Traduttore: M. Dèttore
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 30 giugno 2005
Pagine: 391 p., Rilegato
  • EAN: 9788811683117
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 10,80
Descrizione

Pubblicato nel 1966, "A sangue freddo" suscitò una serie di polemiche di carattere letterario ed etico-sociale. L'autore venne accusato, tra l'altro, di voyerismo cinico, per aver voluto registrare "oggettivamente" un fatto di cronaca nera, anzi di violenza gratuita, avvenuta nel cuore del Middle West agricolo: lo sterminio brutale di una famiglia da parte di due psicopatici. Nel libro, la visione puntuale delle dinamiche della vicenda, ottenuta grazie all'assidua frequentazione dei due colpevoli, giustiziati dopo un processo durato sei anni, è filtrata e riscattata attraverso una sapiente rielaborazione stilistica.

€ 17,00

€ 20,00

Risparmi € 3,00 (15%)

Venduto e spedito da IBS

17 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Chiara

    24/10/2018 19:42:33

    Crudo, diretto, forte come un pugno allo stomaco. Con una scrittura distaccata Capote narra la storia inanellando le parole una dietro l'altra, e alla fine te la racconta, te la fa entrare dentro, e non la dimenticherai più. Straordinario in tutto.

  • User Icon

    Maria Antonia Salaris

    21/09/2018 13:54:56

    Un libro che ti entra dentro e non ti lascia più, l' autore è riuscito a trasformare un evento terribile di cronaca in un romanzo splendido. Grande introspezione psicologica di tutti i personaggi calati in un' America provinciale e rurale caratterizzata meravigliosamente.

  • User Icon

    elisa

    21/09/2018 10:50:50

    un mix tra un romanzo e narrazione giornalistica. Truman Capote non è solo diamanti e Tiffany, ma uno scrittore a 360°. Riesce a lasciarti tanta malinconia, dolore, rabbia e tristezza sia verso le vittime che verso i carnefici. Peccato che il limite siano 5 stelle

  • User Icon

    Alice

    19/09/2018 17:53:53

    "A sangue freddo" è un resoconto giornalistico, ma è così articolato e magnificamente strutturato che pare di leggere un romanzo - un thriller. Questo finché non si cerca online le facce di chi ha compiuto il massacro e si torna bruscamente alla realtà vedendo i volti di chi è stato capace di uccidere quattro persone senza neanche un ripensamento. Con una freddezza e una premeditazione che vi sentirete gelare quando scoprirete l'origine e lo svolgimento del massacro. Truman Capote ci presenta le vittime, gli assassini, i famigliari, gli amici e gli esterni più o meno coinvolti - il tutto con distacco, con imparzialità, senza alcun giudizio da una parte o dall'altra che traspare. La sua è una scrittura quasi clinica, fredda ma che riesce comunque a suscitare empatia nel lettore quando protagonisti del momento sono certi personaggi. Questo suo modo distaccato di presentarci i fatti e le persone coinvolte non aliena il lettore, ma lo coinvolge nela vicenda anche se assiste da "esterno" a qualcosa che non può cambiare - forse proprio perché non lo può cambiare. Con la sua ricostruzione clinica del massacro della famiglia Clutter e la sua voce onnisciente - espediente che personalmente adoro - Truman Capote solleva anche, senza fornire alcun giudizio ma lasciando la risposta al lettore, interrogativi riguardanti la sanità mentale e cosa davvero bisogna tenere in considerazione per essere giudicati pazzi criminali e l'etica della pena di morte. Truman Capote non giudica: ci presenta tutti i protagonisti di questa storia - le vittime, i colpevoli, gli esterni - con le loro luci e le loro ombre e per ognuno di loro si arriva a provare sia pena che condanna. L'autore ha scavato a fondo, ricostruendo anche il passato e il rapporto dei due assassini dal momento in cui si sono conosciuti fino alla conclusione a metà degli anni Sessanta.

  • User Icon

    Mirko

    19/09/2018 13:31:14

    Questo lungo racconto verità di Capote è struggente non solo per l'efferatezza dell'accaduto(un pluriomicidio di estrema violenza e crudeltà), ma anche perché riesce a penetrare nei meandri della vita americana, mettendo in luce come il desiderio di emergere e la difficoltà di chi non nasce benestante, e diviene di conseguenza un reietto per gli americani benpensanti, possono essere leve pericolose per menti instabili, portando a far fuoriuscire una crudeltà estrema e logorante per gli stessi carnefici. La marcia in più risulta la scrittura di Capote, raffinatissima e allo stesso tempo scorrevole ed elegante, dimostrazione della sua genialità. Da ricordare poi che questo romanzo fu oggetto di clamore e controversie quando uscì, proprio per la sua estrema oggettività nel raccontare fatti truculenti, ma a mio avviso questo dà una marcia in più e non è mero sfoggio di voyeurismo.

  • User Icon

    MassimoC79

    12/02/2018 16:24:21

    Proprio un bel romanzo! Preciso in tutto!

  • User Icon

    n.d.

    25/01/2018 10:36:44

    Non è solo un libro ... è un capolavoro!!

  • User Icon

    Massimo

    16/01/2018 10:57:19

    Bellissimo romanzo non-fiction. Non è un thriller. Ottima lettura.

  • User Icon

    Samu

    26/11/2017 19:55:20

    Buona sera, ho finito di leggere questo libro proprio qualche giorno fa; sinceramente nn riesco proprio a capire tutte queste 5 stelline. Il libro è scritto molto bene però come coinvolgimento lascia a desiderare, a tratti troppo lento mentre in altri quasi troppo sbrigativo. Non sono riuscito a decifrare bene il genere:thriller? giallo?cronaca nera? Mah. Non lo consiglio a chi ama il classico thriler adrenalinico alla Deaver o alla Patterson.

  • User Icon

    Francesco Argento

    22/09/2017 08:44:35

    Un libro perfetto. Punto.

  • User Icon

    Paoletta

    20/09/2017 06:42:46

    Mi spiace non poter aggiungere altre due stelle!!! E' un libro talmente bello che ho difficoltà a trovare un aggettivo che lo qualifichi! Non credo di avere mai letto un libro scritto così bene, penso sia veramente un'opera magistrale. Eccellente!

  • User Icon

    Iris

    16/08/2017 21:50:12

    Un libro superbo, una scrittura magistrale, un perfetto equilibrio di stile. Capote è dentro ogni pagina fino al collo, non dalla parte delle vittime, ma da quella dei dannati, perché sente quella dannazione sulla sua pelle. Un'opera lancinante per bellezza, in cui tutto è riflesso di perfezione.

  • User Icon

    Carla

    20/07/2017 05:42:28

    L'ho finito stanotte. Che tristezza uscire da una storia così triste ma così coinvolgente. Da leggere.

  • User Icon

    Claudio S.

    21/05/2017 05:49:09

    Cinquant'anni e non sentirli nello stile, nella narrazione che hanno fatto sicuramente da caposcuola per altri scrittori: oggettività narrativa, cura dei dettagli, analisi fredda, fiction/non fiction (sto pensando a David Foster Wallace). Implacabile con tutti (anche con alcune delle vittime), descrive un'America che forse sta scomparendo (rurale,ancorata a principi religiosi a volte dogmatici; si pensi alla posizione del sig. Clutter nei confronti della relazione che la giovane figlia intratteneva con un ragazzo appartenente ad un'altra religione). Qualche sprazzo di pietà nei confronti degli assassini e, in particolare, di Perry, da qualcuno definito una sorta di alter ago di Capote. L'America profonda con le sue ortodossie rigide, i suoi perbenismi atroci, ne esce a brandelli. Il finale, con la giovane Sue che corre verso il suo futuro e la sua vita lascia uno sporaglio di sole in mezzo alle nuvole incombenti.

  • User Icon

    tapparella 71

    20/03/2017 17:35:16

    Un grave fatto di cronaca raccontato con dovizia di particolari; il testo è scritto molto bene pieno zeppo di riferimenti e quant'altro: l'ho trovato un po' stancante però, proprio per questo motivo.

  • User Icon

    Carol

    03/12/2016 21:13:37

    Folgorante! Scritto magistralmente, riesce a creare la suspense nel lettore anche se questo è a conoscenza della storia e del finale. Gli anni di studio prima della stesura e quelli impiegati per scriverlo ne hanno fatto un capolavoro, un insieme di "scene" chiuse che pagina dopo pagina compongono il puzzle del fallimento del sogno americano… chissà come gongolerebbe Capote se sapesse che a distanza di tutti questi anni così tanti lettori divorano questa non-fiction con la stessa curiosità di allora...

  • User Icon

    maria

    24/03/2016 09:29:11

    Resta un grande freddo dentro. Quattro manichini è quel che resta della famiglia Clutter. Altrettanti manichini i condannati a morte. e Dewey lo sente, non ha tratto nessuna vita, nessun senso da questi fatti. Anche lui si è trovato con manichini in mano ai quali è impossibile ormai dare un senso. Forse per questo anche, la pena di morte non ha significato. Se l'autore ci porta a provare questo senso di estraneità sgomenta possiamo dire che ha scritto un gran bel libro pieno di significato.

  • User Icon

    Angela

    24/07/2015 13:30:03

    Straordinaria narrazione, che unisce romanzo e resoconto giornalistico. di un terribile fatto di cronaca nera avvenuto nelle campagne del Kansas nel 1959. Volendo raccontare la vicenda in modo totalmente oggettivo (e riuscendoci), Truman Capote, attraverso uno stile narrativo magistralmente perfetto, utilizzando testimonianze dirette, deposizioni giurate,interviste, intercettazioni, diari, lettere, artcioli giornalistici e perizie psichiatriche, fa rivivere i personaggi principali e secondari della storia senza esprimere giudizi. Un perfetto affresco della società americana degli anni Cinquanta. Personaggi, ambientazioni e dialoghi sono talmente accurati e reali da dare al lettore l'impressione di essere presenti alle varie scene descritte. Leggendo ci si forma un'idea della personalità dei vari personaggi, senza che l'autore condanni o assolva nessuno e senza che nulla, neppure l'efferato delitto commesso dai due assassini, sia connotato in modo totalmente negativo o totalmente positivo. La vicenda si snoda in modo non lineare, tanto che la verità dei fatti emerge a pcoo a poco attraverso la pluralità di voci che si alternano nella narrazione, mostrando le tante sfaccettature dei vari protagonisti. Sempre attuale l'analisi del ruolo dei media nelle indagini e nella formazione dell'opinione pubblica, così come la reazione degli abitanti del paesino in cui si compie il crimine e della gente in generale di fronte al fatto accaduto. Una scrittura chiara, estremamente scorrevole, oggettiva ma profondamente toccante. Capote, con questo libro, pubblicato fra molte polemiche nel 1966, ha raggiunto il punto più alto della propria produzione letteraria e il punto più drammatico della propria tormentata esistenza, facendo inizare un nuovo genere letterario. Indiscutibilmente un capolavoro della letteratura mondiale. Da leggere assolutamente.

  • User Icon

    Roberta

    18/03/2014 23:29:18

    Premetto di non aver mai letto Capote, né di aver visto il film. Ho trovato il romanzo nuovo nel suo genere e diverso rispetto ai gialli letti finora, chiunque ne fosse l'autore. Un buon connubio fra cronaca giornalistica e romanzo. Caratteristiche del primo i toni e le descrizioni particolareggiate di personaggi, ambienti e situazioni; del secondo la cornice, gli sfondi, le sensazioni, tutto ciò che suscita emozioni e stati d'animo. Curata anche la contrapposizione fra vittime e colpevoli, fra la serenità e la "normalità" di una famiglia come tante e la tormentata e difficile esistenza dei due carnefici. Magistralmente scritto e raccontato. Bello!

  • User Icon

    Paolo

    26/12/2013 18:47:09

    Questo grande esempio di docu-fiction non è affatto un resoconto arido e in qualche modo, meccanico, di un terribile fatto di cronaca avvenuto nel profondo midwest degli Stati Uniti alla fine degli anni 50. Capote utilizza la sua neutralità in modo positivamente cinico per contrapporre le orribili esistenze di due criminali puri, quasi predestinati all'omicidio ed al patibolo, alla pacifica, edificante e omologata vita di una famiglia molto per bene in una contea molto per bene, tanto che a volte, leggendo, l'antipatia che si prova per i due assassini non è molto superiore a quella che si prova per i probi cittadini di Holcombe, Kansas. In questo senso il resoconto assume una forte valenza sociale, laddove anche la giustizia non sembra in grado di comprendere gli effetti che una brutale esclusione sociale può produrre. Decisiva secondo me nel tentare un giudizio su questo testo sgradevole ma a suo modo epocale, la figura di Bonnie, la madre della famiglia trucidata, affetta da tempo da una terribile depressione, che sembra accogliere la morte quasi con sollievo.

Vedi tutte le 74 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione