto, da una trasmissione televisiva ad un film. Il brutto, ma solo per il lettore europeo, il continuo riferimento a personaggi televisivi o a raccolte di figurine (!) che nessuno di noi ha mai visto e conosciuto, che facevano parte della "cultura" degli anni '50 del XX secolo. Un po' l'atmosfera di "Stand by me", il film tratto appunto da un racconto di King. E involontariamente - ma non troppo perche' l'Autore mi pare assai acuto e "nuovo" nei suoi commenti - appare una storia del cinema, della letteratura, della cultura dell'orrore (e del terrore) della quale non si puo' piu' fare a meno, una volta letta. Anche perche' in giro c'e' poco assai.

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