Editore: Leone
Collana: Orme
Anno edizione: 2016
Pagine: 313 p., Brossura
  • EAN: 9788863933437
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Recensioni dei clienti

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    Franka

    16/03/2017 19:14:07

    Ho acquistato A Solo a seguito di una presentazione con l'autrice e non me ne sono pentita. A SOLO è uno di quei libri che restano dentro a lungo. Il tono della scrittura, ironico e mai pesante, sempre elegante, ci porta dentro la vita e dentro i pensieri del protagonista. Il personaggio del pianista alle prese con il divorzio e la psicanalisi, conquista da subito e tiene avvinti. La storia è ricca di momenti affascinanti, delicati e appassionanti. Da leggere tutto d'un fiato. Adatto sia ai lettori forti che ai lettori che cercano qualcosa di più leggero.

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    Fra

    05/02/2017 16:17:17

    Il libro mi è piaciuto molto. L'ho trovato leggero e insieme profondo, i personaggi mi hanno conquistata dal primo momento, soprattutto il protagonista Albert. Da consigliare assolutamente.

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    Sonia

    12/01/2017 08:50:51

    "A Solo" è un antefatto di "Trio", splendida opera della stessa autrice, ma alcuni capitoli introduttivi lo rendono adeguato anche al lettore che ancora non conosce la storia di Albert Hall, pianista dal carattere sensibile al limite del tormento. La copertina del libro spicca per la bellezza e per la naturalezza con cui trasmette il suo messaggio: una rosa - fiore della passione e del tormento dei sensi - i tasti del pianoforte, bianchi e neri, piccoli e grandi, alti e bassi, felici e disperati. Il linguaggio ricercato, la personalità di Albert - spinosa, riflessiva, ironica e sensibilissima - lo rendono un libro assolutamente superiore alla media. In questo senso si può dire che il libro è diviso in tre parti: una presentazione di Albert e della sua situazione che decide di affrontare. Due lunghi racconti di Albert, che ci fa conoscere il suo rapporto con John Boselli prima e quello con Eliza poi. Ci sono delle riflessioni sull'amore, sul dovere, sull'arte che sono assolutamente fulminanti nel loro cupo splendore. Cupo non perché triste o rassegnato, ma perché solenne, forte, leopardiano direi. Ho adorato la "grecità" del rapporto tra Albert e John, che vivono con candore doloroso la scoperta dell'amore e del sesso, nel loro piccolo mondo nascosto e puro, lontano dai gravami della società, che richiede un incasellamento e l'onorare una serie di doveri che si danno per scontato siano gioie e scelte. Invece magari per il singolo sono catene.Annalisa Pardi è una scrittrice di classe, colta, capace, che meriterebbe di essere seguita in maniera capillare da un pubblico abituato invece a certe "sfumature" che sembrano più rozze pennellate gettate alla rinfusa per vendere. Peccato, signori lettori. Non sapete che vi perdete, se non conoscete "Trio" e "A Solo". L'amore e l'anima racchiudono tutti i colori, non certo solo il grigio, e hanno sfumature così sottili e mutevoli che solo una penna raffinata può descriverle. E Annalisa Pardi la possiede.

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