Categorie
Traduttore: C. Mennella
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Pagine: 382 p., Brossura
  • EAN: 9788806178697
Disponibile anche in altri formati:

€ 13,18

€ 15,50

Risparmi € 2,32 (15%)

Venduto e spedito da IBS

13 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello

€ 8,37

€ 15,50

Usato di Libraccio.it venduto da IBS

È nato un nuovo eroe nel mondo del giallo, un detective affascinante che, alla sua prima avventura investigativa, ha già saputo conquistare un vasto pubblico di lettori. Si chiama Yashim e indaga tra i misteri dell'Istanbul dell'Ottocento, quando la città sul Bosforo era ancora la capitale del colossale regno Ottomano.
Yashim è giovane, scaltro e intelligente, ama i libri e la buona tavola ed è ben introdotto alla corte del sultano: è infatti un eunuco e ha libero accesso agli angoli più reconditi del palazzo reale. Per questo motivo le autorità si affidano al suo acume e al suo ingegno quando la città viene sconvolta da una serie di efferati e inspiegabili assassinii.
Dapprima viene ritrovata cadavere una bellissima giovane dell'harem che doveva presentarsi a un incontro galante con il sultano: un misterioso assassino l'ha strangolata e ha trafugato i gioielli della regina madre, un piccolo tesoro dono di Napoleone. Contemporaneamente quattro ufficiali della Nuova Guardia, un corpo scelto che ha sostituito quello dei crudeli Giannizzeri, scompaiono in circostanze inspiegabili e solo dopo alcuni giorni ricompaiono senza vita in luoghi insoliti, suscitando il clamore generale: in un enorme calderone, nel canale di una fogna… La faccenda si fa sempre più complicata e Yashim capisce di trovarsi di fronte a un gioco pericoloso che rischia di sobillare l'opinione pubblica e minacciare il potere costituito.
Le indagini paiono svelare un complotto segreto di cui farebbero parte anche i redivivi Giannizzeri. Appeso all'enorme platano che sorge in quello che era un tempo il loro quartier generale, Yashim trova un foglietto su cui è trascritta un'enigmatica poesia attribuibile alla setta segreta dei karagozi, di cui tutti i Giannizzeri facevano parte. è un indizio di cui forse l'assassino in persona ha voluto "omaggiare" l'intrepido detective. Yashim non si sottrae alla sfida: viene coinvolto in un turbine di azioni, riflessioni e colpi di scena che ruotano attorno al mondo dorato del Topkapi, dove si agitano potenti funzionari, indolenti diplomatici, equivoci danzatrici, imam e dark ladies al cui fascino equivoco nemmeno l'eunuco può sottrarsi.
Grazie all'intuito e all'abilità dell'investigatore ottomano e all'aiuto dei suoi compagni di avventura, tra cui spiccano l'ambasciatore polacco Palewski, la preziosa informatrice Preen e la bellissima principessa russa Eugenia, riprende vita un mondo ormai scomparso ma ancora capace di magiche suggestioni, che si alimentano di paesaggi, colori e profumi esotici.
Il risultato è una storia a metà tra il giallo e il romanzo storico che cattura sin dalle prime pagine per la piacevolezza della narrazione, la simpatia e l'originalità del protagonista, la suspense dell'intrigo. L'albero dei Giannizzeri è il primo appuntamento con un personaggio ben riuscito, che promette di sorprenderci ancora con altri intriganti gialli delle serie a lui dedicata dall'autore inglese Jason Goodwin.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    loretta labanti

    15/01/2013 18.38.36

    Io arrivo solo ora, l'ho scoperto adesso questo libro.. Credevo di doverlo ordinare invece c'era in libreria, che bello l'ho letto subito, non troppo in fretta per non finilo in due giorni, ma se inizi non e' facile smettere di leggerlo. -a me e' piaciuto tantissimo!! E mi meravigliano le critiche negative che ho letto, comunque ognuno dice quel che vuole, io lo amo. Amo il libro. Amo l'autore. Amo Yashim. Ho trovato bellissime le descrizioni di Istanbul nel 1800 e le descrizioni dei piatti e ovviamente mi e' piaciuto tanto Yashim, come lo ha descritto, creato e inserito nella storia, non un super eroe ma un uomo intelligente che se la cava in tante situazioni. I suoi amici poi Preen e l'ambasciatore polacco li ho amati anche loro.!! Unica lacuna, si la trama gialla non e' superba, ma insomma nessuno e' perfetto. A me e' piaciuto e questa e' la mia recensione. :)

  • User Icon

    Maunakea

    13/09/2012 18.13.19

    non tanto l'argomento di per sè, nel senso che poteva anche essere interessante un delitto anbientato in quell'epoca a Istambul... è proprio la soporifera scrittura dell'autore a far perdere il mordente ed a renderlo noioso dopo le prime pagine. Peccato.

  • User Icon

    babayaga

    18/06/2010 17.09.24

    Solo un'annotazione per chi ha un po' giustificato questo libraccio per l'erudizione: trovare un morto dentro un calderone e non pensare subito ai giannizzeri è come trovare oggi un cadavere avvolto in una svastica e gingillarsi per un po' di pagine a pensare cosa diavolo vorrà significare quello strano marchio!

  • User Icon

    Alan

    31/07/2009 22.45.23

    Bello il giallo ma bella soprattutto l'ambientazione storica riccamente dettagliata. Non capisco il metro di giudizio di chi ha cassato il libro...fossero tutti cosi' i libri "brutti"! :-P

  • User Icon

    Fabio

    21/07/2009 17.45.08

    Il romanzo pur essendo centrato sull'indagine pseudo-poliziesca di Yashim, dà il suo meglio quale riferimento storico descrivendo il modo di vivere ad Istanbul durante l'impero ottomano. La trama in questo senso diventa anche di difficile seguimento. Libro discreto, non il migliore della "saga".

  • User Icon

    gianfranco

    29/04/2008 22.36.47

    concordo pienamente con Paul; bella l'ambientazione spazio-temporale, ottima competenza, ma come "giallo" è davvero fiacco, la costruzione non convince. Sinceramente mi aspettavo di più, ha vinto un premio importante! Un voto in più solo per l'amore che porto per Istanbul.

  • User Icon

    Paul Rideout

    09/04/2007 19.16.07

    Capisco la competenza dell'autore nella storia di Istanbul e delle cose ottomane e ben venga la passione che è alla base di tali conoscenze ma per Giove! Se si vuole scrivere un giallo, per quanto simpaticamente ambientato, si deve saper scrivere un giallo! Qui c'è il personaggio curioso, un'ambientazione azzeccata ma un giallo che non esiste! Lo pseudo-detective evirato non risolve un bel niente e, anzi, è il caso che si disbriga da sè. Fiacco il thriller, suspense inesistente, qualche personaggio appare persino inutile. Editori e dettaglianti ci si sono messi di vero impegno per far trangugiare al pubblico internazionale questo mero personaggio dal maloparto giallo-storiografico e nella speranza di aprire un nuovo caso editoriale. Fregato una volta, non ci casco più.

  • User Icon

    trip

    30/01/2007 13.21.34

    Devo dire che questo libro mi ha fatto venire voglia di documentarmi su un mondo a me fino ad ora quasi sconosciuto, sicuramente la prima parte la trovo esaltante, non riuscivo a smettere di leggere..la seconda si perde un pò, ma merita tutto di finirlo.

  • User Icon

    _ila797_

    12/01/2007 22.01.30

    Sicuramente non e' stato il libro della mia vita , ma non mi sento nemmeno di giudicarlo negativamente ... piacevole , ben scritto , molto descrittivo ... consigliato a chi ama i gialli ed e' alla ricerca di un pizzico d'Oriente .

  • User Icon

    sara

    01/12/2006 10.40.47

    nel complesso direi sufficientemente interessante, peccato però il finale che fa precipitare disastrosamente la tensione e i buoni propositi.. aspetto positivo: mi ha riportato con la memoria al viaggio appena fatto in Turchia

  • User Icon

    Claudia

    19/11/2006 21.54.27

    Qualcuno prima di me ha dato la definizione più indovinata: "Thriller soporifero"! Avendolo trovato tale non mi sono assolutamente sentita in colpa nel non averlo finito...anzi, non ho rubato tempo ad altre letture più gradevoli!

  • User Icon

    J.Compagnucci

    05/11/2006 10.37.49

    A me è piaciuto molto. Sarà che sono reduce da una meravigliosa vacanza in Turchia,sarà che mi sono innamorata perdutamente di Istanbul, ma ho letto il libro tutto d'un fiato e le descrizioni non mi hanno affatto annoiato, anzi... D'acordo, il finale forse è un pò deboluccio, ma succede anche nei gialli migliori: più intricata è la trama più difficile scovare un finale che si mantenga all'altezza. Leggerò anche il prossimo, sicuramente, intanto però ho seguito un consiglio afferrato al volo da un altro commento e mi sono comperata i libri di Pamuk .

  • User Icon

    miguel

    27/10/2006 16.23.10

    L'investigatore molto ben caratterizzato, l'ambientazione originale e ben descritta e il contesto storico, meritano una citazione a parte, notevoli! Per quanto riguarda la trama, si perde strada facendo, in parte offuscata dalle descrizioni, in parte fumosa indipendentemente dal resto. Peccato! Ma chiarisco che non é per nulla un "brutto" libro!

  • User Icon

    ANGELO

    30/09/2006 12.02.54

    le prime cento pagine farebbero presupporre una piacevole lettura. a metà del libro si resta disorientati dal tentativo dello scrittore nel creare forzatamente e a tutti i costi, situazioni di suspence. la fine ......è sconcertante; troppo alla ricerca del colpo di scena! mi è piaciuta tantissimo l'ambientazione e la descrizione dei particolari.

  • User Icon

    maria

    26/09/2006 21.08.02

    Ambientazione originale, ma ormai troviamo detective in ogni epoca e in ogni luogo. Trama un po' pasticciata,personaggi inconsistenti. Simpatica la cucina del protagonista. Un libro leggero,che si può leggere.Senza aspettarsi troppo.

  • User Icon

    Fabio

    15/09/2006 23.31.14

    Mi manca poco per finire il libro ma una idea me la sono già fatta. Secondo me il primo impatto dato dalla trama e dall'ambientazione del romanzo faceva presagire a qualcosa di importante. Forse il distrarre un pò il lettore spostandolo su più fronti, non facendogli seguire una linea lineare nel raccontare la vicenda è stato un pò penalizzante. Comunque abbiamo conosciuto, almeno per quanto mi riguarda, un pò di nozioni di quel momdo e di quel periodo tanto intrigante e interessante.

  • User Icon

    Gabriele

    09/09/2006 20.37.26

    Niente di particolare, forse si perde troppo nelle descrizioni di un mondo che non c'è più, il racconto che si perde

  • User Icon

    Chiara da Bupapest

    05/09/2006 13.20.11

    Il libro mi é stato regalato, ma ammetto che me lo sarei comprato io, data la trama apparentemente molto intrigante. Nella realtá, il giallo é sottotono ed ingarbugliato, il personaggio principale ha lo spessore di un ricciolo di fumo e lo stile é noioso (non lento - noioso). Si salvano i comprimari, a parte l'insulsa macchietta dell'Ambasciatrice, e le affascinanti descrizioni della vita ad Istambul a fine '900. Probabilmente l'autore voleva reggiungere il grande pubblico utilizzando la via del giallo, ma si vede che é uno storico e non un romanziere. Prova fallita.

  • User Icon

    filippo

    04/09/2006 14.52.47

    Sedotto dal tam tam pubblicitario, ci sono cascato in pieno. E ho trovato: un personaggio anodino che non risolve un bel niente, una trama che è a dir poco sconclusionata, una scrittura che si perde in un irritante erudizionismo. Giallo inesistente, thrilling soporifero con trucchetti da cialtrone (capitoli corti, situazioni mozzate per creare un po' di suspense...) e scrittura senza qualità ma zeppa di refusi. Bah: una congiura editoriale. Irritante.

  • User Icon

    Pippomix

    03/09/2006 19.11.10

    Un giallo storico non troppo avvincente ma nemmeno così mediocre come qualche pseudo-letterato vorrebbe far credere. La ricostruzione storica è accurata e i personaggi hanno tutti un minimo di verosimiglianza che ne migliora il giudizio. Anche in questo giallo, come in opere più importanti fra le quali quelle di Pamuk, si affronta lo scontro tra tradizione e modernità. L'opera, in definitiva, rimane discreta e non si griderà allo scandalo per averla letta nei momenti di relax.

Vedi tutte le 35 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione