Le ambizioni sbagliate

Alberto Moravia

Editore: Bompiani
Edizione: 4
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
In commercio dal: 23 gennaio 2002
Pagine: XLVII-468 p.
  • EAN: 9788845250903
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    Ivano

    02/11/2014 16:08:39

    Moravia è uno degli scrittori che ho letto maggiormente e che più amo. Cominciai con "Gli Indifferenti" molti anni fa, e debbo dire con non mi lasciò particolarmente entusiasta, poi mi capitò tra le mani "L'Attenzione" ... e fu subito amore. Ho letto diverse opere successive e questa, che si colloca tra le prime, mi ha colpito in modo particolare; c'è un non so che di Dannunziano nella prosa - forse ridondante ma anche suggestiva e poetica, a suo modo - e, per la drammaticità e tragicità dei fatti narrati, anche, a mio parere, un influsso Dostoevschiano. La figura che più mi ha colpito è stata la diabolica, criminale Andreina ... completamente assoggettata alle Ambizioni Sbagliate ... in una Roma spettrale, invernale ... siderale. 5/5

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    Marco Simone

    07/12/2005 22:52:40

    Un romanzo stupendo! Ripudiato dallo stesso Moravia che lo defini' "UN PENSUM". Lo trovo ancora di una attualità pazzesca. Molto belli i personaggi. Dire che di Moravia si salvano gli Indifferenti vuol dire essere INDIFFERENTI veramente. Forse proprio Gli Indifferenti è il romanzo meno bello di tutti. E' strano ma secondo me il romanzo più popolare di tutti gli autori è quasi sempre il più brutto.

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    Mac_User91

    31/08/2005 08:43:58

    Io l' ho terminato, mi è piaciuto molto e penso di rileggerlo, anche se la critica riconosce in questa seconda opera di Moravia, dopo il miracolo de "gli Indifferenti", una certa caduta. "Le ambizioni s." viene accusato di "manzonismo", cioè di una stesura ridondante, eccessiva e magari è anche vero; questo non toglie, però, che sia una magnifica opera, direi superba; rimane sempre il Moravia di fondo, cioè: pessimista, malinconico, triste, che si sofferma a ritrarre i difetti sgradevoli delle persone di cui racconta. Anche ne "le amb. sb.", Moravia mette a nudo l' ipocrisia convenzionale borghese ed i vizi di una società ormai incancrenita e rimane immutata la sua bravura "scenografica", cioè l' effetto "cinema" della sua prosa, la caratteristica del suo stile che mi incanta ogni volta. In quest' opera c'é una vera chicca, un quadro descrittivo o meglio una scena notturna, di una Roma cupissima, quasi gotica, in cui il lettore viene catapultato e che figurerebbe benissimo in un film di Tim Burton, quasi la Gotham city del primo Batman (il più bello). Alcuni personaggi di questo libro, poi, suscitano nel lettore, almeno in me, un sentimento di compassione; Sofia, con tutti i suoi limiti umani, fa veramente pena, nella scena in cui il protagonista, Pietro Monatti, suo fidanzato, la scarica brutalmente. Oppure la co-protagonista, Andreina, figura tragica, donna bellissima (dalla quale traspare in modo ormai evidente la passione che aveva l' A. per le donne), la quale alla fine precipita in una nemesi ineluttabile, commette un omicidio e poi sparisce. Comincio a credere che sia uno dei più bei libri che io abbia letto, forse lo preferisco addirittura a "gli indifferenti".

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    John

    03/01/2004 21:02:09

    Mi chiedo ancora come facciano ad esistere persone che diano giudizi così negativi su romanzi che non si sono nemmeno degnati di leggere interamente. Moravia è un "genio" del '900 e noi italiani ne dobbiamo solo essere fieri. "Gli Indifferenti" rappresentano l'opera che l'ha fatto conoscere al pubblico,io però raccomando la lettura anche delle altre, compreso "Le ambizioni sbagliate",veri e propri dipinti nudi e crudi della coscienza umana.

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    Luciano

    16/03/2002 15:35:53

    Di ogni libro bastano le prime 20 pagine per capire cosa abbiamo di fronte. Di questo romanzo di 523 pagine sono arrivato testardamente a quasi 200, poi mi sono dato per vinto: una prosa piatta e insapore, che si perde a descrivere meticolosamente tende, ingressi, arredamenti, stati d'animo; una storia prolissa e tediosa, irritante nella sua vacuità, diluita per riempire pagine ed esasperare il lettore. Di Moravia salviamo Gli indifferenti: il resto è silenzio.

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