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Truman Capote ha letteralmente rivoluzionato la letteratura del '900 con questo libro. Il romanzo di non fiction, in cui l'autore è molto presente, apre le pagine dei libri all'attualità. Non nel senso dell'attualità fattuale, degli eventi, ma all'attualità diacronica. Lo si legge ancor oggi e rimani lì, attonito, aggrappato alla storia
Il libro che ha inventato il true crime.
Non sente i suoi sessant’anni, nonostante sia una storia fortemente ancorata alla società americana tra gli anni ‘50 e i ‘60, ma alcuni temi- come la pena di morte- sono ancora di stringente attualità. Lo stile è superbo per il genere del noir - forse solo un po’ troppo lunga la seconda parte- anche grazie ad un’ottima traduzione. L’analisi psicologica dei due ‘ stragisti per caso’ è di estremo interesse per un ulteriore esempio di “banalità del male”.
Letto in una vecchia edizione. Terribile storia vera che si compone via via, a partire dal racconto dell' identità delle vittime. Scritta benissimo, a parte qualche parte un po' troppo lunga. Come si narra nella sua biografia, dopo quest'opera e l' esperienza a stretto contatto con i due omicidi e della loro fine, Capote non riuscì più a scrivere altro.