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Arnaldur Indriðason

Traduttore: S. Cosimini
Editore: Guanda
Anno edizione: 2013
Pagine: 303 p. , Brossura
  • EAN: 9788823503199

Recensioni dei clienti

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    Isa

    12/02/2016 12.03.43

    "E anche ora in città crescevano nuovi quartieri, in cui andavano ad abitare stranieri che non sempre si integravano con facilita' nel nuovo ambiente. Così passavano gli anni e il tempo si faceva lentamente strada in un futuro che nessuno piu' riconosceva rispetto ad un passato ormai caduto nell'oblio."

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    Roberto D'Errico

    23/01/2015 09.06.02

    Domanda: vi prego, ditemi come si fa a giudicare male un libro di questo autore...? Credo sia quasi impossibile. Io l'ho scoperto da poco e ogni suo libro che leggo è un piccolo viaggio ricco di emozioni. Mi piace ogni singolo aspetto dello stile e delle storie narrate da questo scrittore: la prosa scarna ma malinconica e poetica, le trame gialle ma assolutamente verosimili e ricche di umanità, le ambientazioni e le descrizioni dei personaggi, ecc ecc. Confermo in toto quanto molti utenti hanno scritto prima di me: autore da leggere a scatola chiusa, assolutamente.

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    Fiorenzo Guidi

    06/12/2014 22.18.10

    Sono un amante di questo autore, a mio parere questo è assolutamente il migliore...

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    franca

    07/11/2014 18.52.13

    Finalmente torna ad essere Erlendur il protagonista di questo romanzo dell'autore islandese Indridason. Dopo gli ultimi, nei quali le indagini le svolgevano i colleghi poco empatici, ecco il nostro ispettore prendersi qualche giorno di vacanza per recarsi all'est, dove abitava da bambino e da dove, in una tragica bufera, è sparito il fratellino, mai ritrovato. Tutto il racconto è pervaso da una malinconica tristezza, che ti fa amare sempre più questo personaggio ossessionato dal non sapere se il fratello scomparso è vivo o morto. Ed anche da sensi di colpa. Forse è per questo che inizia a indagare, a livello personale, sulla sparizione di una donna, avvenuta nel 1942, e della quale non si è mai trovato il corpo. Colpa della tempesta, così feroce e tipica dell'Islanda, o la verità è un'altra? Non è facile far parlare i protagonisti dopo oltre 60 anni dall'avvenimento. Ma, piano piano, la verità viene fuori. Ed è una verità terribile. E cosa c'entrano le abitudini delle volpi? Questi animali hanno l'abitudine di nascondere nelle loro tane oggetti che trovano per strada. E se questa abitudine aiutasse Erlendur a trovare il fratellino scomparso? Ottima descrizione delle abitudini e della morfologia dell'Islanda. Ostici, comunque, i nomi delle varie località. Ma questo non è un problema.

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    Bianca

    30/09/2013 12.24.57

    Sono una voce fuori dal coro ma trovo questo romanzo abbastanza noioso e con finale scontato. Assegno un 2 per la prosa comunque coinvolgente che trascina, seppure lentamente, al finale.

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    silvia

    23/07/2013 13.18.07

    Questo romanzo ha poco del giallo,ma è quello che mi ha colpito di più di tutti quelli letti di Arnaldur. Intimo e dolce, scritto bene e con buona suspance. Attendo il prossimo.

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    io

    10/07/2013 15.06.35

    Sono arrivato all'ultimo capitolo (per ora) di questa lunga storia di Erlandur, saltando i due senza di lui che leggerò prossimamente. Forse il voto alto (gli avrei dato 4) è anche per l'insieme di questi 8 libri, nei quali Indridason ci ha fatto conoscere ed amare l'ispettore tanto schivo, da farne una delle figure più belle che io abbia mai incontrato sulle pagine dei libri che ho letto. Amaro come tutti i suoi libri, anche in questo libro riesce a tenere incollati e togliere la certezza di un fatto che tutti danno per scritto. Realista. Bello. Una critica alla casa editrice Tea, che li ristampa così male! dalla carta alla qualità della stampa all'impaginatura spesso al limite del non apribile... (l'ho notato leggendo questo chiaramente in originale della Guanda, stampa bellissima!). Un grazie alla traduttrice Silvia Cosimini.

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    rosanna robbiano

    03/06/2013 10.33.20

    Ottimo racconto, molto ben scritto, una storia in cui dramma, violenza e sentimento si fondono, con Erlendur che ricompare e torna a cercare spiegazioni relative ala tragedia che lo tormenta, la scomparsa del fratello di 8 anni, avveniuta quando lui ne aveva poco più, e che ha segnato per sempre la sua esistenza. Anche in altre opere si tocca questo argomento, qui viene affrontato in maniera forse definitiva. Una buonissima lettura, un autore davvero bravo.

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    Antonio

    03/06/2013 10.24.31

    Certamente diverso dagli altri suoi libri in quanto si avvicina piu' al noir...comunque la clesse non e' acqua...4/5

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    nick

    16/04/2013 11.51.57

    Nuovo capolavoro dopo La Signora in verde. Per stile, per linearità di scrittura, per indagine dell'animo umano ma, soprattutto, per la poesia . Ricorda il miglior Marai ed è perciò sminuente il solo accostamento ai vari Larsson, Nesbo e compagnia bella di nordici, che scrivono thriller, chi meglio e chi peggio.Con l'eccezione del mitico Mankell, Indridason è su un altro pianeta, fa gara a sé; è anzitutto un poeta, un indagatore dei sentimenti più nobili, descrive i personaggi in modo inimitabile. Che dire, oltre che del solito Erlendur, del meraviglioso Ezra? Amore, odio,amicizia, passioni incontenibili, contraddizioni, vendetta, confessione, ricordi ... Tutto con un linguaggio perfetto, sobrio e preciso e con un pizzico di suspence e di noir. Credo che non debba dirsi altro.

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    camilletta85

    15/04/2013 00.18.56

    Forse il romanzo più atteso per i più accaniti lettori di Indridason, perchè segna il rientro in servizio del commissario Erlendur, alle prese con il caso per lui più intimo e personale e quindi più sofferto...perchè il cadavere è invisibile, solo "presunto", quasi come fosse stato inghiottito per sempre nelle nebbie della brughiera e protagonista della tragica scomparsa è di nuovo quel paese maledetto....il commissario inizia così ad indagare nei luoghi dell'infanzia, nella speranza che la risoluzione del caso possa riportare a galla gli amabili resti del fratellino scomparso, di cui porta ancora la croce...Le abitudini delle Volpi è senz'altro un romanzo di qualità: i punti di forza sono la scrittura raffinata, la gestione della suspance e le atmosfere, che alla "solita" terra islandese uniscono la desolazione della brughiera e il mistero di boschi incontaminati che nascondono tracce e doni del passato...Tuttavia il romanzo è inferiore ad altri della serie..la storia è troppo semplice e regala ben pochi colpi di scena...Indridason ha curato troppo l'aspetto intimistico e drammatico della storia a scapito del giallo...

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    Maurizio Ricci

    30/03/2013 10.24.38

    Il personaggio principale delle storie di questo ottimo Autore è l'ispettore Erlendur Sveinsson: caso forse unico nella letteratura del genere, costui era scomparso da qualche tempo, per un solitario viaggio della memoria....Abbiamo avuto modo di chiederci (come i suoi colleghi) che fine avesse fatto e se le sue solitarie ricerche avessero sortito un qualche effetto...Ed ecco che Erlendur riappare in quest'ultimo volume, a riannodare il filo logico della serie. Forse questo non sarà il suo racconto più riuscito, il meccanismo è piuttosto semplice, ma ancora una volta Indridason, col suo stile scarno ed essenziale, riesce ad essere avvincente anche quando tratta di storie e passioni ormai lontane nel tempo; l'amarezza di fondo che da sempre caratterizza il protagonista è ancora più accentuata dalla tristezza dello sgradevole caso qui affrontato.

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