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Tutte le recensioni di martino | Totali: 1 | Media:
    • Elia Rossi
      Libri
      Alcheringa
      2014
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      • 17/05/2014 05.26.40
      • Io ed Elia eravamo compagni di scuola a Novara. Dopo una laurea in Filosofia, Elia ha iniziato ad insegnare e ha pubblicato il suo primo romanzo "L'anno dei cavoli a merenda" per una piccola casa editrice laziale, la Alcheringa edizioni. Cameratismo a parte: questo libro merita. Forse le affinità anagrafiche con il protagonista me lo hanno fatto apprezzare particolarmente. Nicola Cardani, detto Carda, ha 28 anni e comincia a sentirsi vecchio. Le promesse di gioventù si rivelano evanescenti e il suo mondo si stringe ogni giorno che passa. L'anno dei cavoli a merenda è la storia del suo riscatto. Niente spoiler: la questione non è così semplice. In una mail Elia mi ha detto di essersi ispirato alla figura di Arturo Bandini, il protagonista dei libri di John Fante, quello di Chiedi alla Polvere e La strada per Los Angeles. Come il Bandini di La strada, Cardani è un irragionevolmente euforico. Ma sa bene di essere anche abbastanza ridicolo e insicuro. Per capirci, Carda - come Bandini - non crede in Dio, ma lo invoca sempre in caso di necessità. La storia è ambientata nella bassa novarese: paesaggio piatto, vita anche. Questo dettaglio è importante per capire la desolazione che circonda il Carda. Ma forse è proprio questa desolazione che spinge il protagonista ad agire. Lui può fare la differenza lì, nella sua patria. Uno scrittore americano diceva che nelle grandi città ci sono più cose da fare, ma in quelle piccole si può fare di più. Carda potrebbe andarsene a Parigi, ma non lo fa. Parigi per Carda mangia anime (non ha torto); mentre la pianura è la tela vuota da riempire di storie, come diceva il Vassalli. Tralasciando la storia, uno dei meriti di questo libro è l'aver saputo verbalizzare perché la vita civile dell'Italia contemporanea sia così fiacca. Perché prima la politica dava orizzonte di senso alla vita e adesso no? Cosa è successo? l dialogo tra Carda e il suo amico Camillo è stato per me illuminante. Ve ne consiglio la lettura.

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