Editore: Villaggio Maori
Collana: Romanzi
Anno edizione: 2010
Pagine: 128 p., Brossura
  • EAN: 9788890356964
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Recensioni dei clienti

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    matteo

    15/10/2012 16:50:55

    comprato dopo averlo letto le città invivibili. molto diverso da quello, ma mi sono divertito e ho imparato a vedere Parigi attraverso gli occhi del protagonista.

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    Sabrina

    25/01/2011 23:21:26

    Domenico Cosentino, poeta underground. Così c'era scritto su un vecchio biglietto da visita, e così ho imparato a conoscerlo, attraverso le parole delle sue poesie. Scoprirlo in questa nuova veste mi ha piacevolmente sorpresa. Domenico alterna abilmente momenti di pessimismo cronico a momenti di comicità, il tutto scritto in modo semplice e scorrevole. "Addio Kind of Blue" non è solo il resoconto della sua esperienza parigina; questo romanzo ci regala spaccati di storia e cultura francese, ci racconta come vivono gli immigrati e la solidarietà che può nascere tra persone culturalmente diverse, ma che condividono la stessa condizione sociale. Con le sue parole ha suscitato in me la curiosità di visitare quelle strade, quelle piazze, che tanto hanno affascinato un così "burbero" uomo. Non ho mai amato la Francia, forse perché non ho mai avuto una buona opinione dei francesi; ma Parigi, vista dagli occhi di un'anima migrante, mi è parsa davvero una città magica.

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Nico lascia l’Italia e con essa il mix di lavoro in nero mal retribuito e delusioni sentimentali in cui è rimasta intrappolata la sua vita a Napoli. Una volta a Parigi però si accorgerà in fretta che la sua nuova vita all’estero non sta andando esattamente come aveva immaginato. Ben lontano dall’essere un ospite comunitario gradito, soffrirà la fame e l’emarginazione come è accaduto, prima di lui, agli extracomunitari con i quali inizierà a costruire i primi rapporti autentici della sua vita parigina. Ma ci sarà spazio per i sentimenti nel clima di disillusione, in una Parigi offuscata dalle rivolte delle banlieues? Confuso, stanco e spesso fuori luogo, Nico appare come il paradigma esasperato di una generazione di trentenni alle prese con esistenze sfuggenti, nelle quali gli interrogativi angoscianti di un futuro sempre più incerto vengono messe a tacere da un procurato stordimento dei sensi, dall’agire inutile, da rapporti inconsistenti. Probabilmente l’emigrante più indecente d’Italia tra le vie di una delle città più belle d’Europa.