Tutte le recensioni di byAx | Totali: 123 | Media:

    • Alessandro Vezzoli Alastair Reynolds
      Ebook
      Mondadori
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      • 10/06/2017 11:29:56
      • Quell'Ark nel titolo ha il sapore di avventura biblica. In effetti, in questo romanzo che prosegue gli avvenimenti presentati da Reynolds in "Rivelazione", quel che si prospetta di fronte agli occhi di chi popola la galassia, sia esso umano, cyborg o biomodificato, è una sorta di sconvolgimento Universale: lo sterminio delle razze che superano una certo livello tecnologico da parte degli 'Inibitori', razza di cui si sa poco e che sembra voler mantenere il controllo sull'evoluzione, da sempre. In questo scenario, di personaggi ce ne sono molti, alcuni dei quali accomunati da sensi di colpa per qualche loro azione, in cerca di quella 'Redemption' che completa il titolo. Forse. Raramente però hanno la capacità di bucare le pagine, nemmeno i protagonisti ci riescono, come se sapessero di essere strumenti in un gioco più grande di loro, un gioco che supera i limiti della soggettività abbracciando un disegno la cui vastità sfugge ancora di mano. E così, limitati nella comprensione della verità, affrontano le urgenze con la miopia di chi cerca di trovare piano piano la strada giusta. Quest'ultimo aspetto è ciò che mantiene viva la saga, che regala un interesse maggiore della forza con cui viene presentata al lettore, che per la stragrande maggioranza della storia, soprattutto nei punti di svolta, quelli che cambiano le sorti delle vicende, non riesce mai ad assistere in 'prima persona' a ciò che avviene, c'è sempre un personaggio che puntualmente nel capitolo successivo riassume l'accaduto. Un meccanismo, questo, che crea poca entropia col lettore, che anzi disperde molta della forza riversata sulle pagine dalle idee di Reynolds, idee supportate dal suo background scientifico di astrofisico. Al di là di tutto, l'universo nello spazio e nel tempo di Reynolds offre un affresco interessante, per di più affrontato con piglio maturo, che mi spinge a proseguire ancora in sua compagnia.

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    • Alfredo Colitto Don Winslow
      Ebook
      Einaudi
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      • 08/04/2017 11:14:57
      • Come da titolo, tornano le macchinazioni dei cartelli della droga, prevalentemente quelli del narcotraffico messicano, insinuandosi pesantemente nella vita delle persone e soprattutto della Politica, strumento di controllo che dal Potere trae benefici, di qualunque natura esso sia. Ciò che emerge da queste pagine è uno scenario desolante, apparentemente distante da quella dimensione umana che dovrebbe nutrire il mondo, farlo progredire, almeno sotto l'aspetto morale. Eppure sono proprio Uomini quelli che qui, sebbene in minoranza, con le loro infinite mire da una parte e con le disperate debolezze dall'altra, la maggioranza, alimentano questo scenario e lo rendendo terrificante e mostruoso, facendo regredire il mondo di millenni, mondo che non smette (lo farà mai?) di guardare ai soldi, e al Potere che da essi ne scaturisce, come unica via di salvezza. La cura diventa la malattia. Che controsenso, per cosa, per ottenere sempre di più? E poi? E poi c'è la morte, che lava via ogni peccato. Già, però il più delle volte colpisce le persone (a migliaia) che si mettono in mezzo a questo delirio di onnipotenza che non guarda in faccia a nessuno, raramente chi lo persegue. Winslow dipinge un affresco cupo ed estremamente violento, doloroso, fa una bella panoramica a 360° su aspetti che molti pensano non possano neanche esistere e li sbatte letteralmente in faccia al lettore, nel bene e nel male, con nessun vincitore. Questo è un punto a suo favore, che per il sottoscritto avrebbe potuto pesare maggiormente sul giudizio se fosse stato rappresentato senza quel piglio da "Telenovela dei Narco" che ammanta le pagine, con personaggi accattivanti ma stereotipati, impressione avuta anche con "Il potere del cane", che spesso mi ha ricordato di star leggendo solo un romanzo, sospendendo a più riprese l'impagabile sensazione di immersione nella storia. Voto: 3½.

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    • Raymond Carver
      Libri
      Einaudi
      2014
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      • 26/03/2017 12:44:31
      • I racconti brevi non sono mai stati nelle mie corde. Ci ho provato con Carver, che a quanto pare è maestro in questo, ma non ha smosso nulla per farmi cambiare idea. Fluido nello stile grazie a una semplicità invidiabile, l'autore mi ha però annoiato nella prima parte di questo libro, arrivando a perdere la mia attenzione. Se l'è riguadagnata grazie alla seconda, che m'è parsa più viva e meglio congegnata, sebbene non abbia mai realmente stimolato la mia partecipazione alle sue storie. L'aspetto positivo di queste pagine è quello di parlare di gente comune con problemi comuni, gente reale in un mondo di carta.

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    • James S. A. Corey Stefano A. Cresti
      Ebook
      Fanucci
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      • 26/03/2017 12:43:13
      • Il terzo capitolo della Saga The Expanse si mantiene su livelli di un piacevole intrattenimento. Detto questo, però, qui si sente la mancanza di un vero personaggio catalizzatore in grado di prendere il lettore sulle proprie spalle — Holden è meno sfruttato del solito — e portarlo a conoscere il cosmo condiviso dai Terrestri, Marziani e popoli della Fascia. Tale mancanza viene tuttavia controbilanciata dall'apparizione di un portale alieno — l'Anello —, centro di interesse dell'intera vicenda, qualcosa di assolutamente misterioso e apparentemente dotato di una propria coscienza, che getta mille ipotesi su cosa possa esserci dall'altra parte, rivitalizzando quel sense of wonder che la fantascienza possiede nel suo dna. Come sempre non manca l'azione, grazie soprattutto ad un ammutinamento che sfocia in una sorta di guerra civile a bordo di una delle navi spaziali dirette verso l'Anello, a significare che anche di fronte alla meraviglia rappresentata dal portale, le razze umane e non riescono sempre a far prevalere i propri egoismi.

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    • Don Winslow
      Libri
      Einaudi
      2014
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      • 26/03/2017 12:40:19
      • l Potere — di qualunque tipo e con le dovute eccezioni — irretisce, ubriaca, trasforma. Se lo lasciate entrare nella vostra vita senza averne consapevolezza ci mette poco a portarvela via, cominciando così il suo lavorìo per farvi sentire invincibili. Così come invincibili si sentono quasi tutti i protagonisti de Il Potere del cane: narcotrafficanti, cartelli, Chiesa, agenti della DEA, poliziotti, politici, tutti irrimediabilmente legati per il *bene* dell'economia di un paese, Il Messico. Una battaglia governarlo. Nonostante il romanzo riesca a mantenere la presa durante tutta la lettura, la cui azione si riversa prepotentemente tra le fila dei giochi di Potere, che poi giochi non sono, ma vere e proprie guerre sanguinose cariche di violenza, ha nelle trame e sottotrame che lo compongono quel piglio da bestseller cattura lettore che io mal digerisco. Se a questo aspetto aggiungo anche i personaggi, che da un lato risultano ben delineati ma dall'altro così carichi di cliché, tutti, rendendoli solo figure in mano ad uno scrittore, ecco spiegato il mio voto. Sono certo piacerà a molti, comunque, perché intrattiene bene con i suoi saliscendi emotivi. Voto: 3 ½

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    • Kent Haruf Fabio Cremonesi
      Ebook
      NN Editore
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      • 26/03/2017 12:38:41
      • La terza età dovrebbe essere quella relativamente più serena. Il Passato, una buona fetta dell'esistenza, è alle nostre spalle, andato. Il Futuro, quel che resta dell'esistenza, osserva da vicino senza potervi fare troppo affidamento. Cosa resta? Un Presente che, per i più fortunati, non aspetta altro che di essere vissuto con la goliardica incoscienza della semplicità, senza affanni, senza doveri o obblighi a imbrigliarne la forma, libero di essere. La vita, di suo, al di là dei vari acciacchi con cui fare i conti, probabilmente lascerebbe esplorare questa opzione, almeno per donare un po' di serenità. Ma tra noi e lei ci sono gli Altri, alcuni dei quali mal disposti ad accettare il ciclo vitale, pronti a intromettersi con le loro paure, le loro ipocrite regole, le loro noiose Apparenze. Già uno si ritrova vecchio e stanco, se poi deve anche occuparsi delle malelingue è finita. Tutto ciò accade a Addie e Louis, nella contea di Holt, vicini di casa in là con gli anni e ambedue vedovi, che decidono di trascorrere il tempo insieme, come amici che si scambiano confidenze, con l'urgenza di essere ancora parti attive della Vita. Ma la contea è piccola, la gente mormora, ah che vergogna, ah che vergogna. Io l'unica vergogna che ho visto tra le strade di Holt è stata quella degli sterili di cuore, dei costipati di cervello, non certo causata da Addie e Louis, che, insomma, non facevano altro che volersi bene, in modo assolutamente puro e privo di infrastrutture emotive. Haruf ricrea ancora quell'aura senza tempo che ha animato la sua Trilogia, sempre apprezzabile ed efficace ma qui un po' meno incisiva. Voto 3 ½.

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    • Dalton Trumbo
      Libri
      Bompiani
      2003
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      • 26/03/2017 12:36:48
      • Quando stai per giorni-mesi-anni sdraiato in un letto senza poter relazionarti col resto del mondo, senza poterci entrare in contatto perché hai perso braccia, gambe, vista, olfatto, udito, parola e parte del viso, l'unica tua costante sono i pensieri. Moltissimi pensieri. Milioni di pensieri. Tu stesso diventi pensiero, perché, eliminati i limiti corporali, è quello che in realtà sei: un'entità metafisica che si fa domande in maniera ossessiva, urlate a più non posso, come se urlare fosse possibile, e si dà risposte in continuazione. Trumbo, attraverso l'uso della punteggiatura — o piuttosto grazie alla sua assenza —, prende il sentiero obbligato del flusso di coscienza. Ciò che vuol rappresentare è un senso di impossibilità, e, al di là delle idee antimilitariste che vuole veicolare, che per altro io condivido, riesce degnamente nell'operazione. Ci si sente schiacciati dalle circostanze, si vorrebbe fuggire via da quel corpo-gabbia del protagonista Johnny, perché fa male tutta quella solitudine senza scampo, tutto quell'interminabile territorio senza tempo né spazio che è la sua mente. Ma non si può. Trumbo è stato un personaggio che mi sarebbe piaciuto conoscere.

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    • James Ellroy
      Libri
      Mondadori
      2004
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      • 26/03/2017 12:34:58
      • Anni '40, l'omicidio efferato di Elizabeth Short - realmente avvenuto, irrisolto - e un'indagine ossessiva, dannatamente ossessiva, che scoperchia miserie e squallori e poche gioie, che travolge equilibri privati e sociali. Un Noir a tutti gli effetti, le cui ombre si manifestano a più riprese come in un incontro di pugilato, arte in cui spiccano i due poliziotti protagonisti, Lee e Dwight. Un bel Noir.

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    • Beppe Fenoglio
      Libri
      Einaudi
      2014
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      • 23/01/2017 12:19:54
      • Nome di battaglia Milton, di anni venti. Durante il periodo della Liberazione italiana, quello del 1943, vuole a tutti i costi scoprire la verità sulla relazione tra Fulvia, la ragazza di cui è innamorato, e Giorgio, suo amico e compagno di lotta partigiana. Partendo da un'ossessiva questione privata, non politica, Fenoglio porta sulla carta un ragazzo che per soddisfare la propria ricerca di verità 'attraversa' molti aspetti della realtà partigiana, quella stessa realtà vissuta in prima persona dall'autore, lui che tra le fila delle brigate Garibaldi e di quelle Badogliane vi ha militato. Lo sguardo che lancia a quel periodo, comunque rivolto alla volontà di opporsi al nazifascismo, è genuino e privo di demagogia o populismo. Fenoglio non cede di fronte al tranello di rendere tutto perfetto solamente perché alimentato da un forte ideale, mostra le crepe all'interno della stessa fazione non per svilirne i meriti ma semplicemente perché così è. Non crea eroi laddove vede uomini.

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    • Kent Haruf
      Libri
      NN Editore
      2016
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      • 11/01/2017 19:04:14
      • Contea immaginaria di Holt, atto II. Personaggi nuovi e altri già conosciuti compaiono in scena, portano la loro vita davanti ai nostri occhi, ci mostrano i fardelli e le gioie che giorno dopo giorno affrontano. Assistiamo a chi rimane improvvisamente solo dopo una vita passata in compagnia, una vita esclusivamente fraterna, e cerca finalmente di aprirsi al mondo con commovente ingenuità, per trovare un nuovo modo di amare, nuovo sotto tutti i punti di vista. Un uomo semplice la cui umiltà e onestà e generosità lo elevano sopra molti altri suoi simili. Conosciamo due ragazzini, un maschio e una femmina, che per negligenze varie da parte dei genitori, persone comunque non cattive ma di certo disattente, subiscono violenze da parenti finendo così per essere affidati ai servizi sociali. Conosciamo chi è cattivo dentro, sempre, anche quando non necessario, forse per abitudine ad una vita solitaria, intellettualmente ed emotivamente castrato, capace solo di distruggere ogni cosa e nulla creare. Conosciamo un ragazzino orfano che deve prendersi cura del suo unico nonno; una donna sfiduciata perché abbandonata dal marito, madre di due figlie; e poi ancora conosciamo... Gente comune, insomma, modellata da Haruf, che grazie al suo stile sobrio ma non banale infonde loro il soffio della vita, per renderli unici, esattamente come lo è ognuno di noi. Unico.

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    • Martina Testa Cormac McCarthy
      Ebook
      Einaudi
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      • 07/01/2017 16:10:24
      • Perché continuare ad andare avanti in un mondo post apocalittico, terminale, disumanizzato e regredito di migliaia di anni, in cui le uniche forme di sopravvivenza rimaste sono la paura e il cannibalismo? Verso cosa? Verso chi? Perché dare la vita ad un figlio, crescerlo e spingerlo verso un improbabile futuro, quando i bambini, agli occhi del mondo, sono oramai solo fonte di cibo? L'uomo di queste pagine, così cariche di desolazione, ha il coraggio della Speranza e della Fede nell'Essere Umano. Perché porta il fuoco. E vuole passare il testimone al bambino che ha cresciuto, un bambino che conosce solo il mondo davanti ai suoi occhi, ciechi di fronte a come 'prima' era il mondo e privi di malvagità nonostante le brutture cui assistono. L'uomo è deciso ad andare avanti. Prima di tutto la sopravvivenza, mai ai danni di altra gente a meno di esserne costretto perché braccato. E così, con la paura come compagna, procede il suo inesorabile cammino — il film dà degnamente corpo alla tetraggine e devastazione presenti nell'ambientazione del romanzo, riuscendo a rendere ancora più palpabile la desolazione. Per quanto mi riguarda, ne 'La Strada' la tematica (che a dir la verità ho avuto modo di apprezzare più a 'freddo' che a 'caldo') supera l'intrattenimento, che spesso cambia la strada del titolo prendendo quella della noia. McCarthy l'ho preferito altrove.

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    • Kent Haruf
      Libri
      NN Editore
      2015
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      • 05/01/2017 09:40:27
      • Tra le pianure del Colorado, nell'immaginaria contea di Holt, entra in scena la vita di gente semplice. Tutto qua. Eppure è un 'Tutto qua' dalla forte componente magnetica, la cui attrattiva risiede proprio nella semplicità di quelle poche vite portate in scena, appartenenti a personaggi cui Haruf regala un'aggettivazione minimale, che io preferisco, sì da lasciarli alla loro natura, alla loro realtà, ai loro gesti. Se è vero che un gesto vale più di mille parole, ed è come la penso io, allora è più che sufficiente per dare la misura del personaggio. Il resto lo deve fare l'intuizione del lettore, lettore che di conseguenza comincia a spostarsi silenziosamente in avanti, verso il palco — sul palco — delle vicende, ritrovandosi personaggio egli stesso, partecipe in prima persona delle gioie e dei dolori, piccole o grandi che siano, di Guthrie, Victoria, i fratelli McPheron, Maggie, Ike e Bobby, e del resto della gente che popola la contea di Holt, contea che a fine lettura muta la sua funzione, da ipotetico microcosmo geografico a macrocosmo emozionale. È stato bello arrivare a Holt.

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    • Flannery O'Connor
      Libri
      Einaudi
      2008
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      • 03/01/2017 10:45:47
      • L'accettazione incondizionata di qualcosa o di qualcuno, sia essa ragionata o meno, è Fede. E lo è ancor di più quando non si ha bisogno di prove per farlo. Oppure è pazzia, il limite è molto sottile. Le nostre stesse vite, in fondo, sono orientate verso la ricerca di una direzione esistenziale in cui riporre fiducia, un punto al di là del (o nel) reale che rimandi a un senso della vita, o della morte. Non può essere tutto qui, non può. O forse sì, per alcuni è l'unica possibile risposta. E anche questa è Fede. Quando a incontrarsi/scontrarsi sono Fedi opposte, non necessariamente religiose, quel che ne risulta difficilmente si rivela costruttivo. Anzi, il più delle volte si innescano meccanismi talmente complessi che la soluzione più facile e meno coraggiosa è quella di liquidarli alla spiccia, forse per timore di ritrovarsi con un pugno di certezze sbriciolate e che il tarlo del Dubbio si insinui tra i pensieri. Ma la Vera Fede io credo sia quella che non teme confronti, nemmeno quelli che la rimettono in gioco ogni volta. Anzi. Tra queste pagine, scritte intorno al 1960 e ambientate in Georgia, ci sono Fedi diverse — religiosa e atea, veicolate da un prozio e da uno zio — che tentano di scalzarsi a vicenda per 'illuminare' la strada di un giovane quattordicenne. E c'è la violenza che abbraccia tutto, naturale conseguenza delle idee virate al fanatismo.

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    • James S. A. Corey
      Libri
      Fanucci
      2015
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      • 03/01/2017 10:44:38
      • Continuano le vicende lasciate in sospeso dal primo volume della serie, vicende sempre avventurose e goliardiche ma che, in termini di dinamismo, poco aggiungono a quanto già letto in "Leviathan". Qui, piuttosto, viene maggiormente portato avanti l'aspetto 'politico' delle macchinazioni che ruotano attorno alla protomoleca, restituendo una visione meno periferica degli accadimenti, anche e soprattutto grazie a uno dei tre nuovi personaggi introdotti dall'autore: Avarasala, una anziana e caparbia statista del governo, dal temperamento forte e dalla lingua tanto sboccata quanto tagliente, spassosa in alcuni suoi siparietti; gli altri due sono Bobbie, un marine donna che dall'altezza dei suoi 2 metri sfoggia naturali doti da soldato, e Prax, il biochimico la cui figlia viene rapita scatenando l'evento per l'avventura di questo "Caliban". James Holden e il suo equipaggio, già incontrati in precedenza, continuano a essere il gruppo (sempre più affiatato) che affronta l'impossibile per salvare le sorti dell'Universo da loro conosciuto. Tutto sommato, almeno fino a questo momento, una lettura che bene intrattiene il lettore che vuole correre un po' per l'universo in modo spensierato e senza troppi fili da tirare, tenendo presente che l'impostazione della Saga è abbastanza studiata a tavolino per risultare 'a effetto', proprio come il colpo di scena finale racchiuso nell'ultima frase di questo romanzo.

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    • Marika Boni Grandi James jr. Tiptree
      Ebook
      Mondadori
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      • 03/01/2017 10:43:24
      • Un Distruttore — "Fredda e sola, la malvagia presenza vaga per le correnti stellari. È immensa, nera e quasi immateriale. I suoi poteri superano quelli di qualsiasi altra cosa senziente" — sta spegnendo mondi nell'Universo. Presto toccherà anche al pianeta Tyree, abitato da una razza pacifica, le cui forme ricordano quelle di mante volanti, e dotata di notevoli poteri mentali. Per la sua stessa sopravvivenza dovrà tentare di ricreare il proprio mondo in qualche altra parte della galassia. Incapace di farlo fisicamente, cercherà di 'trasferire' quante più menti possibili in altri corpi estranei, scegliendo quelli di un'altra razza da poco scoperta, una razza che vive sul pianeta che tutti conosciamo come Terra. Questa l'idea di base del romanzo, una fusione aliena mente-corpo. A renderla ulteriormente interessante ci pensa la capacità di questo autore — anzi, autrice! — di ricorrere ad un tipo di sensibilità narrativa priva di idee scontate, che anzi ribalta i ruoli uomo-donna, padre-madre, pensiero-materia, ottenendo come risultato una percezione più consapevole di ciò che è 'altro', anche grazie all'ambientazione legata al pianeta Tyree, così ricca di immagini e sensazioni. I personaggi, almeno i protagonisti, sono abbastanza a fuoco, e vanno vissuti nel contesto di ciò che accade loro, in questa nuova esperienza aliena che annulla i limiti corporali, che li rende *pensiero* ondeggiante negli spazi siderali. Per quanto riguarda lo stile dell'autrice, c'è da dire che il ricorso ad una narrazione eterea, quasi liquida in molti passaggi, tende a smorzare il ritmo e a volte a disperdere la scena; siamo in presenza di una lettura che punta al cervello, non allo stomaco, con incursioni letterarie di realtà virtuale e molte altre idee. Troppe, forse, e tutte in un solo romanzo, sì da sollevare un velo di inconcludenza. Un buon romanzo con il quale misurarsi.

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    • Joe Abercrombie
      Libri
      Gargoyle
      2015
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      • 03/01/2017 10:42:01
      • Abercrombie raccoglie un paio di personaggi già incontrati nella trilogia de "La Prima legge", nel frattempo invecchiati, e, partendo da un rapimento, riserva loro un'avventura a tratti picaresca, disseminata di fughe, uccisioni, ricerca d'oro, ricatti e riscatti, e passati da nascondere ma che inesorabilmente vengono a chiedere il conto. L'autore lo fa col suo solito modo irriverente (probabilmente più realista di molti suoi altri colleghi), proponendo figure dalle personalità forti, temprate e spigolose che riescono a catturare il lettore e a farlo divertire. Il tutto permeato da un'ambientazione simil western che aiuta sicuramente le dinamiche "senza legge" che si vengono a creare nelle varie situazioni; di fantasy c'è poco, praticamente nulla. Di contro, il romanzo ci mette molto a decollare. Non annoia, questo no, perché Abercrombie sa sempre come creare situazioni d'interesse, anche e soprattutto grazie ai protagonisti, e quindi a non far calare l'attenzione tra le sue pagine. Ma se ci si distacca da questo aspetto, si nota che, gira e rigira, sarà solo l'ultimo terzo di romanzo a entrare nel vivo della storia, a renderla davvero palpitante. Una piacevole lettura.

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    • David Goodis
      Ebook
      Longo Edizioni
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      • 03/01/2017 10:41:09
      • Bogart-Bacall, una coppia cinematografica che ancora oggi fa la differenza. Bogart, poi, era riconoscibile anche quando recitava col volto nascosto dalle bende, come nel film "La Fuga" tratto da questo romanzo. Un film che ha la particolarità di procedere in (quasi) 'soggettiva' per circa un'ora prima di rivelare il volto del suo protagonista; ma il carisma scenico non si nasconde, lo si possiede e basta, con la conseguenza che Bogart lo si riconosce ugualmente. Be', questo solo per dire che, diversamente dal libro, che non avevo mai letto, il film lo ricordavo benissimo. Gran film. Ora, ritornando a Goodis, dopo averlo letto ho capito perché il film è riuscito bene. Senza troppe parole, mi limiterò semplicemente a dire che il Noir — il favoloso Noir degli anni 40 — brilla tra queste pagine.

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    • John Fante
      Libri
      Einaudi
      2005
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      • 03/01/2017 10:39:33
      • Arturo Bandini è egocentrico e intollerante e spaccone. È sgarbato e scontroso e meschino e maschilista. È irriverente e si dà delle grandi arie. Arturo Bandini è giovane. Ciò che rende particolare la sua esistenza tra queste pagine è la capacità di modellare la realtà a suo piacimento. Lui, un ragazzo fondamentalmente solo nel colpire il mondo delle convenzioni, possiede una fervida e genuina immaginazione che lo aiuta a creare il mondo davanti ai suoi occhi. Esplode repentina a più riprese soffiando vita nelle cose. Che si tratti di fiammiferi o di riviste, di granchi o altro poco importa, perché lui sa sempre come servirsene per adattarla alle esigenze del caso. Così facendo riesce a movimentare la vita, a farla brillare tra le ombre del paese in cui vive e dal quale vuole andarsene. Ci crede, così come crede di poter diventare il più grande scrittore di tutti i tempi non avendo scritto ancora nulla. Arturo Bandini ha mille idee per la testa. Arturo Bandini è giovane.

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