Almeno il cappello

Andrea Vitali

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 26 febbraio 2009
Pagine: 405 p., Rilegato
  • EAN: 9788811686064
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Descrizione

Ad accogliere i viaggiatori che d'estate sbarcano sul molo di Bellano dal traghetto Savoia c'è solo la scalcagnata fanfara guidata dal maestro Zaccaria Vergottini, prima cornetta e direttore. Un organico di otto elementi che fa sfigurare l'intero paese, anche se nel gruppetto svetta il virtuoso del bombardino, Lindo Nasazzi, fresco vedovo alle prese con la giovane e robusta seconda moglie Noemi. Per dare alla città un Corpo Musicale degno di questo nome ci vuole un uomo di polso, un visionario che sappia però districarsi nelle trame e nelle inerzie della politica e della burocrazia, che riesca a metter d'accordo il podestà Parpaiola, il segretario comunale Fainetti, il segretario della locale sezione del Partito Bongioanni, il parroco e tutti i notabili della zona. Un insieme di imprevedibili circostanze - assai fortunato per alcuni, e invece piuttosto sfortunato per altri - può forse portare verso Bellano il ragionier Onorato Geminazzi, che vive sull'altra sponda del lago, a Menaggio, con la consorte Estenuata e la numerosa prole. "Almeno il cappello" racconta la gloriosa avventura del Corpo Musicale Bellanese, le mille difficoltà dell'impresa e la determinazione di chi volle farsene artefice. A ritmo di valzer e mazurca, con il contorno di marcette e inni, Andrea Vitali s'inventa un'altra storia tutta italiana, fatta di furbizie e sogni, ripicche e generosità, pettegolezzi e amori.

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Recensioni dei clienti

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    Renzo Montagnoli

    05/06/2018 15:58:59

    In Almeno il cappello il ragionier Geminazzi, in preda al sacro furore della musica, che fra mille difficoltà vuole trasformare una semplice fanfara in una banda di paese, sembrerebbe di primo acchito un protagonista un po’ sciapo, se Vitali non avesse l’abilità di porgli accanto delle spalle ancor più interessanti e interpreti di storie proprie. E’ forse questo il segreto del narratore comasco, cioè percorrere un sentiero principale, con brevi e rapide variazioni di percorso, che procedono quasi in parallelo, per poi confluire in un’unica strada a conclusione di un lavoro che forse non è convincente, ma è capace di attrarre in modo continuativo. Credo che Vitali più che essere definito un romanziere possa essere soprattutto considerato un affabulatore, peraltro un abile affabulatore, qualità che fra alti e bassi, ma con un livello complessivamente più che discreto caratterizza tutta la sua produzione, anche questo Almeno il cappello, capace di strappare qualche risata, ma anche di commuovere, insomma un libro senz’altro da leggere.

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    Pappy

    25/01/2018 22:33:05

    Noioso. Primo libro che leggo di questo autore, gli darò comunque ancora una chance. La cosa che più mi ha infastidito è la marea di personaggi tutti dotati di nomi astrusi. C'è come una sorta di compiacimento da parte dell'autore a voler inserire in ogni capitolo, per non dire in ogni pagina un personaggio (spesso ininfluente ai fini del racconto) dal nome proprio invariabilmente assurdo. Alla lunga questo vezzo stanca e toglie credibilità alla storia. Sicuramente negli anni non cui si svolge la storia c'era un po' la mania nei paesi di appioppiare ai figli dei nomi improponibili, ma qui si esagera... per il resto la storia non è niente di che

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    Sophie

    24/11/2015 11:45:54

    Il libro è ben scritto, carino, gradevole e divertente... nulla di particolare comunque. Poiché è il primo libro di Andrea Vitali che leggo ne acquisterò volentieri altri.

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    nanni

    03/09/2012 16:07:11

    Nel libro c'è tutto la maestria dell'autore, ironico, spassoso, leggero, acutissimo. Manca invece un fatto importante; infatti l'intreccio, o meglio i numerosi interscambiabili intrighi, si esauriscono in faccende di paese, non emerge un argomento pregnante capace di catalizzare l'attenzione e far nascere il pathos. A tale mancanza sopperisce appunto la gradevolezza e la straordinaria sagacia dell'autore. L'ambientazione negli anni 20, periodo fascista, è fonte di succosi riferimenti anche di testimonianze storiche apprezzabili.

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    V. Terzi

    15/12/2011 10:45:39

    Andrea Vitali sta maturando. Senza abbandonare il suo stile dal ritmo sostenuto e pieno di colpi di scena e improvvisi cambi di inquadratura, incomincia a narrare più di vicende umane lasciando da parte (almeno un po') il pruriginoso. E soprattutto compatta la narrazione non attorno a un personaggio, ma a una vicenda, la "costituzione del Corpo Musicale Bellanese". Diversamente da "Olive comprese", che al contrario di molti io non considero affatto il suo lavoro migliore, anzi!, (è mastodontico, sfilacciato, prolisso... con pagine e pagine totalmente superflue), "Almeno il cappello" risulta molto più compatto e, francamente, godibile. Certo, c'è sempre la miriade dei personaggi, alcuni ricorrenti (il sindaco o podestà che dir si voglia, il maresciallo dei Carabinieri, il prevosto...) ma grazie al fil rouge utilizzato, ognuno ha un suo spazio e nessuno prevarica. Il risultato risulta quindi molto più equilibrato del solito, dal punto di vista narrativo, senza nulla togliere dello stile spumeggiante al quali il Vitali ci ha abituato (e che può piacere o non piacere). Il libro è chiaramente senza impegno, leggero come un moscato e di puro svago. E sa strappare spesso una sana risata. Altamente sconsigliato a chi è seriosamente in cerca di letteratura impegnata (cui si consiglia di andarsi ad annoiare a morte leggendo Proust).

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    Flavia

    21/09/2010 14:20:06

    In assoluto il libro migliore di Vitali tra quelli che ho letto. Divertente, spumeggiante, ironico, la vita del paesello e dei suoi personaggi viene ritratta in un affresco dai toni vivaci. Un a volta terminato ho sentito la nostalgia per il Geminazzi, altresì detto Gemicazzi e tutta la compagnia, non solo per i componenti della banda, ma per tutti i personaggi.

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    Michela

    21/07/2010 11:53:47

    Un libro così così, al di sotto dei livelli cui Vitali può arrivare. Il suo capolavoro rimane comunque "Olive comprese".

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    Luciano Stolfi

    23/01/2010 20:41:27

    Molto bello questo libro di Vitali. E' un libro spumeggiante, come la sgangherata banda di paese di cui narra la storia. E uno si chiede: perchè questo titolo "Almeno il cappello"? Ed alla fine il mistero verrà svelato. In questo romanzo, dai capitoletti molto brevi, si respira un'aria da "Amarcord", vi sono profumi e sensazioni d'altri tempi, quando la banda musicale, sia pure di un paese piccolo, aveva la sua importanza. La banda come fiore all'occhiello di una piccola comunità, chiusa nel suo microcosmo di una lenta vita sociale. Complimenti a Vitali!

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    taras

    07/12/2009 13:00:26

    Primo libro di Vitali... scorrevole e piacevole, non un best seller. tornerò a leggere di lui!

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    Libricciola

    04/11/2009 12:23:33

    Ho letto quai tutti i romanzi di Vitali, perchè mi piacciono le sue storie in bilico tra commedia e piccole tragedie, condite da una scrittura senza tanti fronzoli. Eppure questo romanzo è stato vagamente deludente... La narrazione è ridotta all'osso, scarna, sembra che a volte i capitoli si interrompano lasciando ancora nell'aria cosa da dire. Ma perchè Vitali non esce in edizione economica? Se penso che ci sono in giro romanzi con tre o quattro formati editoriali diversi!

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    Francesca

    20/10/2009 13:20:56

    Bello! Vitali mi piace, è scorrevole, godibile e i nomi... sono un capolavoro (Estenuata Geminazzi... fantastico!). decisamente promosso!

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    Claudio S.

    18/09/2009 17:52:51

    A me Vitali piace. Trovo sconcertante la politica editoriale sparagnina che scarseggia nel pubblicare le edizioni tascabili e, quindi, abbordabili nel prezzo. Che io sappia ho visto in economica solo "Finestra vistalago" e "Olive comprese". Questo me l'hanno regalto.

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    Bernard Dino

    16/09/2009 12:59:59

    Un libro con più capitoli che pagine, perlopiù bianche, venduto a 17 euro abbondanti, lascia un po’ perplessi in tempi di crisi. Se però, attraverso vie più o meno legali, uno riesce a leggerselo senza doverlo pagare, trascorrerà un paio d'ore spensierate nel paese di Vigata del Lario, in compagnia di macchiette scalcinate e littorie, che hanno almeno il buon gusto di non parlare in dialetto. Voto: 3 alla narrativa, 1 alla politica editoriale.

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    LORENA

    06/09/2009 18:39:14

    L'ho letto sotto l'ombrellone ed è scorso bene, è carino, belli i nomi dei personaggi, la trama insomma.....Avevo letto di Vitali la Modista che mi era piaciuto di più. Ma poi c'è un errore madornale...o io ho letto male???? come è possibile che Armellina con un figlio di sei anni abbia ancora latte per sfamare i gemellini Geminazzi???? ma dai un errore così non si fa. Ma Vitali lo sa come nascono i bambini e come funzionano le ghiandole mammarie.....????

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    Pino Chisari

    06/09/2009 10:58:37

    Forse non all'altezza degli altri, ma sempre un ottimo libro: facile da leggere, divertente, saggio e ricco di ironia.

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    bacco

    24/07/2009 18:27:21

    Stile frizzante che scorre via bene per questo libro di Vitali. La descrizione dell'Italietta fascista è divertente e fa sorridere. La trama non è delle più entusiasmanti, del la nascita di un corpo musicale non è propriamente un argomento travolgente... sarebbe da 3.5 ma gli dò 4 per simpatia

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    Daniele

    21/07/2009 12:01:04

    Testo che corre via liscio, anche troppo. Trama simpatica ma povera di spunti salienti. Una storia che rischia di non lasciare nulla al lettore ed essere dimenticata subito. Aspettiamo un Vitali più convincente.

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    Benedetto

    08/07/2009 15:24:52

    Avevo già letto "La modista" e "Dopo lunga e penosa malattia", e mi aspettavo le stesse atmosfere e la stessa cura descrittiva, che riuscivano a catturare pur senza affrontare storie forti, lasciando la vicenda su un piano minore rispetto all'ambientazione. E' un obiettivo ambizioso quello di Vitali, nei casi precedenti è riuscito in quest'ultimo no. Forse troppi personaggi, forse l'assenza di un protagonista. Si attende qualcosa che non arriva mai, la narrazione non riesce mai a decollare. Spero in un prossimo lavoro, stavolta proprio non mi è piaciuto.

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    Aquila Non Vedente

    06/07/2009 15:39:23

    Primo libro di Vitali, acquistato per curiosità prima che fosse candidato allo Strega e letto sotto l'ombrellone. Storia godibile, ben scritta. Ottima l'idea dei capitoletti brevi. Personaggi tratteggiati quanto basta. Belle le immagini delle donne, che sono coloro che, volenti o nolenti, decidono. Piero Chiara è stata una mia passione giovanile e andrò a rileggermelo, per scoprire quanto di lui ci sia in Vitali.

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    NADIA3

    24/06/2009 12:11:55

    Storia gradevole caratterizzata da personaggi simpatici,genuini e semplici che lasciano un senso di freschezza e di apprezzamento per le piccole cose .La scrittura è veloce e l'uso di capitoli cortissimi fa volare verso il finale senza quasi accorgersene,insomma una lettura piacevole senza tante pretese se non quella di portare un pò di leggerezza in questo clima(anche letterario) diventato davvero pesante!

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