Collana: Best BUR
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 21 maggio 2015
Pagine: 357 p., Brossura
  • EAN: 9788817081375
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Descrizione
Nei casermoni di via Stalingrado a Piombino avere quattordici anni è difficile. E se tuo padre è un buono a nulla o si spezza la schiena nelle acciaierie che danno pane e disperazione a mezza città, il massimo che puoi desiderare è una serata al pattinodromo, o avere un fratello che comandi il branco, o trovare il tuo nome scritto su una panchina. Lo sanno bene Anna e Francesca, amiche inseparabili che tra quelle case popolari si sono trovate e scelte. Quando il corpo adolescente inizia a cambiare, a esplodere sotto i vestiti, in un posto così non hai alternative: o ti nascondi e resti tagliata fuori, oppure sbatti in faccia agli altri la tua bellezza, la usi con violenza e speri che ti aiuti a essere qualcuno. Loro ci provano, convinte che per sopravvivere basti lottare, ma la vita è feroce e non si piega, scorre immobile senza vie d'uscita. Poi un giorno arriva l'amore, però arriva male, le poche certezze vanno in frantumi e anche l'amicizia invincibile tra Anna e Francesca si incrina, sanguina, comincia a far male. Silvia Avallone racconta un'Italia in cerca d'identità e di voce, apre uno squarcio su un'inedita periferia operaia nel tempo in cui, si dice, la classe operaia non esiste più.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Francesco

    23/09/2018 18:00:15

    Romanzo adolescenziale, scritto volutamente semplice e con qualche luogo comune forse di troppo, ma nonostante l'argomento difficile quale l'adolescenza, soprattutto per le ragazze, è scritto in maniera molto sensibile, e riesce ad emozionare e a non dare fastidio o a ferire.

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    DavideD

    14/03/2018 12:52:47

    Lo stile personalmente è stato uno dei punti dolenti di questo romanzo, sembra più una serie di bozze di racconti, tenute insieme da un filo conduttore, chiuso in fretta per andare in tipografia. Alcuni stereotipi (che effettivamente esistono, ma vengono molto "calcati" fino a risultare noiosi): padre-marito orco e violento, padre maneggione, non funzionano a pieno o meglio sono ripetuti fino all'estremo. Una descrizione dell'acciaieria e della vita d'acciaieria molto imprecisa. Qualche spiraglio di buono c'è: la descrizione dell'innamoramento di Anna per Mattia è una descrizione che sembra quasi autobiografica, genuina e molto tenera. Altro punto che "salvo" è che nessuno dei personaggi è positivo, sono tutti personaggi con qualcosa di "brutto" dentro, che si portano un male pesante di vivere stampato addosso, tranne Donata. Anna e Francesca non sono eroine, anzi, e questo rende la cupa favola che è Acciaio un minimo interessante. Il resto, sinceramente, lo boccio.

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    Dreamerely

    12/03/2018 11:12:21

    Un libro ben scritto, una storia che ti prende e che descrive bene, in maniera cruda e realistica, una realtà operaia. Non ho apprezzato il soffermarsi troppo, in maniera quasi morbosa sulla sessualità delle protagoniste e non solo.

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    Silvia

    24/01/2018 10:46:44

    La mia posizione rispetto a questo libro è un pò ambigua, nel senso che non appena cominci a leggerlo ti chiedi "ma come scrive questa?"..non amo molto lo stile butto giù come lo penso perchè mi piace capire quello che leggo, assaporarne le parole..poi pian piano che la storia si dipana e prendi l'abitudine, la lettura diventa più comprensibile, riesci a mettere a posto le cose e ti addentri nelle vicende, ti lasci coinvolgere..nonostante manca sempre qualcosa, quella caratterizzazione dei personaggi che in una storia come questa sarebbe stato la vera parte interessante, perchè in realtà ognuno di loro è appena accennato, agiscono ma non si spiega il loro agire che a volte è davvero incomprnsibile. E poi c'è il finale..che l'Avallone butta lì , quasi che non avesse più tempo e forse pensa di fare una gran cosa, ma anche qui a gusto personale, a me piacciono le storie che raccontano o che se vogliono lasciarti immaginare ti diano almeno qualche elemento per farlo. In questo caso c'è il nulla. Non do un punteggio più basso perchè poi qualcosa dentro rimane e questo va apprezzato.

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    Lisa

    28/12/2017 20:31:45

    Commovente e crudo. L'Avallone descrive in modo coinciso e veritiero la realtà

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    n.d.

    21/12/2017 21:52:36

    Avvincente. Ben scritto. L'avevo già letto e lo ho regalato

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    Agnese

    18/12/2017 21:48:33

    Per me è un vero capolavoro. Era da un po' che un libro nn mi trasmetteva qualcosa e Silvia Avallone ci è riuscita. 10 e lode!

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    cogitosergiosum

    21/11/2017 11:32:22

    Mi spiace ma... non l'ho ancora letto.

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    Paoletta

    01/08/2017 14:12:29

    Concordo con la recensione di Roberto... ho letto il libro appena uscito e ricordo solo lo squallore, e il dovere essere sensazionalistici raccontando in un mediocre italiano una storia morbosa di bassa lega... brutto brutto

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    Laura

    30/06/2017 09:34:44

    In un quartiere proletario di Piombino, che ruota nel bene e nel male sull'esistenza della Lucchini, la storia di due amiche di 14 anni, belle, piene di vita e di speranza e del loro piccolo microcosmo, Anna e Francesca, cresciute insieme, legate da un'amicizia intensa e totalizzante come può essere solo quella dell'adolescenza e accomunate da una figura paterna sfasata e da una famiglia disfunzionale. Anna ha un madre combattiva e partecipe ma troppo innamorata del marito cialtrone, spesso assente, che vive ai margini della legalità, per essere reale esempio per la figlia. Francesca con un padre violento, manesco e possessivo e una madre spenta assoggettata dalla gelosia e dalle ossessioni del coniuge, che spera che il padre muoia per potersi liberare di lui. L'ambiente è talmente povero di possibilità e di sbocchi, che il sesso, lo sballo, la velocità sono gli unici modi per allontanarsi dai turni massacranti, dalla "fossa" dove ribolle l'acciaio, da una vita che non consente fughe se non quell'immagine quasi di sogno dell'isola d'Elba che è vicina geograficamente ma pare lontanissima nell'immaginario di chi abita in Via Stalingrado. Linguaggio sboccato, ritmo alternato e un finale per certi versi incomprensibile. Concordo con i tanti che hanno trovato l'ultimo capitolo del libro assolutamente sfasato rispetto al resto. Se l'Avallone riesce a rendere la fame di vita della gioventù che racconta e coglie in pieno le contraddizioni e le sofferenze dell'adolescenza; non riesce però a concludere la storia, a dare completamento al romanzo. Non pienamente riuscito

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    Roberto

    24/05/2017 20:30:06

    Il femminismo più facile e privo di costrutto, susseguirsi di squallidi luoghi comuni e storielle da social network, il tutto condotto con un italiano a stento corretto e farcito di volgarità gratuite. Non c’è altro in questo libro. Best seller all’italiana, vincitore di svariati premi e tradotto in tutto il mondo? Siamo a posto…

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    Ely

    17/05/2017 08:39:57

    Mi è piaciuto molto sia come storia che come scrittura

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    aledifra

    11/01/2017 16:16:20

    Mi dispiace dissociarmi dai molti commenti positivi ma, purtroppo, il romanzo non mi ha particolarmente convinto. Ho trovato i personaggi abbastanza banali e scontati e la storia non mi ha coinvolta particolarmente.

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    Andrea

    08/11/2016 09:04:25

    Scorrevole ed avvincente. Personalmente mi è piaciuto molto lo stile ruvido, immediato dal retrogusto duro. I temi sono abbastanza comuni: innamoramenti adolescenziali, periferie in degrado, iniziazioni sessuali, famiglie disastrate e un po' di mala. Ne risulta un libro che si odia o si ama. E' una lettura che consiglio.

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    Ivano

    13/10/2016 16:28:16

    Il libro non è nulla di sconvolgente, o di innovativo, o di rivoluzionario. Piuttosto è la rappresentazione attuale di uno spaccato della società italiana, scritto in modo fluente e con personaggi credibili, crudo quanto necessario. E fra la marea di operette illeggibili che girano, questo al contrario si distingue senza alcun dubbio. Sconsiglio la lettura a chi ha meno di 16 anni, forse anche 17. Un'ultima nota riguardante la rilegatura: la costa nera è un qualcosa di eccezionale, che non sfigura affatto nelle migliori librerie.

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    steve61

    13/06/2016 15:27:41

    il libro parte bene, ti coinvolge, ti sembra di essere proprio nel mezzo della narrazione. I personaggi e le storie si intrecciano in modo fluido, ma quando è il momento di dipanare la matassa di tirare le somme, l'autrice sprofonda nel più banale dei finali, lo butta proprio lì senza convinzione chiudendo la storia con un compitino veloce, scontato, per nulla all'altezza delle pagine che lo hanno preceduto. Peccato, leggendolo mi sarei aspettato ben altro...

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    Sara

    07/06/2016 10:27:38

    L'Avallone aveva per le mani tutti gli ingredienti per scrivere un bellissimo romanzo, ma si è lasciata sfuggire quest'occasione. Ed è un vero peccato perchè all'inizio il libro scorre molto bene, davanti agli occhi del lettore emerge il carattere dei personaggi e viene spontaneo affezionarsi alle spregiudicate Anna e Francesca, al capetto Alessio, il maschio Alfa del quartiere e alla sfigata e brutta Lisa (forse il personaggio più maturo). Ma proseguendo la lettura, l'autrice tende a divagare e a perdersi in un ginepraio di storie e altro. Dedica un capitolo intero alla perdita della verginità di Anna con Mattia, mentre per Francesca solo poche righe come volesse dire "tanto ci sareste arrivati da soli". E se la figura di Anna viene delineata e approfondita, quella di Francesca è quasi messa in disparte. Francesca rimane una sorta di fantasmino di cui nessuno sembra più curarsi. Il personaggio di serie B. Poi si assiste ad una sorta di rottura, precisamente dopo la morte di Alessio. Che fine hanno fatto gli altri personaggi? Cosa è successo a Mattia? Dopo il fattaccio lui e Anna stanno ancora insieme?? Non è dato di saperlo, sembra che la Avallone lo abbia messo in un cantuccio assieme a quegli altri. Lei crea i personaggi e quando non le tornano più utili, li lascia sospesi. Il finale è troppo scontato: sparisce Mattia dalla scena e torna Francesca e le due amiche ritrovate finalmente se ne vanno all'Elba, come avevano sempre sognato. Non una parola sui genitori di Francesca, su come facciano a campare nelle loro condizioni, ma Francesca continuerà ancora a fare la spoglairellista al Gilda?! Anna lo sa? Le è bastato vedere di nuovo Francesca e sembra che tutte le cose brutte siano già passate, tra cui la morte del fratello. Un finale così sembra costruito apposta, allo scopo di garantire al romanzo una sorta di equilibrio un pò forzato in cui tutto, dopo le varie catastrofi possibili, debba tornare come prima.

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    Stef

    20/03/2016 18:48:57

    Anche se i temi di un fotoromanzo ci sono tutti: innamoramenti adolescenziali, periferie in degrado, iniziazioni sessuali, un po' di mala, tuttavia, - secondo me - l'A., muovendosi dentro queste cornici, e nonostante alcune incongruenze, sa bene cosa vuol dire e dove vuole andare a finire: inizia dall'amicizia di adolescenti ed esplora il divenire altro di questa relazione, cogliendola a partire dai più difficili momenti dell'adolescenza e giungendo fino alla prima maturità delle protagoniste. Non c'è una conclusione vera e propria; d'altra parte, è la vita ad esser cosi': continua; solo i romanzi finiscono. Introspezione psicologica, sentimenti mostrati spesso in atto più che descritti, dialettica continua con l'ambiente sociale, descrizione partecipe di una parte in crisi della società italiana agli inizi del 2000, vibrazioni lessicali - che mostrano i suoi precedenti come poetessa - sono gli strumenti che la A. sa amministrare già molto bene per dare luogo ad una narrazione che spesso commuove, comunque avvince e persuade della maturità e del complessivo valore dell'opera. 4

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    Barbara

    24/01/2016 20:59:14

    Ho letto prima Marina Bellezza e poi Acciaio , autrice notevole. Questo libro mi è piaciuto molto , storia semplice ma graffiante al tempo stesso. Attendo con anticipazione il terzo libro !

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    Tinama

    18/01/2016 18:35:35

    Un bel libro da leggere e regalare. Interessante e avvincente anche nella struttura e nello stile.

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