Traduttore: F. Ascari
Editore: TEA
Collana: Le rose TEA
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
Pagine: 414 p., Brossura
  • EAN: 9788850247387
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Descrizione
Londra, 1874. Margaret Prior, giovane donna di buona famiglia, decide di prestare opera di volontariato nella prigione femminile di Millbanks e portare conforto alle detenute costrette a una vita dietro le sbarre. Tra queste incontra la bellissima e conturbante Selina Dawes, una medium dal volto d'angelo, dotata di poteri soprannaturali. L'attrazione tra le due donne è palpabile, ma a mano a mano che le visite di Margaret alla prigione s'infittiscono, misteriosi eventi le accadono: un lucchetto sparito dalla sua stanza, fiori che appaiono dal nulla, quella donna che sembra sapere tutto di lei e del suo passato e che, soprattutto, sembra innamorata di lei. Sullo sfondo della Londra vittoriana, un romanzo pieno di potere e di passione, denso di erotismo, ma oscuro e inquietante, dove mystery e atmosfere gotiche si fondono con esito avvincente.

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Recensioni dei clienti

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    federica

    21/06/2009 18:34:18

    All'inizio la storia è lenta ma dopo un pò ti prende e lo leggi con piacere anche se a dire il vero rimane un pò monotono...lo stile narrativo è comunque buono, la trama si basa senza dubbio sull'ambiguità, su cose che si intuiscono ma nn vengono dette. Il finale ha dimostrato un colpo di scena soddisfacente ma è come se qualcosa non quadrasse (secondo me). In ogni modo l'ho trovata una lettura interessante e mi piacerebbe leggere altri libri della Waters.

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    Alina

    17/11/2008 12:14:42

    Dopo un inizio un pò lento, la storia decolla alla grande e ti trascina in un turbine di emozioni. Consigliato

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    chi

    04/07/2006 16:07:29

    Come è finita Margaret Prior? (© jemmy II/05) “In due anni mi sono trasformata in una zitella. C’erano molte zitelle oggi mi pare… più certamente, di quanto ricordi. Forse, però, è lo stesso per le zitelle e i fantasmi: si deve appartenere alle loro schiere per scorgerne la presenza.” Waters ci invita ancora nel suo salotto vittoriano debordante, con classe infinita, di aristocratiche inquiete e problematiche, di storie piccole e forse intuibili (ma Dio non voglia che se ne parli!) di rapporti frantumati dalla struttura sociale e dai modi del vivere, di famiglie che stritolano gli individui nel tentativo perenne di proteggerli dalla vita di fuori. Dal mondo. Se non fosse che. Ogni uomo è un mondo ogni stanza è un mondo, in questo romanzo anche il carcere di Millbank è un mondo. Margaret Prior è una giovane donna colta e delicata che pare quasi incapace di muoversi tanto è concentrata su un pensiero di un passato che non può tornare e su un presente che non avrebbe dovuto essere ma che figlia e cresce e mette denti e rallegra l’ambiente circostante. Helen ha un bambino. Margaret ha un fratello che ha sposato Helen e una sorella che sta per sposarsi e andare in viaggio di nozze in Italia. Anche Margaret avrebbe dovuto ma suo padre è morto e la vita diventata stanziale e i libri polverosi e sua madre querula. Selina Dawes è una giovane donna che se pure non avesse poteri da medium avrebbe intenzioni e quand’anche decidesse di mutare intenzioni o di lasciarle in un cassetto a seccarsi avrebbe una cameriera fedelissima pronta a rammentarle ogni passo del suo percorso di vita. Ogni passo e ogni proprietà. Selina Dawes è rinchiusa nel carcere di Millbank per truffa e aggressione e certamente, pensa il signor Shillitoe, caro amico del padre di Margaret, Alla signorina Prior farebbe bene uscire da questa casa e avere uno scopo nobile come è certamente quello di ricondurre sulla via del pentimento le donne perdute del carcere. Se non fosse che. Ogni carcere, e questa, è una perdizione comunque, così alienante… dall’ar...

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    Ale

    18/11/2005 13:36:07

    Leggendo le recensioni sul sito mi aspettavo un po' più di suspence psicologica... In realtà del libro ho apprezzato moltissimo le descrizioni del carcere di Millbank e delle sue guardiane che per me sono i veri protagonisti del racconto. Ho trovato le due eroine un po' inconsistenti. Comunque interessante e ben scritto (a parte quando l'autrice si perde nei drammi passionali della protagonista), nel complesso lo consiglio.

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    laura

    01/07/2005 11:31:06

    mi è piaciuto molto....ho preferito ladra ma anche questo merita, ottime le descrizioni e il colpo di scena verso la fine.

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    Francesca

    18/06/2005 11:56:36

    Avevo letto il primo romanzo dell’autrice (Ladra…. anzi, la traduzione letterale sarebbe Borsaiola), sempre ambientato nell’epoca vittoriana. Lì la trama è più scoppiettante, l’ambientazione è più variegata e i colpi di scena sono moltissimi. Questo è più intimista, la vita della protagonista trascorre in giornate apparentemente “normali” e in un circoscritto spazio d’azione. Mi sono piaciuti moltissimo entrambi i romanzi. Ma direi che mentre Ladra ti coinvolge più che altro per l’ottima suspense, Affinità ti convolge di più sul piano emotivo e quindi alla lunga ti rimane più impresso. In ogni modo la Waters è una bravissima scrittrice.

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    Dodo

    04/05/2005 20:33:40

    Inizialmente la stesura sembra frivola, ma dopo le solite presentazioni la storia diventa coinvolgente e trascinante,pur di finirlo non sono andata a dormire ieri, il finale è amaro ma originale e ti lascia uno strano sapore in bocca. La protagonista sembra a tratti (grandi tratti) Emma Bovary nel pieno della sua follia e delle sue crisi per mancanza d'affetto. Il patos è bello ed è un dispiacere interrompere la lettura, anche se magari la storia è un pò... Sintetizzando il tutto: Madame Bovary ha cambiato sponda ed è diventata ancora più debole

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    isabella

    18/04/2005 10:12:15

    Finito di leggere ieri mattina. Margaret Prior, zitellona in cerca d'amore da dovunque esso provenga finisce con l'esserne vittima. Da leggere

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    alba60

    27/01/2005 22:00:48

    L'ho trovato banale, una scrittura casalinga senza alcun mordente. Pietosa la figura della Prior, coinvolta e sconvolta e davvero priva di fascino la sua amica di cui ho anche dimenticato il nome, che non riesce a suscitare passione e resta schiacciata sul fondo, fluttuante come doveva essere ma tanto da essere dimenticata. Non mi sento di leggere altro di questa scrittrice

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    Dario

    11/01/2005 08:28:09

    Ottimo libro di cupa atmosfera che riesce a risultare appassionante come un thriller con il solo ritratto psicologico delle protagoniste. La Waters è bravissima - anche il suo "Ladra" merita davvero - nel ricreare il flair vittoriano tanto di moda al momento.

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    Margaret Prior ha qualche problema: insignificante trentenne da sempre in secondo piano rispetto al fratello (che ha avuto la possibilità di laurearsi in quanto maschio) e alla bellissima sorella minore (in procinto di maritarsi con un buon partito), è reduce da due anni di esaurimento con tentato suicidio, causato dalla morte dell’amatissimo padre e dalla perdita dell’amante, Helen (rientrata nella “normalità” sposando a sorpresa proprio il fratello di Margaret). Come si addice alle zitelle perbene della Londra vittoriana, la signorina Prior è destinata a fare da assistente e dama di compagnia alla madre per il resto dei suoi giorni. Emotivamente fragile, dipendente da cloralio e laudano, per tirarsi su di morale Margaret decide di darsi al volontariato e va a far visita alle sventurate recluse della tetra prigione di Millbank: qui incontra la giovane Selina Dawes, seducente spiritista accusata di truffa e aggressione. La ragazza borghese prenderà come specchio della propria infelicità la popolana Selina, elevandola a possibilità di vita altra senza tener conto dell’astuzia di chi dalla vita ha avuto poco. Romanzo della pluripremiata Sarah Waters edito da Ponte alle Grazie, “Affinità” è giocato sull’ambiguità e sul non detto, protagonista il dubbio che da subito prende il lettore: Selina ci fa o ci è? Storia d’amore e di mistero in salsa gotica costruita su una trama semplice che riserva alle ultime pagine le rivelazioni eclatanti (facilmente intuibili) e sviluppata attraverso i diari incrociati delle due protagoniste, “Affinità” è un romanzo ad alta densità femminile e femminista, dove la debole Margaret viene riscattata da una quantità di coraggio sufficiente a tentare la fuga da un mondo che non la capisce e da un destino segnato; la narrazione mostra i suoi lati migliori nei particolari descrittivi, nelle atmosfere neo vittoriane, nelle relazioni tra i personaggi e in una sensualità esplicita quanto basta. Non lasciatevi ingannare da chi lo presenta come thriller: non succede praticamente niente.

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    Carolina

    06/11/2004 17:31:38

    Assolutamente coinvolgente..ambientazioni, personaggi.. tutto congeniato in modo stupefacente dalla prima all'ultima pagina..descrizioni eccellenti..500 pagine lette in un giorno!Una grande scoperta questa Waters..

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    fabio da pegli

    10/10/2004 17:31:03

    bella trama che si articola in un angoscioso penitenziario femminile londinese in epoca vittoriana. la storia ruota, però, su cardini arruginiti, e risulta, tra dissidi familiari, poteri medianici e omosessualità malcelate, un pò lento e pesante.Buono comunque il finale che salva il libro da un brutto giudizio. Lo consiglio?......direi di si ma agli amanti dei "balli lenti"!!!!

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