L' albergo sulla baia di Mulberry

Melissa Hill

Traduttore: A. Tissoni
Editore: Rizzoli
Collana: Rizzoli best
Edizione: 384
Anno edizione: 2017
Pagine: 383 p., Rilegato
  • EAN: 9788817093637
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Recensioni dei clienti

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    Ombretta

    28/08/2017 13:32:45

    Un libro rosa deve per forza essere così noioso e scontato? Non credevo fosse possibile annoiarsi tanto leggendo una storia d'amore. Passi che si debba capire subito dove si andrà a parare come in tutti i libri rosa, ma un pò di svolgimento no? Mai incontrato un uomo in un romanzo rosa così tanto cerebrale e così poco passionale.

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    Ely

    28/06/2017 16:33:05

    Ho letto questo libro dopo avere attinto alla libreria di mia mamma, ma comunque conoscevo già l'autrice ed ho sempre apprezzato i suoi romanzi. La storia è molto carina, dove il protagonista indiscusso è un grande albergo che sorge sulla baia di Mulberry. L'albergo è li da generazioni e generazioni, e da sempre tutti i cittadini del paese hanno ricordi piacevoli legati a lui, come feste di matrimonio, battesimi, anniversari ed anche semplici ricorrenze felici, ma dopo tanti anni l'albergo ha perso il suo splendore. Qui incontriamo Elle e Penny, che sono nate ed hanno sempre vissute nell'albergo che ora è di proprietà dei genitori, e del posto hanno solo ricordi felici. Le due sorelle sono diverse tra di loro, e mentre Elle decide di intraprendere la carriera di architetto a Londra Penny rimane in paese ad aiutare i genitori nella conduzione dell'attività. Tutto sembra andare per la sua strada, ma Elle riceve una chiamata, la madre Anna è morta e deve tornare a Mulberry. Qui si scopre che negli ultimi anni l'albergo non era un'attività ma un vero e proprio debito, ma anche se cade letteralmente a pezzi è sempre stata la vita di Anna e contro ogni possibilità si potrebbe pensare di farlo tornare al suo antico splendore, ma la cosa chiede soldi ed il nuovo titolare della banca sembra essere un osso duro. Certo non ha fatto i conti con i cittadini di Mulberry. Elle ci prova con tutte le sue forze a farsi venire delle idee, aiutata dalla sorella Penny, la sognatrice delle due, che però non ha mai spiccato il volo ed è sempre stata nella sicura cittadina, ed il padre Ned, taciturno e chiuso in se stesso, che si è sempre espresso con i testi delle canzoni dei suoi amati Beatles, e dopo la scomparsa della moglie si chiude ancora di più. Le ragazze trovano dei validi alleati in Colin, uno scrittore inglese unico cliente dell'albergo, e Rob, che fortunatamente ha una ditta edile e gran parte dei lavori se li sobbarca lui, ma Rob è una presenza particolare...

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    Enza

    13/03/2017 13:55:57

    Bello, intenso, trascinante. Sono storie che ti lasciano dentro qualcosa, che si ricordano. Anche l'ambientazione è molto bella. E la colonna sonora dei Beatles vi risuonerà nella testa per tutto il tempo della lettura!

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Le prime pagine del romanzo

Estate 1989

«Penny, forza, sbrigati o la perderai!» gridò eccitata Elle Harte mentre correva scalza sulla spiaggia con i capelli color rame che mulinavano al vento. La sabbia dorata e i ciottoli ocra contornavano sinuosi la distesa blu del mar d'Irlanda, increspato da onde orlate di una spuma simile a schiuma da barba.
La sorella di dieci anni - Penny aveva due anni meno di lei - faticava a starle dietro. Con le sue gambette non era altrettanto veloce e le mancava il fiato. Elle era sempre stata molto più atletica. Sentiva le dita dei piedi affondare nella sabbia umida e muoveva energicamente le braccia per correre più inf retta. Voleva riuscire a vedere la nave prima che si allontanasse lungo la costa
«Elle, per favore, fermati» esclamò Penny.
Lei invece proseguì per un'altra cinquantina di metri per poi arrestarsi di colpo con un braccio puntato verso l'orizzonte e l'altro piegato per proteggersi gli occhi. «Guardala, è proprio come la nave dei pirati dei Goonies» gridò riferendosi al film d'avventura che entrambe adoravano.
Un istante dopo Penny la raggiunse. Si scostò i capelli chiari e sottili dal volto, poi si premette una mano sul fianco per attenuare una fitta dovuta allo sforzo. «Dovevamo proprio correre così? Penso di aver messo il piede su una medusa o qualcosa del genere» protestò, ma Elle non rispose. Era rapita dalla vista che le si parava di fronte.
Penny seguì lo sguardo della sorella in direzione del mare aperto, dove un grande veliero inglese del diciottesimo secolo, con tre alti alberi e le vele gonfie, si stava lentamente dirigendo a sud al largo della costa di Wexford.
La nave, un esemplare originale dell'epoca che era stato conservato, restaurato e presentato di recente al pubblico irlandese, aveva trovato una temporanea ospitalità nelle acque del loro paese natale, Mulberry Bay, poco più in là rispetto alla spiaggia dove la famiglia di Elle e Penny gestiva l'albergo locale.
Appollaiato su un'altura sopra l'ampia baia, il Bay Hotel sovrastava il grazioso paesino che si stagliava contro un'enorme montagna a forma di pan di zucchero. Grazie alle stanze affacciate sul mare e alla vicinanza alla costa, costituiva un rifugio ideale per i turisti. Il noto albergo accoglieva da generazioni visitatori da tutto il mondo, e aveva resistito ad alcune delle peggiori tempeste mai viste sulla costa sudorientale.