Traduttore: A. Sirotti
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 23 settembre 2014
Pagine: 458 p., Rilegato
  • EAN: 9788806201012
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Descrizione
La distanza tra la Nigeria e gli Stati Uniti è enorme, e non solo in termini di chilometri. Partire alla volta di un mondo nuovo abbandonando la propria vita è difficile, anche se quel mondo ha i tratti di un paradiso, ma per Ifemelu è necessario. Il suo paese è asfittico, l'università in sciopero. E poi, in fondo, sa che ad accoglierla troverà zia Uju e che Obinze, il suo ragazzo dai tempi del liceo, presto la raggiungerà. Arrivata in America, Ifemelu deve imparare un'altra volta a parlare e comportarsi. Diverso è l'accento, ma anche il significato delle parole. Ciò che era normale viene guardato con sospetto. Ciò che era un lusso viene dato per scontato. La nuova realtà, inclemente e fatta di conti da pagare, impone scelte estreme. A complicare tutto c'è la questione della pelle. Ifemelu non aveva mai saputo di essere nera: lo scopre negli Stati Uniti, dove la società sembra stratificata in base al colore. Esasperata, Ifemelu decide di dare voce al proprio scontento dalle pagine di un blog. I suoi post si conquistano velocemente un folto pubblico di lettori, che cresce fino ad aprire a Ifemelu imprevisti e fortunati sbocchi sul piano professionale e privato. Ma tra le pieghe del successo e di una relazione con tutte le carte in regola si fa strada un'insoddisfazione strisciante. Ifemelu si sente estranea alla sua stessa vita e, lì dov'è, non riesce ad affondare le radici, pur sapendo che in Nigeria il nuovo modo di guardare il mondo le guadagnerebbero l'epiteto di "Americanah".

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    Loris

    01/09/2015 11:37:22

    Lo schema della narrazione in apparenza segue il canovaccio della storia d'amore contrastata, i cui protagonisti vengono separati da varie avversità, salvo ritrovarsi e scoprire intatta l'attrazione, a dispetto dei legami sentimentali costruiti nel frattempo. Il focus del romanzo però è legato all'esperienza dell'emigrazione e del ritorno, al confronto tra la cultura nigeriana e quella anglo-americana, alle molteplici sfumature che la razza assume nel nuovo mondo. Adichie punta l'indice contro un perbenismo progressista che considera superato ogni problema, o quanto meno non vuole recepire critiche radicali a un sistema di convivenza pacificato solo in superficie. Rispetto ai lavori precedenti, questo è più dispersivo, affollato di personaggi secondari che talora sono solo abbozzati. Resta una lettura più che gradevole, utile per scoprire un diverso punto di vista a cavallo tra i continenti.

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    silvia

    07/03/2015 18:54:11

    In questo romanzo ci sono una serie di difetti controbilanciati da altrettanti pregi, che riescono ad attenuare gli aspetti meno riusciti. Lo stile generale è quello martellante della saggistica statunitense: un elenco sterminato di esempi per avvalorare la tesi principale, in questo caso il radicamento della discriminazione razziale negli Stati Uniti. (Una delle migliori opere sul concetto di identità e diversità, è "La macchia umana" di Philip Roth, rielabora e sublima il concetto portante con maestria tale da renderlo un'icona, ciò sgombra il campo dalla moltitudine di esempi già sotto gli occhi di tutti, che rischiano di annullarsi a vicenda. Anche "L'aiuto" di Kathryn Stockett, tratta lo stesso tema portando avanti un messaggio di denuncia costruttiva, che si proietta oltre la semplice constatazione.) In "Americanah" il punto di vista è quello di chi si trasferisce nel paese dei sogni, non aspettandosi di dover sottostare a una stratificazione gerarchica. Il tono da blog diretto e palpitante si impiglia talvolta in particolari voyeuristico morbosi, di cui si farebbe volentieri a meno. Nonostante i punti deboli, si tratta di un'opera sentita, non si vede l'ora di aver un momento libero per poter continuare a leggere, grazie agli accostamenti lessicali funambolici, alle osservazioni illuminanti sulle contraddizioni della società, ai ritratti ricchi di sfumature, all'andamento altalenante dei ricordi che impreziosisce la struttura.

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    lettrice

    29/12/2014 18:03:40

    Davvero un bel libro, intenso, che tiene incollati alle pagine ed è difficile staccarsene. Consiglio a tutti di leggerlo sia per la storia, una (anzi più d'una) storia d'amore molto ben scritta e articolata, che per avere più consapevolezza di quello che è il mondo (l'America in particolar modo, ma anche l'Europa) in cui si trovano a vivere gli emigranti africani.

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