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Ho scelto di leggere questo libro in quanto richiamato dalle recensioni e dai commenti dell'AVVERSARIO di Carrere, libro che mi aveva colpito per l'assurdità della vita del protagonista che sterminò la famiglia. In questo libro non ho trovato lo stesso "filo conduttore" ma la ricostruzione dei fatti di cronaca in quattro lunghi capitoli di un omicidio di una intera famiglia americana da parte di due ex carcerati. L'ambientazione (l'America anni 60) le storie dei due assassini che si intrecciano senza discontinuità con le persone che gravitano intorno alla vicenda hanno dato il valore aggiunto a questo libro.
Truman Capote ha letteralmente rivoluzionato la letteratura del '900 con questo libro. Il romanzo di non fiction, in cui l'autore è molto presente, apre le pagine dei libri all'attualità. Non nel senso dell'attualità fattuale, degli eventi, ma all'attualità diacronica. Lo si legge ancor oggi e rimani lì, attonito, aggrappato alla storia
Il libro che ha inventato il true crime.
Non sente i suoi sessant’anni, nonostante sia una storia fortemente ancorata alla società americana tra gli anni ‘50 e i ‘60, ma alcuni temi- come la pena di morte- sono ancora di stringente attualità. Lo stile è superbo per il genere del noir - forse solo un po’ troppo lunga la seconda parte- anche grazie ad un’ottima traduzione. L’analisi psicologica dei due ‘ stragisti per caso’ è di estremo interesse per un ulteriore esempio di “banalità del male”.