Traduttore: E. Volterrani
Editore: Einaudi
Anno edizione: 1995
Formato: Tascabile
Pagine: 82 p.
  • EAN: 9788806135966
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    maria luisa

    12/09/2015 16:26:28

    "In Marocco, il senso della famiglia prevale sull'amicizia" - racconta Tahar Ben Jelloun - "si privilegiano i legami di parentela rispetto alle relazioni allacciate fuori dalla famiglia. Presso molte persone l'amicizia è una forma di complicità, di combinazione solidale di interessi". Anche per l'autore l'amicizia è una combinazione solidale di interessi, ma squisitamente culturali e letterari. I suoi amici sono uomini e donne di cultura: scrittori, giornalisti, editori e librai. Con loro può confrontarsi, arricchendosi e maturando grazie alle critiche o semplicemente grazie alla diversità tra esseri umani. Anche gli scrittori del passato e i cineasti rientrano tra i suoi amici. Lo sono attraverso le loro opere. Con gli amici il pensiero può spaziare libero dalle costrizioni delle religioni e delle ideologie politiche. Perché "l'amicizia è una religione senza Dio né Giudizio finale. E non c'è neppure il diavolo. Una religione che non è estranea all'amore. Ma un amore dove la guerra e l'odio sono proscritti, dove il silenzio è possibile". L'autore racconta l'amicizia, e lo fa attraverso la narrazione dei differenti rapporti che ha con i suoi amici. Di ognuno di loro traccia, in poche (o pochissime) righe, il ritratto fotografico. Come a volerne raccontare la storia e la personalità attraverso una foto in bianco e nero, scattata per caso nel corso di una serata tra amici, o di un incontro di lavoro nello studio privato dell'amico. Il viaggio nella memoria, scritto e percorso tra Tangeri e Parigi alla soglia dei 50 anni, promette di essere solo una prima tappa, di un cammino più lungo in cui prendersi "il tempo di riflettere sul modo di arrivare alla sola amicizia che conta: la più bella e la più naturale, quella che uno cerca unicamente per quello che è".

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