Alla fine di un'infanzia felice

Gian Mario Villalta

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 26 marzo 2013
Pagine: 218 p., Rilegato
  • EAN: 9788804624837
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Descrizione
Quella che sta cominciando non sarà per Guido una giornata come le altre. Arrivato in ufficio, nella casa editrice dove lavora come editor, lo attende una busta. Ma non è il solito aspirante scrittore in cerca di attenzione. Il tempo di leggere il mittente e il cuore di Guido ha un sussulto. Sergio Casagrande. Un nome che porta con sé le ferite di un passato sepolto. Il grande amico di infanzia, perso per sempre dopo un dramma terribile e mai dimenticato. Bastano le prime parole del libro per capire che le sorprese non sono finite: "Mercoledì mattina ho visto Guido" scrive Sergio. Sarà vero? Che Sergio l'abbia seguito? E da quanto tempo? Per scoprirlo non resta che immergersi nella lettura. E rendersi conto che, davvero, il romanzo parla di lui, di loro, dall'infanzia fino al presente. Per Guido comincia un viaggio nella memoria, in un tempo lontano, l'estate in cui nacque la sua amicizia con Sergio, nelle campagne del Friuli abitate dalle loro famiglie. I giri in motorino, la caccia alle rane, fino all'incidente che ha cambiato ogni cosa. D'improvviso però la narrazione dei ricordi si interrompe e il romanzo-nel-romanzo comincia a parlare di un dramma coniugale, una storia di infedeltà che apparentemente non ha legami con quanto raccontato fino a quel momento. E poi, con un altro salto, ci troviamo nel presente, intere settimane in cui Sergio pedina Guido, ne segue ogni mossa, scava negli angoli più in ombra della sua vita...

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    Lina

    22/07/2014 19:57:39

    un romanzo straordinario, talmente ipnotico da farsi leggere fino a notte fonda: bellissima l'ambientazione della prima parte, nitidissimi i personaggi, peccato il finale un po' troppo "in sfumando"...

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    Daniele

    17/05/2013 19:34:34

    Confesso che conoscevo l'autore per aver letto (senza finirlo)un suo precedente romanzo, "Tuo figlio"; quest'ultima narrazione riesce a unire i pregi dello scrittore (che nasce poeta, e si vede, per alcuni lampi di luce immersi tra le maglie di una scrittura complessa, che richiede attenzione) a una trama, questa volta, compiuta; un thriller psicologico-letterario dal sapore molto "francese", che fa venir voglia di sfogliare le pagine all'indietro alla ricerca di appigli, indizi volutamente mascherati all'interno del racconto. Non ho familiarità con il paesaggio friulano tanto caro all'autore, qui per me contano solo le parole che mantengono ben desta l'attenzione sulla pagina scritta. Consigliato.

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