Editore: NN Editore
Collana: La stagione
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 25 gennaio 2018
Pagine: 168 p., Brossura
  • EAN: 9788899253745
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Descrizione
Vincitore POP, Premio Opera Prima 2018.

Un romanzo in racconti, ricco di storie di amore e di amicizia, di fiducia e di tradimento, di vita e di morte, in cui tutti i personaggi lottano per liberarsi da un inspiegabile senso di colpa trovando infine, nella propria terra, la risposta per dare sostanza e forma alla memoria e al tempo

«Amori e morte. Tradimenti e fughe. L'esordio di Roberto Camurri è un romanzo in racconti intrecciato intorno agli stessi personaggi. Tutti rigorosamente di provincia. Tranne uno.» - Ilaria Zaffino, Robinson

«L'Emilia paranoica di Tondelli viene narrata con una prosa asciutta, che guarda a Carver nel ritrarre persone comuni alle prese con le incongruenze del vivere» - Luca Mirarchi, Blowup

Fabbrico è un piccolo paese sulla mappa dell'Emilia, poche anime, due strade, i campi intorno, il cielo d'ovatta. È qui che nasce l'amicizia tra Davide e Valerio, ed è qui che una sera d'estate Davide incontra Anela e se ne innamora. Anela diventa il perno e lo scoglio su cui si infrange la loro amicizia. Così Valerio a un certo punto sceglie di andarsene, Davide si perde e perde quell'unica, preziosa occasione di felicità. A Fabbrico vivono anche gli altri personaggi di questa storia: Elena e Mario, Maddalena, Luigi, Giuseppe e la vecchia Bice, che al bar accoglie tutti per un caffé o una sambuca. "A misura d'uomo" di Roberto Camurri è un romanzo in racconti, scritto con una lingua ipnotica e pennellate rapide e materiche.

€ 13,60

€ 16,00

Risparmi € 2,40 (15%)

Venduto e spedito da IBS

14 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Giuseppe

    23/09/2018 14:07:38

    "A misura d'uomo" è un racconto che mi è piaciuto tanto, nonostante le premesse potessero far pensare il contrario, non essendo un amante dei finali aperti e dei tratti un po' nebulosi. Ma ho voluto dare fiducia a questo scrittore, che ho avuto la fortuna di incrociare a Tempo di Libri. Se lo rincontrassi, gli direi che l'istinto non mi ha tradito e che questo libro ha assolutamente soddisfatto le mie aspettative! Tornerò presto a Fabbrico, perché è il genere di libri per cui una sola lettura non è sufficiente! Ma mi auguro che Camurri possa portarci con altre storie, con altri libri, in questi paesini emiliani o in qualsiasi altro luogo. Però, non farci aspettare troppo, Roberto!

  • User Icon

    Vera

    03/07/2018 13:50:56

    Acerbo. Temo che si voglia nascondere ciò che non si è capaci di scrivere dietro l'aura dell'evocativo, dei silenzi, delle bolle di quotidianità che, in fondo, dicono poco. Ci sono grandi libri che raccontano in modo semplice esistenze piccole e quotidiane. A misura d'uomo non è uno di questi Malgrado la presentazione e le numerose recensioni positive che ho letto, questo libro non mi ha colpito e non mi ha emozionato. Però c'è del buono in questo autore, quindi spero che cresca e trovi una scrittura più completa in futuro.

  • User Icon

    liberandoci

    07/05/2018 05:08:02

    Fabbrico è un paese dell’Emilia, uno di quei luoghi in cui tutti conoscono tutti e tutti, bene o male, gravitano intorno agli stessi posti: il bar, gli argini dei canali, la fabbrica del paese. In una realtà apparentemente ordinaria e monotona, trascorrono la vita Valerio e Davide, due grandi amici, e Anela, la fidanzata di Davide, che diventa il centro della storia. Roberto Camurri, nel suo romanzo “A misura d’uomo”, non si limita a raccontare le vicende dei personaggi principali, ma allarga lo sguardo, accogliendo tra le pagine del libro anche le storie di Maddalena, Bice, Giuseppe, Lorenzo, Mario ed Elena. Un racconto continuo, in cui ogni personaggio spiega al lettore la propria storia, le proprie fragilità, i propri sentimenti. Parafrasando il titolo, dalla penna di Camurri emerge “la misura delle persone” che vivono nella comunità. È una storia circolare, che inizia e finisce con la stessa voce. Una storia confusionaria e commovente. Un coro di voci che lascia nel lettore una strana quiete, come quella del fuoco che si nasconde sotto la cenere. Per lettori attenti.

  • User Icon

    MARA REGONASCHI

    17/04/2018 15:35:25

    Dopo averlo concluso ho deciso di rileggerlo, perché forse non l'avevo compreso.... Ma non ho cambiato impressione: scrittura quasi apatica, con pochi dialoghi, ma che ossessivamente descrive ogni movimento e particolare del luogo. Dettagli però che spesso non riescono a dare sostegno all'assenza di fatti: racconti poco convincenti che non creano alcuna empatia, quasi vuoti.

  • User Icon

    zocca giuliano

    15/04/2018 15:01:50

    Una serie di racconti, più o meno, slegati tra loro e con gli stessi personaggi. Negli anni 70 sarebbe stata considerata scrittura creativa. Risulta solo un patetico tentativo di essere originali.

  • User Icon

    Sonia

    16/02/2018 10:26:29

    Questo libro è bellissimo nella sua semplicità. E' una raccolta di racconti ambientati a Fabbrico, con personaggi che si conoscono e si intrecciano attraverso le parole e gli anni sempre uguali nella bassa, ma ciò che veramente colpisce è come, nella descrizione degli atti più semplici, a volte una frase emerga e ti colpisca in testa con la forza di un fulmine. Come fai a sentirti addosso l'umido della pioggia e della neve mentre sei in casa tua sotto le coperte a vedere i cieli dell'Emilia che ti si srotolano sotto gli occhi, a sentire in bocca il sapore del fumo, come fai a trovarli in questa scrittura semplice ma capace di prenderti a schiaffi o a farti piegare dal dolore senza che te lo aspetti. Cosa ti spinge a commuoverti fino alle lacrime osservando i gesti intimi di queste persone che non conosci, che osservi di sbieco attraverso piccole finestre sulla loro vita, ma ti sembra che siano i tuoi amici più cari. Piccole persone imperfette nelle loro giornate imperfette, giornate semplici ma di quelle che ti restano impigliate nei ricordi. Quella collezione piccola e preziosa di momenti che puoi coccolare per sempre, e forse è solo il pensiero di un attimo che rende le luci diverse e ti fa battere il cuore un po' più forte o un po' più piano.

Vedi tutte le 6 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

L’amico che, tempo fa, mi ha consigliato la lettura del primo romanzo di Roberto Camurri, mi ha anche detto però che l’Emilia in salsa statunitense l’aveva già “inventata” Ligabue. Luciano. Soprassediamo. Camurri ha scritto un romanzo di racconti (che potrebbero autonomamente vivere di vita propria) su temi eterni come l’amore e l’amicizia, innestandoli su un ambiente provinciale soffocante e stimolante; una storia con una specie di struttura circolare, che inizia e finisce al mare, realmente e simbolicamente, e potrebbe raccontare molti di noi, anche se non siamo nati a Fabbrico, o se non ci passeremo mai.

Di contemporanea voglia di andar via e di restare si nutre il libro del trentaseienne Camurri A misura d’uomo (168 pagine, 16 euro), titolo delle edizioni NN. Soffoca eppure emoziona emoziona la terra d’origine, che scorre nelle vene di Davide, Valerio e Anela (di lei sono innamorati i due amici). In una storia così si entra subito dentro. Gioca un ruolo importante la struttura narrativa, ma anche le tante virgole presenti nel testo e una quasi totale assenza di dialoghi, o il fatto che molti siano ben mimetizzati nello scorrere delle frasi. Scelte precise, verrebbe da dire, che, con certe frasi ruvide e dirette, viscerali, contribuiscono a illuminare i misteri delle relazioni umane, dettagli di cose, persone e gesti, perfino un certo senso di comunità, incarnato dal bar della Bice, che non nega una sambuca all’occorrenza, e dai tanti personaggi (una coppia alla deriva, un ex partigiano, una donna alle prese con una lunga malattia, un cane, le ombre della follia e dell’alcolismo) che minori non sono, pur fuori dal cerchio magico di Davide, Valerio e Anela.

Non tutto è esplicitato, c’è tanto di non detto, perfino del silenzio, in questo esordio. Ed è una forza. A chi mi ha condotto alla lettura del romanzo di Camurri, non solo a lui in realtà, mi vien da dire che il tema cruciale di A misura d’uomo – più che il vuoto o la noia, o la normalità di un’esistenza in provincia – potrebbe essere la ferocia della vita, anche sotto forma di piccoli insignificanti gesti, che irrompe nella quotidianità, che complica i desideri più semplici, un evento che di volta in volta dissesta gli equilibri di giorni e stagioni sempre uguali, o forse solo apparentemente sempre uguali. E poi la malinconia. Non c’è sequenza cronologica nei racconti, ma alla fine non crea scompensi né confusione in chi legge, non si avverte. Si avverte solo un sapore dolceamaro sulla lingua, che per un po’ non va via, e qualche groppo in gola.

Recensione di Giovanni Leti

 


Se io scrivessi una frase del tipo “Valerio gli aveva preso le mani, lo aveva costretto a guardarlo, torniamo indietro, gli aveva detto, Giuseppe aveva alzato il mento verso di lui, piangeva“.

Voi potreste commentare: “eh beh?”

Eppure quella frase lì, che arriva a pagina 86, all’interno del capitolo/racconto Neve è dirompente.

Innanzitutto state conoscendo di più Valerio, uno dei protagonisti. E Giuseppe. Che ha fatto la guerra. E ama da sempre una donna, da lontano. E avete appena lasciato la Bice al bar, che ha aperto nonostante la nevicata colossale della notte. Ed è il concentrato del racconto: la cura gentile e rispettosa che Valerio presta a Giuseppe, partigiano sopravvissuto alla guerra, e che lo costringe a lasciare il letto e la donna che ami per andare a vincere l’ostinazione di un ottantenne di uscire di casa e seguire la propria routine in una mattinata che con una nevicata che le cronache ricorderanno.

La frase però vi dà l’idea della scrittura di questo esordiente, Roberto Camurri, scorrevole, ammaliante. Ah, niente virgolette per i dialoghi. Una scrittura moderna, innovativa e molto comprensibile. Va dritta al punto. Niente fronzoli, ma non è secca. Non fa male. Anzi. È semplice, ma è un semplice bello e confortevole. Come un vecchio maglione liso.

Ogni capitolo è un racconto. I racconti intrecciano vite e personaggi. Tutti legati in qualche modo tra loro, il nucleo è rappresentato dalle vite di tre amici: Davide, Anela e Valerio. Alcuni personaggi tornano (magari a distanza di racconti, il che non rende la lettura super fluida).
Si parla di vita, amicizia, amore, il valore della tradizione, i rapporti di vicinato, la gioia delle piccole cose e della routine. Soprattutto è un ritratto della provincia italiana a misura d’uomo: il bar di paese, il compagno di scuola, la commemorazione dei caduti che sono stati vicini di casa del padre, della zia o della cugina, i gesti quotidiani.

Per chi è questo libro? Per chi, come me, è cresciuto in provincia e sorride al ricordo del padre che giocava a carte con gli amici al bar. Per chi, come dice NN editore “adora cenare a base di salame, formaggio, pane e Lambrusco“. Per chi apprezza la tradizione, ma non la naftalina. Per chi si affeziona ai personaggi e preferisci i gruppi ai solisti.

Unica critica: questo romanzo non mi ha trasferito molte emozioni. L’ho letto con interesse perché i racconti sono incredibilmente narrati. Ma mi è rimasto meno di quanto mi aspettassi a livello emotivo.
Il paragone con Haruf (che ho trovato in alcune recensioni) non ci sta. Ma leggerò senza dubbio il prossimo lavoro di questo esordiente. L’inizio è molto promettente. Perché al di là delle imperfezioni, il libro merita di essere letto.

Non mi credete? Leggete il libro. E poi venite a dimostrarmi il contrario.

Recensione di Patrizia Carrozza

 


A misura d’uomo è un romanzo in racconti dell’esordiente Roberto Camurri e fotografa le vite scombinate di quattro amici Davide, Valerio, Mario e Luigi che si muovono nel piccolo paese di provincia Fabbrico.

Si racconta della storia d’amore di Davide e Anela, della morte di Davide e del bisogno generale di riscatto. La decisione di Valerio, suo migliore amico, sarà quella di restare e ricostruire la sua vita proprio con Anela; si prenderà cura degli altri, soprattutto di Giuseppe, solitario e orgoglioso reduce di guerra, assiduo frequentatore del bar della Bice, il caldo luogo di ritrovo della città.

Tra affetti, tradimenti e resilienze, Camurri ci porta alla scoperta di personaggi profondamente umani fino a una conclusione che si apre come una nuova possibilità. La storia è tessuta con un linguaggio sanguigno, descrittivo e anaforico a tal punto che le ripetizioni anziché stancare, cullano il lettore nel racconto della quotidianità.

Incisiva ed emozionante, a tratti ancora acerba, quest’opera prima sa guardare alle cose con stoicismo, dalla prospettiva della provincia e dei provinciali, in un paese di noia e di grazia, popolato da gente che ha deciso di rimanere costi quel che costi perché a volte ci riconosciamo più in quelli che ci provano che in quelli che ci riescono, come direbbe Giuseppe.

Recensione di Silvana Farina