A passeggio con John Keats

Julio Cortázar

Traduttore: E. Vaccaro, B. Turitto, E. Fazi
Editore: Fazi
Collana: Campo dei fiori
Anno edizione: 2014
Pagine: 666 p., Brossura
  • EAN: 9788864112008

93° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Classici, poesia, teatro e critica - Storia e critica - Studi generali - Dal 1800 al 1900

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    Cristiano Cant

    22/01/2015 14:08:20

    Inizio a stentare una credibile recensione sapendo già che ogni sillaba sfiorerà si e no un miserabile centesimo della meraviglia di cui è intriso il libro. Si danno esperienze simili quando l'avorio della grandezza poetica (o artistica) penetra senza tremori nella buia fede di un lettore e sigilla di conferma quegli attimi come salvassero l'intera vita. Ecco cosa sento di urlare e nemmeno ho finito il libro, ma non ce n'è bisogno quando si avverte presto che le mani che ti guidano sono quelle di un uomo dalla parola sicura, dalla coscienza onesta, dal senno immenso. A tratti ho intravisto Keats come il dorato trampolino dal quale Cortazar ha eseguito volteggi sulla sua stessa vita; riflesso commosso, baluginio delle sue ansie, dei suoi spettri, l'offesa e il dono d'essere nati non per battere le ali in uno sforzo goffo, ma per volare a pieno fiato sopra le grigie coltri delle amarezze umane. Forse un diario, con pagine all'apparenza libere e senza nessun corso lungo capitoli aperti a un irrisolto che è poi la cifra di chi si confessa, di chi vaga e barcolla nella selva del proprio sogno. Strepitose quelle di "Istantanea di un poeta", da ricopiare e mandare a memoria tanto è cristallino e sincero l'autore nel suo scendere come nessuno nell'umano segreto della poesia. Forse un poema in prosa, smisuratamente lucido e perso nel suo inseguire la coda delle muse, le ciglia inquiete dell'ispirazione, il senso e la magia di un cosmo supremo che è poi la storia della parola incarnata fino in fondo. Un Cortazar fluviale e straordinario ritratto nella sua candida e giocosa erudizione, nelle pieghe della sua intimità più scoperta, in una giostra di ricordi e di agganci ad altri destini e altri fiati. La storia del suo io e del suo aver sempre creduto che vita e letteratura fossero (e sono) la stessa cosa, un unico gesto e un'unica traccia del sentire assoluto di un poeta, di uno scrittore. Qui come in nessun altro suo lavoro questo credo convinto tocca la sua perfezione.

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