L' amico ritrovato

Fred Uhlman

Traduttore: M. Castagnone
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 92 p., Brossura
  • EAN: 9788807880735

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Storia e archeologia - Storia - Specifici eventi e argomenti - Genocidi e pulizia etnica

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Descrizione
Nella Germania degli anni Trenta, due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. L'uno è figlio di un medico ebreo, l'altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un'amicizia del cuore, un'intesa perfetta e magica. Un anno dopo, il loro legame è spezzato. "L'amico ritrovato" è apparso nel 1971 negli Stati Uniti ed è poi stato pubblicato in Inghilterra, Francia, Olanda, Svezia, Norvegia, Danimarca, Spagna, Germania, Israele, Portogallo. Introduzione di Arthur Koestler.

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Recensioni dei clienti

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    serafini lino pasqualino

    18/02/2019 16:17:27

    racconto molto bello da far leggere ai più giovani

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    Luisa

    25/01/2019 14:22:45

    Da leggere. Consigliato, anche per i più giovani!

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    Linda

    04/01/2019 15:39:43

    Libro semplice, da leggere in età scolastica e da rileggere da adulti. Libro immediato, profondo e diretto.

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    Chiara Baldan

    22/09/2018 19:51:25

    Questo libricino è un piccolo capolavoro. La Storia che resta sullo sfondo all'inizio del libro, si impone col passare delle pagine, lasciando un sapore amaro in bocca. Il finale ti lascia col fiato sospeso. Consigliato per tutti.

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    Ale

    22/09/2018 14:46:53

    Mi piace considerare questo romanzo la dimostrazione di come l'amicizia vera riesca a superare tutti gli ostacoli presenti sul suo cammino. Trasmette davvero molto e ci ricorda quali sono alcuni dei valori più importanti della vita attraverso due bambini e tanta dolcezza ed ingenuità. È un romanzo molto delicato e profondo che, con semplicità, rapisce e commuove. Secondo me è uno dei libri più belli sull'amicizia. Meraviglioso!

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    Francesco La Placa

    22/09/2018 08:08:47

    Con una prosa scorrevole e lineare, Uhlman ci mette di fronte a una delle vicende più tragiche della storia, quella della persecuzione e del successivo sterminio degli Ebrei. Il racconto che ci propone narra dell'amicizia tra un ebreo e un ariano, amicizia che non avrebbe nulla di sconveniente se nella Germania degli anni '30 non andassero via via diffondendosi pesanti pregiudizi razziali. L'amicizia stessa dei due ragazzi è messa a dura prova, ma ciò consente all'autore di mettere in risalto i tratti della vera amicizia, dell'affetto fraterno che solo in casi particolari si è in grado di vivere.

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    NUNZIO

    21/09/2018 09:34:02

    Molto bello, a tal punto da proseguire con la Trilogia del Ritorno del medesimo autore. Consiglio di acquistare direttamente la trilogia del ritorno. Non vi pentirete, ottimo acquisto!!!

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    Lara

    20/09/2018 05:18:55

    Pur essendo ambientato in un contesto storico ben preciso, questo romanzo è senza tempo. L'autore racconta, attraverso l'amicizia di Hans e Konradinin, di un periodo storico così delicato che vede al centro le deportazioni e la guerra. Lo stile di Uhlman è pulito e scorrevole. Pur essendo lungo soltanto 90 pagine, è un libro che lascia il segno. Consiglio anche l'adattamento cinematografico del 1989.

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    Giliberta

    19/09/2018 18:32:29

    La storia è quella di Hans e Konradin, uno ebreo, l’altro di origine nobile. Siamo alle origini dell’ascesa di Hitler, l’antisemitismo comincia a dilagare in Germania, eppure tra i due nasce un’amicizia che sembra destinata a durare per anni. Un libro breve, capace di racchiudere in poche pagine due intere vite, la testimonianza di una storia vera, la storia. Da sempre interessata a storie ambientate in questo periodo storico, avevo da qualche mese questo libro in libreria e paradossalmente non trovavo mai il tempo – così poche pagine che lo si potrebbe sempre trovare – eppure volevo leggerlo. È un libro dolce per alcuni versi, ci fa sorridere e pensare che un’amicizia pura possa sorpassare ogni differenza. Eppure abbiamo avuto tutti la nostre dose di sbagli adolescenziali, qualcosa che avremmo potuto evitare semplicemente con uno sguardo o una parola e che si è poi trasformato nell’inevitabile. Qualcosa di simile avviene tra i due protagonisti, che credono di star gestendo bene il peso degli avvenimenti divenuti storia, senza sapere che tanti altri prima di loro avevano avuto la loro stessa sensazione, ci avevano provato ugualmente. La storia – e delle parole non dette, degli sguardi non incrociati – si metterà in mezzo a due giovani vite, che alla fine il destino saprà riunire in modo inaspettato. Una storia dolce e crudele allo stesso tempo, ma che vale la pena leggere almeno una volta nella vita.

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    Letizia Noto

    19/09/2018 18:02:13

    Ottimo regalo per leggerlo in un paio d'ore, scorrevole cm scrittura

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    antonio

    19/09/2018 17:37:41

    La forza di questo libro nella sua semplicità devastante. Ti prende con le ingenue prime pagine per poi lasciarti con il cuore pesante. Un'amicizia vera e sincera che sbatte contro l'idiozia dei credi, religiosi e politici. Due amici separati che coltivano una unione durante il periodo nazista pre seconda guerra mondiale. Semplice all'apparenza ma potente nella sua ricchezza di significato.

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    Silvia

    19/09/2018 13:17:03

    Un libricino piccolo ma potente che indaga come raramente accade il valore dell’amicizia. La storia è ambientata nella Stoccarda degli anni 30 e l’amicizia è quella che nasce tra due sedicenni: Hans, discendente da una famiglia ebrea dell‘alta borghesia e Konradin, di estrazione nobile. Credo che qualsiasi insegnante dovrebbe proporlo ai propri alunni per poi riflettere insieme su alcune tematiche. Indimenticabili alcuni passi come ad esempio: “ Qualche volta i ragazzi tra i sedici e i diciotto anni uniscono a un’innocenza ingenua e a una raggiante purezza di corpo e di spirito un impulso appassionato verso una devozione e un altruismo assoluti. Questa fase di solito è di breve durata, ma per la sua intensità e unicità rimane una delle più preziose esperienze della vita.” Il finale, poi, lascia davvero di stucco.

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    rosa

    18/09/2018 13:37:06

    Più che un libro una novella che si legge tutta di un fiato, scritta in modo semplice, lineare ma molto appagante. Un centinaio di pagine sintetizzano l’essenza dall’amicizia, l’essere così uniti e così distanti, sentirsi parte di una religione e di un Dio che non si materializza ed anzi ti lascia con i tuoi dubbi più profondi, l’essere amici in una Germania divisa tra nazisti ed ebrei. Il dolore e la sofferenza dei personaggi, che rappresentano il dolore e la sofferenza dell’umanità, emergono delicati ma molto profondi senza che di essi l’autore ne parli mai con fervore. Una favola dolce e crudele da leggere e da far leggere.

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    Miriam

    18/09/2018 12:12:37

    Nonostante le mie prime ostilità nel comprarlo, ho trovato il libro superlativo. Stupendo, ricco di emozioni. Dal libro emerge come molte cose nella vita ,come l'amore e l'amicizia, non possano essere comandate. Finale spettacolare.

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    Laura

    18/09/2018 10:40:43

    "L'amico ritrovato" è quasi da definirsi un racconto piuttosto che un romanzo. Il fulcro della trama è un'amicizia, narrata in brevi parentesi di quotidianità, come potremmo aspettarci da un sedicenne di poche parole. Ma quelle parole sono dense di significato, soprattutto perché esprimono i piccoli cambiamenti nella vita di un giovane ebreo alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, e di conseguenza nei rapporti con le persone che lo circondano. Ho trovato questo libro commovente senza il bisogno di lunghe descrizioni e caratterizzazioni psicologiche. E' concreto e conciso, e sa far riflettere. Consigliatissimo.

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    sebi

    13/09/2018 17:50:28

    Bello, splendido e scorrevole. A parte i mille nomi in tedesco che chi non è addetto ai lavori non comprende facilmente il romanzo è bel scritto. Il finale mozza il fiato.

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    Seby Flavio Gulisano

    19/06/2018 22:03:21

    Libro che si legge in fretta e non solo per il ridotto numero di pagine. Finale toccante.

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    ninonux

    13/12/2017 13:38:42

    Si legge in un giorno, ti resta dentro per tanto tempo. Un flebile grido di speranza in mezzo al frastuono assordante dell'odio e della follia della guerra e della Shoah.

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    Bookworm

    23/03/2016 08:09:34

    Concordo con violoncella. A mio parere, durante la lettura di questo romanzo breve ci si dovrebbe concentrare maggiormente sulla situazione della Germania anni Trenta, che fa da sfondo e influenza l'amicizia dei due protagonisti, che altrimenti avrebbe avuto esito diverso.

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    marco50

    04/03/2016 17:05:10

    Bello bello bello si legge tutto di un fiato lo consiglio a tutti una storia di amicizia vera

Vedi tutte le 32 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Lo leggerete velocemente guidati dalla passione e dalla ragionevolezza. Il suo linguaggio ingenuo, introspettivo ma fiabesco, vi colpirà fin dalla prima riga. Parola dopo parola vi sentirete coinvolti in questa novella scorrevole ma intrisa del cattivo odore di un'epoca che non va dimenticata.

L'amico ritrovato è stato pubblicato nel 1971. Quando venne scritto, Uhlman aveva settant'anni e nessuno avrebbe scommesso un centesimo su di lui, almeno come scrittore. Conosciuto infatti più come pittore che non come letterato, l'artista di Stoccarda non avrebbe mai pensato che con un romanzo breve di appena novanta pagine sarebbe entrato nell'Olimpo della letteratura.

Un successo meritato o solo un riflesso? La domanda sorge spontanea, ma sono sicuro che dopo la lettura di questo libro converrete con la mia umilissima opionione: siamo davanti a un capolavoro.

La storia narra dell'amicizia di due adolescenti, Hans e Konradin. Il primo è figlio di un medico ebreo, il secondo è il rampollo di una nobile famiglia tedesca che ha simpatie verso il nazional-socialismo. Tra i due nasce una profonda amicizia, ma nel momento sbagliato. Infatti, tutto si svolge negli anni in cui la Germania sta cadendo preda del morbo antisemita.

Non vi svelerò più nulla della trama. Magari avete già letto questo libro, magari lo rileggerete proprio grazie a questo articolo, magari è la prima volta che ne sentite parlare, fatto sta che l'oggetto del romanzo è chiaro. Eppure ciò che più colpisce non è tanto il tema ma come esso è stato sviluppato. Prima di tutto non c'è una lettura pietistica e drammatica della questione ebraica.

Uhlman stesso è un ebreo, nato a Stoccarda nel 1901 e cresciuto in una famiglia agiata. Ha vissuto i terribili anni del nazismo e sulla sua pelle ha provato il dolore dell'emarginazione e del razzismo. Nelle sue parole però non scorgiamo né vendetta, né risentimento.

Sebbene Hans, figura dietro cui Uhlman si cela per raccontare le sue impressioni, sia costretto a trasferirsi negli Stati Uniti d’America per scampare alla persecuzione, rimarrà sempre impressionato dalla figura del suo amico Konradin. Verso di lui non prova odio, ma ne salva la figura.

L’amico ritrovato infatti è tutto incentrato sul ricordo. Hans-Uhlman racconta questa storia anni dopo la Seconda guerra mondiale. Ormai è vecchio, stanco, si è preso tante soddisfazioni negli Stati Uniti ma ha bisogno di riacciuffare l’innocenza che ha perduto nel 1933, quando il nazismo lo ha scacciato dalla Germania. Konradin quindi diventa l’immagine di quel momento spensierato e senza macchia, in cui la vita si guarda con speranza e il futuro ha il sapore della felicità. Ritrovare quell’amico nella memoria vuol dire ritrovare l’innocenza che per Hans è andata via troppo presto. Ed è per questo che egli non prova rancore verso Konradin, vittima del sistema e delle scelte della sua famiglia.

Ma è proprio nelle pagine finali di questo libro che verremo sconvolti. Il colpo di scena che ci ha preparato Uhlman ci viene somministrato con delicatezza. Il giovane Hans infatti per conquistare la simpatia di Konradin ha dovuto lottare molto, ha provato verso di lui un'ammirazione fuori del comune fin dal primo giorno di scuola. A distanza di anni, il vecchio Hans ancora la sente. Per lui Konradin è sempre stato speciale.

E sarà proprio il destino a confermare questa sua intuizione adolescenziale. Come? Lo scoprirete leggendo.

Recensione di Martino Ciano