Allegra Street

Mario Fortunato

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Editore: Bompiani
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 364,09 KB
Pagine della versione a stampa: 247 p.
  • EAN: 9788858703168

€ 4,99

Punti Premium: 5

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Gaia la libraia

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"Salve. Mi chiamo Paula Greenhouse e sono la protagonista di Allegra Street. Devo avvertire che la mia relazione con Carlo Innocenti, materia di questo romanzo, è ricostruita in maniera tendenziosa e poco veritiera, a parte la curiosità di Carlo per i brasiliani di tutti i sessi possibili e i miei sentimenti filopalestinesi (soprattutto per gli uomini palestinesi). Non capisco perché l'autore, che non conosco né voglio conoscere, abbia deciso di deridere la sottoscritta, il suo partner di quegli anni (numero due dell'ambasciata italiana in Gran Bretagna), un gruppo di amici invero stimabilissimi e un'intera città, Londra, all'inizio del terzo millennio. A sentire lui, sembrerebbe che: la sottoscritta, Carlo e la povera Celia vivessimo come gatti viziati e rissosi; il nostro amico Alan, scrittore adorato dai gay ma marito fedele e padre esemplare, alle soglie di un super premio letterario, di colpo si sarebbe trasformato in una zia; che le canzoni di Léonard Cohen risultassero molto gettonate nei campi di al-Qaeda perché indurrebbero al suicidio. E questi sono solo alcuni esempi delle grossolane falsità di cui è zeppa Allegra Street. Del resto, valli a capire gli scrittori italiani. Mi dicono che sono perlopiù brutti e in genere morti di fame. Sarà perché inventano cattiverie, come quelle contenute in queste pagine? C'è solo una cosa in cui devo riconoscere che Mario Fortunato ha visto giusto: il mio segno zodiacale, il Cancro. Ascendente, iena."
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    Daniele

    15/05/2013 21:12:19

    Libro inutile, banale, impossibile da terminare e inutilmente impreziosito da una terminologia complicata e molto in disuso.

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    mara regonaschi

    08/09/2011 16:29:15

    E' un libro poco credibile, che si dilunga in aspetti di scarsa rilevanza e si affretta su eventi significativi, intriso di personaggi frivoli e, sepro, irreali. Il tutto condito con qualche storia gay che sembra messa lì solo per attirare qualche curioso. Noioso e banale

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    Mario

    20/05/2011 15:40:20

    Ho letto tutto di Fortunato, assolutamente tutto. Questo libro sembra non averlo scritto lui. Non si riconosce più il suo stile, la precisione di un chirurgo. Anche gli aggettivi sono molto spesso buttati li' senza troppa cura. Se mi permetto di scrivere queste righe è solo per incitare il bravo Fortunato a ritornare ai suoi bellissimi inizi. Resto dell'idea che i suoi libri più belli sono "Luoghi Naturali", "Il Primo cielo", "La casa del Corpo". Coraggio...

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    Rossella Zucchi

    26/04/2011 11:19:42

    Ci sono romanzi che per la loro leggerezza migliorano il lettore. E ci sono romanzi che per la leggerezza dei loro contenuti appesantiscono lo ore dedicate alla lettura.Questo secondo è il caso di Allegra Street scivolone letterario del pur bravo Mario Fortunato. Personaggi snob, vuoti dentro e fuori e spesso antipatici si sfiorano annoiati in una Londra festaiola e vacua che chi conosce non riconosce e chi non conosce eviterebbe. Dispiace per uno scrittore che altrove si era espresso al meglio e si dia pace Fortunato: al contrario di Alan, uno dei suoi protagonisti che scrive un best seller costruito secondo i canoni "di vendita" sesso, gay, malattie e tragedie, con questo romanzo costruito con i medesimi schemi non vincerà certamente nè il Boker Prize nè lo Strega.

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  • Mario Fortunato Cover

    (Cirò, Crotone, 1958) scrittore italiano. Dopo la raccolta di versi La casa del corpo (1987), ha pubblicato opere di narrativa (Luoghi naturali, 1988; Il primo cielo, 1989; Sangue, 1992; L’arte di perdere peso, 1997; L’amore rimane, 2001; I giorni innocenti della guerra, 2007) in cui ha affrontato in uno stile asciutto e antiretorico i temi della solitudine e dell’omosessualità. Autore anche di libri di inchiesta (Immigrato, 1990; Passaggi paesaggi, 1993), cura una rubrica su «L’Espresso». Approfondisci
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