Alle radici del male

Roberto Costantini

Editore: Marsilio
Collana: Vintage
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 700 p., Brossura
  • EAN: 9788831716659
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Recensioni dei clienti

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    nanni

    09/04/2017 14:45:37

    Mi discosto dagli altri entusiastici giudizi. In effetti ho avuto piacere a leggere il libro e forse sotto tale aspetto meriterebbe una votazione migliore. Tuttavia vi sono tre aspetti che mi hanno lasciato un po' interdetto: il protagonista che è cinico stupratore delinquente e assassino: mi pare un po' troppo per rendermelo simpatico. Il lato tuttavia peggiore del libro mi è parso la rivisitazione poco convincente ed il coinvolgimento nella vicenda narrata della mafia, della politica italiana (dc e partito comunista) ed estera, dello ior e dei fatti di cronaca degli anni 70/80. Infine la storia del ricatto al padre e la complicata serie di intrecci per i vari omicidi. Un altro episodio che proprio non ho accettato è l'ultimo assassino che mi è sembrato forzato ed evitabile. Tra le cose lato positive citerei un'analisi storica che fino a quando è rimasta cronaca (e non interpretazione) è stata interessante e una godibilità generale del libro, con episodi spesso cruenti ma interessanti. Credo che leggerò anche il terzo episodio della trilogia.

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    ormos

    26/05/2016 10:29:48

    Che romanzo! Costantini è riuscito a scrivere un libro corale, di ampio respiro, che fa un salto di qualità rispetto al pur ottimo "Tu sei il male". Se in quest'ultimo avevo l'impressione che l'autore si rifacesse al Faletti di "Io uccido", in questo il riferimento è più alto, verrebbe da accostarlo al mitico "Shantaram" di Gregory Roberts. Lì è l'India a fare da sfondo alle vicende, qui è la Libia: elementi comuni le contraddizioni della società e le enormi differenze rispetto al modo di pensare dei cosiddetti occidentali (che poi in realtà sveleranno tutte le proprie debolezze). La prima parte del libro descrive con estrema vividezza (ma ahimè anche con crudele realismo) il tessuto sociale, politico ed economico della Libia all'epoca dell'ascesa al potere di Gheddafi. E' un romanzo nel romanzo, che si fa apprezzare soprattutto perché, pur costituendo una lunga preparazione ai fatti narrati nella seconda parte, ha completezza narrativa sia nella storia che nei personaggi. Emerge in particolare la distanza tra la condizione benestante della famiglia italiana dei Balistreri e quella povera e subordinata dei libici al servizio. Ed è anche l'eterno rapporto amore-odio tra padri e figli ("i padri hanno il dovere di occuparsi dei figli e il diritto di sbagliare nel farlo. I figli hanno il diritto di difendersi e il dovere di capirli, prima o poi"). Nella seconda parte, ambientata all'inizio degli anni 80, la narrazione intreccia la vita privata e professionale del commissario Balistreri, e il lettore segue un filo invisibile che lega Roma, Palermo e Tripoli, in un gioco di rimandi che fa trapelare il volto più sporco della politica e lascia pensare all'ombra della malavita. Buona l'idea di inserire l'io-narrante di Claudia Teodori, protagonista e vittima del "sistema", che anziché spezzare il ritmo contribuisce a modularlo fino al suo (tragico) esito. Libro efficace e crudele insieme, che a mio parere consacra Costantini come autore importante.

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    Achi53

    15/05/2015 21:44:21

    Veramente un ottimo romanzo, bellissima la parte che si svolge in libia. Coinvolgente, commovente, emozionante e dovrei trovare altri aggettivi. Ottimo finale . Leggerò sicuramente anche il terzo capitolo. Costantini è sicuramente uno dei migliori scrittori di thriller italiano.

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    Luca

    26/02/2015 17:20:32

    Bellissimo anche questo secondo libro, forse anche meglio del primo. Suggestive le ambientazioni libiche, profumi e sensazioni di un tempo che, chi non ha vissuto, può solo immaginare. Un balzo nella memoria degli anni ottanta, sullo sfondo di un giallo che trova risoluzione con l'aiuto di un passato lontano.

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    Massimo F.

    28/01/2015 23:01:32

    Anche questa seconda puntata della trilogia è sicuramente entusiasmante. Forse, delle tre, è quella meno 'border-line', sia perché le situazioni estreme sono limitate, sia perché i due piani narrativi (temporali e ambientali) vengono tenuti ben distinti anche attraverso tecniche che aiutano il lettore a non perdersi tra realtà e ricordi. Solo un'inesattezza perdonabile, ma ripetuta due volte: la Lancia Thema nel 1982-83 ancora non era uscita. Bene, leggeremo comunque con piacere il terzo capitolo della saga del Commissario.

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    anna

    20/01/2015 22:04:31

    E' vero... la prima parte è molto più bella della seconda, però è un bel giallo che riesce a tenerti attaccata al libro fino all'ultima pagina.

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    franco

    03/11/2014 15:01:29

    bel romanzo, ben scritto e ben architettato. Peccato solo per la fastidiosa smania dell'autore, evidentemente filo fascista fino ai limiti dell'apologia, di cercare sempre di rivalutare quel "glorioso" periodo che, peraltro, lui non ha vissuto e di riferirsi sempre e soltanto agli italiani del dopoguerra come "traditori". Ma traditori de ché? Sarebbe stato meglio che con il "nobile" alleato nazista fossimo arrivati vincitori alla fine della guerra?

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    Chiara

    20/07/2014 21:34:15

    Ho divorato questo libro in pochi giorni, incuriosita dagli intrighi che animarono l'adolescenza libica di Balistreri. La prima parte è , a mio avviso, la migliore: l'ambientazione nella Libia di fine anni '60 è suggestiva e la caratterizzazione dei personaggi, approfondita. Personalmente ho apprezzato meno la seconda parte, nella quale il linguaggio volgare e la violenza sono spesso gratuite e ridondanti. Nonostante ciò, anche nelle ultime 300 pagine non mancano il mistero e una buona contestualizzazione dei fatti. Sicuramente l'intento dell'autore non è solo quello di ricostruire il passato burrascoso di Balistreri, ma anche quello di mostrarci l'Italia degli anni '70 prima e '80 poi: un paese non molto lontano da quello odierno, in cui la convenienza personale è sempre anteposta alla lealtà. Per concludere, lancio un'esca agli altri lettori: nessuno ha trovato qualche dicrepanza tra il primo e il secondo volume??

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    chicca

    16/06/2014 00:53:46

    Bello, bellissimo...specialmente la prima parte ambientata in Libia. Non vedo l'ora di leggere il terzo!

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    MariaC

    02/06/2014 11:11:43

    Ancora la dicotomia bene - male. Ma stavolta si va alle radici di quel male che, per S. Agostino, è "privatio beni", privazione del bene e, in quanto tale, l'altra faccia di una stessa medaglia. Bellissima la parte ambientata a Tripoli: là dove tutto ha inizio. Qui conosciamo Mike prima che tutto accada; ne seguiamo l'educazione sentimentale e l'iniziazione alla violenza. Soffriamo con lui. Amiamo le persone che lui ama e odiamo i suoi nemici. Tutto in un crescendo emotivo e adrenalinico! Fino alla resa dei conti finale che porta, appunto, alle radici del male. Consigliatissimo! P. S. Ho amato tanto questo libro da perdonare all'autore di avere parlato di arancini. A Palermo sono "le arancine"!

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    Umberto75

    18/04/2014 17:30:17

    Che dire, semplicemente molto ma molto coinvolgente. Scrittura asciutta e molto piacevole, colpi di scena quanto basta ed una carica emotivo che trasuda da ogni pagina. Forse meno brillante del primo ma pur sempre un bel romanzo. Peccato che l'autore non abbia deciso di omaggiare le vittima di ustica che al colpo di stato libico organizzato dai nostri servizi segreti, sono direttamente collegate. Attendiamo ora il terzo capitolo della saga del male

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    massimo

    22/03/2014 12:00:26

    Il degno seguito di -tu sei il male- letteralmente divorato .Caro Costantini a quando il terzo e conclusivo romanzo di questa bella trilogia ?

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    Fabio

    22/03/2014 10:16:41

    Dopo il sorprendente "Tu sei il male" l'autore supera se stesso con questo bellissimo romanzo.

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    vittorio

    25/02/2014 17:16:56

    Ho praticamente divorato tu sei il male dello stesso autore e incuriosito ho comprato subito questo. La storia è interessante ma lenta e non riesce a raggiungere la bellezza di tu sei il male. Complessivamente è un buon libro ma e' veramente difficile ripetersi....

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    MARIO

    18/02/2014 20:06:08

    Molto bello, mi è piaciuto molto il primo romanzo di Costantini e questo ancora di più. Scritto bene, con una ambientazione, Tripoli anni 60, intrigante e particolare.

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    Isabella - 28 anni

    23/10/2013 10:10:24

    Bellissimo. Un libro che ti tiene incollato alle sue pagine per serate intere..non vedi l'ora di arrivare a casa per continuare a leggerlo! Consigliato!

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    Michele Zonini

    16/10/2013 15:33:45

    Piacevole. Un giallo vero, con un grande finale. Ne mette l'Italia del dopo fascismo. Bella l'ambientazione in Libia. Uno scrittore da tenere a vista d'occhio

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    Elisabetta Olimpi

    16/10/2013 15:21:06

    Colpito, bel libro. Il commissario Balestrieri funziona eccome. Bella l'ambientazione nella Libia degli anni '60 e ben scritta l'Italia del dopo fascismo. Un giallo avvincente. Bravo. Lo consiglio

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    Riccardo

    15/10/2013 10:43:01

    Un intreccio interessante. Comunque troppo forzato. Mi sono ritrovato a leggere velocemente parole e righe intere dando loro poca attenzione: per arrivare all'ennesima sterzata, al colpo di scena, non ultimo di molti, delle pagine finali. Certo, il meccanismo è collaudato ed un pò mi sento il classico pescetto preso all'amo: in ogni caso, esca succulenta; per l'interesse che mi ha suscitato ho facilmente messo in secondo piano giudizi su stile narrativo, piani temporali, buchi di "sceneggiatura", contraddizioni vere o presunte. Mi rimane e mi basta il piccolo vuoto che mi ha atteso alla fine: e adesso??

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    Maurino

    30/09/2013 00:33:51

    Sicuramente il primo è più thriller, questo è un noir dedicato alla vita del protagonista, vale comunque la pena per chi volesse capire il personaggio e il suo vissuto. Bello scoprire una parte di storia italiana nella Libia del pre Gheddafi.

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