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Henri J. Nouwen

Curatore: G. Cestari
Traduttore: M. C. Bricchi
Editore: Queriniana
Collana: Spiritualità
Edizione: 26
Anno edizione: 2011
Pagine: 216 p. , Brossura
  • EAN: 9788839913418

Recensioni dei clienti

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    Alessandra

    15/04/2014 07.56.47

    Ha il fascino del viaggio: quello del figliol prodigo, ma anche il nostro. E' impossibile per chi legge non percorrere insieme a Neuwen un cammino a ritroso rileggendo il nostro passato per dargli un senso nuovo che non percepivamo mentre vivevamo... in paesi lontani. Un libro mai finito, il libro della vita. Alessandra

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    Drachetto

    03/05/2011 15.08.28

    Un libro davvero stupendo e consigliatissimo, che ogni cristiano dovrebbe leggere. Un percorso che ognuno è chiamato a fare. Ho anche apprezzato tantissimo come l'autore si mette spesso in discussione. Da avere e conservare vicino al proprio letto.

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    fulvia ferrari

    20/01/2011 21.55.05

    Uno dei libri più belli che abbia mai letto e che mi ha cambiato di più, l'ho riletto non so quante volte e ogni volta è una scoperta...

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    Tinama

    03/04/2008 12.22.48

    Si può dire di essere alla conclusione di certi libri? Letture come queste non si esauriscono mai perché si riprendono in mano per ritornare su alcuni brani che ci hanno illuminato o per scoprirne altri che ci sono sfuggiti per disattenzione o perché noi nel frattempo siamo cambiati. Quanto piccoli sono i passi che si compiono nel cammino di crescita interiore! Anche perché non sempre si procede in avanti, a volte si fanno dei passi indietro che portano a scoraggiarsi e a perdere la fiducia in se stessi. Ma la consapevolezza che siamo uomini in cammino e non arrivati, esseri limitati, semplicemente creature, ci dà la spinta ad andare avanti nonostante gli inciampi e le cadute. La cosa importante è avere chiaro l’obiettivo e non perderlo di vista. Questo libro mi ha aiutata non solo a mettere a fuoco l’obiettivo, a confermarmi nel cammino intrapreso ma anche a capire che tutto può essere segnale per scoprirsi e scoprire il nostro Creatore. Da quante angolazioni la parabola del Figlio prodigo può essere letta! Per diventare “padre” bisogna riconoscersi nel figlio più giovane fuggito, ritornato e accolto; ma anche nel figlio maggiore risentito, freddo e distaccato. Anche il figlio maggiore parte. E’ una partenza che ci sfugge perché lui fisicamente è lì. Ma la presenza fisica non è presenza reale quando con la mente e con il cuore si è lontani, su un altro pianeta, blindati nel proprio io. Il suo ritorno a “casa” è determinante perché ci si possa trasformare ed essere il “padre” che accoglie e che incondizionatamente ama. Solitamente ci si sofferma poco o per niente sulla figura del figlio maggiore e sul cammino che ciascuno di noi deve compiere per diventare “padre misericordioso”.

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    Nicola

    09/04/2006 17.15.03

    Bellissimo! Scritto con semplicità, ma estremamente profondo. La sua lettura mi ha guarito da profonde (e nascoste) ferite interiori prodotte dall'essere figlio maggiore...

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    Maria Francesca

    21/09/2004 15.33.28

    Un libro stupendo capace di farvi conoscere non solo un quadro d'autore con tutti i suoi significati ma anche ciò che si nasconde nel vostro cuore. Un libro indimenticabile che ti "abbraccia" come le mani che si vedono in copertina.

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