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Tutte le recensioni di Maurizio | Totali: 183 | Media:
    • Alex Pate
      Libri
      Sperling & Kupfer
      1998
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      • 19/05/2017 09.11.35
      • L'Autore, scrittore e insegnante statunitense, è partito dalla sceneggiatura di Davide Franzoni relativa al film di Spielberg, e l'ha riscritta dopo l'uscita della pellicola. Ne è uscito un romanzo, leggibile, chiaro, fedelissimo rispetto alla scansione dei tempi e al successione degli eventi cinematografici. Interessante.

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    • Pino Roveredo
      Libri
      Bompiani
      2005
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      • 12/05/2017 15.52.02
      • Il dolore (tanto, continuo, sempre presente) e la speranza (sottile e talvolta impercettibile) sono i sentimenti che intridono i racconti di Roveredo, che utilizza idealmente un microscopio, un bisturi e un sottile pennello, per scrutare, incidere e dipingere i suoi personaggi e le loro esistenze. Racconti brevi, alcuni fulminei, ma densi e vitali, che traboccano di pietà e non sconfinano mai nella disperazione e nella cupezza. È l'Autore che parla di sè: uno scrittore lontanissimo dalla cultura mainstream e che credo purtroppo sia molto sottovalutato. Per me è stata una grande scoperta.

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    • Katherine Anne Porter
      Libri
      La Tartaruga (Milano)
      2009
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      • 10/05/2017 16.05.35
      • Piccola raccolta di tre racconti di un'Autrice, che stupisce anche per l'esiguità della sua produzione: appena 27 racconti e un romanzo, "La nave dei folli", da tempo esaurito e mai ristampato nel nostro Paese. La forza degli scritti risiede nella limpidezza del linguaggio e nella violenza delle emozioni che sprigionano anche solo ad una prima immediata lettura. "Vino a mezzodì" è il più potente, il più immediato, di quelli che compongono la raccolta: nuovo, scorrevole, coi personaggi incisi, quasi in una fotografia in bianco e nero, ricorda alcuni dei migliori racconti di Hemingway, senza simbolismi o allusioni, solo con la descrizione cinematografica del dentro e del fuori dei protagonisti, di chi sono e che fanno. Qualità che sono presenti in minor misura negli altri due racconti, più intensamente rivolti alla narrazione della psicologia dei personaggi. Comunque in una rassegna della narrativa americana del XX secolo Katherine Porter non può mancare.

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      • 08/05/2017 14.21.23
      • Dalla fine della Guerra Civile, alla fine della Prima Guerra Mondiale; dalla stabilizzazione e unificazione dello stato americano, al suo affacciarsi nella storia come potenza mondiale. In quei poco più che cinquanta anni gli Stati Uniti triplicarono la propria popolazione, superando i 100 milioni di abitanti. Contemporaneamente le attività economiche si impennarono, le città diventarono metropoli (New York, Chicago, San Francisco), cominciò a diffondersi la cultura di massa e crebbe l'attenzione di tanti scrittori per gli innumerevoli episodi di lotta di classe, correlati al turbinoso sviluppo industriale del Paese. E allora ecco Frank Norris, Upton Sinclair, Jack London, John Reed, Theodore Dreiser, Sherwood Anderson e gli altri esponenti di quella letteratura che trae spunto e ispirazione delle criticità e dalle contraddizioni sociali di quell'epoca per narrare le vite, i fatti, le lotte e i pensieri del nascente proletariato americano, con le diverse modalità che derivavano dalle estrazioni sociali e dagli orientamenti ideologici personali. Scrittori in qualche modo lontani, ma ancora leggibili, anche se inevitabilmente e nella maggior parte, legati ad eventi storici ormai trascorsi, le cui vicende umane e letterarie l'Autore traccia con chiarezza e acutezza. Il libro fu pubblicato nel 1980, ma è stato rivisto, ampliato, aggiornato nella vasta e chiara bibliografia e corredato da numerose fotografie.

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      • 14/07/2012 17.27.33
      • Bloch prese appunti durante tutta la Prima Guerra Mondiale, cui prese parte richiamato a 28 anni come sergente nel 1914, ma ristrutturo' verso la fine del conflitto soltanto quelli relativi al primo anno di guerra, dall'agosto 1914 al giugno 1915. E si mostra grande scrittore, gia' prima che grande storico e della societa' e della cultura medievale. Le piccole vicende quotidiane, magistralmente descritte, prendono il lettore con l'incedere nitido e commosso della scrittura e della passione "repubblicana" che caratterizzo' sempre l'intera esistenza dello studioso. "La mattina del 26 giugno mi svegliai in una stazione dove erano stati staccati dal treno che li scortava i vagoni che trasportavano i nostri. L'alba era fresca, il cielo velato. Vidi una stazioncina, un villaggio, dei prati e a chiudere l'orizzonte colline tondeggianti ricoperte da grandi alberi". Da leggere come tutto Bloch.

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    • David I. Kertzer
      Libri
      BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
      2004
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      • 01/06/2012 18.49.59
      • Volume edito nel 2001 negli Stati Uniti e nel medesimo anno pubblicato in Italia. Assolutamente definitivo per quanto riguarda il nesso tra la Chiesa cattolica e l'antisemitismo, che e' analizzato usando una grande documentazione, tra cui quella degli archivi vaticani - riportati accuratamente nelle note - avvenuta nel 1998. Dall'epoca della Restaurazione alla Seconda guerra mondiale sono esaminati gli atteggiamenti dei papi, della curia e della cultura cattolica dominante nei riguardi degli ebrei, soffermandosi sull'esperienza dei ghetti e sulla propaganda cattolica antisemita: uomini, libri, giornali. Mi ricorda come taglio un volumetto degli anni '60 del secolo scorso - di Alfonso Leonetti e Ottavio Pastore - che analizzava l'atteggiamento della Chiesa nei confronti del Risorgimento e del popolo italiano dalla Restaurazione all'Unita'. Comunque la ricerca di Kertzer e' da leggere proprio per le sue conclusioni, che comunque sono scientificamente fondatissime e ricordano un po' quelle di Goldhagen rivolte alla Germania: un retroterra culturale e un martellamento plurisecolare hanno preparato lo sterminio del Novecento. La bibliografia e' vasta e aggiornatissima e consente al lettore interessato di approfondire l'argomento.

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    • Alain Demurger
      Libri
      Garzanti Libri
      2007
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      • 18/05/2012 18.44.11
      • Ottimo testo del 2002, pubblicato da noi due anni piu' tardi. E ottima traduzione. Forse l'unica sintesi dedicata agli ordini religioso-militari medievali. A partire da un'imponente documentazione e dai numerosi studi effettuati sui singoli ordini, Demurger traccia la vicende degli ordini dei cavalieri che dalla Terra Santa alla penisola iberica al Mar Baltico crebbero, si svilupparono durante conflitti secolari contro i musulmani e i pagani del nordeuropa e lentamente entrarono in crisi e si sciolsero. E questo in quasi mezzo millennio. Importante la seconda parte del volume che tenta un'analisi a tutto campo delle diverse istituzioni, delle loro regole, dell'organizzazione interna e della loro cultura. Completano il testo una bibliografia e una serie nutrita di appendici: cronologia, cartine geografiche e denominazione degli ordini. L'indice analitico e' veramente tale e aiuta il lettore a distinguere e a mettere insieme la narrazione, le persone e i luoghi.

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    • Daniel J. Goldhagen
      Libri
      Mondadori
      1997
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      • 13/05/2012 19.21.29
      • Vorrei mettere da parte la questione - amplissima - incentrata sulla "novita'" della ricerca dell'Autore e sulla impostazione "monotematica" che vede lo sterminio degli ebrei come inevitabile sbocco di una Germania intrisa di antisemitismo. Questione, quella della colpa collettiva dei tedeschi, su cui gli storici (e non solo) continuano a dibattere. Credo piu' interessante mettere in rilievo l'aspetto innovativo dello studio, basato sull'analisi delle attivita' dei reparti di polizia, di coloro i quali hanno gestito i campi di "lavoro" e degli organizzatori delle marce della morte mentre la guerra stava finendo. Indubbiamente i lavori di Friedlander e di Browning si possono considerare esaustivi sul tema dello sterminio, ma l'opera di Goldhagen introduce nuovi elementi e nuovi punti di vista. Dopo una parte iniziale di quasi 200 pagine - quasi un terzo del volume - dedicata all'antisemitismo nella storia della societa' tedesca e alla preparazione del programma di eliminazione nazista, si snoda una vasta, documentata e dettagliata narrazione degli eventi che hanno come protagonisti i tedeschi comuni: poliziotti, funzionari amministrativi, organizzatori dei campi, che diventarono carnefici, esecutori, agenti materiali dello sterminio. Come fecero i soldati o i membri delle SS. Al di la' della discussione storica, che prosegue, il testo e' da raccomandare anche se non e' di agevole lettura. Purtroppo non ha avuto grande fortuna nel nostro paese, al contrario di quanto e' avvenuto in Germania e negli Stati Uniti. Siamo ancora all'edizione del 1997.

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    • Joseph Campbell
      Libri
      Guanda
      1998
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      • 19/04/2012 10.11.05
      • Uscito negli Stati Uniti nel 1991, quattro anni dopo la morte dell'Autore, anche questo testo e' curato dalla Fondazione Joseph Campbell, costituita allo scopo di pubblicare la marea di inediti lasciata dallo studioso americano: seminari, conferenze radiofoniche e televisive, saggi e articoli di ogni dimensione. Campbell ha costituito una sorta di spartiacque nella ricerca mondiale sulla mitologia, con i suoi apporti di psicologia, sociologia, filosofia e storia del costume e della cultura: prima di lui lo studio dei miti era fondamentalmente legato alla letteratura e - troppo spesso - al solo folklore. Nel 1983 l'Autore tenne un seminario di un mese per sole 10 persone, basato su tre direttrici di ricerca. Il volume e' tratto dagli appunti di uno dei partecipanti a quell'evento, la scrittrice Diane Osbon. Le tre direttrici lungo le quali si snoda la narrazione sono nell'ordine: il sesso e la potenza, l'amore e le grandi verita', il contatto col sacro. Il fascino della pagina e' dato dal senso di vastita' e di completezza che da essa scaturisce e dalle continue citazioni di testi, sempre pertinenti e mai noiose. Si deve solo leggere e meditare, come tutto quello che Campbell ha scritto.

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    • Stephen King
      Libri
      Sperling & Kupfer
      2006
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      • 19/04/2012 09.22.41
      • Rileggo il volume che in America e' uscito nel 1981 e da noi solo nel 2000. Bello soprattutto per chi - come me - e' coetaneo di King e percio' ricorda, soprattutto, tanti film citati che anch'io ho visto da ragazzino (pellicole di serie C, altro che B) e che rimangono ancora nella mia memoria, anche se sono spariti dalla circolazione da mezzo secolo. Il bello del libro e' proprio questo vagare da un libro ad un fumetto, da una trasmissione televisiva ad un film. Il brutto, ma solo per il lettore europeo, il continuo riferimento a personaggi televisivi o a raccolte di figurine (!) che nessuno di noi ha mai visto e conosciuto, che facevano parte della "cultura" degli anni '50 del XX secolo. Un po' l'atmosfera di "Stand by me", il film tratto appunto da un racconto di King. E involontariamente - ma non troppo perche' l'Autore mi pare assai acuto e "nuovo" nei suoi commenti - appare una storia del cinema, della letteratura, della cultura dell'orrore (e del terrore) della quale non si puo' piu' fare a meno, una volta letta. Anche perche' in giro c'e' poco assai.

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    • Giorgio Amendola
      Libri
      BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
      2001
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      • 18/04/2012 21.45.42
      • Venti anni di storia italiana, dai primi del '900 agli anni Trenta, attraverso gli occhi di un protagonista, di una famiglia, di una generazione. La conclusione di questo percorso - la scelta di vita - e' l'adesione di Amendola al Partito Comunista clandestino, fatto che nel 1932 porto' al suo arresto. Il piacere e l'interesse del volume autobiografico vengono proprio da questa stretta unione tra le vicende personali e quelle italiane durante quel periodo. L'intero testo e' scritto con immediatezza, pieno di descrizioni di fatti e di persone incontrate negli anni dell'infanzia e dell'adolescenza, dall'osservatorio privilegiato di figlio di uno dei protagonisti della vita politica nel periodo che va dalla Prima Guerra Mondiale all'avvento del fascismo, Giovanni Amendola. Onesto e appassionato racconta storie di un altra epoca, comunque indimenticabile, e da non dimenticare.

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      • 07/04/2012 18.11.37
      • Uno dei molti testi importanti sulla storia e la cultura ebraica in Europa scritto dall'ottimo Calimani, forse il piu' noto ricercatore italiano contemporaneo dell'ebraismo continentale. Il titolo e il sottotitolo sintetizzano incisivamente gli argomento trattati che si snodano in tre grandi parti dall'antichita' ai giorni nostri, attraverso un ampio "excursus". Come afferma l'Autore, il metodo della sua ricerca sottende l'intenzione di specificare le caratteristiche del periodo trattato e di collegarle contemporaneamente ad un quadro storico generale. Si parte dall'antigiudaismo cristiano delle origini, per passare a quello medievale e a quello dell'eta' moderna, per trattare poi il periodo dell'emancipazione ebraica e della contemporanea esplosione dell'antisemitismo in Francia, Russia e Germania, fino agli stermini di massa del XX secolo. Il taglio descrittivo, l'uso continuo di citazioni e una vastissima e aggiornata bibliografia (circa un migliaio di volumi e saggi) aiutano il lettore ad affrontare con chiara consapevolezza la lettura e lo studio dell'opera.

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    • N.D
      Libri
      BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
      1998
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      • 07/04/2012 12.10.26
      • Inutile un discorso sulla lingua cinese, classica addirittura, e sulla sua decodifica e traduzione. L'unica cosa che il non studioso - ma appassionato - puo' fare e' leggere e godere queste poche pagine ben curate, tratte da una produzione che in meno di 300 anni ha accumulato migliaia di componimenti poetici di centinaia di autori. L'antologia si concentra sugli autori piu' rilevanti: Li Po, Tu Fu, Po Chü-i, chiamati ormai nella translitterazione contemporanea cinese Li Bai, Du Fu e Bai Juyi che emergono come grandi protagonisti tra innumerevoli schiere di scrittori coevi, tutti accomunati dall'iter classico della chiamata a corte, senza la quale non c'e' conoscenza del proprio lavoro e non c'e' fama. Lettura emozionante.

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Recensioni 1 - 20 di 183 recensioni presenti.