A volte ritorno

John Niven

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Edizione: 1
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806225803

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Recensioni dei clienti

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    Daniel

    01/11/2017 10:45:11

    Si vede che Niven ama il rock. Si legge, anzi. Il testo vale tanto anche per molti aspetti. Uno di questi è quello che segue il trend di altre letterature come quella tedesca in Lui è tornato. Sbattere cioè un idolo di un'era precedente al pop, nell'era contemporanea. Attualizzare un messaggio tanto antico quanto contemporaneo. E non importa se positivo o negativo. Niven riesce così a portare a galla tutti i dubbi che tutti noi abbiamo sulla società contemporanea ma che vuoi per il chiasso di fondo, vuoi per le luci accecanti di fondo, ancora nessun ben focalizza. E poi è un uso ebraico della religione, il suo. A dire, non la distruggiamo ma la decostruiamo, affinché ne resti un mero messaggio positivo che certo, alla base deve pur esserci. Stupisce leggere di lettori che hanno concentrato la propria attenzione sulle parolacce e non sulla sua profonda e raffinata cultura musicale. Cultura che anche questa, viene soffocata da cantanti riciclati come giudici in talent vari perché la vendita dei loro Cd ormai non va più. Niven racconta in maniera esemplare il declino del mercato discografico, ma non delle musica, ecco. Che come genere, ben si aggancia ora con il suo testo, alla letteratura tout court. Perché è questo il suo testo: un romanzo musicale ma che della musica non prende il ritmo ma l'aspirazione. Divina. Quella di un Dio che vuole farsi uomo, ma non ci riesce.

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    Stefano

    30/09/2017 09:41:34

    Questo libro sembra la solita critica alla società di oggi nascosta dietro un espediente simil-fantasy. Invece è una lucidissima descrizione del nostro mondo, visto da molto in alto: il punto di vista è decisamente quello di chi dalle nuvole guarda noi piccolissime formiche affannarsi senza uno scopo (mente le formiche, quelle vere, uno scopo ce l'hanno). All'autore si può forse imputare di non aver spinto oltre l'identificazione tra la vicenda di Gesù duemila anni fa e quella di oggi: il finale risulta infatti monco. La storia fa ridere, fa piangere e soprattutto fa riflettere: già solo per la descrizione del programma simil X-Factor andrebbe fatta leggere a tutti i ragazzini di oggi che sbavano per i cantanti che escono da questi cosiddetti talent. Proprio perché descrive così bene, in tutti i suoi aspetti, il mondo di oggi, Anno Domini 2017, andrebbe riletto tra 20, 50, 100 anni, per vedere cosa è cambiato,

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    Anna

    08/08/2017 15:46:43

    Libro divertente nella prima metà, poi assolutamente noioso; non decolla e non dà nulla in più rispetto alla prima parte. L'idea di partenza è originale, le parolacce ci stanno persino bene, d'altronde stiamo parlando di uno scrittore scozzese alla Welsh, poi racconta una verità sacrosanta (per restare in tema): tutti pronti e bravi a proclamarsi bravi cristiani, ma solo di una certa idea di Cristo, che è da sempre un'ottima scusa per alimentare odio, omofobia e altre "amenità" tipicamente umane, ahimé. Guai a presentare un Cristo alla Kurt Cobain ai credenti timorosi di Dio del XXI secolo, a costoro bisogna riproporre un Gesù in tunica lacera, corona di spine che parla ebraico come Bibbia comanda :) Peccato che Niven lo abbia infarcito troppo del suo passato di produttore discografico o quello che era, e non sia assolutamente riuscito a farne un libro da ricordare.

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    Ely

    17/05/2017 08:35:08

    L'ho trovato molto divertente e molto attuale

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    Fabio

    12/05/2017 13:48:57

    Primo centinaio di pagine assolutamente illeggibili .. piene inutilmente di parolacce. Nella seconda parte storiella scritta decentemente con qualche spunto interessante e tantissime banalità. Idea simpatica ma lo scopo desiderato non è riuscito a raggiungerlo.

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    ales

    02/03/2017 08:51:13

    Al contrario di altri credo che questo romanzo offra una giusta visione del mondo di oggi, le esagerazioni come la droga, l'alcol e tutto il resto fanno solo da condimento per rendere l'idea della "chiusezza" in senso opposto, come dimostrano i comportamenti dei cosiddetti cristiani presenti nel libro che non si discostano per nulla da molti cristiani autodefiniti nella realtà odierna. L'idea di base è semplice e diretta, basta superare l'idea di "blasfemia" per coglierne il senso. Poi ovviamente, i gusti son gusti e ognuno ha le sue idee come è giusto che sia. Consigliatissimo.

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    Clara Piccirillo

    05/07/2016 23:24:11

    Concordo con le recensioni di altri lettori, e cioè ottima idea ma sviluppata male, sia per come si svolge la storia che per lo stile dei personaggi. Anche la prosa potrebbe essere curata meglio. In definitiva, un'occasione mancata; peccato! Non consigliato.

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    Fulvia

    03/03/2016 08:26:31

    Ho decisamente fatto uno sforzo per non abbandonarlo dopo le prime pagine. Se dovessi parlare di un film, direi che il soggetto è ottimo ma mal sviluppato e con una mediocre regia. E' un peccato, perchè l'idea di base è decisamente buona, e in alcuni punti lo svolgersi della storia è interessante e abbastanza ben scritto, ma proprio per questo ho trovato pesantissimo e soprattutto inutile il turpiloquio ricorrente; affannoso poi il tentativo dell'autore di essere continuamente "trendy" nella sua continua giustificazione dell'uso di droghe e affini. In alcuni punti poi è addirittura offensivo per i cattolici (e superficiale in genere per quanto riguarda l'approccio a tutte le religioni, e non posso certo definirmi una osservante). Sopravvalutato, modaiolo, fintamente trasgressivo.

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    betty

    21/02/2016 17:49:02

    Dopo un inizio davvero originale ed esilarante, il libro nella seconda parte perde il suo guizzo e diventa scontato, banale e a tratti noioso...peccato poteva essere un ottimo libro data l'idea molto originale.

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    maxdebe65

    11/12/2015 16:43:48

    L'idea di Dio che rimanda Gesù sulla Terra per sistemare i guai che l'umanità continua a combinare è originale. Peccato che poi il racconto non spicchi il volo e si perda in situazioni al limite del demenziale. No, non sono proprio riuscito a trovarci nessun messaggio e ho fatto fatica a finirlo.

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    Monica

    10/12/2015 21:52:27

    Divertente, a dire il vero ridevo a crepapelle quando leggevo, l'ho divorato, cosi come Maschio Bianco Etero il secondo romanzo... ma nemmeno lontanamente paragonabile all'ironia a tratti blasfema di a volte ritorno, affronta temi sociali importanti non facendoti mancare tra una risata e l'latre spunti di riflessione e qualche bella canzone da mettere sulla playlist...riporta tutto a un lvello più normle, ricordandoci quali sono i veri insegnamenti del vangelo, un Gesù anticonformista e un Dio decisamente più umano di quello che si possa pensare... Fate i Bravi!!!!! e Leggete niven

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    Marco

    03/10/2015 17:06:14

    In tutta sincerità l'ho trovato un pò banale forse perchè non ha soddisfatto le mie aspettative. Tuttavia ammetto che è stato piacevole leggerlo. Ho trovato molto più forte l'elogio della semplicità più che la critica alla nostra società.

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    mafalda o'hara

    22/09/2015 22:17:36

    Eccezionale!!!!!!!

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    e. ferrarese

    08/09/2015 14:47:18

    Non è un capolavoro ma è riuscito a farmi ridere ed a farmi piangere, cosa chiedere di più! Leggetelo ... fate i bravi!

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    Marco Mallica

    04/08/2015 12:51:31

    Sono arrivato a questo Gesù del terzo millennio dopo aver letto "Maschio Bianco Etero", ultimo romanzo di Niven che ho letteralmente divorato. L'idea è ottima e il romanzo parte bene, ma il seguito non è all'altezza dei primi capitoli. A lasciarmi perplesso è lo sviluppo della trama, non tanto il turpiloquio e il tono dissacrante. Il protagonista è abbastanza riuscito, ma Niven finisce per appiattirlo in un figlio dei fiori anni '70 con la passione per la chitarra e la marijuana. A un certo punto, quando Gesù partecipa ad "American Popstar", quasi ci dimentichiamo che il romanzo parli del ritorno del Figlio di Dio sulla Terra e tutto prende la piega di una critica (sacrosanta, ma assolutamente estemporanea) ai moderni reality-show. Niven raddrizza la barra del timone e riesce a costruire tutto sommato un bel finale, ma anche nella descrizione della Comune organizzata in Texas si fa trascinare dalla nostalgia per gli hippy e la controcultura degli anni '60. A un certo punto ci chiediamo se il romanzo parli di Gesù che torna tra gli uomini e si incarna in un figlio dei fiori rockettaro che assomiglia tanto a Kurt Cobain o se parli di un qualsiasi figlio dei fiori che di nome fa Gesù... Anche la critica serrata del cristianesimo e del suo incancrenirsi in un sistema socio-ideologico che nega l'autentico messaggio del Vangelo (l'odio per gli omosessuali, il puritanesimo ipocrita e pruriginoso, il piacere visto come una forma di peccato) appare nel complesso condivisibile ma in certi punti banale. Insomma, un romanzo in chiaroscuro: a tratti divertente e a tratti barboso, a tratti originale e a tratti scontato, a tratti capace di far riflettere e a tratti superficiale nel trattare temi e argomenti che meriterebbero ben altro approfondimento. In conclusione, però, "A volte ritorno" merita di essere letto. Se non altro per ricordarci che il messaggio più profondo del Vangelo, a dirla con il Dio gioviale e anticonformista di Niven, è quello di... fare i bravi!

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    Claudia

    28/07/2015 14:48:47

    Ho trovato questo libro divertente e dai temi molto sottili. Quello più importante è sicuramente il fatto che se anche un Gesù dovesse materializzarsi oggi, qui sulla terra, nel 2015, nulla cambierebbe. Si ripeterebbe la stessa storia di 2500 anni fa. Sembra che la popolazione non sia ancora pronta ad un salto verso l'alto! Siamo ancora qui a vedere un Dio vendicativo che se fai il cattivo ti punisce e ti manda dritto, dritto all'inferno! Se veramente la gente potesse o volesse vedere un Dio ironico, che si assenta un'attimo per andare a pescare, il mondo funzionerebbe molto meglio e i vari poteri, religioso e politico, non riuscirebbero a dirigere 7 miliardi di persone come stanno facendo oggi. Perchè quel Dio ironico non farebbe più paura! IPerchè i poteri non potrebbero più utilizzare la paura come emozione predominante per tenere sotto controllo il mondo intero. Altro tema ben descritto è il risultato dell'effetto mediatico dello schermo televisivo su tutta la popolazione. Quel televisore che faremmo molto meglio a spegnere e a fissarlo solo come fosse un quadro.....neppure tanto bello.

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    Daniele

    25/07/2015 11:24:51

    ... noioso... penoso... a tratti volgare!...

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