L' altrui mestiere

Primo Levi

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
In commercio dal: 12 settembre 2006
Pagine: 262 p.
  • EAN: 9788806185152
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Descrizione

La mia casa, Ex chimico, Contro il dolore, Il salto della pulce, Notizie dal cielo, Il mondo invisibile, Il linguaggio degli odori, sono alcuni titoli degli scritti che Primo Levi ha pubblicato tra il 1964 e il 1984. Le scienze naturali, la zoologia, l'astronomia, la letteratura diventano punti di partenza per una serie di riuscite divagazioni, di "invasioni di campo, incursioni nei mestieri altrui, bracconaggi in distretti di caccia riservata", che arricchiscono in maniera sorprendente la fisionomia dello scrittore. Levi conosce a fondo le cose di cui parla, rivelandosi il più estroso dei botanici, degli zoologi e dei linguisti. Inoltre racconta gli autori che gli sono cari, ci spiega perché scrive, evoca ricordi di giovinezza nostalgici e ironici, riflette sui legami tra il mondo della natura e quello della cultura. E finisce per offrirci una preziosa autobiografia, scritta con il suo stile inconfondibile: nitido, scarno, preciso.

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    dhr

    24/08/2009 12:10:46

    Autoritratto di Primo Levi in una cinquantina di brevi saggi. In teoria i riferimenti personali sono limitati, dando invece spazio a una serie di argomenti disparati: dalla scienza alla linguistica, dalla letteratura alla società, per di più affrontati con taglio quasi anonimo, elencando dati e fatti. Eppure, mettendo insieme i frammenti, emergono tutto il pensiero e il vissuto del grande scrittore torinese, dall’esperienza di Auschwitz (quasi sussurrata) alle sue considerazioni sulla cultura e sull’esistenza. Pagine deliziose su Manzoni, le proprietà fisico-chimiche dei chewingum, le tecnologie avanzate... Vivissime scene autobiografiche. Particolarmente significative le coppie di contrari, in cui Levi tratta un determinato tema da due visuali contrapposte: p.es. “Le farfalle” contro “Paura dei ragni”, “Dello scrivere oscuro” contro “La Cosmogonia di Queneau”. Per non parlare di questioni ancora tragicamente di attualità, come lo sfruttamento e gli incidenti sul lavoro. Le ultime due righe del libro fondono sapienza ebraica e sapienza buddista, invitando a realizzare il nostro futuro “senza cedere alla tentazione di ricomporre i cocci degli idoli frantumati, e senza costruircene di nuovi”. Il fatto che due anni dopo la pubblicazione di questo libro Primo Levi si sia suicidato, non toglie nulla alle pagine che qui dedica gioia; semmai, dà della gioia un’interpretazione non illusoria.

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