A cosa serve la politica?

Piero Angela

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 30/10/2012
Pagine: 176 p., Brossura
  • EAN: 9788804622727
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    Giovanni Miano

    26/03/2013 15:53:31

    Ottimo saggio sul modello culturale-comportamentale italiano e sul progressivo decadimento economico e sociale al quale ci sta portando. Un innovativo Piero Angela, demolisce diversi preconcetti e modi di fare, "chiusi" e obsoleti, coi quali ci misuriamo quotidianamente. Per tale scopo mette spesso in evidenza i modelli culturali e gli usi di altri popoli molto evoluti mediante dati statistici o semplici aneddoti. Il risultato di tali considerazioni è che erroneamente, individuiamo nella nostra, seppur scadente classe politica, l'unica causa del degrado economico e culturale italiano. Al contrario invece la politica, dovrebbe occupare la scena mediatica solo nell'ambito della distribuzione della ricchezza prodotta. Il nostro interesse dovrebbe essere incentrato sui motori della crescita, che per produrre ricchezza dovrebbero puntare sul merito, sulla correttezza, sui giovani ecc. Per invertire la tendenza che ci ha portati all'abnorme debito pubblico attuale, non è sufficiente sovvertire la maggioranza politica del momento. La risoluzione è molto più complessa e parte dal profondo di ognuno di noi, ma soprattutto, dalla moralità e dalle capacità intellettive e culturali di chi si trova nei punti nevralgici della macchina Italia. Vale a dire che ogni settore (industriale, ricerca, istruzione, pubblica amministrazione, tecnologico, ecc.) dovrebbe annoverare al proprio interno persone valide sotto ogni profilo, reclutate in base a criteri meritocratici. La politica fatta da persone preparate e soprattutto moralmente integre, potrebbe in queste condizioni, svolgere il proprio ruolo di distributore della ricchezza, evitando sprechi e tagliando spese ingiuste e infruttuose. In questo nuovo virtuoso sistema, maggiore attenzione potrebbe essere riservata allo stimolo della crescita, destinando i giusti fondi alla ricerca e all'istruzione, evitando che i nostri migliori cervelli, elemento cruciale della ripresa, siano costretti ad emigrare all'estero.

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