Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 2 dicembre 2013
  • EAN: 9788807883811
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Descrizione
"Altri libertini" ha avuto fin dagli inizi una vita avventurosa: pubblicato nel 1980, sequestrato per oscenità e poi assolto dal tribunale ("con formula ampia"), è stato contemporaneamente giudicato dalla critica una delle opere migliori degli ultimi anni e ha imposto Tondelli tra i nuovi autori italiani più letti anche all'estero. I sei episodi, storie di gruppi più che di individui, legittimano l'adozione di una vera e propria soggettività plurale, di un Noi narrativo che fa del romanzo un ritratto generazionale.

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Recensioni dei clienti

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    Andrea

    23/09/2018 21:29:11

    "Altri libertini" è per me più di un libro,è come un compagno,che da quando lo lessi la prima volta tanti anni fa, intorno ai 18 anni, mi accompagna sempre ,di anno in anno,di lettura in lettura,sempre nella stessa copia ormai un po' vissuta. E il bello è che a ogni lettura ti colpiscono frasi diverse, o racconti diversi, a seconda di quello che stai vivendo o stai sognando. E così se un tempo prediligevo la tossicità nebbiosa del "Postoristoro" della stazione di Reggio una notte d'inverno, o il senso di hippysmo e avventura di "Viaggio" ,ecco che ora all'ennesima rilettura ho riscoperto l'ironia lieve e scanzonata del racconto "Altri Libertini" che da il titolo alla raccolta e il senso di fuga e di libertà condensati nella notte di "Autobahn" a bordo di una 500. Arrivano come un pugno nello stomaco questi "Altri libertini", tra tossici, gay e travestiti in una Reggio Emilia ribelle e comunista di fine anni '70. Arrivano come un pugno e restano dentro. Il primo e a mio parere migliore libro di Tondelli, un libro rock, costruito con un linguaggio crudo, estremamente slang e vagamente allucinato, dove turpiloquio spinto e citazioni alte si mescolano con una naturalezza magistrale: una prova stilistica da non sottovalutare in quanto mettere per iscritto il linguaggio delle sottoculture giovanili senza risultare artificiosi è una delle cose più difficili in letteratura. A tutti coloro che rimpiangono la ribellione dei giovani di quegli anni,che si sentono ingabbiati,che sono altri libertini solo con la mente o col cuore, a tutti quelli che hanno voglia di gridare, di mandare il mondo a quel paese e di fuggire su una vecchia utilitaria (R4,2cv,500..scegliete voi...) verso qualcosa di nuovo, dedico le ultime righe di "Autobahn", nonchè del libro. Leggetelo.

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    Emilia

    23/09/2018 10:16:35

    Personalmente trovo che il miglior pregio di Altri Libertini sia il modo in cui è invecchiato: pubblicato nel 1980 (quando io non ero nemmeno nata, in un'epoca di cui non conosco nulla) Altri Libertini sembra scritto per i millennials - ed è il motivo per cui mi spiace così tanto che Tondelli sia ignorato nelle scuole. Il desiderio di fuggire, quella sensazione di fallire sempre, il rifugio costante nei media e in una comunità (oggi internet, o i gruppi su Facebook) descritti da Tondelli incarnano perfettamente tutto ciò che sta caratterizzando la mia generazione, e secondo me è soltanto uno dei tantissimi pregi di quest'opera.

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    pascal

    20/09/2018 06:15:51

    Mai esordio letterario fu tanto rivoluzionario! Un 25enne racconta le angosce di una generazione con uno stile irriverente, provocatorio e fortemente consapevole. Tondelli apre la stagione di una letteratura che si inserisce con maturità in un filone inedito in Italia ma con una tradizione decennale in America e lo fa in Altri libertini: storie malinconiche di scarti generazionali. Straconsigliato a chi si avvicina ai libri senza pregiudizi e con atteggiamento curioso e smaliziato. No prude!

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    Altri Libertini è un estratto di memoria e pensieri sfusi che si sviluppano in sei racconti di vita vissuta, estrapolando ancora oggi quello spirito '77, tanto utopistico quanto cinico e contraddittorio. La forma racconto ignora qualsiasi regola di base, colorando di leggere varianti di stile ciascuno dei sei contributi, a seconda della voce narrante. Slang, termini dialettali e qualche bestemmia fanno parte di quel gergo giovanile che vuole la netta rottura con un passato borghese e consumista; se il lettore accetta questo linguaggio ed una certa irrequietezza narrativa che fa muovere istintivamente nell'Emilia Paranoica gli "ultimi" ed "emarginati", troverà Altri Libertini un libro sicuramente affascinante

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    Marcello

    11/01/2016 23:49:16

    deve piacere il genere. mi ricordava a tratti alcuni libri di Bukowski. alcuni passaggi sono coinvolgenti, molto realistici, toccanti. altri francamente lasciano a desiderare. ma il libro risulta scorrevole, mai banale, noioso o scontato.

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    Yukio

    21/11/2014 12:19:11

    Ho letto il libro e francamente non mi è piaciuto: nulla di speciale, chiunque potrebbe scriverlo, non riconosco particolari meriti all'autore. Sembrano soltanto le pagine del diario di una qualsiasi adolescente smarrita. Tuttavia, trovo bello e ritengo che abbia una certa valenza il racconto "Autobahn" che da solo ne legittima l'acquisto. Con riferimento alla forma non mi piace quel tipo di linguaggio slang, immediato ed attuale, forse innovativo, che però trovo sgradevole (naturalmente è sempre e soltanto una mia opinione). O forse il suo punto di forza consiste proprio nel crudo realismo? Per quanto riguarda il contenuto, l'unica cosa pregevole del libro è che riesce a mettere bene in evidenza il fallimento di una generazione che intendeva cambiare il mondo ed esser totalmente libera, ma invece dimostra di essersi soltanto persa tra eroina, prostituzione ed il nulla. Per giunta nella paciosa Emilia, laboriosa, opulenta, godereccia e comunista! E questa sarebbe l'alternativa al sistema che volevano demolire? La "fantasia al potere"? I sogni? La liberazione? Troppo viziati e corrotti per riuscirci. Droga, alcool, libertinaggio e "fancazzismo": per l'umanità niente di nuovo sotto il sole, mi pare. Mi sembra che questa avanguardia culturale - oramai eredità - sia un po' fiacca: che sia anche questa una delle ragioni dell'attuale nostra decadenza? Forse in futuro leggerò qualche altro scritto del povero Tondelli, perché la sua fama di buon scrittore non può essergli stata cucita addosso soltanto grazie ad un libro mediocre come questo, ma non prima di essermi "rifatto la bocca" rileggendo i miei libri di Celine, Kerouak, Burroughs, Salinger, Bukowski, etc., autori di tutt'altro sapore e spessore! In ogni caso concordo con la stragrande maggioranza dei lettori: mai e poi mai censura!

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