L' altalena del respiro

Herta Müller

Traduttore: M. Carbonaro
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 26 aprile 2012
Pagine: 251 p., Brossura
  • EAN: 9788807723315
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Descrizione

Gennaio 1945, la guerra non è ancora finita: per ordine sovietico inizia la deportazione della minoranza tedesca rumena nei campi di lavoro forzato dell'Ucraina. Qui inizia anche la storia del diciassettenne Leo Auberg, partito per il lager con l'ingenua incoscienza del ragazzo ansioso di sfuggire all'angustia della vita di provincia. Cinque anni durerà l'esperienza terribile della fame e del freddo, della fatica estrema e della morte quotidiana. Per scrivere questo libro Herta Müller ha raccolto le testimonianze e i ricordi dei sopravvissuti e in primo luogo quelli del poeta rumeno tedesco Oskar Pastior. Avrebbe dovuto essere un'opera scritta a quattro mani, che Herta Müller decise di proseguire e concludere da sola dopo la morte di Pastior nel 2006. È infatti attraverso gli occhi di quest'ultimo, e cioè quelli del ragazzo Leo nel libro, che la realtà del lager si mostra al lettore. Gli occhi e la memoria parlano con lingua poetica e dura, metaforica e scarna, reale e nello stesso tempo surreale - come la condizione stessa della mente quando il corpo è piagato dal freddo e dalla fame. Fondato sulla realtà del lager, intessuto dei suoi oggetti e della passione, quasi dell'ossessione per il dettaglio quale essenza della memoria e della percezione, questo romanzo è un potente testo narrativo.

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    Elena

    27/03/2018 14:54:00

    Non facile da leggere, tante metafore spesso non immediate. Comunque originale.

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    carlo

    21/01/2016 14:43:13

    Libro dal linguaggio possente. L'argomento trattato era difficilissimo ma la voce che ha saputo far risuonare è veramente indimenticabile.

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    Cristina

    14/01/2014 19:03:13

    non ho mai sospeso un libro in vita mia. beh sono arrivata a pagina 31 ed ho mollato. impossibile continuare. difficile da leggere, prolisso e terribilmente noioso. ripete cento volte lo stesso concetto. orribile.

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    Vincenzo

    19/03/2013 16:55:42

    Libro terribile ed allo stesso tempo delicatissimo. Herta Muller ci descrive l'intima disperazione dei campi di prigionia sovietici dove la vita si aggrappa ad ogni particolare, ogni privazione, ogni singolo oggetto per perpetuare un umanità fiaccata ed ormai dimentica di qualsiasi dignità. Ombre di persone si muovono in un impalpabile poesia della sofferenza. Personaggi indimenticabili marchiati, impregnati della vita dei campi, ormai incapaci di muoversi in un'altra realtà, ci commuovono facendoci inorridire. Nessun giudizio, nessuna condanna, soltanto una descrizione allucinata in cui la fame assume reale consistenza e le cose si umanizzano con ciclo inverso alla spersonalizzazione degli internati. Libro da centellinare, da assaporare, la cui intensità è accuratamente dosata per non scadere in pietà. Un'Herta Muller in stato di grazia che riesce a restituirci l'essenza di un orrore mostrandocene un inedito lato poetico.

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    Alessandro

    07/12/2010 16:12:47

    Un romanzo-non-romanzo quello del premio Nobel Herta Muller che lascia davvero il segno: non c'è una trama vera e proprio perchè nel lager il tempo non passa mai e allora e la magistrale narrativa dell'autrice a trasmettere colori, odori, rumori, sentimenti, angosce dei protagonisti. Certamente un testo lento e non semplice che può essere apprezzato a patto di accettarne il contesto.

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    Gianluigi

    24/05/2010 23:19:51

    Come in un altro caso (Jelinek) mi chiedo dove stia la grandezza di questa autrice. Sono a metà del libro e faccio fatica ad andare avanti, non è la durezza della storia che mi spaventa e neppure l'annientamento dell'individuo che emerge. Ho letto un libro dai contenuti non meno duri (Diari di Etty Hillesum) ma non riuscivo a chiuderlo neppure quando il sonno aveva la meglio.

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