Al giardino ancora non l'ho detto - Pia Pera - ebook

Al giardino ancora non l'ho detto

Pia Pera

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Dimensioni: 1,78 MB
Pagine della versione a stampa: 215 p.
  • EAN: 9788868334888

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«L’eleganza della scrittura e del mondo di Pia Pera mi hanno sempre affascinato, ma questo libro è unico e pieno di grazia. Un grande, coraggioso regalo».
Daria Bignardi

«Pia Pera ritaglia dai bordi della malattia – sua, ma anche dell'essere umano in quanto tale – una terra di luce e di libertà».
Chiara Gamberale

«Un libro dolente e luminoso».
Michele Serra, la Repubblica

«Questo libro di Pia Pera è splendido
Nicola Gardini, Sole 24 ore

Per molti versi, avrei preferito non dover pubblicare questo libro, che non esisterebbe se una delle mie scrittrici preferite – non posso nemmeno incominciare a spiegare l’importanza che ha avuto nella mia vita, professionale ma soprattutto personale, il suo Orto di un perdigiorno – non si trovasse in condizioni di salute che non lasciano campo alla speranza. Eppure. L’orto di un perdigiorno si chiudeva con una frase che mi è sempre sembrata un modello di vita, un obiettivo da raggiungere: «Ho la dispensa piena». Oggi questa dispensa, forse proprio grazie alla sua malattia, Pia ha trovato modo di aprircela, anzi di spalancarcela. E la scopriamo davvero piena di bellezza, di serenità, di quelle che James Herriot ha chiamato cose sagge e meravigliose, di un’altra speranza. È davvero un dono meraviglioso quello che in primo luogo Pia Pera ha fatto a se stessa e che poi, per nostra fortuna, dopo lunga riflessione ha deciso di condividere con i suoi lettori. Non posso aggiungere molto, se non raccomandare con tutto il mio cuore la lettura di un libro che, come pochi altri, ci aiuta a comprendere la straordinaria avventura di stare al mondo.
Luigi Spagnol

«Bellissimo e struggente».
Serena Dandini
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    Antonio Poso Zurlo

    03/06/2020 11:34:05

    In due sole parole: magistralmente introspettivo.

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    vigni

    15/05/2020 22:19:07

    Con parole delicate, ma anche dolorose incerte e anche interrotte ho trovato la storia di una vita. La scrittura è quella di una donna. Piena di emozioni, colori profondità profumi....e poi il giardino. Che nasce e cresce. Vive per lei e grazie a lei. E poi la malattia. Il dolore lascia il posto alla preoccupazione del futuro del giardino. Ma tutto trova un senso come la vita.

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    barbara

    19/09/2019 20:44:08

    Profonda analisi dell'autrice dalla scoperta della malattia agli ultimi giorni. Il giardino è la sua anima, la sua eredità. È l'unico luogo dove l'autrice si sente libera e la vera cura al suo spirito. Un bellissimo cammino tra molteplici varietà di piante verso la speranza.

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    giuseppina

    19/09/2019 15:42:39

    libro struggente con pensieri che pervadono tutti i possessori di un giardino. che ne sarà del mio dopo la mia morte?

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    Ilaria

    19/09/2019 12:08:54

    Un libro molto toccante, delicato e triste, ma di una tristezza data dalla consapevolezza di essere circondati di meraviglia e sapere di non poterne godere ancora a lungo. Un libro forte, che fa versare lacrime e che va letto lentamente per gustare a pieno tutte le descrizioni, le riflessioni e la dolcezza che Pia sa trasmettere in maniera eccellente.

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    Tamara

    08/03/2019 17:22:37

    Una lettura molto toccante. Chi riceve una diagnosi di malattia inguaribile, vive settimane e mesi molto speciali. Dopo il trauma, l'angosciosa incertezza di ciò che accadrà può diventare pervasiva. Ma esistono anche altri modi e pensieri. Il libro ne racconta uno, che ha a che fare con l'incanto di una natura amata e trovata soprattutto nelle piante del proprio giardino. Libro tristissimo, ma molto ben scritto, con taglio decisamente femminile. L'esplorazione delle emozioni descritte nel concepire la fine dell'esistenza non fa bene a chi legge; non si tratta dunque di cure palliative, ma di uno specchio sul quale preferiamo tutti che siano gli altri e non noi a riflettercisi. Consiglio sinceramente la lettura di questo libro.

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    Ursula

    21/09/2018 17:14:45

    Un libro veramente toccante. Chi riceve una diagnosi di malattia inguaribile, vive settimane e mesi molto speciali. Dopo il trauma, l'angosciosa incertezza di ciò che accadrà può diventare pervasiva. Ma esistono anche altri modi e pensieri. Il libro ne racconta uno, che ha a che fare con l'incanto di una natura amata e trovata soprattutto nelle piante del proprio giardino. Libro tristissimo, ma molto ben scritto, con taglio decisamente femminile. L'esplorazione delle emozioni descritte nel concepire la fine dell'esistenza non fa bene a chi legge; non si tratta dunque di cure palliative, ma di uno specchio sul quale preferiamo tutti che siano gli altri e non noi a riflettercisi.

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    simona

    24/04/2017 19:47:30

    Libro sublime, da centellinare lentamente, pagina dopo pagina. Uno scrigno ricco di insegnamenti.

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    CAIOLA JOSEPH

    18/04/2017 09:13:04

    Un libro "vivo", un percorso umano che riguarda chiunque si interroghi sulla consapevolezza di una malattia inguaribile e sulla moerto. Profondo e struggente.

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    Alessia

    17/10/2016 10:45:40

    Ho finito il libro... bello ma lento .. troppo lento

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    RossaMina

    11/10/2016 23:49:36

    Ho finito questo libro per rispetto alla memoria dell'autrice, ma che fatica!

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    Paolo Cornaglia Ferraris

    07/09/2016 11:21:13

    Chi riceve una diagnosi di malattia inguaribile, vive settimane e mesi molto speciali. Dopo il trauma, l'angosciosa incertezza di ciò che accadrà può diventare pervasiva. Ma esistono anche altri modi e pensieri. Il libro ne racconta uno, che ha a che fare con l'incanto di una natura amata e trovata soprattutto nelle piante del proprio giardino. Libro tristissimo, ma molto ben scritto, con taglio decisamente femminile. L'esplorazione delle emozioni descritte nel concepire la fine dell'esistenza non fa bene a chi legge; non si tratta dunque di cure palliative, ma di uno specchio sul quale preferiamo tutti che siano gli altri e non noi a riflettercisi.

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    Diana

    03/08/2016 18:00:17

    Un libro bellissimo, che ti stringe il cuore perche' sai gia' come va a finire. L'autrice parla del suo giardino, grande e meraviglioso, che ha creato lei con le sue mani. E nel frattempo racconta della sua malattia che sa che la portera' alla morte; e, come tutti, ne ha paura, e si fa domande sulle cose non fatte e sull'impossibilita' di farle adesso, quando e' troppo tardi, salvo poi arrivare alla conclusione che nel momento in cui aveva preso certe decisioni ne era convinta: puo' e deve quindi pensare al presente e cercare di vivere momento per momento. L'autrice racconta il suo declino fisico, quasi giorno per giorno: la sua angoscia ma anche la sua capacita' di accettarlo, o comunque di conviverci. Un passo che mi e' piaciuto molto e' questo, quando si paragona al suo giardino: "comincio a somigliare sempre piu' a una pianta di cui bisogna prendersi cura, divento sorella di tutto quanto vive nel giardino, parte di questa scofinata materia di cui ignoro confini e profondita' ": e' sempre piu' simile al suo giardino, ora non e' piu' lei che se ne puo' prendere cura, sono gli altri che si devono prendere cura di lei.

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    Carol

    17/07/2016 18:14:09

    Si tratta di un diario senza date, scandito dalle stagioni, da quanto avviene in giardino (fioriture, semine, alberi che mettono e perdono le foglie, piante che crescono e muoiono, animali che arrivano e se ne vanno) e nel corpo della scrittrice, colpita da una non meglio definita malattia del motoneurone, che progressivamente la priva della forza e della capacità di muoversi. Quello che ho apprezzato di più è la sincerità dell'autrice, l'onestà nel rivelare i suoi pensieri più profondi, che spesso sono anche quelli di tutti di fronte alla malattia, all'invalidità, alle vite altrui, alle scelte di vita degli altri. Infinite e precise le descrizioni di fiori e piante, anche se non ho potuto apprezzarle fino in fondo perché non in grado di affiancare l'immagine corrispondente ai nomi citati, sapendo poco o niente di botanica. Pia Pera dice poco di sè, della sua vita precedente alla malattia, dei suoi amici, chiamati solo per nome, che vanno e vengono sul palcoscenico della sua casa senza essere presentati, eppure lascia qualcosa di più profondo: riflessioni sul significato della morte, più che della vita.

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    carlo

    11/07/2016 22:10:51

    libro profondo e leggero. già letto due volte sempre con nuove emozioni. grazie Pia

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    Silvana

    25/04/2016 10:42:54

    Delicato e struggente. Un grido silenzioso.

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    Stefania

    29/03/2016 15:29:42

    Splendido, straziante diario. A scrittrici come Pia Pera, ed ai suoi coltissimi, profondi, ed a volte implacabili giudizi, dovrebbe essere concesso spazio ovunque: medicina per lo spirito stanco di banalità,guida sentimentale per i giovani, consolazione per le incessanti e terribili domande per cui non esiste risposta.

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    rita

    11/03/2016 17:30:00

    L'onestà di questo libro è commovente. Grazie a Pia Pera.

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  • Pia Pera Cover

    Pia Pera (Lucca 1956 - 2016) è stata una scrittrice italiana.Giornalista presso «l’Espresso», «Panorama», «Elle», «Gardenia», «The TLS», «Il Sole24Ore», professoressa di Letteratura Russa all’Università di Trento, traduttrice di classici russi, ha anche tenuto vari corsi di scrittura creativa.Ha scritto libri di narrativa, di non fiction e di riflessione sul giardinaggio, la sua grande passione.Ha tradotto e curato classici russi come La vita dell’Arciprete Avvakum (Adelphi, 1986), Evgenij Onegin di Puskin (Marsilio, 1995), Un eroe del nostro tempo di Lermontov (Frassinelli, 1996).Fra i sui libri possiamo ricordare La bellezza dell'asino (Marsilio, 1992), Diario di Lo (Marsilio, 1995), L’arcipelago... Approfondisci
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