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Alcune questioni di filosofia morale

Hannah Arendt

Traduttore: D. Tarizzo
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: IX-112 p., Brossura
  • EAN: 9788806184841
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    Gufa

    13/04/2009 08.46.17

    Dove non c'è il pensiero, la riflessione, e quindi la coscienza di sé, non c'è memoria, e l'io perde qualsasi legame con se stesso e con il riconoscimento dell'altro in quanto essere umano e poi persona. Il male, e anche quello che non è definibile se non come "banalità del male", perché va oltre qualsiasi concezione in cui l'uomo pensante può racchiuderlo, e che si manifesta nei casi esemplari di un Hitler o un Eichmann, sfocia e si radica là dove si annulla o si bandisce il pensiero. Una delle tesi fodamentali di Arendt in questo libricino è appunto la funzione del ricordo nel comportamento morale. Tramite un veloce ma intelligente percorso nella storia della filosofia, toccando alcuni filosofi (tra cui Socrate, Platone, Kant e Nietzsche), sono poste alla base del pensiero dell'autrice le distinzioni tra il bene e il male, tra mores ed ethos, e la riflessione sull'io e la coscienza, sulle proposizioni morali, sul classico "tu devi" kantiano, e molto altro ancora.

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