Editore: TEA
Collana: Narrativa TEA
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
In commercio dal: 24 giugno 2010
Pagine: 237 p., Brossura
  • EAN: 9788850221028
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Recensioni dei clienti

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    mario

    25/12/2011 21:30:26

    bel libro,si legge in un baleno e ti fa capire in maniera semplice e concreta del perchè questo nostro paese sta andando alla deriva.

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    riccardo

    27/02/2011 14:50:51

    Non è solo un divertente. C'è il capitolo dell' orgia sul megayacht che pare attualissimo: in pratica una descrizione fin troppo partcolareggiata di un Bunga-Bunga. Da leggere.

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    annalisa

    28/11/2010 18:01:49

    Sono logore di vita le vite di questi mari. Cuori ribelli e uomini stanchi. Ignari di se stessi come delle loro rotte. Anime spremute senza un approdo. Spiriti disancorati. Pronti a salpare l'ancora. Equipaggi dispersi. Alla disperata ricerca di una nuova identità da conservare. Prigionieri del proprio essere impoverito, che ogni volta anela a liberarsi e a ripartire. Per riprovarci ancora a dargli un'ultima virata a quel destino. E alla fine è una struggente deriva. Che non è mai soltanto una perdita o un eccesso. Perché c'è sempre un ultimo viaggio da intraprendere. Volto a ristabilire, a sostituire, a compensare. L'ennesima avventura ha inizio, a metà strada tra fiaba e realtà. E spesso il finale immaginario dell'una non coincide con quello prestabilito dell'altra. Ma in tutte le fiabe, anche quelle più tormentate, c'è sempre qualcuno che vince. E la nostra realtà di ogni giorno non fa differenza.

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    nauti

    27/11/2010 11:09:45

    Il mare non redime. Influenzati dai classici, dove il viaggio sull'Oceano era una tappa di formazione, di crescita, quasi di ascesa al cielo. Memori delle parole di grandi navigatori moderni, come Simone Bianchetti, che diceva che l'Oceano è come una grande lavatrice che purifica tutti i peccati... Ci troviamo alle prese con questa marineria della domenica che porta sull'acqua, in barca tutti i vizi e poche virtuù di terra. E senza Oceano, ma piuttosto il tratto di mare "de noantri", tra Fiumicino e Ponza. Il caldo di fine giugno, il casino, i burini, la maleducazione imperante, il canottierume. L'autore racconta di cinque barche e cinque equipaggi, in questo Mare Nostrum, che vorremmo fosse soprattutto loro. Lo skipper ex sballato, che sconta i suoi peccati portando in giro gruppi, coppie di milanesi. Il velista lettore tipo di Bolina, che ci crede e che sembra tanto Verdone-marito di Magda. L'armatore-faccendiere, ricco sfondato, che ha tanto da nascondere. Il cafone rampante che invita l'amico poverocristo per godere di quanto lusso può sfoggiare ... Forse, quest'ultimo è quello che ha più impatto narrativo: davvero ben tratteggiato, tanto è sgradevolee tanto rispecchia nuovi ricchi, nuovi potenti, nuovi farabutti che vanno per mare come se andassero in montagna o in aereo privato. Con contorno di donne a pagamento e cocaina. Non si può entrare molto di più nel dettaglio, perché il libro va goduto. Certo, alla fine si resta con l'amaro in bocca. Ma questo non toglie nulla al valore delle pagine.

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