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Editore: Mondadori
Anno edizione: 1998
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804451051
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Recensioni dei clienti

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    ANT.74

    23/03/2009 08.59.52

    Un romanzo toccante, pieno di patos e che fa riflettere sui temi cari ad Hemingway, quali la morte, l'amicizia, l'amore e la violenza. Scrittura semplice ma incisiva. Dialoghi che ribadiscono più volte lo stesso concetto, in cui lo scrittore sembra martellare e giocare sulle parole, quasi volesse inculcarceli in testa per non dimenticare le atrocità della "stupida" guerra. Lo consiglio!

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    Alice

    07/11/2008 21.17.48

    Ho letto questo libro a 13 anni, dieci anni fa quindi. Che Dire? Intenso e straziante.... In altre parole immenso! Chi di noi, giunto al suo termine, non è tornato a piedi in albergo sotto la pioggia?

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    Giorgio

    28/09/2008 12.08.26

    Una lotta continua contro la sconfitta, nella guerra e nella vita. Da leggere per intuire il senso di precarietà ed apprezzare le nostre vite fin troppo sicure..

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    Piero Suriano

    21/01/2008 23.00.40

    Addio alle armi può essere letto in due modi: come romanzo d’amore immerso in uno scenario di guerra o come libro di guerra che sfocia in un inno all’amore eterno. Questo a seconda delle prospettive dalle quali ci si pone e dal tipo di lettore interessato. Nel primo caso, l’irrequieto tenente Frederic Henry, troppo poco americano nel credere alla favola della operosa bontà umana e troppo poco europeo nell’avere fede assoluta nella fratellanza universale, e la diafana Catherine Barkley, talmente bella, bionda e onesta da far pensare che esista solo nell’immaginazione dell’innamorato, si stagliano nell’orizzonte narrativo del romanzo oscurando le vicende tragiche della guerra che si riducono ad una cornice ingiallita di un quadro appena dipinto e dai colori sempre vivaci. Nel secondo caso invece, la guerra diventa la protagonista del libro e i lutti che ne conseguono, anche la morte di Catherine e di suo figlio, appaiono solo inevitabili effetti di meccanismi messi in moto da qualcuno che fa leva sulle bassezze della natura umana. In entrambi i casi si perde qualcosa: l’universalità delle passioni umane e l’intima individualità che le differenzia l’una dall’altra nell’atto di realizzarsi concretamente. Ciò che unisce ineluttabilmente amore e guerra nel romanzo è la costante presenza, talora discreta, talora sfacciata, della morte che pervade i pensieri dei personaggi, anche quando sono felici, o fingono o si sforzano di esserlo. Amara è la conclusione di Henry: essere chiamati alla vita senza un perché, come il bambino che la sua Catherine porta in grembo, o i commilitoni Aymo e Rinaldi, e con la stessa meccanica e brutale assenza di spiegazioni dover dir di sì all’appello della morte quando si sta appena assaporando la vita non richiesta. Splendida la descrizione dell’arrivo della neve che segna la fine dell’autunno e l’inizio della vita di trincea. La neve diventa la testimone silenziosa dell’impossibilità degli uomini di superarsi in guerra o di addivenire ad un accordo in pace.

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    simona

    11/01/2008 18.25.07

    Hemingway descrive magistralmente un'Italia martoriata dalla guerra e i personaggi che si muovono in questa atmosfera di vita-morte. La storia d'amore è esasperata proprio perchè rappresenta la vita a cui ci si aggrappa in situazioni così spaventose. Speranza e tormento, amore e morte sono presenti in ogni pagina. Kathrine non è proprio la donna con gli attributi e una personalità così sfaccettata da fare innamorare un uomo come Fred. Il finale e il tra le righe fanno grande questo romanzo.

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    Ariberto Terragni

    20/11/2007 16.13.59

    Un romanzo che è una pietra miliare, scritto con le lacrime e il sangue. Per quanto riguarda il finale c'è poco da fare: esemplare per la sua straziante bellezza e intensità. Un autore come Hemingway è solo da ringraziare.

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    ivano

    10/11/2007 12.34.51

    Capolavoro. Non é vero che la parte sentimentale è più debole rispetto al racconto di guerra perchè fa da contraltare con la forza dell'amore tra i due protagonisti alla distruzione della vita umana rappresentata dalla guerra, ed entrambe si innalzano in una dimensione universale.

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    Rick

    19/03/2007 11.46.39

    Non è il mio autore, non è il mio stile. Troppo piatto, dialoghi frammentari e spesso superflui nell’economia del romanzo, i riferimento storici rimangono sullo sfondo, brilla solo la descrizione della ritirata e delle esecuzioni sommarie degli ufficiali italiani disertori. Altro bel pezzo è la descrizione del viaggio sul Lago Maggiore che mi ha affascinato, forse perché conosco bene i luoghi e ritrovarli descritti com’erano quasi un secolo fa’ produce un certo effetto. Rimane forte il richiamo a valori anti-militareschi ed è solo grazie a questo ancoraggio che il romanzo alla fine non può non rimanerti attaccato.

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    tiziana

    15/01/2007 16.23.18

    ho dovuto leggere questo libro su 'invito' dei miei prof..adoro leggere e una delle cose che detesto maggiormente è quando non riesco a concludere un libro già cominciato...a dir la verità ciò non è mai successo se non con questo...è noiosissimo! e dire che mi mancavano poche pagine x finirlo ma è stato proprio un rifiuto...non mi è piaciuto così come non mi è piaciuto 'uomini e no' di vittorini, che prende spunto proprio da hemingway e dalle sua scrittura a mio parere insopportabile..non capisco come possa piacere un libro che in ogni dannato dialogo ripete dieci volte la stessa battuta, totale assenza di azione..è inconcludente e impersonale, lo sconsiglio proprio...leggetevi 'niente di nuovo sul fronte occidentale' di e.m.remarque..quello si che è un libro! PS.mi piacerebbe ricevere risposte di pareri differenti x cercare di capire dove sbaglio,dato che sembra essere così apprezzato..

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    Lucia

    11/12/2006 18.00.43

    è un libro bellissimo!!! Subito sulla prima pagina il libro ci mostra la natura impoverita e sciupata dai polveroni delle truppe di passaggio e dal fuoco delle bombe;quest'aria cupa e la continua pioggia che mostra la tristezza dell'ambiente.Attraverso "addio alle armi",Hemingway ci mostra un suo modo di vedere la vita,la quale ha soltanto un'unica fine tragica, ma che comunque vale la pena di provarla e di viverla.

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    lorenzo

    04/12/2006 14.55.55

    un ottimo libro, con un finale che lascia veramente il segno.

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    Giovanni

    29/09/2006 15.10.16

    E' un bel libro, ma, proprio come "per chi suona la campana", ha un grosso limite: la storia d'amore (banale) e il personaggio femminile. Ha ragione Broccolina90 (ma che razza di nome è?!): è una donna servile (chissà perchè tutti i commenti di critici letterari la descrivono come se avesse un carattere forte), noiosa è di cui non mi innamorerei mai, anche se dalla descrizione sembra una gran gnocca. E poi: amore a prima vista! Non esiste nulla di più idiota: anche ammesso che tu ti innamori di una tipa appena la vedi, è piuttosto improbabile che lei si innamori di te nello stesso momento! Cmq c'è l'attenuante: durante la guerra, le emozioni sono più intense, è quindi possibile che ci si innamori in modo così assurdo. Per il resto, è perfetto: uno stile asciutto ma coinvolgente, descrizione credibile delle vicende e dei personaggi (a parte la storia d'amore, come già detto). PS: il vecchio e il mare è un libro bruttissimo, perfino un fan di Hemingway come Bukowski lo considera una schifezza!

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    Gaetano

    12/07/2006 13.21.23

    La fascinazione per Fiesta mi ha spinto a leggere Addio alle armi, da molti ritenuto il capolavoro di Hemingway! ora io non sono Hornby che fa classifiche...però credo che nel caso del nostro ernest non si possa fare una selezione di opere...fermo restando che ognuno ha i suoi gusti! in Addio alle armi c'è la descrizione perfetta della tragicità della vita e il messaggio che comunque val la pena di viverla...morte amore, guerra, vita...e sullo sfondo un'Italia martoriata! ho sempre creduto che Hemingwey fosse un finto duro...uno che si tiene tutto dentro...che non si sbilancia su se stesso ma solo su ciò che vede....invece in Addio alle armi mostra gli attributi per non dir altro! e poi c'è questa patetica ma tenera figura femminile...catherine...infermiera che muore in un paese inutile quale è la svizzera, paese della croce rossa! c'è ironia ma soprattuto tanto amore o meglio tanto bisogno d'amore nelle ultime pagine davvero fantastiche e sublimi di Addio alle armi! non credo che il loro fosse amore vero...ma la voglia di pace, di vita, di sesso, di tenerezza, di tranquillità, di condivisione che tutti anelano! morta catherine il protagonista torna a chiudersi in sè...continua a vivere per aspettar la morte e affrontarla a mani aperte e bocca serrata! un libro che andrebbe letto solo per poterlo leggere fino alla fine...chi già l' ha fatto sa cosa intendo dire!

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    senpai laura

    27/06/2006 11.42.39

    Interessante come significato e come ambienti, ma non come trama, con una storia d'amore piuttosto banale e, a volte, discorsi poco scorrevoli tra i personaggi. Inoltre, non avendolo letto nella sua lingua originaria, l'intensità del libro spesso mi è scaduta a causa di una traduzione alle volte blanda e di poco valore emotivo (come, del resto, la maggior parte dei libri tradotti). Tuttavia, penso che rileggerei questo libro una seconda volta per afferrare dettagli che forse non ho compreso.

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    Fulkiegaard

    13/03/2006 00.36.14

    Libro immensamente bello....hemingway è sempre la dimostrazione di come poter impiegare del tempo della propria vita leggendo un libro senza poi chiedersi:"Ho perso del tempo???" CONSIGLIATO

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    francy

    04/01/2006 17.17.29

    coinvolgente la parte riguardante la guerra , l ' ambiente che crea hemingway è molto crudo e verosimile. mi è parso noiosa la storia d'amore del protagonista con chaterine , quasi irreale e patetica a mio giudizio. leggetelo se nn l avete letto è sicuramente un bel libro ma non è molto scorrevole.

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    Broccolina90

    05/09/2005 10.47.38

    non posso affermare che questo romanzo sia un capolavoro, ma neppure dire di esserne rimasta delusa. molti di voi non hanno apprezzato la parte riguardante la storia d'amore ed effettivamente vi sono molte pagine di discorsi diretti piuttosto banali e patetici. inoltre il personaggio femminile ha una personalità troppo povera. ella si lascia sottomettere dal suo uomo senza mostrare un minimo di carattere. è anche vero però che la storia d'amore, contraponendosi al tema della guerra, è parte integrante del libro e probabilmente senza di essa "addio alle armi" no sarebbe stato cosiderato un capolavoro della letteratura americana. a me personalmente, se il libro fosse stato incentrato solo sul tema della guerra, sarebbe parso tedioso e monotono. i due differenti temi fanno in modo che il lettore apprezzi entrambi senza doversi soffermare troppo solo su uno di essi. questo è il punto di vista di una 15enne

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    Miele4422

    29/08/2005 17.14.53

    é il primo romanzo che leggo di Hemingway e sinceramente mi ha deluso.........molto avvincente la parte sulla guerra, e sulla sua crudeltà ma la storia d'amore mi è sembrata quasi superflua alla storia di per sè....non centra niente soprattutto dopo aver letto il finale.........uno dei poco libro che mi ha lasciato veramente poco

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    franz

    29/08/2005 11.24.29

    2 giusto perchè si tratta di hemingway. anche se appare irriconoscibile. buona la parte sulla guerra e la sua denuncia alle contraddizioni che essa si porta dietro. in questo ricorda un po Orwell ma molto, molto da lontano. assurda invece la storia d'amore, per nulla coinvolgente, a tratti noiosa, addirittura inutili alcuni capitoli, e il finale..........alzi la mano chi si è commosso!

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    enomis

    12/07/2005 21.58.03

    Prosa travolgente come la guerra e l'amore. Frullateli per bene ed otterrete una miscela esplosiva. Ernest maestro di vita.

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