Traduttore: A. Baehr
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 436 p., Brossura
  • EAN: 9788806173616
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Recensioni dei clienti

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    Anna Olivari

    13/12/2015 00:03:36

    E'il primo libro che ho letto e trovo sia il più bello di Yehoshua. Il personaggio che mi ha suscitato più simpatia è la figlia Dafi. Yehoshua,che è ripetivo nel raccontare coppie affiatate con mogli viziate e mariti protettivi qui cambia registro e descrive un marito disamorato ma pur sempre protettivo perchè pur di far contenta la moglie si fa in quattro a ritrovargli l'amante. L'atmosfera è sempre coinvolgente e mi è sembrato di esserci stata veramente ad Haifa nella città vecchia con la nebbia e il vento, poi su al Carmelo. Come sempre sembra che Yehoshua non abbia fatto l'insegnante e poi lo scrittore ma che abbia gestito un'autofficina con tanto di carro attrezzi e trattato con molti operai arabi. Penso che lo scrittore che Dafi insonne vede dalla sua finestra nella casa di fronte che sta sveglio di notte sia un riferimento a se stesso. Incredibile l'episodio del padre che si incontra con l'amica della figlia in un luogo tanto inusuale come una casa di riposo, non ho capito bene se era un sogno, ma nei suoi libri c'è sempre un evento irrazionale. Il finale come sempre è aperto, è la vita.

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    LAURA ALBINO

    25/09/2015 14:57:39

    Adam, Asia e Dafi tre componenti di uno stesso nucleo familiare dove la differenza culturale è la causa di separazione e silenzio; un nucleo familiare che comunque va alla ricerca di qualcuno che sappia ascoltarlo capirlo e fare da mediatore e collante alla loro incomunicabilità. Questo desiderio sembra essere una utopia un sogno proibito tormentato, tanto da essere paragonato al desiderio di un amante che è quello di poter vivere la propria relazione amorosa senza ostacoli, senza impedimenti. L'AMANTE titolo scelto dall'autore per la sua narrazione non risulta più essere quell'amante desideroso di un amore carnale, sensuale, ma è un amore di connubio, di dialogo, di integrazione con cui poter condividere il proprio pensiero, il proprio modo di essere, di sentire, per poter convivere in pace: direi che trattasi di un amante spirituale. L'aver voluto dar voce ad ogni protagonista facendo raccontare la stessa storia con parole, pensieri e sentimenti diversi, evidenzia l'importanza che l'autore dà ad ogni individuo, all'interno di ogni contesto sociale, per la diversità di pensiero, di parola, di azione; esse sono delle verità che messe a confronto non solo risultano essere inconfutabili, ma che condivise si può giungere ad una vera e propria stabilità relazionale. I tre personaggi: Adam, Asya e Dafi, risultano essere la metafora della comunità di Gerusalemme ed in particolare delle tre religioni in essa coesistenti che da millenni rivendicano la propria verità, queste sarebbero tutte da decodificare, rispettare, valorizzare ma, ancora oggi non mettendosi a confronto attraverso un dialogo costruttivo sono la causa di morte e distruzione: Il grande conflitto esistente nella grande famiglia palestinese sarà superato soltanto quando l'uno imparerà a cercare l'altro, a desiderare l'altro proprio come un AMANTE, come fece il grande Maometto che colmo di quell'amore s'incamminò con grande umiltà sulla strada che portava ad una riconciliazione tra storia, identità e fede.

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    bruno

    07/02/2015 16:39:36

    Bellissimo libro. Unica nota negativa, la spregidicatezza dei personaggi e gli istinti primordiali dominano la scena.

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    dublino80

    05/01/2015 20:35:57

    Ipnotico. Sembra di essere ad Haifa con i protagonisti, il tratto in comune x tutti è la solitudine. Scritto in modo magistrale i continui cambi di prospettiva, gli intrecci i problemi di comprensione, davvero bello.

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    Raffaele

    13/10/2013 22:28:47

    Un romanzo splendido nato dall'immenso talento di Yehoshua ma che sembra scritto dai suoi stessi personaggi che, sembra, si aprano, ognuno per se, al lettore che, stupito, viene avvinto da una storia insolitamente suggestiva e diventa il loro vero confidente. Difficile non legarsi e non amare i personaggi di Yehoshua che pur nelle loro differenti caratteristiche hanno di base una leggerezza ed una umanità unica. Per quanto mi riguarda credo che oggi sia considerare uno dei migliori scrittori contemporanei.

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    Philo

    08/10/2012 18:27:21

    in questo libro Yehoshua mette tutto il meglio di se, non è solo il conflitto irrisolto arabo israeliano (il libro è ambientato nel 73 ma attualissimo). c'è l'amore, c'è l'amore per una figlia, c'è la vecchiaia, c'è tutta l'insicurezza che si può avere seppur conducento una vita agiata ed apparentemente senza problemi. personalmnete le parti che ho apprezzato maggiormente sono quelle in cui la figlia parla in prima persona, da adolescente. molto bello come tutti i libri di Yehoshaua.

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    bardamu

    06/10/2012 17:50:07

    Ipnotico, avvolgente e coinvolgente. Yehoshua vi accompagna in punta di piedi per le strade di Haifa, come in sogno, in un'atmosfera ovattata e affascinante. Stilisticamente originalissimo. Il più bel libro del suo tempo. Indimenticabile

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    Maunakea

    21/06/2012 16:24:48

    Perchè questo libro piace moltissimo a tutti ma a me no ? forse perchè l'ho comprato poco interessata alla trama, ma solo perchè ne ho sempre letto bene. Ed ho continuato ad essere poco interessata alla trama. In genere quando non mi prendono arrivo a metà circa e determino se vale la pena continuare. Mi chiedo se perdessi il libro, ne sarei rattristata o lo ricomprerei per vedere come finisce ? se la risposta è no, allora continaure non vale la pena, ci sono troppi libri da leggere ed il nostro tempo è sempre poco. Suppongo possa esser un bel libro, a me semplicemente i personaggi, e la storia non mi coninvolgeva e non mi interessavano.

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    Valter

    09/04/2012 17:29:24

    E' la commedia della solitudine: tante persone che si girano intorno, ma che si sentono - e sono - profondamente sole. L'espediente narrativo di raccontare la vicenda dal punto di vista dei singoli protagonisti non è una novità. Nonostante tutto è un libro magistrale e appassionante.

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    antonino margagliotta

    12/09/2011 12:12:38

    Uno dei testi di letteratura più belli del XX secolo.

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    Adriana

    03/07/2011 09:49:08

    Storia e personaggi coinvolgenti come non mai. Un libro da leggere senza fretta, assaporandone ogni pagina e risvolto della vicenda narrata. Era il mio primo, ma di certo non sarà l'ultimo romanzo di questo abilissimo scrittore che avrò letto.

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    claudio

    19/09/2010 20:22:23

    Veramente bello. Era da un sacco di tempo che dovevo leggerlo e mi sono impegnato la scorsa settimana. Ottima l'idea di far parlare i singoli protagonisti. Ennesimo ottimo lavoro di Yehoshua

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    Vito

    16/09/2010 17:55:07

    Travolgente, appassionante, splendido. E lo stile è unico.

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    Annarita

    11/03/2010 22:52:50

    Yehoshua nel raccontare questa storia attraverso la voce di ciascun personaggio ci dona la ricchezza di ogni punto di vista, ci insegna l’onestà intellettuale di saper riconoscere le diverse sfaccettature della verità. Asya è una donna misteriosa, chiusa, triste, grigia e spenta. Di lei Yeshohua ci lascia solo conoscere i sogni: è il personaggio più evanescente di tutto il libro. Anche Adam è chiuso e triste. E’ un uomo concreto che ha costruito la sua vita con tenacia ed umiltà e che si perde nel disperato tentativo di possedere la moglie così diversa da lui. La sua è una ricerca incessante di trovare un punto di contatto con lei, un tentativo costante ed ostinato di descriverla, spiegarla, penetrarne i segreti, i lati oscuri. E’ per raggiungerla che insegue il suo amante, quello che lui stesso le ha procurato, Gabriel l’ebreo poco ebreo, tornato in Israele solo per avere l’eredità della nonna morente, che sarà soldato suo malgrado e che pur di non combattere sarà disposto a trasformarsi in ortodosso. Dafi, la figlia, non può dormire, non può rischiare di perdere il contatto con la realtà. E’ un’adolescente irrequieta, curiosa e critica. E’ coraggiosa, abituata alla propria solitudine e nella risoluta ricerca della propria verità si permette di andare incontro al mondo lontano e diverso di Naim. Naim, voleva studiare, è un ragazzo palestinese desideroso di incontrare l’altra metà del cielo di Israele. Attratto dall’universo sconosciuto degli ebrei, si innamora di Dafi, e si ritrova nel mezzo, né palestinese, né ebreo, né studente, né lavoratore, ospite e custode di Vaduccia la nonna ebrea che ha perso conoscenza, la cui mente se ne è andata, e che è una “pietra” in un letto d’ospizio, ma che alla parola Gerusalemme prova un gran dolore, piange, attraversa il pianto, ode il suo nome e si risveglia. Vaduccia è un’ebrea israeliana triste per ciò che succede al suo paese, un paese che ha perso il suo Amante, e la cui salvezza può arrivare solo dall’amore di tutti per tutti.

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    Linda

    17/10/2009 12:03:03

    Bel libro, molto ricco e coinvolgente

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    cristiano

    02/10/2009 16:32:49

    Bello in ogni sua parte. Ottima la scelta dei personaggi ai quali ci si affeziona e ci si immedesima. Ottima anche la scelta di far parlare i protagonisti in prima persona. Spiccano su tutti i giovani Dafi e Na'im soprattutto per la loro spontaneità nel manifestare i loro sentimenti, al contrario degli adulti che vivono in maniera piu' "condizionata" le loro vicende sentimentali.

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    Giusy

    21/07/2009 11:11:25

    Troppo bello!!Scritto benissimo e coinvolgente fino alla fine....Lo consiglio a tutti.

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    arty93

    14/07/2009 00:24:49

    Yehoshua ha letteralmente esagerato!! troppo bello. L'ha scritto troppo bene. Ho divorato questo libro in pochissimo tempo. Io di libri ne ho letti diversi, pur avendo soli 16 anni, ma questo è sicuramente il più bel libro che io abbia mai finito! il voto? 10000/5. CONGRATULAZIONI YEHOSHUA!!

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    Antonio

    11/06/2009 23:21:17

    Che bel romanzo! Avevo letto l'ultimo uscito di Yehoshua "Fuoco amico" che mi era piaciuto ma non mi aveva entusiasmato. "L'amante" è una storia bellissima, scritta con molta precisione, e vista sotto diversi punti di vista dai protagonisti. E' fondamentale per capire come mai a distanza di trentun'anni dalla prima uscita lo squarcio che divide Ebrei e Palestinesi sia rimasto pressochè invariato.

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    francesca

    16/04/2009 17:53:59

    Nell’Haifa del 1973 Adam e Asya, ebrei, sposati da più di vent’anni, abitano la loro casa nella più totale indifferenza: a stento si parlano. La figlia, Dafi, un po’ ingenua, ci offre il suo sguardo di quattordicenne: curiosa e abitudinaria, si accorge di quello che succede tra i suoi genitori ma non è in grado di darsi una spiegazione, vive la sua vita facendosi domande. Ma chi è l’amante? Gabriel Arditi è apparso per caso al garage di Adam, e una sorta di amore profetico si impadronisce di lui: non vuole perderlo, sa che con lui qualcosa cambierà. Diviene l’amante della moglie, ma la guerra se lo porta via. La sua ricerca, quanto mai bizzarra (pur essendo stato lo stesso Adam a portare Gabriel nella vita di Asya) occupa i suoi pensieri dal momento in cui si sveglia fino a quando, la sera, poggia la testa sul cuscino e chiude gli occhi. Vuole che torni nella loro vita, poiché era stato in grado di riportare felicità ad Asya. La donna, infatti, è spenta, ingrigita, sciatta, invecchiata troppo in fretta e priva di qualsiasi slancio vitale. Adam pare invece trasognato, concentrato sul suo obbiettivo; di lui si percepiscono i pensieri, ma è difficile immaginare la sua presenza fisica. Vengono introdotti poi i pensieri del giovane Na’im, piccolo arabo alle dipendenze di Adam, che si innamora perdutamente di Dafi e contemporaneamente riesca a farsi un’idea “della brutalità, dell’eroismo, della follia” dei kamikaze, arabi come lui. Altra voce è quella della nonna di Gabriel, Vaduccia, che con la sua traboccante vitalità, ritorna da un destino di morte e si impegna anch’ella nella ricerca. Se consideriamo le condizioni della gente, traspare, smisurato e violento, il solco tra ebrei ed arabi palestinesi. Sociale, in quanto gli uni ricchi e terribilmente classisti, gli altri poveri. Culturale, in quanto gli uni trincerati dietro la loro idea di razza eletta (terribile paradosso, considerato l’

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