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David H. Lawrence

Curatore: S. Cenni
Editore: Marsilio
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
Pagine: 356 p.
  • EAN: 9788831776448

Recensioni dei clienti

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    Biagio Mastrangelo

    23/01/2010 15.02.06

    Un grande classico, un grande romanzo d'amore e di libertà. Lo consiglio vivamente.

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    **archiSara**

    15/07/2008 10.29.31

    Romanzo piuttosto noioso, forse per le aspettative fornite da giudizi (fin troppo) positivi. La narrazione è lenta, le descrizioni e le digressioni sono eccessivamente lunghe, per pagine e pagine non accade nulla di interessante. Solamente verso la fine del libro c'è qualche avvenimento degno di nota. Di solito apprezzo lo stile dei primi del Novecento, ma quello di questo romanzo è la "classica" eccezione che conferma la regola! Sconsigliato.

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    Euge

    09/02/2007 08.46.52

    intensità altalenante: i dialoghi sono troppo prolissi, verso la metà era poco scorrevole, e anche l'ultima lettera è abbastanza noiosa. uno di quei libri che odi perchè nn ti prendono molto, ma neanche ti fan schifo, quindi sei continuamente indeciso se andare avanti o mollarlo. quanto a stile, beh, ci sono momenti di pura poesia, altri in cui penso si scrivere meglio io; quanto alla psicologia femminile, penso che abbia molto da insegnare. il brutto è che essendo famoso per (l'allora scandalo di) trattare e descrivere la sessualità in modo esplicito, vedo che la gente nel recensirlo si sofferma su questo e ne trascura quasi completamente tutta l'analisi sociopolitica che viene affidata alle parole dei personaggi, e che secondo me lancia importanti spunti di riflessione.

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    Ele

    16/05/2005 19.46.16

    un libro realista... duro in verti sensi! non parla certo del grande amore me della pura attrazione e passione fisica tra un uomo e una donna che in fondo non si conosco bene. direi che un pò di sentimento in più non guasterebbe

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    Gurrado

    29/01/2004 15.02.15

    In questi tempi pieni di Melisse Pi, ho esitato non poco prima di leggere David Herbert Lawrence; l'ho lasciato nelle mani di madri, cugine e amiche, ho ascoltato i consigli delle fidanzate, ho riconosciuto i diritti delle femministe. E alla fine ho letto, con non poca fatica, un romanzo (scritto malaccio per uno che era contemporaneo di Virginia Woolf e James Joyce) in cui non traspare neanche un briciolo del senso umoristico che ha fatto grande l'Inghilterra per ogni dove, in cui si conclama l'immoralità ma si proclama sotterraneamente una morale sessuocentrica, in cui - soprattutto - l'autore parla del corpo con lo stesso compiacimento per lo scandalo che un bambino di quattro anni prova ripetendo "cacca" a ogni pie' sospinto durante un pranzo in cui i genitori abbiano ricevuto ospiti. Nel 1960 i giudici censori sollevarono questo romanzo dal bando che l'aveva segnato; viene il rimpianto che l'abbiano fatto, così, invece di poterlo leggere, avremmo potuto continuare a immaginarlo. Oscar Wilde scriveva che "non esistono libri morali e libri immorali, ma solo libri scritti bene e libri scritti male"; questo è scritto male. Tre.

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