A passo di gambero. Guerre calde e populismo mediatico - Umberto Eco - copertina

A passo di gambero. Guerre calde e populismo mediatico

Umberto Eco

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Editore: Bompiani
Anno edizione: 2006
Pagine: 349 p., Rilegato
  • EAN: 9788845256202

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Gli scritti di questo libro sono apparsi tra inizio 2000 e fine 2005, negli anni dell'11 settembre, delle guerre in Afghanistan e in Iraq, dell'instaurazione in Italia di un regime di populismo mediatico. Leggendoli ci si accorge che sin dalla fine dello scorso millennio si sono verificati drammatici passi all'indietro. È risorto il fantasma del Pericolo Giallo, è stata riaperta la polemica antidarwiniana del XIX secolo, abbiamo di nuovo l'antisemitismo, si è riaperto il contenzioso tra Chiesa e Stato. Sembra quasi che la Storia, affannata per i balzi fatti nei due millenni precedenti, si riavvoltoli su se stessa, marciando velocemente a passo di gambero. Questo libro propone di arrestare almeno un poco questo moto retrogrado.
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    maricris aschieri

    21/04/2008 14:29:04

    Sono d'accordo con le critiche di Francesco, Pietro e Vale che hanno abbassato la media: perchè il Prof. Eco non si limita a fare della buona letteratura, cosa di cui è maestro, senza entrare nella mischia della politica? Bei tempi quelli del Pendolo di Foucault. Tutto passa, tutto peggiora...che peccato!

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    Alessandro

    29/11/2007 00:03:24

    Se non fosse per il suo perdersi (buono) nelle sue congetture e "latinorium" vari meriterebbe un 5/5, gli do 4,75/5. Eco semplicemnte storico e antologico pieno. Una squisita "lasagna" questo libro, da gustare strato a strato, che ti lascia e nel pensier, nello spirito, ben soddisfacentemente sazio!

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    Fabrizio

    07/06/2007 16:47:19

    raccolta dei saggi di u. eco molto interessante. scorrevole e facile da capire. leggetelo!!! ne vale la pena,si possono capire molte cose.

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    RIC

    13/02/2007 15:24:02

    L'ultima parte - crepuscolo di inizio millennio- non è solo la ciliegina, ma forse la parte più gustosa della torta. Non che il resto sia scadente, ma lascia sempre una sensazione d'incompiuto. Comunque è bene che i nani stiano sulle spalle dei giganti, per vedere sempre più avanti. E' vero, manca lo scontro generazionale. Ma quali sono i miei giganti? A pensarci mi viene in mente solo Giovannone Karol. Altri...mmmh per ora niente. Complimenti comunque a Umbertino, che non delude e castiga i costumi in una maniera che ricorda il big Indro. Spero che a 75 anni non si stufi di farci vedere la sua prospettiva su questi tempi, e scriva di nuovo, al limite va bene anche un romanzo.

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    Enrico

    03/02/2007 16:02:02

    Un libro ottimo, interessante, che tratta in maniera appropriata i maggiori argomenti di attualità, dal governo Berlusconi al crocifisso nelle scuole, dalla guerra in Iraq a Dan Brown. Umberto Eco, come sempre, non delude. Da leggere.

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    francesco lorusso

    25/01/2007 11:41:12

    Grande ed inaspettata delusione. Libro noioso e senza testa e coda. Non aggiunge nè toglie nulla che già si sappia su Berlusconi e compagnia bella. Io credo che una persona come il professoe Eco debba pensare meno all'aspetto commerciale, visto i successi del passato che sicuramente gli permettono di vivere dignitosamente. Se riuscissi a contattarlo personalmente, gli chiederò il rimborso anche simbolico, e lo pregherei per il futuro di prendere più tempo per le sue pubblicazioni e di dedicarsi di più agli aspetti suoi personali. Sono passati ormai i tempi leggendari de "il nome della rosa" o "povero pinocchio". autore, purtroppo in esorabile declino.

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    mira

    27/11/2006 11:07:28

    A parte il fatto che ammiro da sempre il prof. Eco, trovo questa raccolta di suo articoli illuminante e adatta a ogni persona che vuole vedere le cose da diversi punti di vista, lo consiglio.

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    Manuel

    26/11/2006 15:52:55

    Pietro, non credo che abbia senso pretendere da una persona che parla di politica la tanto sacra "obiettività". Umberto Eco, come hai detto tu è un uomo coltissimo e un acutissimo speculatore, non vedo chi dovrebbe sentirsi deluso da lui nel momento in cui decide di argomentare le proprie idee politiche. Chi non sarà d'accordo con i suoi argomenti non leggerà il libro, come hai fatto tu, o ne scriverà uno in cui capacemente saprà controbattere. Umberto Eco non si è, come dici tu, schierato in vista delle elezioni politiche, visto che "A passo di gambero stesso" contiene scritti di anni fa. Credo inoltre che il professor Eco si offenderebbe a morte se sapesse che il suo libro è giudicato un semplice "Contro Berlusconi", un monotopico trattato di condanna verso un "Male assoluto". Questo libro è un autentico capolavoro della lettura analitica della storia contemporanea, e -PER FORTUNA- la storia contemporanea non è solo Silvio Berlusconi.

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    Alberto

    13/06/2006 16:15:42

    Non mi fanno impazzire le "demonizzazioni" politiche. Mi fa impazzire invece la potenza dell'incipit culturale che proviene dal libro. Denuncia dell'amorfismo mentale del nostro tempo, stimola la speculazione intellettiva e incentiva lo studio della basi... n dimensioni della storia. Interessantissimo "Sulle spalle dei giganti" per comprendere il rapporto tra tradizione e innovazione, artistica e sociale.

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    michele

    25/05/2006 21:08:29

    Un'ottima palestra per la mente di chi non vuole sempre vedere le cose del mondo da un solo punto di vista.

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    Pusher

    19/04/2006 13:59:22

    Come sempre, Eco è semplicemente geniale, adoro il semiologo e il linguista, un po' meno il filosofo, fatto sta che il libro è un'antologia piacevolissima che, almeno qui, è scorsa molto velocemente.

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    Anna

    14/04/2006 10:59:14

    Consiglio questa raccolta di scritti e interventi a chi ha la capacità di guardare la vita con spirito critico, a chi non recensisce libri senza leggerli, a chi legge letture di "destra" e di "sinistra" e da ragioni o torti considerando solo i convetti e le idee che in essi sono rappresentate.

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    pietro deluso

    31/03/2006 10:25:09

    Non l'ho letto e non lo leggerò! Perchè Umberto Eco, che è un grande studioso e un capace scrittore, come tutti gli esseri umani, quando si danno alla politica, perde di obiettività! E dovrebbe anche stare attento - proprio lui che è grande e potente BARONE di un mondo piuttosto "marcio" come quello ACCADEMICO - a GIUDICARE, denunciare e criticare il "berlusconismo" come unico e universale male italiano e mondiale. Umberto Eco, da sempre mite studioso indifferente alla politica, è d'improvviso divenuto un crociato del pensiero politico e civile: e tutto questo perchè arrivano le elezioni e occorre COMBATTERE contro il MALE ......... Personalmente, desiderei lo stesso acume e accanimento critico anche nei confronti di altri sistemi, altri privilegi, altre lacune e altre parti politiche ...... ma sono certo, purtroppo, che nell'era postberlusconiana tutto tornerà a tacere ..... come se avessimo sconfitto il MALE !!

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    Francesca

    28/03/2006 14:16:35

    É un libro che tutti dovrebbero leggere, certo, possibilmente prima del 9 aprile.Eppure io credo, come Moretti, che chi vuole sapere già sa. Chi dubita della buona fede, provi ad ascoltare un tg qualcuque e a vedere quali commenti vengono dati per primi: non censurati, ma semplicemente dati per primi, come fa notare Eco. In generale aiuta a riflettere anche da soli, anche su quello di cui lui non parla. Grandioso.

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    Lilli

    15/03/2006 17:00:29

    E' un libro che tutti dovrebbero leggere prima del 9 Aprile, indipendentemente dalle idee politiche, per capire cosa accade. Eco fornisce una chiave di lettura dei tempi che viviamo. Fornisce gli strumenti critici per leggere la realtà. Analisi lucide, chiare, scientifiche supportate da una cultura profondissima. Alcuni verranno disturbati da questa lettura ma non se ne può uscire che "maturati". Inoltre si lascia leggere. E' piacevole e scorrevole nonostante la serietà degli argomenti.

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    giorgio

    08/03/2006 18:04:27

    Sinceramente queste operazioni commerciali che intendono pubblicare materiale precedentemente edito non le approvo e anzi mi lasciano piuttosto perplesso; siccome tuttavia stiamo parlando di Umberto Eco, conoscendo inoltre la sua lungimiranza e sconfinata erudizione, non mi sento di bocciare del tutto questa “fatica” editoriale. Per quanto riguarda Vale, forse non hai del tutto compreso la differenza tra la scienza e la tecnica, la prima coinvolge le persone perché è al servizio del bene comune, la seconda le esclude perché serve direttamente il capitale privato, ma ti consiglierei di leggere il bellissimo libro del fisico italiano Lucio Russo intitolato “La rivoluzione dimenticata. Il pensiero scientifico greco e la scienza moderna” oppure quello specifico dedicato all’insegnamento della scienza intitolato “Segmenti e bastoncini. Dove sta andando la scuola?” per capire dove voleva arrivare veramente Eco.

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    Vale

    28/02/2006 11:23:31

    Di una miopia sconvolgente. Ridurre tutto al solo lato che si vuol vedere per costruire un castello di sabbia su una società che probabilmente fa fatica a capire è non solo falsante della realtà, ma anche inconcludente. Le persone non sono robot che guardano la televisione e basta, le persone leggono, le persone creano, le persone viaggiano osservando il mondo, vivono e usano il cervello. Internet non è solo il casinò che crede Eco, che forse nemmeno l'avrà mai usato, ma un nuovo modo di pensare lo spazio-tempo come mai era stato immaginato prima. Dice anche che non gli spiegano la tecnologia o le nuove scoperte scientifiche. Bene, si legga le spiegazioni allora, e veda se le capisce. Nelle Università quelle cose le insegnano, e bene. Si parla di elettronica, fisica, robotica, e si arriva a capire, si può caro Eco. Si legga anche Stephen Hawking per esempio, che dice chiaramente che è sempre più difficile spiegare le nuove scoperte alla gente perchè sono sempre più complesse. La Fisica va avanti, non è sempre quella facile della mela che cade. Quando Einstein formulò le teorie della relatività lo capivano in due o tre fisici, dopo cento anni è divenuta materia per tutti, non dopo due giorni. E così via. Un libro che è "solo una parte" pretendendo di essere "tutto".

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    Benedetta Colella

    26/02/2006 16:20:02

    L'attesissima silloge delle nuove "Bustine di Minerva", con ampliamenti da conferenze e congressi, non ha affatto deluso. Eco ritorna su temi a lui cari con il consueto brio intellettuale, intervallando citazioni letterarie, disanime sociologiche e ritratti ironici. I suoi strali si appuntano sul governo, sulla degenerazione dei media, sul conflitto tra Occidente ed Oriente. Eco è circondato da una solida fama di autore ermetico e difficile: in questo libro traspare invece il lato più gioioso e divulgativo del più grande ermeneuta del nostro tempo.

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    Adriana

    24/02/2006 18:55:51

    Pezzi per la maggior parte risalenti a qualche anno fa, ma attualissimi come sempre. Un Eco sempre acuto, a tratti pungente. Adriana

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    ant

    24/02/2006 15:53:43

    Un U.Eco graffiante ed arguto ci da la sua versione di quello che sta avvenendo nel mondo, notevoli alcune freddure come quella sulle...mosche!

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Umberto Eco, con questi saggi scritti dal 2000 a oggi, lancia un messaggio di allarme sui nostri tempi. La storia dell'umanità, anziché procedere verso le magnifiche sorti e progressive di leopardiana memoria, sembra riavvolgersi all'indietro.
Questi scritti di Eco ruotano intorno a tre grandi argomentazioni. La prima riflessione è di carattere antropologico e muove dalla constatazione che, dopo la fine della Guerra Fredda, sono tornate le guerre "calde", quelle guerreggiate in Kossovo, in Afghanistan, in Iraq. E su questo primo passo indietro della storia, Eco esprime il suo franco dissenso verso l'intervento in Iraq. Il grande intellettuale riprende poi la lezione di Norberto Bobbio sulla missione del dotto: propugnare il dubbio, criticare innanzi tutto la propria parte, agire come un "illuminista pessimista". E da illuminista del Duemila Eco se la prende con la "carnevalizzazione" del nostro tempo nel quale la tv, il turismo di massa, Internet (con siti ludici, chat e giochi di ruolo), il navigatore satellitare, il telefonino sempre all'orecchio, i supermercati e gli autogrill, tutto sembra sbatterci dentro un grande gioco che fa dimenticare la realtà. Si sono ridotte a spettacolo, scrive Eco, anche la politica e la religione. La comunicazione globale ha poi infranto ogni nozione di confine, non esiste più la comunità nazionale, ma nemmeno la privacy individuale. Oggi siamo un po' tutti vittime dell'"insipiente del villaggio" mediatico, quella persona assolutamente normale che viene glorificata dalla sua apparizione sullo schermo. E l'utente vive la tecnologia come pura magia, gliene sfugge la comprensione scientifica: la scuola non gliela spiega e l'uomo di scienza nemmeno, perché non divulga il suo sapere (come fecero, invece, Einstein, Heisenberg, o Stephen Jay Gould).
Da queste considerazioni muove la seconda parte dei saggi, una vibrante polemica contro l'attuale "regime" di Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio e proprietario di reti televisive, giornali e case editrici. Questa anomalia italiana ha generato quel "populismo mediatico" che porta Berlusconi a fare importanti annunci di politica estera a Porta a Porta anziché in Parlamento. Così le prossime elezioni politiche diventano per lo scrittore alessandrino un vero "referendum morale" al quale si augura non vadano a votare solo gli elettori "drogati di telenovelas".
Nella terza parte dei saggi il semiologo piemontese torna alla politica internazionale e argomenta la sua tesi della storia "a passo di gambero". Il conflitto riapertosi dopo l'11 settembre tra Islam e Cristianità, il ritorno di toni da Guerre sante e Crociate, il dibattito di sapore risorgimentalesu Chiesa e stato laico, la difesa della razza italiana e un antisemitismo popolare di ritorno stanno a testimoniare, secondo Eco, questa marcia indietro. Il libro si chiude con una speranza. Che questo orrore di mondo venga evitato contenendo i nostri consumi, astenendoci dalla violenza, riassaporando i desueti costumi del racconto orale e fermandoci un poco, anziché partire in volo charter per le Maldive.

  • Umberto Eco Cover

    Critico, saggista, scrittore e semiologo di fama internazionale. A ventidue anni si è laureato all'Università di Torino con una tesi sul pensiero estetico di Tommaso d'Aquino. Dopo aver lavorato dal 1954 al 1959 come editore dei programmi culturali della Rai, negli anni Sessanta ha insegnato prima presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Milano, poi presso la Facoltà di Architettura dell'Università di Firenze. Infine presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Inoltre, ha fatto parte del Gruppo 63, rivelandosi un teorico acuto e brillante.Dal 1959 al 1975 ha lavorato presso la casa editrice Bompiani, come senior editor. Nel 1975 viene nominato professore di Semiotica all'Università di Bologna, dove... Approfondisci
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