Altre voci altre stanze

Truman Capote

Traduttore: B. Tasso
Editore: Garzanti Libri
Edizione: 2
Anno edizione: 2000
Formato: Tascabile
In commercio dal: 1 gennaio 2000
Pagine: 166 p., Brossura
  • EAN: 9788811669821
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Descrizione

"È insolito, ma qualche volta succede, a quasi tutti gli scrittori, che la stesura di una particolare storia risulti facile, esterna a noi, come se stessimo scrivendo le parole di una voce da una nube": è stato le stesso Truman Capote a raccontare così la genesi del suo primo romanzo, il libro che gli avrebbe dato la fama e il successo. "Altre voci altre stanze "ha per protagonista il tredicenne Joel Harrison Knox, che da New Orleans arriva in campagna, a Skully's Landing, un tempo casa padronale ora decaduta, dove vive suo padre. In questo ambiente isolato e bizzarro, animato da presenze grottesche, popolato da personaggi eccentrici, l'adolescente Joel incontrerà i suoi demoni, e potrà misurare la sua solitudine e la sua sete d'amore.

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    Fede

    26/11/2017 22:56:54

    Davvero bellino. I migliori sono Randolph e Zoo Fever... Certi libri sono belli proprio grazie ai personaggi secondari.

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    Erica

    25/06/2012 18:24:52

    Un libro semplice come la suggestione, il cui fascino è - disgraziatamente - ridimensionato nella versione italiana dall'infelicissima traduzione di B.T. Il lettore che abbia un minimo di familiarità con la prosa anglosassone non può non accigliarsi di fronte a rese quali "alto 6 piedi", "prendere una fotografia", "pesciolini dorati" e l'odioso intercalare "bene" per l'interiettivo "well". Peccato che occorra andare oltre questi tratturi linguistici per trovare la gioia del puro Capote.

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    Biagio Mastrangelo

    12/10/2009 20:52:42

    Il mio primo incontro con Capote l'ho avuto con Musica per Camaleonti, che ho trovato molto interessante (specie il racconto di un incontro la la Monroe e Capote stesso!), ma devo dire che questo romanzo resta nel cuore per la semplicità delle situazioni e la bellissima descrizione dei luoghi e delle persone! Superbo!

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    Giorgio

    26/08/2009 10:10:31

    E' il primo libro che leggo di Capote e l'ho trovato geniale. E' piacevole come Capote riesce a farti immedesimare nel personaggio di questo racconto, un adolescente già adulto, che si trova ad affrontare la crudeltà della vita tutto da solo. Ci si affeziona al personaggio per quanto apparere fragile e allo stesso tempo coraggioso. Se non sbaglio questo è solo il secondo libro che aveva pubblicato Capote, sorprendente. Un consiglio per apprezzare ancora meglio il libro è documentarsi un minimo sulla sua vita. Leggendo il racconto in chiave autobiografica capirete meglio il pathos che ha spinto l'autore a scrivere questo bel libro.

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    zogno gian luca

    18/01/2008 22:36:43

    Siamo di fronte, a mio avviso,ad un racconto privo di qualità,nonchè ad una storia lontana dalle cose reali e per molti versi incomprensibile.Da capote,data la fama,e con tutto il rispetto,mi aspettavo di più.Tra l'altro ho cominciato a leggere anche "Arpa d'erba" ed anche quest'ultimo è privo di forza e non riesce a coinvolgere il lettore.Secondo me Capote è soppravvalutato.

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    cesare

    21/03/2005 13:25:24

    E' un libro allucinato e difficile, senza dubbio. Non ti dà una trama, una struttura. Sembra più che altro il ricordo di un sogno, scritto per non dimenticarlo. Ma queste pagine stralunate ti lasciano un gusto e un senso che non si riesce a dire, ma c'è. E poi qui ho trovato la più bella definizione dell'amore che mi sia capitato di leggere. Ecco che cos'è, a pagina 105. Era così semplice.

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    Andrea

    12/11/2004 13:48:04

    Brutto. Troppo caricato e "allucinato" nella trama e nella forma, scivola in un finale "allucinante". Un esempio dalle ultime pagg.: "..signore profumate di verbena che pigolavano come fanelli...cotonieri ricchi e burbanzosi(!)...ragazzi dagli occhi simili a coccole di ginepro...". Fatto per fatto, preferisco di gran lunga Bukowski. E, se non è fatto, allora ribadisco è proprio solo un gran brutto libro.

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    vanni

    28/01/2003 18:32:02

    Un pò "il giovane Holden secondo Capote", se mi si passa l'accostamento. Bello.

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    Giancarlo Pavesi Incerti

    12/07/2002 12:29:29

    Eccellente primo incontro con Truman Capote! Un viaggio gotico nell'incubo adolescenziale di una crescita forzata.

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